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GESÙ TRADOTTO

7.3.10.  GLI  AUTENTICI   SEGUACI   DI   PIETRO
(Mc, 5, 37;  Mc 9,2)   )

 

fig. . I seguaci di Pietro furono solo due: Giacomo e Giovanni, orfanelli come lui.
fig. .    I seguaci di Pietro furono solo due: Giacomo e Giovanni, orfanelli come lui.

37   E (l’intelletto riscattatore) non permise che alcuno lo seguisse all’infuori di  Pietro, Giacomo e Giovanni fratello di Giacomo. (Mc, 5, 37

[ Essi erano credenti e seguace del intelletto riscattatore  ( s. Gesù)

. . . .

2  Alcun tempo dopo l’intelletto prese con sè  Pietro, Giacomo e Giovani e li condusse in disparte sopra un alto monte…  (dove avvenne la trasfigurazione()Mc 9, 2)

NOTA: Questi sono gli autentici seguaci di Pietro, quelli  che ascoltavano i sogni da lui raccontati  e gli credevano ciecamente  a Qumran.  Gli altri  (Mc, 1, 14-20) Andrea e Simone Giacomo e Giovanni,  quelli del sono simboli onirici, che incarnano funzioni psichiche di Pietro, rispettivamente: il trovatello Andrea, il ricercatore in Andre, l’atteggiamento zelante e l’atteggiamento  riscattatore   in Pietro.  Giacomo e Giovanni sono personaggi storici, che però quando compaiono nei sogni, sono simboli onirici, che incarnano funzioni psichiche di Pietro.
I “docidi   apostoli”  invece sono simboli onirici che raffigurano  le dodici funzioni psichiche  in Pietro: Il Sè,
l’intelletto, l’Io-agente, il   super-Io o coscienza morale,   la vocazione assistenziale, ecc

 

 

 

 

 

7.4. MODIFICAZIONI DEI DISTURBI PSICHICI

in PIETRO ( s. Cafarnao,  s.   MIRACOLI  )

 

Le modificazioni psichiche di Pietro avvengono a Qumran, dove egli risiedeva.  Lì gli Esseni lo osteggiavano.

 

 

 

 

7.4.1.  ATTENUAZIONE DELLA DEPRESSIONE

(Mc.  1,  21-28)

 

E a Qumran, (dove risiedeva) Pietro iniziò  una nuova fase esistenziale  (s. Cafarnao), costituita dalla modificazione dei suoi  disturbi psichici e comportamentali, operata dall’intelletto Riscattatore.
Egli si diede a meditare su temi astratti,
e in particolare  sui valori e  suoi disturbi comportamentali.

E  all’interno della sua psiche  le altre funzioni   erano sorprese  delle sue innovative  riflessioni.

23      Ora nel gruppo c’era un uomo posseduto

da una grave depressione, che si mise a protestare.

significando:  “ Cosa c’è fra me e te, intelletto

riscattatore? Sei venuto per eliminarci? io so chi tu sei:

Il competente operatore approvato dal Sé”

E l’intelletto suggerì:” Smettila di disturbare ed esci da costui”
E la depressione, provocando  gravi sofferenze, uscì dalla mente  di Pietro.

Nella mente  furono fortemente  emozionati e  si meravigliarono  della forza  dell’Intelletto  pensando “Chi è  questa funzione  che  ha potere perfino sulla  depressione?”

E la sua  notorietà  si diffuse  per tutta la mente
di Pietro.

 

NOTA: Cafarnao, non è un luogo geografico ma un semplice simbolo onirico,   raffigura il punto iniziale di una nuova fase esistenziale di  Pietro, costituita dalla modificazione  di molti disturbi  psichici  e comportamentali, operata dall’intelletto riscattatore
(s. Gesù).   In questa fase l’intelletto analizza e rimette  tutti i disturbi psichici e comportamentali di Pietro.  La chiave di volta di tali modificazioni è il progetto  della istituzione riscattante (s. regno dei cieli),  il cui principio basilare è l’accettazione, l’affiliazione  dei diseredati. In essa  Pietro sarà  affiliato,  ancorando così la sua personalità e attenuando i suoi disturbi generati dalla sindrome di abbandono.

 

 

 

 

 

 

7.4.2. ATTENUAZIONE DEL SENTIMENTO DI EMARGINAZIONE
(Marco, 1, 40-45 )

] [Fuori testo: Pietro raccolse  questo sogno a Qumran, dove risiedeva.]

 

Il sentimento di emarginato si presentò all’intelletto riscattante, e, ossequiente, gli significò: “ Sapiente, se tu vuoi puoi modificare il mio stato”  E l’intelletto  sensibile alla sua  sofferenza,  iniziò  ad agire e gli significò:” Sì, lo desidero,  sia  rimosso  questo sentimento”

E  appena l’intelletto  riscattante  significò ciò, il sentimento di emarginazione (in Pietro) fu represso.

44   E dopo,  avendolo  avvertito, lo  represse significandogli di non  farlo sapere a nessuno,[fra i monaci di Qumran] suggerendogli:” Non far saper niente in  giro, ma renditi conto  del cambiamento”

Ma quello, rimosso nell’inconscio, diffuse grande

gioia intorno all’evento,  al punto che l’intelletto

si ritirò  in disparte per non far sapere nulla

ai monaci di Qumran, che lo osteggiavano.

