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FORMAZIONE ANTRO-PSICHICA

8.36. CRITERI DI SCIENTIFICITÀ
(Bertelli,  f.    7 marzo 2016)
La scienza è stata osteggiata, combattuta, ostruita,  denigrata, vilipesa da teologi e filosofi. Gli scienziati sono stati  declassati, sfruttati, derubati del loro lavoro e dei loro meriti.
Oggi, quando la scienza ha raggiunto apprezzamento,
riconoscimento e reputazione essa è divenuta oggetto di  sciacallaggio intellettuale da parte di disonesti e di pseudogeni. Tutti sono e si dichiarano scientifici.
Pertanto è necessario discriminare  quello che è scientifico da quello che no lo è.
La demarcazione  vuol definire i limiti della scienza, sorto dalla difficoltà di distinguere la scienza dalle pseudoscienze, dalla metafisica, e dalla teologia.
Quello della demarcazione è quindi il problema di trovare i criteri per definire i confini tra ciò che è scienza e ciò che non lo è e tracciare questi confini.
Definire la demarcazione ha importanza non solo nell’ambito della teoria, ma anche in campi più propriamente pratici e quotidiani,  quali l’economia, la giurisprudenza, ecc.
La scienza  è un  ristretto  settore del sapere  umano,  costituito da conoscenze ottenute  attraverso un’attività di ricerca organizzata e con procedimenti metodici e rigorosi,  (osservazioni mirate e sperimentazioni ben organizzate) dettati dalla statistica, allo scopo di pervenire ad una descrizione oggettiva e con carattere predittivo, della realtà e delle leggi che regolano l’occorrenza dei fenomeni.
Il sapere scientifico è oggettivo, predittivo,  strutturato secondo leggi generali. Gli scienziati non inventano le leggi della natura, le scoprono e le descrivono. Le leggi generali  sono già insite nella natura. Pitagora scoprì che in natura il lato costruito sull’ipotenusa è uguale ai quadrati sui lati. Egli non  attribuì alla natura questa proprietà ma la dedusse, svelò  mediante lunghi e ripetuti esperimenti. Poi elaborò anche la dimostrazione.
Il metodo scientifico  è l’insieme delle regole che governano il procedimento di acquisizione di conoscenze scientifiche.  Affinchè un assunto, un’ipotesi, un pezzo di sapere possa esser ritenuto  scientifico occorre il soddisfacimento di  tre categorie:
1) categoria della osservazione e sperimentazione     organizzata  secondo criteri ben definiti dalla
statistica e matematica;
2) categoria della obiettività, attendibilità e validità;

3) categoria della depurazione di tutte distorsioni
   possibili (Rosenthal, 1966)

1) Osservazioni e sperimentazione  su dati percepibili,
che cadono sotto i sensi. Ne sono esclusi  fenomeni soggettivi  come i simboli onirici apparsi nei sogni

oggetto di studio della teologia,  o entità della metafisica.
Gli elementi principali del meodo scientifico sono l’osservazione sperimentale di un evento naturale,

che cade sotto i sensi, e che sia percepibile e quantificabile.  Dopo si formula  un’ipotesi generale sotto cui questo evento si verifichi e la possibilità di controllo dell’ipotesi mediante osservazioni o sperimenti successivi, dirette in natura o attravero la riproducibilità  con sperimenti di laboratorio.

Il  metodo scientifico è l’insieme della raccolta

valutazione e interpretazione dei dati grezzi  effettuata  secondo i criteri dettati dalla statistica descrittiva.

( Claus, 1972;  Zimbardo, 1998).
Al contrario della teologia e della filosofia essa studia soltanto dati empirici raccolti secondo principi
definiti dalla statistica descrittiva. 

 2) Categoriadi obiettività, attendibilità e validità.

   i dati grezzi raccolti  vengono sottoposti ai criteri di obiettività, attendibilità e di validità.


