Home / Psicologia didattica / STRATEGIE CORRETTIVE

STRATEGIE CORRETTIVE

STRATEGIE    CORRETTIVE

 

  1. Correzione preventiva,
  2. correzione anonima,
  3. correzione vicaria,
  4. correzione reciproca, tra allievi,
  5. correzione al computer.

 

 

  • Correzione preventiva. L’insegnnte esperto della propria

disciplina sa che vi sono degli argomenti dove si commette spesso errori. Trattando questi temi sarebbe bene che in anticipo spieghi, somministri molti rinforzi segnaletici ( vedi 2.1.) e informi l’allievo della situazione, perché anche lui faccia lo stesso a casa (metacommenti) . Maggiore attenzione e maggiore lavoro. Dopo non ci sarà bisogno di correggere.

2) Correzione anonima. Per non ledere l’immagine di sé  dell’

allievo è bene  correggere senza far nomi, anonimamente.

La correzione implicitamente è una sminuizione dell’imma-

del sé del ragazzo. È molto meglio correggere l’errore

anonimamente, ma controllando che il responsabili stia

ben attento.
3) Correzione vicaria.  Un’altra forma molto efficace  e scevra di

conflitti è la correzione vicaria. Si sceglie un allievo

immaginario che abbia commesso quell’errore e di analizza

l’errore. In questo caso si faccia attenzione a non fare

ironia o sarcasmo, perché il responsabile sente questi

sentimenti negativi e li vive lui personalmente.
4) Correzione reciproca.  Si possono distribuire i compiti fra gli

allievi e ognuno corregge  gli errori dell’altro. Questo è un ottimo metodo per attivare la motivazione, l’attenzione ma presenta i suo inconvenienti. Quegli  studenti tendenti

all’intolleranza, all’aggressività  possono abusare del ruolo e far ironie, sarcasmi sul responsabile di errori. Negli allievi bisogna preparare le cognizioni del buon compagno:  correggere senza offendere.
5) Correzione al computer
  Oggi vi è anche la correzione con il

computer, che è molto economica

6) Correzione individuo-soggettiva   al posto di quella socio-

obiettiva. ( Schiefele et al., 2006).

In Germania viene regolarmente usata nelle scuole speciali, nella fase di recupero ( Schiefele et al., 2006).

La valutazione individuo-soggettiva consiste nel valutare la

prestazione attuale si un soggetto, confrontandola con la prestazione delle lezioni precedenti. Ossia è una valutazione del rendimento lungo l’asse evolutivo dell’allievo. Mentre la valutazione socio-obiettivo è il confronto della prestazione attuale secondo i criteri  del curricolo scolastico, ossia prendendo come metro di misura la media  statistica attuale della classe. Con il giudizio individuo-soggettivo si marca il miglioramento anche piccolo dell’allievo, si rinforza l’immagine di sé, e si sviluppa la motivazione intrinseca dell’allievo ( Deci e Ryan, 1985, Heckhausen, 2006). Da indagini empiriche  nelle classi speciali in Germania esso ha dato risultati positivi. Tuttavia sorgono difficoltà nella fase di inserimento di questi scolari nelle classe normali ossia nel passaggio dalla valutazione della valutazione soggettiva a quella obiettiva.

L’autore del libro l’ha applicata spesso nelle classi, con i

più deboli ottenendo sempre buoni risultati.(vedi l’”epilettico”, 3.13.1). Un dato rilevante di questo caso fu la completa solidarietà dei compagni. Tutti gli scolari furono unanimemente consenzienti nell’uso del giudizio soggettivo, per un certo periodo di tempo, fino al recupero del compagno. Alla fine fu dato

anche il  giudizio socio-obiettivo.

Lo stesso avvenne  nel caso del “cretino” ( vedi 4.9.1.). I compagni che prima abusano di lui, sostenuti dall’insegnante di italiano, poi invitati a essere benevoli collaborano al recupero,

e accettarono le valutazioni  individuo-soggettive fatte per un certo periodo di tempo durante il recupero. In questa fase non fu dato il voto (obiettivo) sul registro.

 

 

Facebooktwitterrssyoutube

About Francesco Bertelli

Check Also

ERA POST-FILOSOFICA

    L’ESSENZA    DELL’   IDEALISMO.      L’idealismo è una modalità degenerativa del pensiero, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *