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PSICOLINGUISTICA SCIENTIFICA

 

  1.   ESPOSIZIONE  INTEGRALE SEZIONATA CON PRONUNCIA RALLENTATA

 

fig.   :  Per rallentare opportunamente la pronuncia dell’insegnante  si usa  il
manometro ( sullo sgabello) registrato alla velocità  di percezione degli
studenti.

        Per facilitare e accelerare l’acquisizione di una lingua straniera, l’autore del libro ha elaborato il
metodo dell’ esposizione  integrale sezionata con  pronuncia rallentata di seguito segnalato con EIS-PR.
Esso si basa sulla teoria del  condizionamento di primo livello di Pavlov(1953), del carico cognitivo (Chandler Sweller, 1991, 1992 citati in Brünken et al, 2006), nonché  sulla teoria del mascheramento di Neisser (1967) e Lurja(1966).

 

A: APPRENDIMENTO SEGNALETICO  di Pavlov (1953)

La prima legge dell’apprendimento segnaletico di Pavlov(1953)  stabilisce che affinché  un’associazione
tra un stimolo naturale (un oggetto ) e un suono  linguistico ( la parola o vocabolo)  si instauri occorrono più ripetizioni, più esposizioni a tale stimolo. Quando lo stimolo è molto forte allora basta una sola  esibizione. Ma questa è un’ eccezione. Il numero di ripetizioni dipende dalla predisposizione dell’allievo e dal vigore dello stimolo somministrato.

La seconda legge  statuisce che l’apprendimento dipende  anche dal vigore dello stimolo. Stimoli neutrali non generano nessun apprendimento, stimoli deboli  scarso e stimoli intensi molto apprendimento.
Un oggetto, un’azione,  un fenomeno, emettono il massimo  di carica emozionale quando essi sono presentati nella situazione reale della vita. Il minimo quando essi sono presentati tramite i segni grafici (parola scritta) oppure orali (parola pronunciata). La parola scritta sul libro e sul quaderno  presenta  il minimo di emozionalità per l’allievo, il massimo se agisce nel suo contesto naturale.  Se l’insegnante vuol  conferire vigore alla parola deve  presentare l’oggetto  nella situazione naturale (Pavlov, 1953)

Per  applicare  questi due principi, durante la lezione di lingua straniera ,  è stato eliminato l’uso della lingua materna, e introdotto  l’uso esclusivo  della lingua straniera. Non senza problemi.  Ciò crea un eccessivo carico cognitivo che lo studente non riesce ad elaborare,  anzi costituisce una ostruzione  all’apprendimento medesimo, come avviene nella immersione totale, la quale impedisce l’apprendimento invece di favorirlo, oltre alle gravi frustrazioni che genera nello studente e alla lesione all’autostima. Sicché esso è stato abbandonato, ed è aborrito dallo studente.
Per tale motivo la lingua straniera è stata sezionata  in segmenti brevi  allo scopo di ridurre il carico cognitivo  al livello del carico cognitivo germano dello studente.  Si inizia dallo studio di una sola e poi di due vocaboli. Questa é la prima sezione.  Dopo  che lo studente abbia acquisito  una ampio repertorio di vocaboli, si passa  alla seconda sezione, costituita da due o tre vocaboli. Dopo l’acquisizione di un ampio repertorio di strutture
di due o tre parole, si passa alla terza sezione.  E così via fino alla sesta sezione.

In uno studente la quantità della risorse (capacità)   per la  costruzione di sapere disponibili in una determinata situazione sono limitate.   La teoria del carico cognitivo statuisce che l’apprendimento è un processo che richiede capacità il cui successo dipende  dalla quantità di capacità cognitiva disponibile  da parte dello studente.
Se la quantità di capacità  cognitiva richiesta dalla informazione somministrata supera la quantità  di capacità disponibile nello studente, si ha un sovraccarico cognitivo, il che riduce l’acquisizione  di sapere se addirittura non lo  impedisce completamente  (Chandler & Sweller, 1991, 1992 citato in Brünken et al, 2006).