  1. a) L’obiettività garantisce la eseguibilità di quel  principio da parte di ogni qualsivoglia individuo.
  2. b) L’attendibilità garantisce la replicabilità  anche nel futuro. Pertanto essa acquista valore predittivo.
    c) La validità garanstisce l’autenticità del principio    ( Claus, 1972;  Zimbardo, 1998)

 3) DEPURAZIONE  DALLE DISTORSIONI.<

Tuttavia queste condizioni non bastano ancora. Vari casi hanno dimostrato che possono insorgere anche errori

indotti dallo sperimentatore, errori  nell’osservazione, ( Rosenthal 1966) e infine anche errori prodotti dall’apparato cognitivo dell’uomo.
A questa categoria appartengono l’effetto Pigmalione, l’effetto alone, effetto della posizione e molti altri.

 Quando i dati raccolti e valutati,  sono stati depurati dalle vari tipi di possibili distorsioni, allora
quel pezzo di sapere, quella ipotesi, quella teoria assurgono a stato e dignitià di scienza.
   Principale strumento di elaborazione è la statistica,
sorta già dal 1600 che  nel 1900 riceve notevoli contributi e approfondimenti. E ancora nel 1900 essa viene applicata anche alle scienze sociali ( psicologia, sociologia,  antropologia, etologia, psichiatria )
PROPRIETÀ DELLA SCIENZA
a) La scienza ha proprietà predittive.

  1. Essa mira  a una conoscenza sia qualitativa che quantitativa dei fenomeni osservati estrapolando teorie

esplicative dei fenomeni aventi capacità predittive.

  1. b) La scienza è cumulativa
    Essa  è cumulativa, ossia ciascuna scoperta una volta verificata, si aggiunge alle precedenti senza rigettarle, fornendo teorie di validtà più ampie  che includono le precedeenti come caso particolare.
       Lo scopo supremo  della scienza è la comprensione e la modellizzazione della natura  per  potere prevedere lo sviluppo di uno o più fenomeni.
    Ogni teoria scientifica sviluppa un modello che permette la rappresentazione matematica  al fine di potere fare delle previsioni.

Nel  gergo tecnico-scientifico  ai  termini come ipotesi, modello, teoria scientifica e legge
vengono assegnati i seguenti  significati:
ipotesi è un assunto che non ha ancora ricevuto     verifiche sperimentali;
modello è una rappreentazione astratta  utile a fare     delle previsioni sull’occorrenza di un fenomeno, che
possono essere verificate mediante esperimenti e osservazioni;
teoria è la spiegazione di un fenomeno supportato  da     basi sperimentali.
legge è una generalizzazione che ha valore  nel suo settore di applicazione. Sinonimo di principio, norma.

Il progresso della scienza è quindi tendenzialmente cumulativo: anche se nuove teorie  rivoluzionano  le basi, le conoscenze acquisite fino ad allora rimangono valide nel loro dominio.

Le discipline scientifiche sono raggruppate  in tre gruppi principali: scienze naturali, (fisica, chimica,  astronomia, biologia); scienze umane ( psicologia sociologia etologia antropologia, etica scientifica ); scienze applicate ( varie settori di ingegneria, medicina  e informatica ecc).
In Italia, dove dilaga l’inflazione semantica   e le usurpazioni   è stato coniato il termine “scienza politica”
per l’attività politica.   Falso.  La politica non è scienza poichè   è il risultato di intuizione  e di speculazioni, non
non è stato ottenuta tramite sperimentazione, non soddisfa i  la categoria di obiettività e attendibilità e validità
e ancora meno che meno è stata sottoposta a depurazione    delle distorsioni.  In essa dilaga la criminalità
intellettuale di ogni sorte. All’estero ridono e sghignazzano di tali definizioni.
La politica è una “disciplina umanistica”  fondata sulla intuizione e sulla speculazione filosofica.
Applicando i criteri summenzionati, dio non è una “scienza” come sostiene il teologo Martini poiché esso  è un simbolo onirico apparso nei sogni e non è osservabile dai sensi.  Esso non è  né osservabile, né obiettivo né attendibile, né valido. È un fenomeno soggettivo, pertanto privato.  È semplicemente un  pezzo di sapere  soggettivo, che rispecchia tratti  della personalità del soggetto che lo ha visto allo stato di sonno REM.

