Home / Psicologia didattica / PSICOLINGUSTICA SCIENTIFICA

PSICOLINGUSTICA SCIENTIFICA

6.6.    INSCENATURA   DI   PAROLE   E   FRASI.

 

 

fig. : L' Inscenatura di una parola o algoritmo massimizza la memorità
fig. : L’ Inscenatura di una parola o algoritmo massimizza la memorità

Nel metodo tradizionale lo studente in classe era “il vaso da riempiere di sapere” e perciò gli veniva assegnato il ruolo completamente  passivo di ascoltatore.  Lo insegnante parlava e svolgeva ogni attività. Questi  era il protagonista assoluto in ogni situazione.
Numerose indagini sperimentali hanno evidenziato che questo
metodo è completamento errato e conduce a risultati disastrosi.

Perciò sono stati elaborati procedimenti alternativi,  fra
cui la inscenatura.

L’inscenatura  di una informazione ( parola, frase, o testo)
è l’attività in  cui il suo significato viene agito, recitato  dallo studente come gli attori fanno sul  palcoscenico con i loro copioni.

Nella inscenatura lo studente deve agire, manipolare, eseguire tutte quelle azioni che si svolge nella vita quotiadina¨

con quel vocabolo o frase.  Ad es. studiando il vocabolo   “mela”:  si dà allo studente una mela nelle mani allo scopo
di agire con essa. Egli  la nomina, “pingguo”, la manipola,   richiama i suoi ricordi di essa,  ricorda il suo uso,
la sua origine, scrive il nome sulla mela medesima,  può darla a un compagno, contemporanemente verbalizza tutte le azioni che si possono svolgono  con essa: la definizione, mangiare una mela, la mela matura in sull’albero puo darla  a un compagno, e usare i verbi di “dare”, “prendere”, chidere al compagno se gradisce mangiare  mela, ecc.
Verbalizzando  usa i verbi, gli aggetti e altri vocaboli correlati con la mela. Il medesimo discorso vale per  altri vocaboli  e altri frasi.  Esercita  i verbi relativi ad essa: “wo chi yi ge pingguo” ( io mangio  un mela), “pingguo shi hong de”   (la mela è rossa) ecc

La teoria   della inscenatura si basa  sull’apprendimento segnaletico di Pavlov (1953), il  quale statuisce che “quanto più forte è il segnale ( lo stimolo)  tanto più grande è l’apprendimento secondo la formula
(1) Apprendimnto = Vs x nrR.

( Vs :vigore dello stimolo,  nrR: numero di ripetiziohni)

L’apprendimento è uguale al vigore dello stimolo per
il numero di ripetizioni
.

Inoltre si basa sula contiguità temporale

(2) l’associazione =  nome + 0,75 msec + oggetto

( + : presentazione )

L’associazione  fra nome e oggetto avviene quando la contiguità temporale della loro presentazione è di 0,75 msec.   In altre parol l’apprendimento avviene quando vocabolo o frase   vengono presentate quasi contemporaneamente e non a distanza di tempo.

Nome, verbi e frasi concernenti la mela possono   essere somministrati in due maniere:
a) descrivendoli soltanto con i nomi della propria lingua     materna come “mela”, “mangiare la mela”,  e poi tradurli nella    lingua cinese. Questo è il metodo traduttivo.
b) Oppure presentando entrambi quasi contempraneamente:  oggetto e    relativi vocaboli nella lingua straniera; azione e relativo      verbo o frase nella lingua straniera.

La prima procedura si basa sul condizionamento di secondo ordine  che è molto debole;  l’altro sul condizionamento di  primo ordine  che è molto più forte (Pavlov, 1953).  Questo è il punto essenziale.

Il vocabolo “la mela” ( “mela significa pingguo”) ha pochissimo potere condizionante; mentre l’oggetto corrispondente (presentazione dell’oggetto) ne  ha molto di più.

Quando  un vocabolo viene inscenato esso acquista maggiore vigore, perciò influisce molto di più della semplice lettura o pronuncia meccanica di  esso. Inoltre vengono attivati altri canali sensoriali.

Haseloff(1970) ha compiuto uno studio esaminando   l’influsso dell’attività sui vari parametri psichici e

ha trovato che l’azione con l’oggetto influisce su molte dimensioni didattiche:  motivazione,  pensiero,  memoria, e perfino sulla riduzioen della noia ( la attività riduce  la immobilità e la sedentarietà).
Se da un elenco di 50 vocaboli  letti lo studente ne memorizza   10  (posto 10 = 100) , inscenandoli, egli ne memorizzano 46 ,  pari a 460%  rispetto a quelli soltanto letti. Ciò corrispondete  oltre al triplo in più.

