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ANTROPOLOGIA CULTURALE

L’UOMO  CINESE,  IL FUTURO DEL PIANETA.

Da più parti si  ripete: “il declino della cultura occidentale”
Il declino dell’uomo occidentale. Ci si domanda: ”Quale sarà la prossima  cultura, quale sarà il prossimo uomo a dominare il pianeta?
La risposta è facile: l’uomo cinese sarà il futuro del pianeta.
Le sue virtù  lo fanno emergere  inarrestabilmente anche se viene calunniato dai maestri di calunnia occidentali.

 

Per 460’000 anni la Cina è stata all’avanguardia del progresso tecnologico e culturale sul pianeta terra in antagonismo con quello occidentale ( vedi tabella 1): dal 460’000 fino al 1500 d.C.  quando fu invaso dai colonialisti occidentali.
La cosiddetta “cultura occidentale”  geograficamente
è rappresentata dagli uomini europei e da quelli del Nordamerica.
Essa fu creata dai DNA dei vari tipi di uomini europei prima  e poi da quelli del Nordamerica: prima dall’uomo greco,
poi da quello romano, francese, britannico, e nel XX secolo da quello americano statunitense.

La cultura occidentale trova la sua espressione nella

religione ebraico-cristiana, che riflette perfettamente

gli atteggiamenti e le personalità degli uomini europei e di quelli americani.
La religione ebraico-cristiana fu fondata da Aronne

(1250-1200) AC, (personaggio storico), capo della tribù ebrea

Allora schiava in Egitto, che dal 7’000 AC era entrata nella

Cultura agraria.
Dopo aver studiato la cultura e la tecnologia egiziana,

dove egli viveva, Aronne elaborò una sistema di iregole

sociali, tecniche per la sua tribu quella ebrea, che

eraancora nella cultura paleaolitica. Egli prese in prestito

questi princcipi di morale, di tecnologia  agraria,

diistituti di stato da quelli egiziani, che vantava già 5’800

anni di storia, esendo iniziato intorno al 7’000 AC,su ispirazioen di quella sumerica.

Egli scrisse la storia della fondazione della cultura

Ebraica, secondo i criteri degli storici della sua epoca.

Questi raccontavano la storia non per fatti visti durante il giorno, e narrati per concetti, ma al contrario raccogliendo i sogni che

apparivano di notte durante il sonno e poi di giorno li interpretavano arbitrariamente. Così fece anche Aronne.

Egli raccontò di aver visto  “Dio creare il mondo in sette giorni, creare l’agricoltura, dettare la morale e le istituzioni religiose e statali”.   Dio  consegnò la cultura e la morale ad Aronne e questi alla tribù ebrea.

Come gli storici dell’antichità  Aronne non faceva nessun distinzione tra sogno apparso di notte nei sogni e realtà percepita di giorni trami i sensi.

Il sogno è prodotto dall’inconscio, in codice analogico,

ed espresso  per simboli, che comunicano delle analogie

con i fatti reali,  ma non i fatti medesimi. Durante il

giorno, allo stato di veglia, l’uomo percepisce fatti

e poi li descrive in codice digitale, espresso per

concetti, i quali rappresentano tutte le caratteristiche

reali delle cose e degli eventi. Sogno e descrizione

concettuale sono due maniere differenti di rappresentare

la realtà.

I sogni di Aronne descrivono per simboli la creazione

Della cultura della agricoltura e della cultura all’interno

Della tribù ebrea. Al contrario Aronne assunse che

La “creazione” riguardava tutto il pianeta terra.

Da questi sogni falsamente interepretati Aronne assunse che il suo “dio” avesse  “creato” la agricoltura e la morale”

su tutto il pianeta terra. Una indebita generalizzaione.

E non solo all’interno della tribù ebrea.

Lo stesso fecero i teologi, i quali credettero che il loro

Dio, nel 4’000 AC,  avesse “creato” tutto il pianeta terra, la agricoltura e la morale, consegnata prima ad Aronne, da questi

a tutti gli uomini sul pianeta terra.

A questo primo filone si aggiunse quello di Pietro

L’Apostolo, nel I seconod DC, anche lui ebreo, che

Predico la sua religione  A Roma, formando cosi

Dopo molte trasformazioni, la religione ebraico-cristiana.

L’assunto principale della religioine ebraico-cristiana

E quindi anche dell’uomo occidentale è l “originalità, la superiorità  e la unicità” della cultura  occidentale  espressa dalla religione   ebraico-cattolica.
Queste credenze sono state inserite nel Catechismo cattolico (1993) e insegnate nelle scuole italiane e nelle scuole che praticano il cristianesimo,  come verità assolute.

 

Archeologi,  antropologi  hanno  dimostrato che la cultura agraria fu inventata in Cina nel 12’000 A.C., successivamente sviluppata e arricchita dagli apporti di altri popoli del pianeta ( Sumeri, Egiziani, Greci ed Europei ecc).

Nell’ambito dell’etica la prima forma scritta di morale

risale 5’100 A.C.    Ani lo Egiziano elaborò e mise per iscritto 42 precetti morali (www.genie.it/utenti/inanna).

