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INDICE DI DOMINANZA

 INDICE DI DOMINANZA

 

Da queste indagini risulta chiaro che tendenze unilaterali, verso eccessiva dominanza o verso eccessiva passività sono improduttivi in una scuola. Occorre un certo grado di dominanza e un certo grado di integratività. Sorge qui il problema:

– Quale grado di dominanza e quale grado di integrazioni occorre
applicare per ottenere risultati ottimali sia nella educazione che nell’apprendimento (Anderson, 1946, in Correl, 1972) che ha studiato questo rapporto non solo nella scuola ma anche nei rapporti sociali, come quello tra marito e moglie, direttore e dipendente, propone il seguente indice di integrazione-dominanza

 

(10)  QID  =  i   =    1,9 ~ 2
d

I : integrazione;  d = dominanza;  QID: quoziente di integrazione – dominanza

Esso indica che il rapporto ottimale nella relazione sociale si ha quando l’insegnante esegue un numero doppio di atti integrativi rispetto a quelli  di dominanza.

2    atti integrativi
QID =     ———————-
1    atto di dominanza

In una scuola dove l’insegnante domina troppo si ha una tendenza repressiva, i bisogni, le aspirazioni degli allievi vengono ignorati o repressi. Nell’interazione lo scolaro tende ad assumere uno dei due modelli di comportamento: passivo o aggressivo.  Nella tendenza opposta, in cui l’insegnante è troppo passivo, egli non riesce a tener testa alla situazione scolastica. Il caos sorge in questa situazione, ognuno fa quello che vuole, senza tener conto dei desideri degli altri. Il comportamento diventa egocentrico ed egoistico. L’individuo perde i fini lungi- scadenti. Nel primo come nel secondo caso l’individuo non interio-rizza la morale del gruppo e quindi non si dà nessun ordine, nessuna ”morale interiore”, come avviene nello stile democratico. Qui sorge con il gruppo un legame di dovere-diritto: egli rispetta i doveri verso gli altri autonomamente, ed esige il rispetto dei propri diritti.

Anche nei rapporti coniugali, per una relazione armonica, occorre evitare i due estremi. Il comportamento dominante di un partner provoca reattivamente comportamento passivo o aggressivo  nell’altro, o lo stile passivo del primo favorisce la dominanza nel secondo. Un comportamento ideale è quello dove vi è un buon grado di  integrazione accoppiata a una certa dominanza.

 

    LOQUACITÀ   E  AUTORITARISMO

L’ autoritarismo dell’insegnante si manifesta in varie maniere fra cui anche l’eccessiva loquacità. Quando ciò accade l’indice di dominanza-integrazione è molto basso. Il primo a misurare questa variabile fu Clauss (1954, in Tausch, 1973), il quale analizzò 24 ore di lezioni di varie disciplina (chimica, matematica, lingue, ecc) e, contate le parole pronunciate dall’insegnante e dagli scolari, ottenere i seguenti risultati:

 

      Insegnante        2100  parole               80%
      ———–  =      ————                    =  —
      Scolaresca        530   parole               20%

 

Il rapporto  insegnante:scolaro  =  100 : 1

Questi dati mostrano che il rapporto tra parole pronunciate dal insegnante e scolaresca è 4, cioè il primo parla 4 volte di più della intera classe, e 100 volte di più di ogni singolo scolaro. Questo rapporto incide non solo sull’educazione  dell’allievo, ma anche sull’apprendimento poiché l’invadenza dell’insegnante riduce notevolmente l’esercizio dell’allievo.

Nel 1962 Tausch (1973) ha ripetuto l’indagine in Germania tra insegnanti già  sensibilizzati a questo problema, ottenendo i seguenti dati:

 

      Insegnante                   3120  parole                    59%
      —————           =     ————                  =       —
    Scolaresca                     2180  parole                    41%

 

 

      Insegnante      3120  parole      59%           36
      ———–  =      ————    = —  =                 —
     Scolaro            87,2  parole      1,64%          1

 

 

Anche in questo caso emerge la dominanza dell’insegnante, il quale parla 36 volte di più di ogni singolo scolaro. Tuttavia è notabile un miglioramento rispetto alle precedenti indagini. Ciò  indica che il fenomeno è riducibile  quando l’insegnante ne prenda coscienza e che la dominanza disturba il rendimento dell’ allievo (oltre  che incidere anche sulla sua educazione). Il miglioramento dell’indice di dominanza-integrazione si può raggiungere mediante:

autocontrollo e volontà di parlare il meno possibile.

formulazione corta e concisa delle risposte.

lezione conferenza

risposta di uno scolaro  alla domanda dell’altro. A domande da

un allievo anziché rispondere in prima persona l’insegnante può
far rispondere un altro allievo che conosca l’argomento. Lui può intervenire  per completare, integrare. Questo procedimento ha due vantaggi notevoli : incentiva la motivazione allo studio, investe l’allievo del ruolo di insegnante, del quale essi sono molto ambiziosi.

 

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