La inscenatura genera  ridondanza ossia   la ripetizione di vocaboli e dei verbi correlati con quell’oggett, incrementando  la memorizzazione

La inscenatura è un eccellente strumento per fissare vocaboli, frasi e testi, che agisce solidamente sulla memoria lungiscadente (LTM ).      Oltre che in classe lo studente  può applicarla anche a  casa, agendo con gli oggetti.

La inscenatura ha  solo talune analogie con la recita del ruolo,  ma differisce da essi per altri aspetti essenziali.

La recita del ruolo consiste nella descrizione verbale di un’attività, eseguitada due o più persone, come  comparare un biglietto, un incontro con un amico, cercare un appartamento.  In esso due o piu persone recitano i vocaboli necessari per quell’attività.      Al contrario nella inscenatura  partecipano tutti i cinque  sensi, ed esso può essere eseguito anche da una sola persona.

La inscenatura deve essere applicata a  tutti i 2000 vocaboli del I livello.  Anche agli oggetti,  come frutti,  oggetti di qualsia tipo, animali o persone.  Con la inscenatura si esecitano in clase tutti i verbi, gli aggettivi, i sostantici che sono correlati con un nome qualsiasi.

Inoltre essi vengono recitati in scena con almeno due attori,    il che attiva  canariali supplementari.
Lo scopo della inscenatura è quello di attivitare il massimo numero di canali: i nove  canali  sensoriali ( vista, udito, tatto gusto,  olfatto,   senso di temperatura, equilibrio, cinestesia ),  i subcanali ottici
(colore, forma, contrasto, movimento e struttura ), infine le componenti    emozionali. Complessivamente  vengono  attivati quindici canali  e quindi quindici zone nel cervello.

 

B: INSCENATURA  DA   SOLO.

La inscenatura può essere praticata  dallo studente anche da  solo a casa.

  1. ESERCIZIO “oggetto”
    Oggetto di questo esercizio può essere uno dei 2000 vocaboli  da studiare nel I corso: una mela, una penna, carota, beretta   camicia.    La inscenatura si svolge in cinque tappe
  2. TAPPA: Prendi l’oggetto nelle mani, e osserva attenamente
    le sue caratteristiche,  raccogli le sue sensazioni, il colore, la tessitura della buccia,  l’odore, il sapore ( se è mangiabile)   le sensazionei sulla mano, l’uso se è un beretta o un abito,    concediti due minuti e osserva attentamente l’oggetto:

– Il colore,
– forma  ( simmetrico o asimmetrico),
– contrasto,
– superficie ( liscio o ruvido, splendento oscuro),
– odore,
– peso,
– temperatura.
Ora chiudi gli occhi e cerca di ricordare i particolri

  1.    osservati prima e di riproducerli. Ora pui  riprodurli nella fantasia senza guardare l’oggetto:
    – colore,
    – forma,
    – contrasto
    – superficie,
    – odore,
    – temperatura.
  2. Apri gli occchi e confronta le caratteristiche che hai
    riprodotto  con quelli reali dell’oggetto
  3. TAPPA. Scrivi sull’oggotto ( o su una copia fostostatica di
    esso) il nome o unafrase.   Sulla baretta puoi scrivere “yi (ding) mao”,  “wo chuan yi (ding) mao” ( io indosso

Una beretta ).  Questi frasi pososno essere scritte su un biglietto e attaccato  sulla  beretta con uno spillo.
(v. fig  x  beretta  con biglietti appiccicati)

TAPPA. Ripetere le frasi fino a raggiungere la fluenza.

  1. Ora ripeti la frase, vicino all’oggetto, o ( se beretta) tenendola sul capo, se una camicia indossondola.
    Coniuga l’intero schema del verbo, presente,  passato prossimo   e passato remoto,( se sei principiante, se  sei  avanzato    anche i tempi composti).In questi esercizi lo studente deve osservare la contiguità   temporale  fra verbalizzazione e oggetto e azioni, che è   il fattore principale di apprendimento. Essa ammonta a 0,75 msec.

 

Facebooktwitterrssyoutube

About Francesco Bertelli

Check Also

FESSI E FURBI

IL   CANTICO   DELLA    FAMIGLIA     VICARIA .    Rispetto ai contenuti …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *