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RIFORMA SCOLASTICA IN ITALIA

ABOLIZIONE DELL’ORA DI RELIGIONE
A SCUOLA E MOTIVAZIONI

 

 

Occorre abolire l’ora di religione per due ordini di fattori:
A: MOTIVI POLITICI E CULTURALI
B: MOTIVI ETICI.

A: MOTIVI POLITICI E CULTURALI
1. Imperialismo di imbecilli paranoici
2. Scardinamento della giustizia
3. Scuola di corruzione.
4. Prodotto del paradigma conoscitivo teologico
5. Scardinamento della giustizia
6. Ideologia di  potere politico, occultato dietro
     “la  missione apostolica

 

B: MOTIVI ETICI.
1. Religione  di estrapolazione patologica.
Mancanza di rappresentatività di soggetti sani.
3. Carenza di potere formativo
4. Esaltazione e idolatria della malattia mentale.
5. Presentazione di modelli  sociali negativi:
Gesù, Dio, Pietro, Giovanni soggetti psichiatrici.
6. De- realizzazione
7. De-personalizzazione
8. De-responsabilizzazione
9.  Sapere  egemonico
10.  Sapere discriminatorio
11.  Richiesta degli studenti:
12.  Principale fattore di arretratezza della scuola italiana.
A: MOTIVI POLITICI E CULTURALI

  1. Religione di estrapolazione patologica.
    Mancanza di rappresentatività di soggetti sani.

       La chiesa ha il più profondo disprezzo della scienza, che per due millenni ha barbaramente perseguitata e torturata.
    Anche dopo aver “chiesto perdono” ( papa Wojtila, 2003   e papa Bergoglio 2014) la Chiesa continua a perseguitare la scienza e gli scienziati. Le parole di questi papi sono  stati soltanto dei suoni linguistici vaganti  nell’aria.
    Niente altro. In realtà essa è stata l’imperialismo dei imbecilli paranoici, che hanno superato la barbarie
    dei barbari nomadi del medioevo.

Da due millenni la Chiesa ha declassato, vilipeso e perseguitato la scienza in ogni modo e maniera.

Da Giovanni l’Apocalista (60-70 d.C.), a Paolo 50-60 d.C.), ai papi del medioevo, a Pio X (1910), a innumerevoli teologi pseudogeniali la Chiesa ha perseguitato la scienza e gli scienziati.

Giovanni l’Apocalista afferma categoricamente:

24   “E  la  comunità  cristiana non  ha  bisogno  di  scienza,  conscia e inconscia,  che  la  guidino, perché il Sé  la  istruisce,  e il suo faro  di sapere  é  l’Intelletto teocratizzante (di Giovanni, Apocalisse, 22, 5  )”

E più  oltre rinforza la dose ordinando: ” E  qui non vi  sarà ignoranza  alcuna    e   non  avranno  bisogno    di    scienza, perché il Sé ( di Giovanni) profonderà la  sua  sapienza    ed  egli  governerà  per  sempre.( Gv, Apocalisse, 22, 5 ).
Ancora:

“Dall’oscurità emersero intellettuali distruttori che si sparsero in tutta la società umana, e fu dato loro il potere di letali avvelenatori.
E furono incaricati di non danneggiare né la vegetazione né i lavori  umani, ma soltanto coloro che non fossero conformi alla intellettualità  teocratica.

Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di torturarli per un certo periodo di tempo, e il supplizio è come quello del torturatore quando colpisce un uomo

In quei giorni gli uomini cercheranno la morte liberatoria ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li sfuggirà.

(7)   Questi  torturatori erano degli intellettuali cristiani  pronti alla guerra. La loro intellettualità aveva il potere sovrano e il loro aspetto era di uomini buoni.

La loro natura interiore era sensibile come quella delle donne, ma il loro  potere era sovrano e sadico.
(Giovanni:63-70 d.C., Apocalisse, 9, 1-8)
Paolo  è ancora più esplicito e distruttivo:
“Sta scritto infatti: ”Io farò perire la sapienza degli scienziati e annullerò la intelligenza degli scienziati
( 1 Corinzi, 1, 17).
Giovanni, affetto da sindrome di abbandono, e gravemente
malato di mente, soffriva di paranoia, di imbecillità
di “analfabetismo e illetteratezza” ( Atti, 3).  Egli
presenta la sikndrome dell’  “assassino seriale” ( serial killer). Il sintomo principale della paranoia è l’alta distruttività (Lalli, Psichiatria, 1999). E quello che Giovanni, sanguinario,  esprime ripetutamente nell’Apocalisse.

Per 2000 anni  papi imbecilli, che eseguirono
ciecamente i principi espressi da Giovanni, affetto da paranoia e da sindrome di assassino seriale, assetato
di vendetta in nome di dio. I papi furono talmente imbecilli, da non cogliere, dinon afferrare la incompatibilità tra “l’odio paranoico” e “l’amore, sapienza  infinite” attribuite a Dio.
Nel medioevo la Chiesa riuscì a distrugger e ostruire  la scienza tutta la cultura greca, i misteri eleusini, di gran lunga più sani e efficienti  del cristianesimo.
La prima università fu istituita nel 1088 a Bologna, il primo politecnico di Parigi solo nel 1729, quello italiano nel 1861, ossia con sette e otto secoli di ritardo.

Ancora 1900  il papa Pio X   espresse pubblicamente  “la  condanna del progresso e della scienza”, (Papa Pio X: De Rerum Novarum, 1910)

L’uomo non è libero di scegliersi il suo destino, ma deve farlo  Dio, Il trucco c’è e non si vede. Non dio in persona, ma tramite  i suo gestori: i papi e teologi pseudogeniali.
Egli, Giovanni, si pone come “faro di luce”, e il sapere da lui elaborato , sarà  più che sufficiente per i cristiani e tutti coloro che cadranno sotto l’imperio cristiano, come accadrà nel medievo. Con Giovanni inizia l’oscurantismo della Chiesa.
Da questi passi emerge chiaramente che la Chiesa rifiuta  ogni “sapere scientifico”,  e accetta  solo quello prodotto dai teologi. Tutto il sapere necessario ai cristiani deriva  direttamente dal Sé di Giovanni, paranoico, imbecille, analfabeta,  prima e poi da quello dei Papi. Un sapere che rifiuta ogni sapere scientifico, “altro sapere fuori di quello  della  teologia”.

Atteggiamento che nel XI secolo S. Anselmo definisce la ” pia ignoranza“.  Ai cristiani basta la  “ignoranza condita di pietà”. Essi vivono soltanto per  il paradiso. Il resto è tutto superfluo, come  si  riscontra  nella storia del cristianesimo  dal I  secolo fino ad oggi.

Giovanni era uno psicotico distrutivo, (Lalli, 1999) dispotico, dittatoriale, gravemente malato di mente, che crede   ciecamente e soltanto ai sogni come realtà  sovraumana, assegnando ad esso maggiore rilevanza che non alla realtà  diurna. Secondo lui “il sogno” creò il mondo (Gv, 1). Come per l’uomo paleolitico, anche per Giovanni il sogno è l’università, l’autentica fonte di sapere.
Il dettato di Giovanni sul sapere  alternativo a quello teologico starà alla base  della politica dei papi in tutto il medievo fino ad oggi. Egli sarà il teorico, che ispirerà le direttive dei papi e dell’Inquisizione. E il sapere scientifico è alternativo, essenzialmente diverso   di quello teologico e bibblico.
Il cristianesimo era ed è completamente  avverso  al pensiero  scientifico, che produce  progresso tecnico. Durante i primi cinque o sei secoli  di esistenza, esso  fu caratterizzato in senso mistico,  ascetico, di rifiuto  della vita materiale e dell’agiatezza, con una condanna esplicita del lavoro e di tutte le attività terrene.   Il papa Gregorio Magno ( 540-604) fece  bruciare le biblioteche  che contenevano  opere classiche, per impedire  che queste opere distogliessero i fedeli  dalla riflessione di argomenti religiosi ( Mokyr, 1995  )
La Riforma e la Controriforma trasformarono l’Europa  in una religione assai intollerante, ancor più che non ai tempi delle  crociate. Giordano Bruno fu bruciato dall’Inquisizione cattolica, Miguel Servetus  ebbe la medesima sorte a Ginevra,  e ogni città  italiana  ebbe le sue  vittime. 6’000’000 ( leggi sei milioni) in tutta Europa. Nell’Europa del sedicesimo e diciassettisimo secolo  continua  a esserci  pochissima  tolleranza  da parte della Chiesa verso gli scienziati  e i tecnici, e verso le persone  che erano  critici verso i dogmi.  Nell’Europa meridionale,  Italia, Spagna, Portogallo,  completamente soggette alla  Chiesa, il clima  per la creatività tecnologica volse al peggio. Da parte dell’Inquisizione pena il rogo, a Napoli il 1588 a Giabbattista della Porta   fu proibito continuare le ricerche su un’incubatrice  per la covatura  delle uova.
Dalla  Chiesa la chimica  veniva equiparata  a “stregoneria”. In quelle’epoca  il tasso di progresso tecnico calò enormente ( Goldstone, 1987).

Mentre nella classica Grecia del IV secolo a.C. lo sviluppo tecnico e sviluppo umanistico andavano di pari passo,( Geymonat, 1976) nel medioevo, sotto il dominio della Chiesa la scienza  viene completamente repressa.  Nella Grecia classica il rapporto tra pubblicazioni letterarie   e quelle scientiche era di 2 a 1, nel medioevo, durante il dominio della Chiesa cattolica tale rapporto scende a 20 a 1.
L’ambiente sociale in cui gli inventori e gli innovattori si trovarono ad operare era completamente avverso a loro. Molti inventori  vissero di stenti e di miseria ( Mokyr, 1995).
Nel XI secolo vennero fondate le prime università in Europa, comprendenti teologia, filosofia, lettere, giurisprudenza dette discipoline umanistiche. La prima  in Italia Bologna nel 1088 e poi le altre.  La costituzione  delle università scientifiche, alle quali si opponeva  la Chiesa, fu rimandata di molti secoli.
La prima università tecnica in Europa fu il Politecnico di Parigi, l’Ecole Polytechnique, fondata(1749), ossia 700 anni dopo quelle umanistiche, nelle quali dominavano le facoltà teologiche, ritenute le più  importanti.
Successivamente  vennero fondati i politecnici di Praga(1806), Vienna(1815),  Zurigo(1855),  a Deft in Olanda(1806), a Leoben in Austria(1863)  e le famose università tecniche tedesche, a cominciare  da Karlsruhe (1825). In Italia  la Chiesa riuscì a farla ritardare  di 800 anni.  Per il primo politecnico italiano bisogna aspettare fino al 1863, e nei decenni successivi  nei paesi cattolici,  come Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.  Nonostante la fondazione di queste università scientiche,  il numero degli studenti, socialmente declassati, è bassissimo rispetto a quello delle università umanistiche:  uno  sparuto gruppetto.  Il problema del declassamento sociale delle scuole tecniche  continua ancora nel novecento, quando  tecnici e scienziati vengono ritenuti cittadini di seconda categoria.
L’ostruzionismo della Chiesa alla scienza, che dura ancora oggi, si manifesta anche  sotto forma delle bassissime paghe, dalla pochissima stima e rispetto che si porta agli scienziati, il che genera la “fuga dei cervelli” all’estero, gli scarsissimi fondi  dai governi assegnati alla ricerca scientifica, le ancora  pochissime università scientifiche  esistenti in Italia.  Mentre in Svizzera su 7’000’000 di abitanti, esistono già  quattro  politecnici,  pari a una ogni 2’300’000 abitanti,  in Italia, con 57’000’000 abitanti, ne esistono solo tre, ossia una ogni 19’000’000 abitanti. E l’ultimo politecnico, quello di Bari,  il primo nel  meridione, é stato istituito  solo nel 1996.
Mentre i governi negano i fondi alla ricerca e alle università    la Chiesa gode di grosse prebende e di privilegi. La Chiesa ostruisce  il progresso tecnico e con esso maggiore ricchezza, ma poi, paradossalmente,  prende  la fetta  più grossa del PIL nazionale.
L’ ostruzionismo  contro la scienza per opera dei papi
è dichiarata nella enciclica De Rerrunm Novarum, di Pio X
nella quale si  condanna   ”il progresso e la scienza”

Il male oscuro dell’Italia: il cristianesimo. Il cristiano è sempre pronto ad arraffare,  usurpare,  pretendere. Mai   a creare,  produrre,  ainvestire nella ricerca, applicando integralmente i dettati di Giovanni  e di Paolo.   Il progresso  viene   ancora oggi considerato  un  “male”  e le teorie scientifiche un arma   del demonio  da  combattere  e da  sradicare   dalla società.  Per mezzo dei  suoi successori,  Giovanni l’Apocalista,  continua  a dettar leggi,  questa volta non più per simboli e allegorie, ma per concetti e disposizioni.
Il bilancio di questo periodo  dal punto di vista dell’innovazione scientifica è stato disastroso. Nessuna idea nuova. Nessuna innovazione. Ma i teologi e pedagogisti
hanno la spudoratezza di parlare  di “contributi dati dalla chiesa” mentre in realtà i suoi contributi furono tutti
negativi, distruttivi, deleteri.
Il tempo è maturo per finirla con la retorica e la disonestà intellettuale.

 

  1. SCARDINAMENTO DELLA GIUSTIZIA

Nella giustizia predicata da Gesù viene eliminata ogni risarcimento dei danni, che il fattore principale, che rende un’azione un delitto, un reato ( Maag, 1974, Tylor, 1876). “Uccidi settantasei volte, alla settantasettesima pentiti, e tutto ti sarà perdonato” ( Luca).
Gesù perdona e lo fa entrare nel sua istituzione teocratica, omettendo il risarcimento dei danni provocata da 76 omicidi.
Gli antropologi hanno valutato ciò  come  una enorme violazione  completa annullamento della legge ( Maag, 1974, Tylor, 1876). L’occhio per occhio e dente per dente mirava
non alla vendetta, come hanno interpretato i teologi, ma
al contrario all’equilibrio di forze fra  le tribù o i clan.
Se un individuo uccideva il membro di un altro clan,

perdendo un membro questo si indeboliva e rischiava di essere sopraffatto dall’altro.  L’uccisione dell’assassino

riequilibrava le forze fra i clan o tribù: ogni tribù perdeva un membro.  Quindi questo  principio era un risarcimento di danni e non una vendetta come sostengono i teologi.

Il principio “uccidi 77 volte la 77.esima pentiti e ti sarà  perdonato”  (Luca)scardina ogni forma di giustizia, perché omette ogni forma di risarcimento di danni, che è il fattore principale della pena. Gli altri fattori come la deterrenza e la punizione sono secondari (Maag, 1974; Taylor, 1876)

Ciò scardinata ogni forma di giurisprudenza, di giustizia di convivenza civile.

In verità Pietro aveva bisogni di membri della sua istituzione,  e accettava tutti anche quelli che non avessero  ottemperato la giustizia umana, la quale veniva
dichiarata inferiore  e difettosa
Il principio di Pietro-Gesù, viene ripreso dal papa

attuale  “Dio perdona tutto” ( papa Bergoglio). Ignorando

che tale procedura ignora ogni risarcimento dei danni

alla vittima del reato,  che è la base di ogni giustizia.

Il principio predicato dalla Chiesa attuale scardina ogni forma di giustizia proprio nel momento in cui si riempiono

la bocca di “vera giustizia”, “vera verità”.
La teologia cattolica è stata prodotta da soggetti gravemente malati di mente, ( Pietro e Giovanni) e successivamente  da teologi anch’essi disabili mentali. Il cristianesimo è solo un capitolo della psichiatria.

 

 

 

  1. SCUOLA DI CORRUZIONE.

La dottrina cristiana è la più alta scuola di
corruzione.  Ponendo dio “al di sopra ogni norma”, come
“a Dio tutto è permesso”, anche assassinare un uomo,

“avente diritto al privilegio” esso crea le condizioni
di ogni forma di ingiustizia. Ciò scardina ogni forma
di giustizia, e promuovere la corruzione, la doppia norma.

Il fedele che si identifica con Dio, il suo capo, assimila tutti i suoi valori, fra cui anche il diritto al privilegio, al diritto di violare la legge ( detto privi-legio). Ciò è una contraddizione nei termini.
Egli pertanto si crede autorizzato a violare la legge,

e a commettere corruzione, poiché trova tale principio
nel suo capo, nel suo modello sociale: dio
Bandura (1964) ha empiricamente dimostrato come
l’osservazione di un modello influisca il comportamento dell’osservatore. Tale influsso aumenta quanto cresce
la rilevanza del modello osservato. Presentando Dio come
“somma sapienza.  sommo amore, sommo potere”, la rilevanza
di dio diventa infinita. E il suo potere diinfluenza
diventa anche infinito.
È un assurdo. Incredibile ma vero.  Per tal motivo la dottrina cattolica è la più alta scuola di corruzione.
Quello che fin qui si è visto nella teoria viene   confermato dalla partica e dalla storia sia nei paesi cattolici, che in quelli in cui il cristianesimo è quasi estinto.

