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PSICOLOGIA E RELIGIONE

L’ORA ALTERNATIVA E
I FALSI DELLA CHIESA

 

 

Secondo i programmi ministeriali l’Irc “risponde all’esigenza di riconoscere… il contributo che i principi del cattolicesimo offrono alla formazione globale della persona e al patrimonio storico, culturale e civile del popolo italiano”.(Ministero della istruzione)

Questa affermazione manifestano l’ignoranza  e la disonestà del ministro della istruzione e la disonestà del chiesa.
Gli scienziati della psicologia hanno svolto indagini   che dimostrano esattamente il contrario di quelle affermazioni.
Fin dal 1913, oltre un secolo, Thorndike(1913, 1915, 1924, citato in   )ha esaminato  una vasta popolazione studentesca di 14’000 studenti, ottenendo i seguenti risultati.

Tabella I: Valore formativo delle discipline (Da: Thorndike
1924, citato in Correl, 1974)

Disciplina                                        punti z

Algebra, geometria, trigonometria                     +3,0
Psicologia, sociologia, economia                      +2,9
Chimica, fisica, scienze naturali                     +2,7
Aritmetica e ragioneria                               +2,6
Sport ed esercizio fisico                             +0,
Latino e francese                                      0,8
Lingua materna: inglese                                0,0
teologia                                               0,0
Disegno, storia e musica                               0,0
Drammaturgia, recitazione                             -0,5

z:  deviazione standard

Dalla tabella emerge che la matematica è la disciplina con più alto potere formativo  sulla psiche e sullo sviluppo mentale dello studente. Mentre  la religione  non ha nessun  potere formativo, neanche una frazione di punto.  Completamente zero.

L’indagine di Thorndike (1913, 1915, e 1924) è stata ripetuta da  Haag & Stern (2000, citati in Schneider 2007)  in Germania negli anni 2000, ottenendo i medesimi risultati.
Ciò è dovuto sia al contenuto che alla forma. Rispetto
al primo la religione  mostra modelli sociali contradditori, falsi modelli sociali, che non influiscono  negativamente sulla personalità.  Rispetto al secondo,
assia il processo apprendimentale, la religione consiste nel puro verbalismo, pappagallismo verbale che non ha nessun influenza sulla personalità.  Pertanto da tutti i punti di vista è completamente sterile.

L’affermazione che la religione cattolica sia  un
b) “patrimonio storico, civile  culturale…”

Qui peggio che andar di notte… Il cristianesimo
in tutto il medioevo ha fomentato  fazioni, lotte “guerre sante”, guerre giuste. Essa non può per nessun  motivo invocare  questo giustificazione.

Anche qui peggio che andare di notte. Basta ricordare i 6’000’000  morti procurati dalla inquisizione, dalle condanne dei papi in persona, e dal loro comportamento paranoico, violante i diritti umani.
Basti ricordare che ha distrutto la cultura greca,   la religione eleusina che era di gran migliore e più efficiente di quella cristiana.
Il  patrimonio storico, culturale e civile sono completamente negativi.  Renzetti ha compilato un lungo elenco   delle esecuzioni e crimini commessi  dai papi (Renzetti , 2011,  2013).

Sulla personalità hanno svolto degli studi  scienziati
della psicologia i quali hanno trovato che  la religione cristiana è a) derealizzante, b)  depersonalizzante e   c)deresponsabilizzante.

  1. Derealizzante

“Se hai fede sposterai le montagne (Gesù)” (Luca )

L’uomo normale e sano impiega oltre 18 anni per

l’acquisizione dei principi che lo salvano dai rischi

fisici, chimici e sociali che insidiano la sua vita.
Alla fine di tale lungo e complesso processo l’uomo acquisisce il principio “della libertà limitata” (Keller, 1973). Libertà limitata dell’uomo nel campo della biologia  ( alimentazione), della fisica e  nel campo sociale.
Solo applicando questi principi l’uomo si salva

dagli innumerevoli rischi che ogni giorno lo insisiano

nel campo fisico, e nel campo sociale.
“Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre,
moglie e figli, fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita” non può  essere mio discepolo ( Luca, 14,26)

 

Questo principio di Pietro, espresso per bocca di Gesù,  dice chiaramente quanto de-personalizzante

e de-realizzante sia il Vangelo,  confermato dalla dottrina della Chiesa.
Uno dei principi di realismo è quello di rispettare e amare   i propri genitori, che sono i maggiori
plasmatori della nostra personalità. Sono loro che tramite accettazione e completo accudimento hanno condizionato la predisposizione  al bene, e pertanto gettato le basi di un personalità sana. Negare o addirittura “odiare” i genitori è assurdo.