 

  1. Il carico cognitivo intrinseco è il grado di  difficoltà cognitiva insita in un’informa-
       zione
      
    Esso dipende dalla  natura  della materia da imparare pertanto è poco   influenzabile. Ogni elemento ( parola, algoritmo,  regola ) ha un certo carico cognitivo, ossia  presenta un  certo grado di difficoltà.
    2. Il carico cognitivo estraneo  è il grado di  difficoltà cognitiva trasferito a una  informa-zione,  dipendente  dalla maniera  di codifica-zione. Quanto più  lunga e complessa è  la presentazione della informazione, tanto meno si impara. Quando più  corta e semplice è la  codificazione della informazione tanto più viene assimilata. Esso riduce o  impedisce l’acquisizione  della informazione. Perciò è molto importante  la codificazione della informazione da somministrare.
  2. Il carico cognitivo germano è il grado di  capacità di elaborazione cognitiva  di una informazione da parte di uno studente. Esso determina la quantità  di sapere che lo studente acquisisce all’esposizione di una informazione.  Uno studente principiante ha un bassissimo carico cognitivo germano. Esso è parallelo alla memorità la quale è il grado di capacità di memorizzare una informazione da parte di uno studente.

Per ottimizzare la capacità apprendimentale dello studente sono state elaborate varie strategie di presentazione  della materia. Nel campo linguistico l’autore del libro ha elaborato la esposizione integrale sezionata con pronuncia rallentata (EIS-PR )(Bertelli,  Psicolingustica scientifica, 2015).

L’incremento  della capacità apprendimentale è quello in cui in una determinata situazione didattica, la capacità cognitiva disponibile  nello  studente pareggia o supera  la capacità  cognitiva richiesta dalla materia. Giacché la prima non è modificabile,  si è ridotta la seconda.   Si è elaborato la materia in segmenti brevi e semplici tali che essi siano facilmente acquisibili. Ciò riguarda sia il numero delle parole, come pure il carico cognitivo di ogni singola regola grammaticale  e degli algoritmi (Brünken et al, 2006).   Non solo la comprensione genera problemi, ma anche  la percezione. L’uomo non percepisce tutti  i suoni di una frase ma solo alcuni, e poi estrapola  il significato dalla struttura ( Fisher, 1972). Ossia saltuariamente percepisce solo la 1°, la 4°, 8° lettera di una frase ecc.
La capacità di captazione dei suoni di uno studente principiante è molto inferiore a quella di uno studente avanzato o di un conoscitore della lingua medesima. Perciò anche l’articolazione delle parole e delle frasi  pronunciate dall’insegnante  sono rallentate a livello di preparazione dello studente allo scopo di permettergli di percepire  tutte le parole di una frase.  A tale scopo ü stata rallentata opportunamente il ritmo di eloquio
dell’insegnante ( vedi tabella 1)

SEZIONAMENTO  DELLA  LINGUA
Il sezionamento   della lingua in brevi segmenti  contenenti  vocaboli selezionati secondo
criteri statistici    avviene solo fino a quando lo  studente ha acquisito  800-900 vocaboli  ossia nel primo anno di studio. Dopo si introduce la conversazione libera. Ma anche in questo caso l’insegnante tiene  conto delle difficoltà percettive dello studente parlando lentamente
e intercalando pause fra le frasi.  La lezione deve essere  studente-centrica.

 

 

  1. ALTO NUMERO DI RIPETIZIONE NELLA MEDESIMA LEZIONE

L’EIS-PR  genera un alto numero di ripetizioni  di ogni singolo vocabolo e delle frasi, nella medesima lezione, di gran lunga maggiore di quelle della  didattica  tradizionale.  Ciò promuove il trasferimento dalla memoria breviscadente  in quella lungiscandente, che genera l’apprendimento reale,  in contrapposizione alle poche ripetizioni dei metodi tradizionali, nei quali si usa più la lingua materna che quella straniera (Baddeley, 1982).
Oltre all’incremento delle ripetizioni e del vigore dello stimolo, il metodo EIS-PR impiega la illustrazione,
( Zincenko, 1966; ) e la inscenatura dei vocaboli e  delle  frasi(Haseloff, 1970).