I sociologi hanno rilevato il più alto numero di corrotti proprio fra i cattolici praticanti. In Danimarca e nei paesi del Nordeuropa dove la pratica religiosa è

scesa sotto il 5%,  la criminalità e la corruzione
sono  scese in misura statisticamente rilevanti. Nei paesi ancora cattolici  esse sono ancora alte (Barbagli 2013)

  1. Prodotto del paradigma cognitivo teologico.
    Nell’approccio alla realtà, nel processo cognitivo
    il teologo applica i seguenti  criteri: il primato della parola sul fatto, della memoria  sull’intelligenza, l’approccio discendente, ossia aderenza  a preconcetti e interessi personali, approccio elemento–struttura, magnificenza della malattia e della imbecillità
    sulla salute e intelligenza, dell’anormalità  sulla normalità,  dell’immoralità sulla moralità,
    del caotico e casuale sullo strutturato e sull’ordine,
    del sogno sulla realtà percepita allo stato di veglia.
    Il fine supremo del teologo è il proprio tornaconto
    anche quando si riempie la bocca di frasi  come “amore del prossimo” di “universale” .
    Il paradigma cognitivo teologico oggi appartiene alla psichiatria, è un capitolo della psicopatologia.
    Il cristianesimo, prodotto da soggetti gravemente malati di mente, quali i profeti dell’AT Pietro, Giovanni e Paolo,  ha messo alla base della sua dottrina  la psicopatologia. I teologi successivi, anch’essi affetti da gravi disturbi mentali, e inabili a ogni critica, hanno solo giustificato tutti gli assurdi e le patologie di Pietro, espresse nel Vangello, quelle di Giovanni registrate nella Apocalisse.  Esse sono incampatibili con
    la scuola moderna che è fondata sulla scienza, sul razionale, e sulla etica autentica, non solo quella retorica.
    Gli assurdi, i modelli gravemente patologici,
    un assassino seriale quale Giovanni l’Apocalista, non possono essere presentati a uno studente moderno.
    Inoltre la Bibbia come pure il Vangelo non possono
    essere letti nella scuola.
    Lo stesso vale per il simbolo cristiano: il crocefisso.
    Esso non può essere esibito nelle scuole pubbliche, per le moltissime connotazioni patologiche che esso suggerisce.
    Il pensiero teologo è gravemente inficiato di vizi
    e di tutti fattori negativi dell’uomo primitivo, di cui
    esso è la continuazione. Prodotto da soggetti malati di mente, affetti da paranoia, di disabilità mentale, di
    per tutto il medioevo la teoelogia cattolica ha sempre esaltato la “pia ignoranza”, la travisato la realtà storica e sociale, ha eletto quali patroni d’Italia due disabili

mentali quali Francesco di Assici e Caterina di Siena quali
patroni di Italia.
Ciò non può continuare. È  maturo il tempo di porre
fine a codeste morstruosità e codeste assurdità.

5.  Ideologia di  potere politico, occultato dietro
     “la  missione apostolica”
Quella cristiana è un’ideologia del potere politico
occultato dietro,  “la missione apostolica”, sempre disatteso.
Ogni messaggio contiene un’informazione e una meta-informazione,  un’informazione di contenuto e un’informazione di forma ( Watzlawik, 1964)

Quale informazione di contenuto, nei Vangeli Pietro  ha portato  la “buona notizia”  “dell’istituzione riscattatrice”  quale riconoscimento e  sollievo   ai problemi dei diseredati.

La meta-informazione del Vangelo è la denuncia del  dramma e delle sofferenze dei figli  senza padre, del trovatello, dell’ “esposto”  con i devastanti disturbi psichici che ne derivarono, la perdita dei diritti  umani di quell’individuo, che nel I secolo DC non veniva ancora riconosciuto in Israele, mentre lo era già da millenni in altre nazioni. In Grecia lo era da 3000 anni prima.

Mentre i profeti dell’AT associavano il loro dramma

al regime  politico, la monarchia o  teocrazia,

Pietro scopre un’altra dimensione: “l’interiore”

che gli Ebrei ignoravano ossia la dimensione psico-sociale

del dramma.

Egli ha  sollevato la tematica dei  “figli abbandonati” e dei diseredati di ogni   genere,  che non godevano di nessun diritto  nella legge aronnica.

Tutta la sua attività, riportata nel Vangelo e negli Atti (1-12) per simboli e  nelle lettere  per concetti, e nella predicazione per atti concreti,  girano intorno al problema dei figli abbandonati, che, una volta adulti, diventavano schiavi e diseredati.

Il Vangelo è la denuncia del dramma dei figli abbandonati, espresso per sogni nel Vangelo e per concetti nelle Lettere.  Il che implica che Pietro perseguiva il riconoscimento del trauma di abbandono, quale fonte dei disturbi dei figli abbandonati, e quindi cure  appropriate.
Nel I secolo D.c., la sindrome di abbandono (figli abbandonati in tenera età) era stato sollevato dalla
evoluzione culturale e ripreso dalla storia civile, sicchè
tutti i popoli del pianeta, all’epoca, avevano affrontato
quel dramma eccetto il popolo ebreo. Nella legge di Aronne
(la Torah)  la schiavitù e l’abbandono di figli indesiderati era ancora vigente.
Pietro, il produttore del Vangelo, quale solidarietà
verso i suo conspeciali, i diseredati, promosse  l’istituzione del riconoscimento della sindrome
di abbandono e dei diritti degli abbandonati.
Da queste due fonti, la evoluzione culturale e la volontà di Pietro, la Chiesa ricevette il compito
di assistere i diseredati ( Pietro, Vangelo).
Questo fecero tutte le altre religioni redentrici ( guaritrici o misteriche) dell’antichità ( Il buddismo,
dal V secolo a.C. in Asia, la religione eleusina, l’orfismo, il cabirismo in Grecia, fn dal 3000 a.c. ecc.)  all’interno della propria  nazione, occupandosi esclusivamente dei diseredati.
E questo sarebbe dovuto essere anche il compito  principale della chiesa e del papato, la “sua missione apostolica”.