L’insegnamento  del Vangelo di odiare i genitori, fratello  sorelle, scardina il senso del realismo e della vita sociale.

“ Non abbiate paura  pensando: “Cosa mangeremo domani, cosa berremo. Come ci vestiremo”

Poiché sono i fautori della monarchia quelli che cercano  queste cose. Il Sé-Collettivo, che ha sede nell’inconscio, sa   che avete bisogno di queste cose.

Ma cercate prima il regno dei cieli e la sua giustizia  e tutte queste cose vi saranno date in regalo.

Non siate in ansia per il domani, perché il domani si prenderà cura di sé.  A ogni giorno bastano le sue  preoccupazioni. ( Matteo, 6, 31-34)

 

“Osservate gli uccelli del cielo. Essi non seminano non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi più di loro?” “(Mt, 6, 26)
I biologi hanno rilevato che migliaia di uccelli muoiono di fame. Quando cade la neve di inverno spesso muoiono   non migliaia ma “ milioni di uccelli” in una singola regione.
Per tal motivo essi  forniscono  becchime, nei luoghi  opportuni, affinchè essi non muoiano  di fame.

Dire che gli uccelli non muoiono di fame  è  completamente fuori della realtà e irrealistico.
Insegnare a non preoccuparsi del futuro è assurdo.

“L’uomo si distingue dall’animale perché sa anticipare  predisporre il futuro “ ( Keller, 1973). L’uomo previene il futuro, per programmarlo e migliorarlo. Consigliare di non preoccuparsi del futuro è stolto e  irrazionale.

La vita è  piena di rischi.  Rilevante nella vita  è

la capacità di disinnescare quei rischi.

Leggendo e volendo  applicare  i principi  del Vangelo  vengono  dissolti quei principi acquisiti atti a salvaguardare  la propria incolumità e la propria sanità fisica, biochimica e sociale.

Se si ha fede sposterai le montagne, annulla il principio “libertà limitata” e “potere limitato” dell’uomo. L’uomo é un essere limitato e pertanto non può abusare di essi. I tentativi di abusare del libertà e del suo potere  generano danni al senso dirfealismo(Keller, 1973).

“Uccidi 76 volte, la 77.esima pentiti, e ti sarà perdonato” (Mc   ).    Chi può dare  all’uomo il permesso di uccidere 77   volte? E chi può concedere il perdono per tanti reati  che causano gravissimi danni ad altre 460 persone ( 77 mogli e  380 figli delle vittime)?
Il perdono sostenuto da Gesù distrugge il principio del risarcimento dei danni, che sta alla base del diritto.
Antropologi ( Maag, 1974; Tylor 1981 ) hanno  svolto
indagine fra le tribù di indigeni, e hanno trovato che

la valutazione  di un’azione quale delitto mira primariamente al risarcimento del danno provocato da quell’azione.  “Il perdono” proposto da Gesù distrugge ogni forma di giustizia. È assurdo.
Chi segue l’insegnamento e i modelli del Vangelo

annulla il senso di realtà, che ogni uomo sano di mente e normale  ha acquisito nel corso della sua formazione. Esso é assolutamente  necessario  per sopravvivere, e proteggere la propria vita dai molti rischi che lo insidiano.