Aronne (1250-1200 A.C.), vissuto in Egitto,  imparò

li riassunse nel suo Decalogo comprimendoli in  dieci

( 10 precetti morali). Pertanto  il Decalogo di Aronne, scritto intorno 1220 AC è solo un plagio del 42-logo di Ani lo Egiziano, redatto intorno al 5’100 AC, ossia   3’900 anni prima  www.genie.it/ utenti/inanna).

Ispirato  dal suo DNA, l’Uomo Occidentale  ha inventato

la schiavitù, la colonizzazione, il postcolonialismo, la guerre di conquista, le “guerra santa”,  “la guerra giusta”, la “libertà assoluta”, “la pretesa trascendentale”, la criminalizzazione di altri individui e di interi paesi,( vedi un lungo elenco in China Daily,  2010) la psichiatrizzazione di singoli individui, la doppia morale, l’ostruzionismo per impedire ad altri popoli di evolvere,  ecc

Per 3’000 anni i paesi europei furono sempre in guerra

o in preparazione della guerra.

 

L’Uomo Cinese vanta 460’000  anni di preistoria e 5’000  di storia, tutti ricchi di eventi positivi e luminosi.
( vedi tabella 1).

Come provato nelle infrastrutture della sua lingua,
da 200’000 anni ad oggi  è provato nella sua lingua, l’uomo cinese non ha mai condotto guerra contro nessuno. Ha sempre  trattato altri tribù e altri persone con pari diritto e  pari dignità.
Non ha mai avuto schiavi di guerra o schivi interni, come
istituzione sociale (come dimostrato dall’assenza del subgiuntivo, del condizionale e dell’imperativo nella lingua cinese ).

DA 12’000 anni, da quando ha inventato l’architettura,
non ha condotto o subito guerre o incendi nelle proprie
città. Ha sempre costruito architettura di tipo pacifico,
non  temendo  aggressioni o guerre da parte di altri stati.
(A.A., Architettura, Expo, 2010)
Da 5’000  anni è storicamente dimostrato che la Cina non ha mai condotto guerra con l’India sede di una altro grande cultura  asiatica, quella indiana, altrettanto pacifica come quello cinese ( v. storia civile ).
Fino al 1500 DC l’Uomo Cinese  è quello che ha contribuito di più di tutti alla evoluzione culturale e tecnologico,  al processo di civilizzazione dell’uomo sul pianeta terra,  e anche quello che ha apportato meno danni ad altri  popoli (Diamond, 1998).

 

“Il numero di invenzioni che l’Europa prese a prestito dalla Cina fu  imponente.  Le società schiavistiche  preferivano gli  schiavi alle innovazioni tecnologiche, perché gli schiavi erano più economici.”  ( Mokyr, 1990, p 299).
Mokyr,  uno storico delle scienze, ha un approccio behavioristico ai fatti.  Ignora una  legge di psicologia, la quale statuisce che l’atteggiamento  interiore detta il comportamento esterno e non il contrario. Esiste prima l’atteggiamento psichico e dopo il comportamento pratico.
Se la causa della schiavizzazione fosse stato soltanto il principio di convenienza, questa avrebbe agito anche sull’uomo cinese. Eppure egli non lo praticò. Occorre ammettere altri fattori e questi sono la sensibilità sociale e il rispetto verso i diritti degli altri sentito dall’uomo cinese.
L’uomo cinese non praticò mai la schiavizzazione,  nonostante  il suo vantaggio, e nonostante che egli avesse tutti i mezzi  militari per farlo, per gli atteggiamenti inscritti nel suo DNA: pacifismo, rispetto verso altri uomini, il rispetto per  la vita, la sua estrema sensibilità sociale, che si manifestarono  anche in altre sue opere: precoce invenzione della medicina, abolizione  del cannibalismo per infanticidio, rinuncia ad arsenali  militari di aggressione,  controllo delle nascite, rinuncia  a ogni aggressione contro altri,  ecc
Se ne deduce che l’uomo cinese  non praticò mai la schiavizzazione di altri uomini per gli atteggiamenti di pacifismo, di egalitarismo, di rispetto verso gli altri,
inscritti  nel suo DNA.  Essi hanno influenzato il suo comportamento nel passato e lo influenzeranno anche nel futuro.

Per incrementare il suo benessere  si è dedicato soltanto

al lavoro e alle invenzioni. E questo è anche il programma

dei politici cinesi contemporanei (China Daly, 2012).

RIEPILOGO.

Virtù dell’uomo cinese sono:  pacifismo, prosocialità, cooperazione, costruttivismo, mutuo rispetto, egalitarismo e antiegemonia, inclusivismo, sensibilità sociale, antipredatorietà,  predisposizione alla giustizia e al  dialogo (“win-win-police”), culto della libertà limitata.

 

Mentre l’uomo occidentale  presenta i seguenti vizi: bellicosità, antisocialità,  sabotaggio, schiavizzazione e sfruttamento, egemonia culturale ed economica, esclusivismo, insensibilità sociale e predatorietà,  ingiustizia, pratica
della libertà assoluta.

 

 

La conoscenza dell’uomo cinese,  dischiude un nuovo orizzonte antropologico: quello dell’uomo cinese, diametralmente l’opposto di quello occidentale.

 

 

 

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