Nel 384 il teologo Agostino modifica tutta la concezione dei Vangeli, estendendo  la necessità dell’aldilà e del  paradiso a tutti anche alle persone normali,  facendo della chiesa una apparato politico. La chiesa diventa una macchina di potere politico, in cui i diseredati diventano solo pretesto retorico,  strumento di  demagogia. Ma i loro problemi, il loro dramma non venne minimamente risolto. Avvenne anche di peggio.

Passando dalla falsa interpretazione di un sogno alla falsa
interpretazione di altri sogni, la chiesa  giunse alla concezione che i diseredati fossero   manifestazione di entità malefiche che avessero  preso possesso dell’individuo; la cura elaborata dai teologi  era volta a liberare  l’individuo dal  demonio; prese  la forma di torture e di condanne a morte, condotto dopo la confessione  salvifica,  da parte degli “indemoniati”,  di colpe e  misfatti di cui erano ritenuti  artefici.   Si enfatizzano le idee quali quelle di colpa, peccato e punizione divina (Lalli, 1999).
Aggiungendo al dramma originario, generato dal loro handicap e stato sociale, anche quello supplementare della persecuzione del vilipendio, del disprezzo, quei poveri sventurati veniva giustiziati.
Una situazione assurda,  folle,  barbarica che si è verificata solo nell’area cristiana, e nei paesi cattolici.
Ciò non accadde in nessun altro paese del mondo,
gevernato da altre religioni.
Ripeto: nelle altre religioni redentrici ciò non accadde.
Per 2000  anni la Chiesa ha disatteso il suo vero  compito, denominato “missione apostolica”, ricevuto
dall’evoluzione culturale e da Pietro in persona,
che sarebbe stato quello di assistere e risolvere
il dramma dei diseredati. La Chiesa  ha rasformato
il cristianesimo originario, quello esposto nel Vangelo,
in un a religione di stato, e ha sviluppato uno stato
proprio, occultato dietro la “missione apostolica”.
La Chiesa ha tradito il compito ricevuto sia dalla storia

che da Pietro, dell’uso barbarico di abbandonare i minori.
Per 2000 anni la Chiesa ha tridito il suo compito.
Solo i laici e gli scienziati  a partire dal secolo scorso si sono finalmente occupati di loro. Nel  1900  scienziati di varie discipline  hanno studiato e inventato farmaci per la prevenzione di procreazioni indesiderate e insostenibili. Nel 1941 gli scienziati Ogino e Knaus,
scoprirono il ciclo mestruale che permetteva di ridurre la

la natalità. successivamente chimici inventarono altri
anticoncezionali che permettono di prevenire concepimenti
insostenibili. Oggi esistono 26 anticoncezionali.
Nel 1948  socialisti hanno emesso le prime  leggi a favore  dei diseredati riconoscendo loro i diritti  umani.  Psicologi e psichiatri hanno sviluppato metodi terapeutici per curare i loro disturbi psichici e comportamentali.
Nel 1979 il Partito Comunista Cinese ha imposto la famiglia con figlio unico, per prevenire nascite

indesiderate e insostenibili a livello di normalità.

Nel Periodo dal 1979 al 2010, ciò ha prevenuto

la procreazione di 400’000’000 ( leggi quattrocento milioni) pari alla popolazione europea, di individui affetti di disturbi psichici e di potenziali criminali ( stime ONU (China Daily, 2010) permettendo a quello unico procreato di esser allevato bene e di divenire una individuo  mentalmente sano e probo cittadino.

La Chiesa si è ferocemente opposta a queste cure causali, riversando valanghe di calunnie sugli scienziati e sui cinesi, definiti “divoratori di bambini”, “culto della morte” ecc.

Ignorando che i primi ad abolire il cannibalismo furono gli scienziati cinesi intorno al 12’000 AC, e che la politica del figlio unico ha prevenuto la creazione di quattrocento milioni di sventurati malati di mente e  potenziali criminali, come  ha riconosciuto l’ONU  solo nel 2010. E come confermano le statistiche, che rilevano come in Cina dal 1997  la criminalità è in costante calo, eccetto la corruzione  ( China Daily, 2012)

Il motivo dell’opposizione a una cura causale

e integrale  sta nell’essere della Chiesa: essa  è
uno stato temporale, con un territorio proprio,
governato con forma monarchica, occultato  dietro
la presunta  “missione apostolica”.
Essa ha bisogno di poveri e di malati per giustificare la sua presenza sulla faccia della terra e perpetuare il suo potere politico ed economico.  Quando gli scienziati avranno eliminato la povertà e le malattie la Chiesa si estinguerà. Ciò che accadrà nei prossimi decenni.

La Chiesa ha esaurito il suo compito storico,

validamente sostituita dalla scienza. La chiesa non ha da
compiere nessuna “missione apostolica”, la quale è
stata  già fatta dagli scienziati e da taluni politici
onesti.

 

 

B: MOTIVI ETICI.