 

Il  Vangelo non può essere preso come strumento di formazione   della personalità dell’uomo. Gli  scienziati  della psicologia,  che hanno  elaborato  la teoria della  personalità,  dovettero eliminare   dal loro orizzonte  i principi dal Vangelo.  Coloro che hanno ricevuto un’educazione cattolica,  giunti all’età  adulta, si sono scrollati di dosso i principi del Vangelo. In breve: il Vangelo  non è uno strumento  di formazione della personalità (Rogers, 1961;  Maslow, 1961,  Thomae, 1960;  Rubinstein, 1977).

 

  1. DE-PERSONALIZZAZIONE DELL’UOMO
    ESPROPRIAZIONE DELLA PERSONALITÀ.

Secondo la dottrina cattolica  “La Bibbia attesta che Dio è il padrone di tutto l’universo e che ogni uomo è creato a sua immagine per servirlo e rendergli omaggio…” (Catechismo, 1991; Bibbia, TOB , 1998, p. 34)

Essendo Dio “padrone” dell’uomo e questi solo un “servo”  adibito alla soddisfazione dei bisogni di Dio, l’uomo viene svuotato di ogni contenuto: i suoi bisogni,   le sue tendenze, i suoi ideali,  la realizzazione  di sé  vengono  annullati. Quando le determinanti del comportamento umano sono fattori esterni, come “servire Dio” sorge il ”vuoto interiore”.
La morale diventa eteronoma, essa viene imposta all’
individuo dall’esterno. E pertanto non possiede nessuna motivazione  intrinseca.
Lo schiavo non ha nessuna  identità, non può realizzare se stesso, la sua personalità viene espropriata da un fantomatico “Dio”. L’uomo diventa solo una macchina di produzione e una macchina di servizio, un robot.
“Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli, fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita” non può  essere mio discepolo ( Lc, 14,26)

Questo passo va ancora oltre. Impone “odio alla propria vita” e al padre, alla madre, ai fratelli. Esso nega le basi fondamentali della vita normale. Annulla la normalità dell’uomo promuovendo la patologia.
L’anormalità,  o disturbo di personalità rappresenta un modello di rappresentazione mentale, esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura di appartenenza. È un disturbo rigido,  cronico , sul quale si costruisce l’organizzazione mentale dell’individuo, influenzando il suo equilibrio.

Secondo la psicologia umanistica (Rogers, 1961;  Maslow, 1961,  Thomae, 1960;  Rubinstein, 1977)  il fine della vita consiste nella realizzazione di sé, che genera identificazione e soddisfazione. I fini della autorealizzazione  sono  valore di sé e  realistica immagine di sè.  Il valore di sé, autostima, si ottiene mediante l’accettazione della propria persona  da parte degli altri, ossia delle persona di riferimento.

Inoltre l’uomo ha  il bisogno basilare di rapportarsi

positivamente con gli altri.

La delocalizzazione all’esterno delle determinanti del comportamento  genera il “vuoto interiore”  rendendo difficile trovare  una propria identità, ossia ottenere un concetto della propria persona ( Rogers, 1961).
Al contrario l’attualizzazione di sé sposta  le determinanti del comportamento  nell’interno del soggetto rendendola meno accessibile a  una manipolazione esterna.
Il comportamento è il risultato di  fattori interiori e di fattori esteriori ( Rubinstein 1977)
Servire Dio e realizzare se stesso sono antitetici,  contradditori.

Quello che chiedono i teologi moderni esprime e continua

la concezione arcaica dell’uomo paleolitico, quando

lo sciamano era padrone assoluto dell’uomo manuale, ridotto

a una “macchina di produzione”, costretto a ubbidire

ciecamente ai suoi dettati predatori,  attribuiti

ai suoi dei.  Meccanismo psichico che viene applicato ancora oggi dai teologi, quando essi “sfruttano” l’uomo  nel proprio interesse, ma attribuiscono ai loro dei l’ordine  di far guerre, di  uccidere  e torturare.  Quando si analizza chi è  questo “dio invisibile” si scopre  che esso è semplicemente il loro proprio Sé, che nei loro sogni appare nei panni e nella figura del vecchio canuto, prodotto dal  proprio inconscio, ma delocalizzato in un ipotetico “mondo divino”  fuori dalla psiche e del cervello umano .
Al contrario la scienza della psicologia  non chiede la depersonalizzazione dell’individuo, ma vuole  migliorarla, rafforzarla,  accrescerla. La psicologia scientifica

sostiene e promuove lo sviluppo della personalità, e quando è debole  promuove il suo rafforzamento (Rogers, 1961;  Maslow, 1961,  Thomae, 1960;  Rubinstein, 1977)

