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PSICOLINGUISTICA SCIENTIFICA

6.22.   INTITOLAZIONE  DELLA  LEZIONE  E DELL’  ARGOMENTO

 

L’enunciazione orale e scritta sulla  lavagna del soggetto della lezione o del brano di lettura  incrementa la memo-rizzazione dei vocaboli e degli algoritmi in essi contenuti.

 

Numerose ricerche confermano  che la  categorizzazione  semantica del materiale accresce  l’apprendimento,  ossia il raggruppamento di parole sotto un concetto sovraordinato secondo il loro significato ( Metzig et al, 2006).
Un enorme vantaggio alla riproduzione viene dato dall’annuncio del nome della categoria, a cui il materiale appartiene, ossia dando un titolo al  materiale da studiare: intitolazione  dell’argomento, del materiale che viene trattato.

Con ciò  si previene che intere categorie di informazioni vadano
perdute.

 

titolo in inglese 2015-12-14 002

Fig xx: L’enunciazione del soggetto della lezione  incrementa la memorizzazione dei vocaboli e degli algoritmi

 

È  di estrema utilità che al principo della lezione

l‘insegnante dia il titolo dell’argomento che tratterà
durante la lezione come “traffico”, “strada”,  animali, frutta, vegetali, cucina ecc. Non solo oralmente ma che scriva

in cima alla lavagna il medesimo titolo in caratteri cubitali.
Se durante la lezione si trattano piu argomenti, è utilissimo annunciare il titolo di ogni argomento  da trattare.
Questo avviene anche nelle lezioni universitarie. Il professore dovrebbe dare il titolo a ogni argomento che tratta.

Ne deriva il seguente  beneficio  didattico:

Il titolo di una categoria innalza notevolmente la ritenzione

dei nomi e delle frasi del testo.
PRINCIPI DIDATTICi:
1) annuncio orale  del titolo dell’argomento che si tratterà
nel corso della lezione.

2) trascrizione del titolo  dell’argomento sulla lavagna  in
caratteri cubitali, o su un pannello accanto alla lavagna (v.
fig x)
3) trascrizione del titolo  sugli appunti dello studente.

Anche ai propri appunti lo studente deve dare un titolo.
Infine è importante il modo di intitolare,  la maniera di ordinare  parole e frasi sotto una categoria sematica,  il
vocabolo che si sceglie  (Metzig et al.  2006)

Se si chiede a un insegnante “qual è l’argomeno della lezione  odierna” la  risposta è: “kewen” (testo) op  “mingci”  vocaboli. Questi due titoli sono vaghi e generici e didatticamente
inefficienti. Il titolo dell’argomento deve essere una categoria che contenga riferimenti specifici a tutti i vocaboli e frasi dell’elenco.
Il titolo dell’argomento deve essere un concetto astratto, e deve riferirsi a tutti gli elementi del brano: verbi, sostantivi aggettivi. Quanto più è astratto, tanto più ampio è il suo raggio di contenimento.
Quanto più stabile è l’ordine, secondo il quale le parole   o le frasi devono essere rubricate, tanto maggiore è

la  prestazione  all’atto del recupero. Se agli studenti si impedisce di categorizzare secondo un ordine fisso, la prestazione  al momento del recupero scende notevolmente  ( Metzig et al, 2006)
Per la spiegazione  teorica di questo fenomeno gli psicologi assumono due principi.
ASSUNTO 1: Il lavoro della memoria lungiscadente,  MLT,   somiglia a quella di una farmacista, che dispone ogni farmaco in un determinato ripiano e in una determinata fila. Per  ogni farmaco c’è un solo posto, su un ripiano e in una fila. Secondo questo modello è di enorme importanza che la   unità di informazione venga immagazzinata  in un determinato  posto della rete semantica (la rete semantica costituisce l’intero sapere dell’individuo).

ASSUNTO 2: determinante per questa  prestazione mnemonica  è la disponibilità di una strategia, che conduce alla generazione di informazioni di prova. Se bisogna fare la descrizione biologica della  “balena”, la produzione di caratteristiche è maggiore se precedentemente  essa fu categorizzata sotto il titolo  “mammifero”. In questo caso tutte le caratteristiche che appartengono ai mammiferi emergono nella descrizione,   perché la balena nient’altro è che un mammifero vivente nell’acqua. Nella riproduzione compariranno  seni,  allattamento, sesso come quello degli animali, respirazione.

 

  1. B) ANNUNCIO DELLA FINE DI UN PARAGRAFO E IL PASSAGGIO
    A UN SECONDO.

 

Anche la conclusione di un argomento, di un evento, di   un paragrafo deve essere annunciata e formulare il

titolo del prossimo. Queste delimitazioni  permettono  di concentrarsi su un altro concetto sovrarordinato

di una altra categoria ( Metzig et al, 2006).

Indagini empiriche hanno evidenziato che scolari che avevano ricevuto informazioni  sulla fine di un argomento e l’inizio di un altro, ricordavano molto di più   di quelli a cui non venne dato nessun istruzione sulla fine di un argomento e dell’inizio di un altro ( Metzig et al, 2006).
META-COGNIZIONI
1. Enuncia il soggetto della lezione che tratterai e scrivilo in cima alla lavagna.
2. Formula il titolo del brano che si studia e si analizza.
3. Enuncia il nome , della categoria dei vocaboli che si  studieranno.  Ogni lista di vocaboli deve avere un nome
proprio.

  1. Il titolo sulla lavagna: scrivi il  titolo  dell’argomento, o  il nome della categoria a cui appartengono i

vocaboli da studiare sulla lavagna.
5. Titolo sugli appunti: Fa scrivere agli studenti il titolo  anche negli appunti degli studenti.

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