 

  1. Religione  di estrapolazione patologica.
    Mancanza di rappresentatività rispetto a soggetti sani, che oggi ammontano a oltre il 99,99% della popolazione italiana.
    La morale cattolica è costituita da principi estrapolati dalla personalità di soggetti psichiatrici e poi trasferiti e applicati sull’uomo normale, sano di mente. Il che è illecito e anche nocivo.
    Il Vangelo, principale fonte della morale cristiana, fu prodotta da un soggetto gravemente malato di mente Pietro: psicotico, paranoico, disabile mentale, “analfabeta”, maniaco di potere politico.
    Mancanza di rappresentatività  dei normali

 

  1. Carenza di potere formativo.
    Dalla scala di Thorndike (1913) e di Haag & Steiner(2000) risulta che la teologia non ha nessun
    potere formativo, ottenendo zero  punti z.  Al contrario i teologi sostengono che essa abbia un alto potere formativo, arrogando di aver dato “
    contributi globali “ alla cultura   Il che è completamente falso (vedi A/1)

 

 

  1. Esaltazione e idolatria della malattia e della
    disabilità mentale
    .
    La teologia cristiana ha esaltato la psicopatologia, e  sottovalutato la normalità, la salute.   La morale cattolica ha sempre esaltato, magnificato, idolatrato e promosso la malattia mentale, l’anormalità, l’irrazionale, il patologico. Ha posto a base della ideologia il patologico. Per tutto il medioevo ha esaltato “la pia ignoranza” dei disabili mentali, di cui erano affetti anche teologi e perseguitato “il sapere degli scienziati” (Giovanni e Paolo, vedi 1).
    La pentecoste è una attacco di  allucinazione e di delirio  in Pietro, che dalla teologia viene posto  come atto e intervento divino.
    Ha proclamato patroni d’Italia due disabili mentali:
    Francesco di Assisi, un imbecille, e Caterina da Siena anche lei imbecille, al punto di non aver imparato a leggere e scrivere.

 

 

 

  1. Presentazione di modelli sociali negativi:
        Gesù  e Dio, soggetti psichiatrici.

Nonostante la bolsa retorica  dei teologi, sulla bontà, sulla superiorità di Gesù e di Dio,  in realtà essi sono modelli sociali non validi.

Esso è definito con vari titoli quali apprendimento sociale, imitazione, identificazione,  facilitazione sociale, contagio sociale (Bandura 1964).
Indagini sperimentali hanno dimostrato che l’osservazione  di comportamento di altre persone genera  l’acquisizione di nuovi maniere di comportamento nel proprio repertorio comportamentale (Bandura, 1964; Vogl, 1974).

1) Arbitrarietà. “Uccidi 77 volte, e la   77.esima pentiti
e ti sarà   perdonato”  ( Mt).

Il comandamento del “non uccidere“ vale anche per Gesù

Un assassinio resta un assassinio anche se lo commette
un dio come Gesù.

”…..chi non ha la spada venda la sua veste e ne compri una” (Lc,22,36)

“Gesù getta sulla terra fuoco e discordia”

(Lc, 12, 49-53)

49  “Io sono venuto a gettare fuoco sulla terra
e quanto desidero che fosse già acceso.
. . .

51  Pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione;
. ..

53   “Il padre sarà diviso contro il figlio e
il figlio contro il padre, la madre contro la figlia e la figli contro la madre” (Lc, 12, 49-53)
3) Atteggiamento antisociale: odio verso i genitori

e fra fratelli e sorelle.

4) Paranoia verso un fico, nella sua normale
funzione botanica.
13  “Gesù vide un fico… non vi trovò altro che foglie   perchè non era tempo dei fichi.

Allora Gesù rivolgendosi al fico disse: ” Nessun mangi più frutto da te in eterno” [ossia distrusse l’albero] ( Mc, 11, 13-14)

  • Cristo figlio di Davide(guerriero)(Lc, 20, 41-44)
    “IL signore(Dio) ha detto al mio Signore(Gesù):”

Siedi alla mia destra finchè io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi?”
Le maniere di comportamento di Gesù sono gravemente patologiche, antisociale.
a) Un assassinio resta un assassinio anche se  commesso

da un dio.
b) Feroce bellicosità. Gesù mostra feroce belicosità
dicendo di essere venuto a portare la guerra.
c) Promuove comportamento antisociale: odio contro

genitori e fra fratelli e sorelle. L’odio verso i

genitori é sintomo di grave patologia psichica.

Il rapporto positivo fra genitori e figli è

bisogno fodamentale, basico dell’essere umano.
Gesù promuove la patologia.

  1. d) Vendetta contro un fico, nella sua normale
    funzionalità botanica, evidenzia lo stato psicotico
    della mente  di Gesù  o di Pietro cui esso èe) Percezione paranoica del mondo:
    Trasformare un avversario in un nemico da distruggere,
    da degradare a sgabello dei propri piedi, è espressione
    di acuta paranoia, indegno di  e sana di mente una
    persona civile.
    f) Altri esempi patologici. Tutto il Vangelo e gli Atti
    (1-2) grondano patologia, paranoia, barbarie. Gesù è un
    essere patologico generato da una mente malata quale fu
    quella di Pietro.Se confrontiamo Gesù con altri fondatori di religione,
    misterico-guaritrici Gesù ne esce vergognosamente.
    Il sacerdote che intorno  al 3’000 aC, perorò la causa
    degli abbandonati in Grecia, presso le autorità politiche, quelle religiose e il popolo greco, non si armò di spada
    o di calunnie, non  calunniò  le autori politiche
    di Atene, come fece Pietro, accusando il popolo ebreo di deicidio.
    Ma chiese soltanto il riconoscimento del trauma di
    abbandono e gli fu riconosciuto, sia dalla autorità politiche, da quelle religiose e dal popolo, i quali da parte loro collaborarono alla soluzione di quel dramma. ( vedi  religione eleusina)

Oggi l’uomo si è evoluto a tal punto che non vuole più guerre, neanche quell “sante”  “ giuste” ordinate da Dio,

non vuole nemici ma solo avversari, rispettando i diritti e dignità  degli avversari.