 

  1. DE-RESPONSABILIZZAZIONE E PATOLOGIZZAZIONE
    DELLA PERSONALITÀ

“Il Cristianesimo pone il demonio come principio del peccato dell’uomo, e quindi esprime il male come esterno alla natura umana”  ( Prini, 1999).
Questo principio annulla la responsabilità umana,
Quando non dipende dal potere dell’uomo di determinare la linea del suo comportamento, quando tale linea viene determinata   senza l’uomo, quando egli non ha la responsabilità  delle sue azioni,  allora ciò comporta che “tutto è lecito”  anche il crimine.  Introducendo la “la volontà di Dio”, o “la grazia di dio”, ( Catechismo, 1992,  TOB 1999)  quale  motivazione e movente dell’azione, ciò annulla la responsabilità dell’uomo.
Postulando “la grazia di Dio”, l’uomo agisce guidato  dalla grazia di Dio…  ossia da forze esterne e per scopi esterni,

Nell’uomo tutto avviene secondo la volontà di Dio.  Tale assunzione annulla la volontà dell’uomo, la quale è il cardine che rende una azione reato. Senza la “volontà e la consapevolezza del dolo”  un’azione non diventa reato.
L’uomo diventa una marionetta nelle mani di dio, come lo era l’uomo manuale nelle mani dello sciamano  nella cultura paleolitica.
Tramite la sua partecipazione il soggetto  prende parte alla determinazione e decisione degli eventi, la serie di regolarità si rompe, quando il soggetto ne esclude l’attività  ( da esse).
Il regolare decorso degli eventi, ai quali l’uomo è legato, si compie non senza ma con la mediazione della sua volontà,  non senza ma con la mediazione del comportamento cosciente.
La concezione scientifica della determinazione regolare  esclude   la dipendenza meccanica dell’azione umana da condizioni esterne,  da interventi esterni”  ( Rubistein, 1977).
Indagini sociologiche (2009) hanno confermato tali tesi:
la religione cattolica  è deresponsabilizzante e favorisce la criminalità.
Sociologi danesi hanno rilevato la criminalità nella Danimarca, che  nel anno 2009  paese in cui il  cristianesimo è quasi completamente estinto ( frequenza della chiesa meno di 2%) e hanno trovato che la criminalità  è significativamente inferiore a quella dei paesi cattolici  dove la frequenza in chiesa è alta.

Ciò costituisce la dimostrazione empirica che la ignoranza del Vangelo, riduce la criminalità, perché l’uomo laico assume maggiore responsabilità su di sé  evitando di compiere  il male.

La morale scientifica promuove la normalità, intesa
come rappresentazione psichica, esperienza interiore e  di comportamento che corrisponde alle aspettative della cultura  di appartenenza. E previene l’anormalità  o devianza.

Mentre la morale cattolica promuove l’anormalità,
la devianza, il male e la malattie psichica e sociale.
Essendo il Vangelo espressione di un soggetto ( Pietro   e Gesù)   affetto  da paranoidea, anormalità, , atteggiamenti antisociali,   opposizione alle autorità  esso costituisce una modello sociale negativo.  Esso non può essere proposto a scuola come “formativo  per la personalità”.
La lettura del Vangelo é patologizzante e deviante.
nuocendo alla personalità ( Maslow, 1961, Rogers, 1961 Thomae, 1960;  Rubinstein, 1977).

 

 GESÙ,  SOGGETTO PSICHIATRICO


  La cosiddetta “morale cattolica” si basa  sui 16 profeti dell’AT, sui principi del Vangelo e dell’Apocalisse di
Giovanni, e  su ulteriori principi elaborati dai teologi della patristica.