DELIRIO DI DOMINANZA  DEI FILOSOFI

Il  conflitto tra teologia e filosofia da una parte e scienza dall’altra è prima di tutto un problema psichico, emozionale.

Per 40’000 anni i teologi hanno avuto il monopolio della intellettualità, usandola come strumento di dominanza e sfruttamento di classe. Lo stesso hanno fatto i filosofi dal VI sec ad oggi dominando  l’arena intellettuale, tenendo la scienza  come un cortile in cui gli scienziati erano dei vili meccanici, dei garzoni addetti a eseguire esperimenti,  mente loro, i filosofi, erano “i pensatori “   coloro che organizzavano il pensiero astratto, come se gli scienziati non fossero capaci di “pensiero astratto” “coordinare i dati grezzi”.
Nel frattempo la scienza si è amplificata a punto di rendersi indipendente, e teologi e filosofi, non avogliono accettare la loro indipendenza e la loro emancipazione.
 

Così  hanno inventato pseudoteorie  per tener assoggettata  la scienza e gli scienziati. La filosofia della scienza.

   Il maggiore di codesti denigratori è Popper K.(1935)  che ha spadroneggiato per tutto il 1900  con la pseudoteoria del “falsificazionismo” e la filosofia della scienza.
Altri filosofi hanno riconosciuto   che il “falsificazio-nismo”,  è una pseudoteoria e  “autocontradditoria”.  Essa è caduta in discredito perfino fra i medesimi filosofi.  Dalle diatribe filosofiche sono sorte tre correnti:

– il neopositivismo
l’anarchismo epistemologico,
– l’autoritarismo elitario.

La concezione neopositivista  crede  nell’esistenza di una realtà oggettiva che la scienza si propone di svelare. Ne deriva una visione secondo cui la conoscenza umana si avvicina asintoticamente alla conoscenza di questa verità unica ed assoluta.
L’anarchismo epistemologico e l’autoritarismo elitario,  negano  questa verità assoluta e conoscibile in modo univoco da parte dell’uomo. Esse negano che vi possa essere la scienza. L’autoritarismo elitario nega  l’autorevolezza delle fonti, ossia della sperimentazioni e delle sue conclusioni.
Dietro queste ciarlataneria accademica si nasconde un   atteggiamento di base  mai affrontato:  la mania di dominanza insita  in questi filosofi  e teologi, che per millenni hanno dominato l’arena  intellettuale, i quali non vogliono cedere il potere agli scienziati da sempre considerati “vili meccanici”, intellettuali di categoria B, vilipesi e declassati.
Questo atteggiamento di dominanza assoluta è stato  chiaramente espresso da Giovanni nell’Apocalisse e
assimilato dai filosofi e teologi:
23 E la comunità cristiana non ha bisogno di sapere  scientifico
che  la  guidino,  perché  il  Teocrate (Sé )  la  istruisce,  e il suo faro  di sapere  é   l’Intelletto teocratizzante.
(24)   E  i  popoli  saranno governati  dalla  cognizione divina  e  i sovrani  della terra ad  essa  porteranno  la  loro venerazione. ( Giovanni, Apocalisse, 21,23-24)
Recentemente una setta religiosa (Isil )  ha  applicato letteralmente questi principi, distruggendo  barbaramente  monumenti e istituzioni differenti dai  propri, dichiarando
la propria religione “unica e vera” ( 2014, 2015,  2016).

Il “sapere” a cui si riferiva Giovanni era quello   dei  154 sogni del Vangelo, e il sapere sui sogni dei profeti dell’AT, prodotto   da soggetti psichiatrici,  ossia sapere teocratico.
Finora si è discettato molto, senza centrare il problema vero: il delirio di dominanza di codesti teologi e filosofi.
Il tentativo di Popper(1935) di riportare la scienza sotto il dominio della filosofia  con il falsificazionismo”  è fallito miseramente.

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