 

 

  1. De-realizzazione dell’uomo

“Se hai fede sposterai le montagne” (Gesù,  )

L’uomo normale e sano impiega oltre 18 anni per

l’acquisizione del senso di realismo, ossia di quei
principi che lo salvano dai rischi fisici, chimici e sociali che insidiano la sua vita.
Alla fine di tale lungo e complesso processo l’uomo acquisisce il principio “della libertà limitata” (Keller, 1973). Libertà limitata dell’uomo nel campo della biologia

(alimentazione), della fisica e  nel campo sociale.
“Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre,
moglie e figli, fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita” non può  essere mio discepolo ( Lc, 14,26)

Uno dei principi di realismo é quello di rispettare e amare i propri genitori, i quali sono i maggiori fattori
stabilizzanti la personalità. Negare o distruggere la
figura dei genitori nella psiche implica l’instaurazione
di principi devastanti, analizzati dalla psichiatria
(Lalli 1999).
L’inegnamento  del Vangelo di odiare i genitori, fratello  sorelle, scardina il senso del realismo e della vita sociale.

 

“Osservate gli ucccelli del cielo. Essi non seminano non mietono e non raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi più  di loro?” “(Mt, 6, 26)
I biologi hanno rilevato che migliaia di uccelli muoiono di fame. Quando cade la neve di inverno spesso muoiono non migliai ma “ milioni di uccelli” in una singola regione. Per tal motivo essi cercano di fornire becchime, nei luoghi opportuni, affinchè essi non muoiano di fame.
Insegnare a non preoccuparsi del futuro è assurdo.

“L’uomo si distingue dall’animale perché sa anticipare

predisporre il fututo “ ( Keller, 1973). L’uomo previene il futuro, per programmarlo e migliorarlo. Consigliare di non preoccuparsi del futuro è stolto e irrazionale.

 

Leggendo e volendo applicare i principi  del Vangelo  vengono  dissolti quei principi acquisiti atti a salvaguardare  la propria incolumità e la propria sanità  fisica, biochimica e sociale. Come fece Francesco di Assisi, che fu espulso dalla famiglia.

 

“Uccidi 76 volte, la 77.esima pentiti, e ti sarà perdonato” (Mc ).    Chi può dare all’uomo il permesso di uccidere 77  volte? E chi può concedere il perdono per tanti reati che causano gravissimi danni ad altre 460 persone (77 mogli e 380 figli delle vittime)

 

Il  Vangelo non può essere assunto come strumento di formazione della personalitä dell’uomo. Gli psicologi scientifici  (Rogers, 1963, Bandura, 1964, Piaget, 1957)

che hanno  elaborato  la teoria della  personalità dovettero eliminare   dal loro orizzonte i principi dal Vangelo.
Coloro che hanno ricevuto un’educazione cattolica, hanno tentato di applicare i principi del Vangelo, giunti all’età adulta, hanno dovuto scrollarsi  di dosso i principi del Vangelo.

In breve: il Vangelo  non è uno strumento  di formazione della personalità (Rogers, 1963, Bandura, 1964, Piaget, 1957; Rubinstein, 1977)

 

 

 

 

  1. De-personalizzazione dell’uomo
               espropriazione della personalità.

Secondo la dottrina cattolica  “La Bibbia attesta che Dio è il padrone di tutto l’universo e che ogni uomo è creato a sua immagine per servirlo e rendergli omaggio…” (Catechismo, 1991; Bibbia TOB , 1998, p. 34)

Essendo Dio “padrone” dell’uomo e questi solo un “servo”

adibito alla soddisfazione dei bisogni di Dio,

l’uomo viene svuotato di ogni contenuto: i suoi bisogni,

le sue tendenze, i suoi ideali,  la realizzazione  di sé

vengono  annullati. Quando le determinanti del comportamento umano sono fattori esterni, come “servire Dio” sorge il ”vuoto interiore”.

La morale diventa eteronoma, essa viene imposta all’

individuo dall’esterno. E pertanto non possiede nessuna motivazione intrinseca.

Lo schiavo non ha nessuna  identità, non può  realizzare se stesso, la sua personalità viene espropriata da un fantomatico “Dio”. L’uomo diventa solo una macchina di produzione e una macchina di servizio, un robot.

“Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre,
moglie e figli, fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita” non può  essere mio discepolo ( Lc, 14,26)

Quessto passo va ancora oltre. Impone “odio alla propria vita” e al padre, alla madre, ai fratelli. Esso nega le basi fondamentali della vita normale. Annulla la normalità dell’uomo promuovendo la patologia grave.
L’anormalità, o disturbo di personalità rappresenta un modello di rappresentazione mentale, esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura di appartenenza, è pervasivo,  esordisce nell’adolescenza, e determina disagio e menomazione. È un disturbo rigido, cronico, sul quale si costruisce organizzazione mentale dell’individuo, influenzando il suo equilibrio. Tale modo di pensare, agire, sentire si manifesta nella sfera  cognitiva (modi di percepire la realtà e interpretare   gli altri e gli avvenimenti); in quella  affettiva  (varietà, intensità e adeguatezza  della risposta   emotiva);  quella delle relazioni sociali.

La patologia rimane patologia anche se la ordina un dio.
Secondo la psicologia umanistica (Rogers, 1961;  Maslow, 1961,  Thomae, 1960;  Rubinstein, 1977)  il fine della vita consiste nella realizzazione di sé, che genera identificazione e soddisfazione. I fini della autorealiz-zazione  sono  valore di sé e  realistica immagine di sè.  Il valore di sé, autostima, si ottiene mediante l’accet-tazione della propria persona  da parte degli altri, ossia delle persona di riferimento.

Inoltre l’uomo ha il bisogno basilare di rapportarsi

positivamente con gli altri.

La delocalizzazione all’esterno delle determinanti del comportamento genera il “vuoto interiore”  rendendo difficile trovare  una propria identità, ossia ottenere un concetto della propria persona ( Rogers, 1961).
Al contrario l’attualizzazione di sé sposta le determinanti del comportamento nell’interno del soggetto rendendola meno accessibile a una manipolazione esterna.
Il comportamento è il risultato di fattori interiori e di fattori esteriori (Rubinstein 1977)
Servire Dio e realizzare se stesso sono antitetici,  contradditori. È un assurdo della teologia cattolica.