  1. a) I 16 profeti dell’AT furono tutti soggetti psichitrici poiché erano figli abbandonati, e presentano la sindrome di abbandono. Isaia, Ezechiele furono talmente malati di mente  che furono espulsi dalla loro famiglia e dal casta saceerdotale a cui appartenevano.
  2. b) La cosiddetta “morale cattolica” primariamente si basa
    sui principi esposti da Gesù e riportati nel Vangelo,
    sicché Gesù o Vangelo vengono usati come sinonimi.
    I teologi citano sempre Gesù,  esaltandolo quale divinità.
    In realtà e in verità, il Vangelo ü costituito da 154 sogni; da due deliri e da due allucinazioni prodotti da Pietro. In esso Gesù è solo un simbolo onirico, che sul palcoscenico notturno recita il ruolo di intelletto, del razionale,  come il Virgilio-sognico nella Commedia di Alighieri. Come questo ultimo  esso ( esso e non egli)
    è “duca, guida e maestro” (Alighieri).
    L’autentico produttore dei principi e riflessioni riportati nel vangelo sono di Pietro. Ora essendo questi
    un figlio abbandonato  presenta la sindrome di abbandono,
    costituita da psicosi, paranaoia, disabilità  mentale, mania di potere politico, “analfabetismo e illetteretezza” ( Atti  5). Quello che si predica di lui si predica anche di Gesù, quale figura inscritta nella sua personalità.

Gesù fu affetto da psicosi, paranaoia, disabilità  mentale, mania di potere politico, “analfabetismo e illetteretezza” ( Atti  5).  Ciò viene confermato dalle opere compiute
nel vangelo, sia pure nel ruolo di attore dell’inconscio
di Pietro.

Come  persona fisica Gesù  non è mai esistito, come uomo  in carne e ossa Gesù non è mai comparso sulla terra,  come unità  biologica  egli non lascia nessuna traccia in Palestina.  È invece esistito come simbolo sognico,  fantasma notturno, come immagine di uomo, come fotografia di uomo, come figura bidimensionale e non come corpo tridimensionale,  attore  sul palcoscenico notturno di Pietro, durante lo stato di sonno  REM, quando  il potenziale elettrico del suo sistema nervoso era  sceso a pochissimi milliwatt. È   esistito  come fenomeno onirico, come riferente  e non come riferito, come simbolo e non come concetto, come busta e non come foglio scritto, come contenitore e non come contenuto.
Gesù fu un prodotto dell’inconscio di Pietro, che lo ha usato  come strumento di comunicazione tra il suo inconscio e il suo conscio  sul palcoscenico notturno.
Come Mosè nei sogni di Aronne (personaggio storico),
come il Virgilio-sognico nei sogni di Dante  Alighieri riportati nella Commedia, come il Moravia-sognico nei
sogni della scrittrice E. Morante, dove svolge il medesimo ruolo, Gesù fu un simbolo onirico che incarnò l’intelletto   di Pietro nel periodo dal 26 al 30 dell’E.C.  Quello che Pietro meditava  di giorno, nelle notti successive  veniva recitato da Gesù  simboli onirici creati dall’inconscio  sul palcoscenico notturno durante il sogno.
Quello che Pietro meditava di giorno in silenzio   codificati in concetti , di notte Gesù lo diceva a voce alta sul palcoscenico dei sogni
codificato per simboli onirici creati dal  suo inconscio, ossia per immagini di cose e di uomini.

  1. PARANOIA
    Giovanni/Gesù è colui che ha inventato “l’inferno eterno”….( Marco). In Israele non esisteva la credenza nell’inferno.
  2. b) Gesù colui affermò: ”siedi alla mia destra
    affinchü io ponga il tuo nemico a sgabello dei tuoi
    piedi” (Luca)
    c) “Io sono venuto a portare la spada…” ( Luca)