ILLUSTRAZIONE
L’EIS presenta il significato dei vocaboli  non mediante la descrizione verbale, ma mediante la illustrazione. Ciò accresce il potere  memorizzante dei medesimi (Paivio, 1981, Zincenko, 1969)

INSCENATURA
L’EIS presenta il significato e la funzione dei vocaboli non mediante la descrizione verbale, ma mediante la inscenatura dei medesimi. Ciò accresce del 460% il potere memorizzante di essi (Haseloff, 1970)

Giacché nelle lezioni iniziali l’insegnante parla  troppo in fretta per gli studenti principianti, è
stato introdotto il manometro nell’aula registrato  secondo la lingua che si studia. La lunghezza della
sillaba varia da lingua a lingua. In quella cinese  è  di circa 1’300 msec a sillaba, per studente principiante, mentre la media per un vconoscitore della lingua oscilla tra 620 a 680 msec per sillaba.  Nella lingua inglese  oscilla intorno a 360 msec per sillaba.

RALLENTAMENTO  DELLA   PRONUNCIA   DELL’ INSEGNANTE

manometro 2015-12-14 003Per permettere  agli studenti   principianti di percepire tutte le parole del discorso  l’insegnante rallenta  la propria pronuncia. Giacché ciò è molto difficile, si usa un manometro  che batte il tempo ( vedi fig.  ).

VERIFICA.
Il metodo della EIS-PR si basa completamente su presupposti scientifici ( vedi bibliografia). Inoltre è stato sottoposto  a verifica empirica. Applicato  a classi di studenti tedeschi delle scuole superiori, ( una lezione di due ore a settimana ) li ha abilitati ad imparare l’italiano in due anni mentre i medesimi studenti precedentemnte avevano acquisito la lingua francese nell’arco di quattro anni,  sotto la guida di insegnanti tedeschi, molti esperti in didattica e ascoltando due lezioni di un’ora ciascuna a settimana.  Ossia gli studenti guadagnarono il 50% del tempo
e di energie  rispetto ad altri metodi didattici per la linguistica. Il che equivale a dire
che con questo metodo il profitto degli studenti raddopiò  oltre a essere sicuro.
Livello di prestazione: conversazione fluente,   conoscenza di 2000 vocaboli, comprensione al 92%  del testo.   Esso soddisfa i criteri obiettività, attendibilità e di validità, ed essendo stato depurato dalle distorsioni dello sperimentatore, dell’osservazione e delle trappole cognitive, possiede lo stato e la dignità di scientificità.
Di loro iniziativa  gli studenti  rilevarono che il successo era dovuto al fatto che il sottoscritto nella lezione avesse applicata  “molta psicologia”. Mentre l’insegnante di francese, pur conoscendo benissimo  quella lingua, non applicò  metodi  e principi psicologici.
APPLICAZIONE IN ALTRE LINGUE.
Il metodo  EIS-PR può essere applicato a ogni altra lingua. (vedi YouTUBE)

Bibliografia

Baddeley, A.D. (1982): So denkt der Mensch: Unser Gedächtnis  und wie funktioniert. München: Droemer-Knaurt
Bertelli, F.(1915): Psicolinguistica scientifica.     Inglese in due anni-Cinese in tre anni. e-Bay
Brünken, R. & Seufert, T.(2006): Aufmerksamkeit
Lernen,    Lernstratgegien. In: Mandl, H. & Friedrich, H. F.(Hrgs):
Handbuch  Lernstrategien.  Göttingen: Hogrefe, 27-37.
Chandler & Sweller, (1991,1992), citati in Brünken et al,  (2006):  Aufmersamkeit, Lernen, Lernstrategien.  27-37.
Lurja, R. (1966): Le funzioni corticali superiori dell’uomo.  Firenze: Giunti e Barbera
Neisser, U. (1967): Psicologia cognitivista. Milano: Martello-Giunti
Mandl, H. & Friedrich, H. F. (Hrgs)(2006):  Handbuch von Lernstrategien. Göttingen:Hogrefe

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