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PSICOLINGUISTICA SCIENTIFICA

5.3. APPRENDIMENTO APPARENTE E APPRENDIMENTO REALE

A: L’APPRENDIMENTO APPARENTE.

L’apprendimento apparente è quello che sorge dopo che  la informazione è stata ripetuta alcune volte, ma  successivamente
non viene  ulteriormente elaborata. Essa viene dimenticata. Ossia   essa entra nella memoria di lavoro, che dura solo  qualche giorno. Dopo si estingue. Il suo opposto è l’apprendimento reale.

Durante la lezione sembra che la materia sia stata memorizzata, e  sia  facilmente riproducibile. Si crede di aver imparato la  materia. Dopo alcune ore o dopo alcuni giorni ci scopre che si è dimenticato tutto, di quello che sembrava imparato.
Bisogna intraprendere un esame per controllare se realmente si era imparato e memorizzato.

La causa di questo fenomeno va cercato nella natura della memoria,  che presenta due tipi principali: la  memoria a breve termine, STM

(short  term memory),  e la memoria   a  lungo termine  LTM  (long term memory).

Indagini empiriche ( Baddeley, 1979) hanno evidenziato che  un’informazione viene immagazzinata nella memoria a breve termine,
nella quale persiste solo per 2-3 secondi. Se non viene elaborata essa si estingue.   Se viene elaborata essa viene trasferita nella memoria a lungo termine,  LTM.

Indagini recenti hanno evidenziato che  nel cervello  avvengono reazioni chimiche, che lentamente fissano il materiale studiato nella memoria. La serotonina è un acido che genera questa sintesi chimica, facendo passare la informazione da uno stato provvisorio in quello definitivo e permanente. Le azioni necessarie per trasferire la informazione dalla memoria breviscadente   in quella lungiscadente (LTM)   sono   le ri-esposizioni  o ripetizioni di quelle informazioni. Le ripetizioni  attivano la frazione  chimica che fissa definitivamente  la informazione nella memoria a lungo termine ( LTM)( Baddeley, 1979).
Lo apprendimento apparente é una trappola nella quale cascano spesso  gli studenti di lingua. Essi credono di aver imparato, ma

dopo  alcuni giorni scoprono di non ricordare più.  A ciò vi è un rimedio: la riesposizione, la ripetizione di quella informazione.

L’apprendimento apparente evidenzia che la informazione dopo  la prima memorizzazione,  che richiede  poche ripetizioni,
deve ulteriormente essere elaborata e  in differenti maniere.
Occorrono oltre 200-300 ripetizioni, eseguite in differenti contesti   e in differenti archi di tempo. Se si ripetono 300 volte una frase, essa non entra ancora nella memoria lungiscadente. Bisogna eseguire più  pacchetti di ripetizioni, e ogni serie in differenti contesti. Se la frase si riferisce a un solo contesto  ciò non basta ancora, ma occorre generalizzare la informazione in differenti contesti, in differenti situazioni.
Occorre generalizzarla almeno in 10 contesti differenti.   Si rimedia all’apprendimento apparente con il discorso epistemico

dell’insegnante e dello studente, con il laboratorio in classe e di quello in a casa dello studente, con diversificazione del testi di lettura e di contesti sociali, con lavoro di gruppo e soprattutto con  l’applicazione dell’  EIS-PR.

 

APPRENDIMENTO REALE è quello che insorge dopo che la informazione  é stata trasferita dalla memoria breviscadente, MBT, nella memoria lungiscadente, MLT. Esso è l’opposto dell’apprendimento apparente.
Nella linguistica il numero di esposizioni necessarie di tale processo ammonta a parecchie centinaie, distribuiti nei quattro parametri  linguistici di capire leggendo, capire ascoltando, esprimersi parlando  e esprimersi scrivendo.
Ma esse devono essere suddivisi in piccole serie di 50-100 ciascuna, scaglionate nel  tempo, e generalizzate in almeno  10 o più contesti.

Dopo l’associazione, occorre curare l’abbreviazione del  tempo di richiamo, che per la sillaba cinese è di 680 msec
in un buon conoscitore della lingua..

 

 

 

 

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