Un dio che ha “nemici” e “pone i nemici come sgabello dei piedi”   non è un “dio di amore” ma un “dio di odio” ossia affetto da paranoia.  Non è un dio, ossia un ente superiore e perfetto, ma un ente inferiore e patologico .Gesù è una  entità patologica,
è una  entità psichiatrica  prodotta da Pietro soggetto  psichiatrico e riconfermato dai eologi. Teologi pseudogeniali  non hanno colto la incompatibilità  tra “degradare un uomo a sgabello dei suoi piedi”, e  poi essere creduto un “amore infinito”.
Gesù  è una assurdo per il principio di contraddizione.  Esso  non può  essere contemporaneamente bianco e nero, amore e odio,  benevolenza e distruzione.
Gesù è un infimo soggetto psichiatrico prodotto da un soggetto   psichiatrico, ossia Pietro.
Anche l’attribuzione di divinità  di “amorfe sapere e poter infinito”   è falsa e infondata.  L’attribuzione

avvennein unmomento traumatico di pietro, quando in stato di acutissima depreivazione e di malattia mentale,
il sujo inconscio inventò “l’ente onnipotente”  che
lo redimesse dalle sue acute sofferenze e dai suo disturbi mentali.
Gesù fu prodotto in uno stato traumatico di Pietro ed è
un soggetto psichiatrico.

  1. d) identificazione con Isaia, un soggetto paranoico.
    Fu il Dio di Isaia (VII  secolo a.C.) che inventò l’incrapettamento, la terribile tortura, di legare la vittima piedi e mani  dietro la schiena e poi farlo ruzzolare dalla pendici rocciose di una montagna ( Isaia).  Tortura che poi fu insegnata anche ai mafiosi della Sicilia che ancora  oggi la praticano.  Il Dio di Isaia fu il primo mafioso della storia.

 

  1. Disabile mentale
  2. a) Gesu parla solo per sogni che nessuna capisce.

A dirlo non è  la psicologia o l’antropologia,  ma tutti e quattro gli evangelisti: Matteo, Marco Giovanni e Luca,  i quali unanimamente scrivono: “Gesù parlava solo per sogni” ( Mt, Mr, Gv, Lc).  E Giovanni, furente, aggiunge: “Tutto accadde nel sogno, e fuori dei sogni nulla accadde” (Gv. 1 ). Ciò  non è un’interpretazione, che può essere anche falsa, ma un dato storico, che è irrefutabile.
Anche Paolo protesta che Pietro  usi  solo “simboli nirici” che nessuno capisce
b)” Inabilità a produrre concetti astratti
Dopo quattro anni di meditazione  Gesù non fu abile a concettualizzare, a definire il simbolo “regno dei cieli”, prodotto da esso medesimo ( esso e non egli poiché è solo un simbolo onirico non una persona)
In tutto il Vangelo non esiste nessun concetto astratto,
solo concetti concreti. Ciò costituisce un sintomo delal disabilità mentale ( DSM-5, Lalli 1999, Scharfetter, 1974).
Una sola volta Pilato propone un concetto astratto “Cosa è la verità?”, ma Gesù imbarazzato elude la domanda.
Dopo quattro anni di riflessione, Gesù non seppe
definire cosa intendesse per “regno dei cieli”. Più volte  domandato in merito non seppe rispondere. I seguaci erano talmente confusi che Matteo crede che esso arrivasse alla “fine dei tempi” ossia alla fine dell’umanità, e Marco,  l’evangelista,  invece che “arrivasse presto”. Dopo duemila anni di cristianesimo e oltre un milione di teologi, vissuti fino ad oggi, nessuno   ha saputo spiegare   questa espressione.

  1. c) Mania di potere politico:

 

  1. Psicosi.
    Gesù è talmente affetto da psicosi, confuso mentalmente, che vuole “abolire tutta la legge (Torah)”  di Aronne.  Non sa distinguere tra la legge di Aronne, che è una grande conquista culturale per Israele, e l’abolizione del capitolo,  quello riguardante la legalizzazione della schiavitù e l’abbandono dei figli indesiderati.
    Era necessario  abolire solo un capitolo della legge Aronnica: il capitolo concernente la schiavitù e l’abbandono dei figli indesiderati, come fecero altri popoli dell’epoca. Come fece il sacerdote fondatore della religione eleusina,  in Grecia che trattava la medesima tematica del Vangelo, ricevendo il consenso del sommo sacerdote, dei politici, e di tutto il popolo greco. ( vedi religione eleusina)
    Il simbolo del periodo precedente fu Giovanni Battista, e quello successivo  il Giovane fulgente, quello che elaborerà i problemi della  comunità cristiana riportati  negli Atti.
    Ogni uomo è dotato dell’intelletto, nei sogni recitato
    da un personaggio analogo. Oggi vi sono 7 miliardi di
    uomini sul pianeta, e esistono 7 milioni di intelletti
    recitati da altrettanti personaggi. Oggi il simbolo più frequente nei sogni dei moderni è il maestro, il professore, l’esperto, il saggio che guida il comportamento dell’individuo. Anche Gesù veniva apostrofato con il titolo  di “maestro”. Lo stesso fece Dante con il Virgilio-sognico   durante il  sonno.

Ma i teologi pseudogeniali lo descrivono come “uomo e come spirito”, ossia come uomo in carne e ossa ( Ratzinger, 2014  e altri). Gli attribuiscono “natura divina”,  “onnipotenza”  “potere, amore e sapere infiniti”

ASSURDI  TEOLOGICI

Si resta scioccati quando si scoprono queste astronomiche contraddizioni: la psicosi viene trasformata  in natura sovraumana, la paranoia in “amore infinito”, la disabilità  mentale in “sapienza infinita”. Furono  gli pseudogeniali teologi che inventarono codeste  assurdità. Essendo dotati  di bassa intelligenza non colsero l’incompatibilità tra psicosi, (grave minorazione mentale) e potenza infinita, tra paranoia (inferno eterno inventato da Giovanni/Gesù) e “amore infinito, tra handicap mentale e “sapienza infinita”.  In realtà Gesù  fu  affetto da paranoia, da disabilità  mentale o imbecillità, da psicosi ( vedi sopra).
Furono i teologi dotati di pseudogenialità, ossia di discografica memoria verbale e di carente quoziente intellettivo,  inabili a cogliere tali contraddizioni, tali assurdità,  che continuano a sostenere ancora oggi.

L’onnipotenza, attribuita a Gesù e a Dio, non è un fenomeno  reale, ma  uno patologico creato da soggetti psichiatrici in stato traumatico  nello stato  di delirio.  Un fenomeno intrapsichico  che compare ancora  oggi, in stati traumatici di soggetti psichiatrici.
Essa appartiene alla psichiatria  (Aujuraguerra, 1972; Lalli, 1999,  Sharfetter, 1974). L’inconscio di soggetti caduti in gravi crisi esistenziale, ( deprivazione  permanente di affetto, di legami sociali, cure parentali, o di mancanza di cibo  e a rischio di morte ecc) sviluppa  un “ente onnipotente”  abile a liberarli dalle miserie e sofferenze (Sharfetter, 1974). Lo stesso fenomeno accadde  spesso nei sogni e nelle allucinazioni dei figli abbandonati o orfani, durante tutto il medioevo, quando questi casi erano  frequentissimi. Essi si ritiravano in eremi o monasteri.  Oggi, quando gli scienziati hanno provveduto ad assistere questi poveri sventurati,  tali fenomeni  diventano sempre più rari.
“La onnipotenza” di Gesù fu un fenomeno intrapsichico di Pietro, soggetto gravemente malato di mente, inventato da teologi affetti anch’essi da pseudogenialità, che genera anche facile suggestonabilità e credibilità (Sharfetter, 1974).
La motivazione di tali invenzioni fu la mania di
dominanza e di sfruttamento di codesti teologi. Gesù fu strumentalizzato ed è stato usato quale mezzo di potere politico.
Originariamente Gesù fu il simbolo, tutore dei diritti
dei diseredati, e predicato da Pietro e suoi seguaci.
Né  la dottrina cattolica né Gesù  possono essere proposti come “modelli sociali positivi”  ai giovani,

. . .

 

B: Giovanni, l’Apocalista,  maestro  dei papi
  del medioevo.

Il Vangelo e l’Apocalisse  sono le opere che più hanno influenzato il pensiero e l’operato dei papi del medioevo fino ad oggi. Essi sono alla base del
teologia cattolica.

