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PSICOLOGIA DIDATTICA GENERALE

SCUOLA E CRESCITA  DELL’INTELLIGENZA

Nei metodi tradizionali l’intelligenza veniva considerata il fattore responsabile del rendimento scolastico, il che vale ancora oggi per  taluni insegnati.  Attribuendo la responsabilità  di insufficienze a scarsa intelligenza, l’insegnante preclude la possibilità  di rilevare e rimuove altre eventuali cause di disturbo, facendo abbassare il livello di aspirazione all’allievo. Si sosteneva: Lo scolaro ha o non ha intelligenza”.  Si assumeva che l’intelligenza fosse innata e fissa.

“Non è mai nato un genio in una bedonville” (Anastasi, 1964) Le intelligenze superiori provengono tutte da ambienti molto stimolan-ti. Basta leggere le biografie dei grandi. Leopardi aveva il padre letterato, Mozart il padre ottimo musicista, ecc….

Un’intensa e precoce stimolazione è condizione indispensabile per far crescere l’intelligenza. Questo compito spetta anche alla scuola.

Dell’intelligenza si sono occupati molti ricercatori: Piaget, 1956;  Anastasi 1965;  Galperin, 1969;  Kostjuk, 1969; Machmutov, 1974; Shapiro, 1974;  Rubinstein, 1972, 1977; Quitzow, 1990;  Funke et al.1998;  Perleth et al.1999; Roth, 1998;  Heller, 2000; Resch, et al.  2005 ; Wink, 2005.

L’ambiente scolastico può contribuire in più modi allo sviluppo  intellettivo dell’allievo: mediante

  • attivazione della motivazione,
  • prolungamento degli anni di scuola,
  • comportamento dell’insegnante.
  1. L’effetto della motivazione è stato analizzato nel capitolo

 

  1. Effetto Rosenthal (1970). Rosenthal e collaboratori condussero   numerosi  esperimenti con scolari per misurare l’influsso dei maestri  sui loro allievi. Egli prese 20 scolari  e al principio dell’anno scolastico  li distribuì in diverse classi, dicendo ai maestri che essi erano stati sottoposti a dei test psichici, dove avevano  ottenuto quozienti intellettivi molto alti. In realtà  i ragazzi erano stati scelti a caso tra la popolazione  scolastica e non presentavano nessuno differenza rilevante.  Dopo un anno i due ricercatori  misurano  la loro intelligenza  e poterono  co-statare che  questa era realmente cresciuta. In un secondo gruppo di controllo, che era stato presentato  con nessuna  indicazione  particolare, alla fine dell’anno  non riscon-trarono nessun incremento intellettivo. Essi  spiegano il fenomeno così. Nel primo  gruppo l’attesa di ottimi risultati predispose  i maestri  ad atteggiamenti di premura, di maggior  attenzione, maggiore controllo  e guida  Il che produsse  maggior interesse  e stimolazione, causando  l’incremento  della intelligenza. L’anno  successivo  furono cambiati i maestri,  e  benché  i nuovi non sapessero nulla dei  ragazzi  speciali, questi ottennero di nuovo progressi intellettivi, che sono da addebitare alle loro attese di migliori prestazioni. Essi erano entrati nel ruolo  di “bravi”  e non  rinunciarono al successo anche  con i nuovi  maestri. Questo esperimento  mostra  quanto sia decisivo  il compor-tamento dei maestri  e il  loto atteggiamento sullo sviluppo  intellettivo degli allievi. Per una maggiore  comprensione  del fenomeno occorre  tener presente  anche  che nella comunicazione esiste  il canale  estraverbale, tramite  il quale l’insegnante  può  trasmettere  ostilità,  avversione, manacce, svalutazione, e altri sentimenti e atteggiamento  nocivi allo sviluppo  psichico  dell’allievo (Watzlawick, 1964) .
  2. Anni di scolarità. Anche  il prolungamento degli anni  di scuola  influisce  sullo sviluppo  intellettivo  dell’allievo se si tiene conto della migliore e più  intensa stimolazione   offerta dalla scuola, in genere. Lorge (1945, in Mietzel, 1973) misurò l’intelligenza di 131 scolari quattordicenni, che presentavano un quoziente  intellettivo uguale. Dopo 29 anni  lo misurò di nuovo, ottenendo  risultati superiori in quegli allievi  che avevano  continuato la scuola  e risultati uguali  in quelli  che l’avevano  abbandonata a 14 anni. Ne consegue che gli anni di scolarità  correlano  con lo sviluppo  intel-lettivo dell’allievo.
    Un altro fattore che influisce molto sullo sviluppo dell’intelligenza è la rapida generalizzazione, soggetto  del prossimo blog.

BERTELLI, Ff. (2016): DIDATTICA  GENERALE.

 

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