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LENTA PRONUNCIA DELLE PAROLE QUALE STRUMENTO DI MEMORIZZAZIUONE

LENTA   ARTICOLAZIONE    DELLE     PAROLE
COME    STRUMENTO    DI    MEMORIZZAZIONE    VERBALE.

 

 

tempo e percezione 2015-12-13 001

Fig.     : Effetto  della durata dell’esposizione  della  parola  sulla memoria  e (MckWorth,  1963)
solo  nella  comprensione delle parole  e delle frasi, ma anche nella   immagazzinamento  della informa-
zione, come risulta da esperimenti  di laboratorio ( Neisser, 1967).

“Un risultato che si trova
sempre è che la presentazione

rapida (di parole e frasi)

menoma le prestazioni dei

soggetti” ( Neisser, 1967).

Neisser ha fatto una                Fig.
rassegna di parecchi esperimenti
in cui si ottiene proprio questo ( Neisser,   1976,  p.  300 )
“Il rendimento del soggetto  migliora con l’aumento del tempo di esposizione ….  Il rendimento dipende in maggior misura  dal tempo di esposizione “ (Neisser,  1967,   p. 44).
Mackworth(1963,  citato in Neisser, 1967 )  ha condotto degli esperimenti sulla durata della esposizione di una lista di parole, trovando che quanto più lungo è il tempo di esposizione tanto meglio le

parole vengono memorizzate.
( vedi  figura 1)

Il diagramma fig 1   evidenzia che man mano che cresce il tempo di esposizione della parola  aumenta anche la memorizzazione, fino a un certo punto dopo il quale la curva diventa asintotica, ossia non cresce  più.
Questo esperimento fornisce importanti indicazioni sul rapporto tra  tempo di articolazione delle parole e  memorizzazione verbale dello studente.   Ciò è molto rilevante nella didattica.
In altre parole il rendimento dello studente migliora con l’aumentare del tempo di esposizione.
Dal 1920 a oggi sono stati condotti numerosi sperimenti in laboratorio e da tutti  risulta che la presentazione rapida menoma  le  prestazioni degli  studenti mentre  quella    rallentata  la   migliora.

Questo principio non è ancora stato recepito dagli  insegnanti   italiani,  i quali continuano a presentare  la materia
ad alta velocità di pronuncia, anche quando si chiede loro    di rallentare il ritmo dell’eloquio. Se si ricorda loro
tutti i fallimenti della didattica,  essi ribattono  che ogni fallimento   sia dovuto “a inettitudine
e inabilità linguistica dello studente”.  Come nei secoli  passati  tutto e sempre è colpa dello studente.

BIBLIOGRAFIA

  1.  Bertelli F .(2015): Psicolinguistica scientifica,

 

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