Giovanni l’autore   presenta  tutti i sintomi della sindrome di assassino seriale. E i principi esposti nell’Apocalisse, insieme al Vangelo, furono alla base
della cosiddetta “morale cattolica”  dei papi che fecero la storia del medioevo.
Abbandonato in tenera età,  e affetto di disabilità mentale come Pietro, fu uno figlio senza famiglia e senza radici, senza legami sociali.
Esperì la non-accettazione, la deprivazione affettiva,
e di cure parentali,  la mancanza di modelli sociali da emulare. Ciò  devastarono la sua psiche, sicché divenne gravemente malato di mente.  Fu affetto da disabilità mentale, psicosi, ( confusione mentale), paranoia e antisocialità, mania di potere politico, da “analfabetismo e illetteratezza”  ( Atti 5, ).
Credeva che Gesù fosse apparso in carne a ossa a Pietro e che gli eventi raccontati nei sogni del Vangelo fossero accaduti sul territorio di Israele,
b) che Gesù fosse un uomo in carne e ossa,
c) essendo  affetto da disabilità mentale  commetteva
azioni  strane e anormali, che suscitavano il riso e le burla dei monaci di Qumran,  ulteriormente abbassando la propria l’autostima.  Più volte Pietro e Giovanni furono burlati dagli Esseni.
d) Visto gli attentati  e la persecuzioni  contro Pietro
nella comunità di Qumran, Giovanni occultò,  i suoi sentimenti di vendetta e di potere politico  nell’incon-scio, per non subire le medesime persecuzioni.
Nella vecchiaia,  allontanatosi dalla comunità di Qumran, e ritiratosi in solitudine ( s. isola di Patmos),  può  dà sfogo  ai suoi sentimenti di odio e di vendetta, di torture   da applicare ai suoi nemici.
Ora avviene la rivelazione tra inconscio e conscio
la manifestazione di quello che era occultato nell’inconscio al conscio.
Ecco i tratti più significativi della sua personalità malata.

“Così gli apparvero  gli intellettuali guerrieri; questi erano  corazzati per distruggere e uccidere.      I contenuti delle teorie erano connotati di sovranità distruttiva   che emanavano  morte, sabotaggi e oscurantismo.
18    Da questi tre flagelli, morte, sabotaggi e oscurantismo, fu ucciso un terzo  dell’umanità.
(Apocalisse, 9, 17-18)

In questo brano Giovanni evidenzia la sua paranoia,
e la sete di vendetta, messa in bocca “Dio”: “l’ira di dio” ”la vendetta di Dio”.

BARBARIE DEL VANGELO E DELL’APOCALISSE

 

Pietro e Giovanni, soggetti psichiatrici, hanno psichiatrizzato, rimbarbarendola,  la storia di Italia negli ultimi due millenni, quando essi hanno sequestrato il potere politico, e hanno commesso barbarie, vandalismi e patologie di ogni genere  nella storia, nella vita civile e nella cultura  italiana.
Papi pseudogeniali ma disabili mentali, senza filtro critico hanno applicato letteralmente  le mostruisità  e le atrocità  predicate nel Vangelo e nell’Apocalisse
da duer soggetti psichiatrici: Pietro e Giovanni.
Entrambi però hanno messo in bocca a Gesù e a dio
i loro bisogni patologici di  odio  di vendetta.

Barbarie  compiute dal cristianesimo;:a)

  1. a) distruzione della cultura greca
    b) distruzione della scienza greca
    c) distruzione della religione eleusina, che era
    molto efficiente.
    d) ostruzionismo e persecuzione della scienza fino ad oggi

La religione  cattolica  non contribuisce alla formazione globale della persona…”

Anzi contribuisce negativamente poiché è derealizzante, depersonalizzante e deresponsabilizzante. Essa costituisce un modello sociale negativo, che nuoce alla personalità dello studente  (  Maslow, 1961,  Prini, 1999; Revensdorf, 1981, Rogers, 1961 Thomae, 1960;  Rubinstein, 1977)

 

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