 

 

 

 

7.4.3. RemissionE della SCONTROSITÀ

(Mat. 9,18-26)

 

Mentre rifletteva su queste cose, un atteggiamento  sulla legge aronnica si avvicinò all’intelletto significandogli:

” Il mio sentimento di gruppo si è estinto proprio poco fa, ma vieni, occupati di esso ed esso sarà riattivato”

E l’intelletto si occupò di esso. Ed ecco la mania di solitudine, presente da molti anni, si  accostò all’intelletto, toccando la sua autorità. Perché credeva: “Se riuscirò a essere investito da esso sarò rimesso”

L’intelletto, dedicatosi a essa, significò:” Coraggio,

la tua credenza  ti ha guarito”. Da quel momento la scontrosità fu rimessa.

Ciò avvenne alla seguente maniera. Quando l’intelletto si occupò dei propri disturbi,  significò: “Ritiratevi, perché quell’atteggiamento ( sentimento di gruppo)  non è scomparso per sempre ma soltanto temporaneamente”. Le altre funzioni burlavano queste idee.

Poi, quando fu allontanato il segreto (per l’io-conscio)   cominciò a  riflettere su quel sentimento e questo fu riattivato.

La fama di questo cambiamento si sparse per Qumran,

dove Pietro abitava.

 

 

7.4.4. REMISSIONE  DELL’AUTISMO, DELLA
INCOMUNICABILITÀ      (Marco,7, 31-37)

 

Lasciati gli argomenti teorici, l’intelletto riscattante si occupò di temi sociali.

E  gli presentarono il tema  dell’autismo,  della  incomunicabilità  ( s. sordo-muto) pregandolo di modificarlo.

Ed egli, distaccatolo dal segreto  che lo occultava, operò sull’atteggiamento  della comunicazione.

Poi iniziando ad agire, si rivolse all’inconscio, e significò: “Sii attivo”.

E subito si dissolse il blocco dell’atteggiamento di ricezione e di  quello  trasmittente e trasmetteva  chiari messaggi.

E l’intelletto ordinò di non far sapere niente agli

altri a Qumran,  ma la gioia dell’evento  si diffuse intorno nel monastero.
E gli atteggiamenti sostenitori, meravigliati,  significavano: “Egli (l’intelletto) riesce in tutto;  egli   fa percepire sentimenti socio-culturali e fa trasmettere chiaramente messaggi”.

 

NOTA:  Pietro affetto di autismo infantile precoce (s. sordo-muto), non riusciva a   comunicare, né a inviare messaggi né a riceverli. Completa   incomunicabilità.

 

 

 

 

7.4.5. REMISSIONE DELL’AUTISMO INFANTILE

(Luca, 18,35-43)

 

Ora la cecità socio-culturale si avvicinò all’intelletto, e sentendo che c’era un grande segreto, chiese cosa fosse.

Gli significarono che era l’intelletto riscattante.

Allora essa fece sentire  il suo desiderio: “Oh intelletto

rivoluzionario  aiutami”

I vicini gli imposero  di tacere, ma esso reclamava

ancora di più: “Discendente  dal Sé, aiutami”

Allora l’intelletto riscattante  volle occuparsi di

esso e chiese.

“Cosa vuoi che io faccia?”. Ed esso significò:”Che io

possa percepire  i fatti sociali”

E l’intelletto riscattante gli significò: “Recupera

tale capacità. La tua credenza ti ha aiutato”

Esso recuperò la percezione di eventi sociali, e  sosteneva l’intelletto riscattante  esaltando il Sé;  una ridda di sentimenti esaltarono il Sé.

 

 

 

 

7.4.6. REMISSIONE DELLA DIPENDENZA ( s. paralitico)

(Mc, 2, 1-12)

 

Alcun tempo dopo  l’intelletto riscattante  si occupò di nuovo  dei propri disturbi, e si seppe in giro che egli analizzava  la personalità (di Pietro)

E si presentarono molti problemi  e l’intelletto annunciava messaggi inconsci.

E allora sottoposero alla sua meditazione un atteggiamento inibito, che veniva portato da altri.

Ma non potendo occuparsi direttamente di esso, per il gran segreto che regnava intorno, aprirono un varco tra  i molti temi che lo assillavano.

E come l’intelletto rilevò la loro speranza, significò

all’inibito: “I tuoi disturbi ti sono rimessi”

Ora accanto all’intelletto vi erano l’atteggiamento

dotto che rifletteva così:”  Perché  egli pensa  così?

Egli dice cose blasfeme. Chi può rimettere errori se non

il Sé?”

Ma l’intelletto avendo intuito quelle idee, significò: “Perché pensate in quella maniera?”

Che cosa è più facile significare all’inibito: “I tuoi disturbi sono rimessi” oppure “Inizia a muoverti e agisci?”

Ora sappiate che l’intelletto  ha il potere di rimettere i disturbi psichici.  Io ti dico: “Leva la tua inibizione e agisci per conto tuo”

Ed esso  iniziò ad agire subito, e uscì osservato da tutti. E gli atteggiamenti si meravigliavano ed  esaltavano il Sé  significando: “Non abbiamo mai osservato nulla di simile”

 

NOTA: La dipendenza si riferisce alla concezione dei profeti dell’AT, di cui Pietro era succube. Prima fra tutte  la concezione secondo cui tutti i loro disturbi dipendessero dal regime politico, monarchia o teocrazia, completamente ignorando

quelli psichici.  A partire da questo punto Pietro scopre i fattori psico-sociali di quel dramma.

 

 

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