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PSICOLOGIA DIDATTICA GENERALE

   CORREZIONE    DELL’  ERRORE

 

L’errore  è un’alternativa negativa fra più possibilità  di soluzione di un compito, che può comparire nella fase iniziale dell’apprendimento, ed essere di natura casuale o sistematica.   Il primo non riveste molta importanza  al contrario  del secondo, che può dipendere da diversi fattori psichici: mancanza di concen-trazione, debolezza psichica, stanchezza, insufficiente coscienza, componenti affettive, trasferimento  negativo.

Di esso si sono occupati Dienes, 1968; Elkonin, 1969; Zaporozec, 1969;  Brunner, 1973; Engelmayer, 1974;  Galeperin, 1969;  Malzeva, 1974; Parreren, 1972;  Smith, 1972;  Deci e Ryan

1985; Leutner et Leopold, 2006; Metzig et al., 2006 ;  Schiefele e Streblow, 2006 .

La causa dell’errore sistematico è sempre un atteggiamento psichico, costituito da tre aspetti: (1) uno affettivo, (2) uno cognitivo e (3) uno motorico. La sua correzione  deve tener conto dei tre aspetti se vuol essere proficua.

TIPI E CAUSE DI ERRORI

 

La psicologia  gestaltica ha chiarito i meccanismi psichici che provocano taluni tipi di errori, come la modificazione, la fusione e la deformazione. I principi teorici su cui si basa tale teorie sono:

1) La preminenza del tutto sulle parti: il tutto fonde le singole
parti in maniera tale che queste sembrano dissolte e acquistano
un nuovo significato.

 

2) L’effetto della pregnanza: la psiche umana cerca costantemente

il significato, dell’interezza, di dargli un significato globa-le, di rendere significativo il non significativo cioè tende sempre verso forme pregnanti e significative.

 

3) Lo stato emozionale influenza anche la percezione: gli accenti

vengono poi secondo la tonalità affettiva del momento. Ciò provoca aumento dell’elaborazione emozionale del percepito.

 

Queste tendenze psichiche agevolano la comprensione di stimoli percepiti, ancor non molto chiari, ma in determinate circostanze possono causare l’effetto opposto: l’errore. I tipi di errori ortografici rilevai con il reattivo della differenziazione della parola di Berglmeier (1952, in Engelmayer, 1974)  hanno i seguenti tipi di errori più frequenti ( riferiti alla lingua tedesca):

  1. errori di vocali, ( an- invece di in-)
  2. errori di sostituzione,
  3. errori di distorsione ( inversione speculare come p e q, b e d, n e u, ecc
  4. errori di consonanza ( im- invece di in-)
  5. errori di aggiunte.

 

Gli errori possono essere classificati scontri criteri, come frequenza, perseverazione, omissione, interferenze, (Engelmeyer, 1974)

  • Errori di frequenza o di abitudine sono forme linguistiche errate come vocaboli e strutture verbali dialettali, difficili da correggere. Kaidig ( 1954, in Engelmeyer, 1974)

ha elaborato una statistica degli errori  più frequenti per la lingua tedesca, che  sarebbe di enorme utilità  anche nella altre lingue nell’acquisizione della lingua materna.

 

  • Errori di perseverazione costituiscono più della metà degli errori comunemente commessi, come nell’es. seguente:

3 x 2 =  6

3 x 4 = 12

5+ 2  = 10 (?)

 

Lo scolaro persevera nell’esecuzione della moltiplicazione invece di intraprendere l’addizione nel terzo compito. Esso viene definito come “tendenza determinativa” e accade sia nell’attività pratica che ideativa. Tale tendenza può causare errori di omissione, di distorsione, di contaminazione ecc.

 

3)  Errori di affinità grafica o fonetica. Parole simili per suono
per scrittura  provocano spesso errori. Il fenomeno, detto di Ranschburg (Engelmayer, 1974)  dice  che lettere, sillabe, numeri simili inducono ad errore  tanto più spesso quanto più essi sono pronunciate in fretta o scritti vicini l’uno all’altro. Questo  fenomeno viene meglio indicato oggi come trasferimento negativo o interferenza negativa ( cfr. 9.1.)  Il problema è particolarmente grave per i legastenici che non sanno  distinguere la retta posizione nello spazio, destra sinistra, sopra sotto, e che hanno particolari  difficoltà nel calcolo aritmetico e nella lettura. La correzione migliore  consiste nel prolungare la pausa  tra una parola e l’altra, tra una sillaba e l’altra, e lo spazio tra un segno grafico e l’altro, ingrandendo la scrittura, rendendola  cubitale, verbalizzando esplicitamente la differenza delle varie  lettere nella fonetica  e nella scrittura. In genere in questo tipo di errori sono  efficaci  le tecniche della apprendimento strumentale ( cfr. 2.2.).

Psicologi russi  seguono un’altra categorizzazione degli errori e  dei fallimenti, concernenti soluzione di compiti e problemi, rilevando i eseguenti tipi di errori ( Kostjuk, 1969): (1) non chiara coscienza del problema: non comprensione di esso, (2) insufficiente attualizzazione  dei nessi necessari alla sua soluzione, (3) apparizione di post-effetti, (4) mancanza di autocontrollo da parte del soggetto, (5) lacune nella precedente  preparazione  della disciplina, (6) calo del livello generale  dell’attività analitico-sintetica.

 

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