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6.2. RIPETIZIONI SUCCESSIVE DI VOCABOLI E ALGORITMI

6.2.   RIPETIZIONI   SUCCESSIVE   DI   VOCABOLI  E   ALGORITMI
Alle strategie e ai vari tipi di ripetizioni sono state dedicate molte ricerche.  Esse concernono la ripetizione di lettura, di visione e di articolazione, (ri-lettura, ri-ascolto, ri-articolazione),  numero, tempo,  durata e densità di ripetizioni (Steiner, 2006)

È stato calcolato che con i metodi tradizionali il numero di resposizioni totali di un contenuto  necessario per trasferirlo nella memoria lungiscadente ammonta a 1600 riducibili a 800  con i metodi scientifici.
a) associazione tra oggetto e parola circa 400 esposizioni,
b) abbreviazione di tempi di reazione        400 esposizioni.
Qui sorge la domanda come suddividere queste esposizioni? Le alternative possibili sono numerose:

400 esposizioni =>  1 serie x 400 esposizioni
400 esposizioni =>  4 serie x 100 esposizioni
400 esposizioni => 10 serie x  40 esposizioni.

Di queste tre differenti ripartizioni la meno efficiente è la prima ossia la ripetizione in blocco di 300  volte. La più efficiente è la suddivisione in serie corti, la ultima in 10 blocchi ognuno di 40 ripetizioni. Ne deriva che l’acquisizione di una frase o di vocaboli  richiede la suddivisione in più serie di ripetizioni scaglionate nel tempo.

 

 

  1. B) RIASCOLTO (REHEARSAL)
    Accanto alla ripetizione esterna esiste la ripetizione interna ( ing. rehearsal ) che è indispensabile nell’ acquisizione di sapere.

Ascoltando una frase nuova lo studente ha bisogno di riascoltare  la frase per fissarla nella memoria. Per poter far ciò egli  pronuncia  la frase sentita e poi la  ripete sottovoce. I bambini lo fanno a voce alta, mentre gli adulti di ogni età, lo fanno a voce bassa.  Essa è la “ripetizione interiore”  o “riascolto” .  Per favorire tale processo l’insegnate può concedere più tempo allo studente per permettergli di ripetere. Ma può anche  lui medesimo aiutare lo studente, ripetendo  un certo numero di volte la nuova frase o i nuovi vocaboli.
È stato anche rilevato che durante la ripetizione il soggetto collega il contenuto con altri elementi del sapere precedente,  favorendo l’apprendimento elaborativo.

La ripetizione serve alla codificazione di nuovi contenuti, ossia al loro immagazzinamento. Serve anche per la conservazione di contenuti  c) per trasferire un contenuto ( una parola nuova) dalla memoria breviscadente (MBT )  nella memoria lungiscadente (MLT).
La ripetizione contiene caratteristiche superficiali ( la forma  della grafia, o sagoma della parola, i toni della voce, i vocaboli, le frasi).  Nel processo apprendimentale la ripetizione ha il suo posto e la sua importanza ( Steiner, 2006).
Il numero di riascolto o ripetizione sottovoce ossia il  rehearsal ha un influsso sulla memoria lungiscadente  come ha rilevato Rundus ( 1971, citato in Steiner, 2006, p. 102).  Perciò essa è indispensabile e non può essere trascurato  o sottovalutata.
Le informazioni che ci sono nel nuovo contenuto vengono collegate con il sapere gia esistente,  viene “elaborato” sicchè successivamente il richiamo di quel contenuto diventa più facile e più rapido ( Baddeley, 1990). Ciò  rende necessaria la maniera di codificazione, di cui esistono molte forme. Si può ripetere in differenti  forme di codificazione.
a) ripetizione di pronuncia:  codificazione verbale,
b) ripetizione di osservazione della sagoma  del vocabolo,  codificazione iconica,  ossia figurale,

  1. c) ripetizione di articolazione : codificazione della motorica di articolazione  delle medesima parola o frase, codificazione   delle motorica fina

Qui sorge il problema del numero di ripetizioni. Hebbinghaus(1886) facendo imparare a memoria a studente tedeschi  parole della propria lingua materna, trovò che occorrono  almeno 8 ripetizioni per memorizzare una sillaba.  Non ha studiato però il numero di ripetizioni necessarie per memorizzare le parole di una lingua straniera che sono più difficili di quella propria lingua materna.
Per uno studente che ha come lingua  nativa una lingua europea,  il numero necessario per memorizzare una parola delle lingua cinese è molto piu grande, appartenendo la lingua cinese a un altro ceppo  linguistico.

Da campioni molto piccoli di studenti in classe, che quindi non è rappresentativa dell’intera popolazione scolatica ma solo orientativa, per uno studente di lingua materna europea,  la memorizzazione di una parola della lingua cinese  nella fase iniziale  richiede 25-30 ripetizioni, ripartite nei 4 meccanismi di base ( parlare, scrivere, leggere e  ascoltare).

Il metodo che in maggior misura applica la ripartizione  della materia in brevi serie e n contesti differenti è  l’ EIS  ( v. 12: EIS)

 

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