Quello che chiedono i teologi moderni esprime e continua

la concezione arcaica dell’uomo paleolitico, quando

lo sciamano era padrone assoluto dell’uomo manuale, ridotto

a una “macchina di produzione”, costretto a ubbidire

ciecamente ai suoi dettati predatori,  attribuiti

ai suoi dei.  Meccanismo psichico che viene applicato ancora oggi dai teologi, quando essi “sfruttano” l’uomo  nel proprio interesse, ma attribuiscono al loro Dio l’ordine  di far guerre, di uccidere  e torturare.  Quando si analizza chi è questo “dio invisibile” si scopre  che esso è semplicemente il loro proprio Sé, che nei loro sogni appare nei panni e nella figura del vecchio canuto, prodotto dal  proprio inconscio, ma delocalizzato in un ipotetico “mondo divino”  fuori dalla psiche e del cervello umano, “nell’alto dei cieli” .
Al contrario la scienza della psicologia  non chiede la depersonalizzazione dell’individuo, ma vuole  migliorarla, rafforzarla,  accrescerla. La psicologia scientifica

sostiene e promuove lo sviluppo della personalità.

 

 

  1. De-responsabilizzazione e patologizzazione dell’uomo

“Il Cristianesimo pone il demonio come principio del peccato dell’uomo, e quindi esprime il male come esterno alla natura umana”  ( Prini, 1999).
Questo principio annulla la responsabilità umana,

Quando non dipende dal potere dell’uomo di determinare la linea del suo comportamento, quando tale linea viene determinata  senza l’uomo, quando egli non ha la responsabilità  delle sue azioni,  allora ciò comporta che “tutto é lecito”  anche il crimine.

Introducendo la “la volontà di Dio”, o “la grazia di dio”, ( Catechismo, 1992,  Bibbia TOB 1999)  quale  motivazione e movente dell’azione, ciò annulla la responsabilità dell’uomo.
Postulando “la grazia di Dio”, l’uomo agisce guidato  dalla grazia di Dio…  ossia da forze esterne e per scopi esterni.

Nell’uomo tutto avviene secondo la volontà di Dio.  Tale assunzione annulla la volontà dell’uomo, la quale è il cardine che rende una azione reato. Senza la “volontà e la consapevolezza del dolo” un’azione non diventa reato.

L’uomo diventa una marionetta nelle mani di dio, come lo era l’uomo manuale nelle mani dello sciamano nella cultura paleolitica.

 

Tramite la sua partecipazione il soggetto prende parte alla determinazione e decisione degli eventi, la serie di regolarità si rompe, quando il soggetto ne esclude l’attività  (da esse).

Il regolare decorso degli eventi, ai quali l’uomo è legato, si compie non senza ma con la mediazione della sua volontà,

non senza ma con la mediazione del comportamento cosciente.

La concezione scientifica della determinazione regolare  esclude la dipendenza meccanica dell’azione umana da condizioni esterne,  da interventi esterni”  ( Rubistein, 1972)

Indagini sociologiche (2009) hanno confermato tali tesi: la religione cattolica è deresponsabilizzante e favorisce la criminalità.

Sociologi danesi hanno rilevato la criminalità nella Danimarca, che oggi ( anno 2009) paese in cui il  cristianesimo è quasi completamente estinto ( frequenza della chiesa meno di 2%) e hanno trovato che la criminalità

è significativamente inferiore a quella dei paesi cattolici

dove la frequenza in chiesa è alta.

Ciò costituisce la dimostrazione empirica che la

la non  pratica della religione, riduce la criminalità, perchè l’uomo laico assume maggiore responsabilità su di sé

evitando di compiere  il male.

La morale scientifica promuove la normalità, intesa
come rappresentazione psichica, esperienza interiore e  di comportamento che corrisponde alle aspettative della cultura di appartenenza. E previene l’anormalità o devianza.
Essendo il Vangelo espressione di un soggetto ( Pietro
e Gesù)   affetto  da paranoidea, anormalità, atteggiamenti antisociali, opposizione alle autorità costituite, esso costituisce una modello sociale negativo.  Esso non può essere proposto a scuola come “formativo per la personalità”.

La lettura del Vangelo é patologizzante e deviante.
Nuoce alla personalità. la sua lettura o discussione
deve essere vietata a scuola.

 

 

  1. Sapere egemonico

Quello cristiano,  è un sapere egemonico,
imperialista, che inculca egemonia divina: unicità, eccezionalità,  superiorità di Dio.
Il dio del Vangelo viene dichiarato “unico, eccezionale e superiore”  a tutti gli altri. Pietro riprende

la visione di Aronne  espressa nel Decalogo.

Ignorando però che la morale che lui, Aronne aveva formulata  era un plagio del quarantaduologo  che

l’ egiziano Ani( 5100 AC), aveva formulato e scritto

fin dal  5100 AC, ossia 4000 anni prima di lui.

Dopo  aver plagiato i precetti di Ani, Aronne considera propri i 10 comandamenti,  e  dichiara che  Dio  gli consegnò i 10 comandamenti,

La unicità, l’eccezionalità è completamente infondata.

Dio ha usurpato imprese mai compiute.

Da plagiatore Dio viene dichiarato “creatore unico    eccezionale” della cultura e dell’universo.

La pretesa di “unicità, eccezionalità e di superiorità”  tradisce l’atteggiamento egemonico in Pietro e nel Vangelo,

che genera comportamenti  antisociali e  conflittualità. Quello che successe nel medioevo fino al secolo scorso, quando si pone il Vangelo alla base della propria scala etica.
Per tutto il medioevo  la Chiesa ha fomentato e condotto
direttamente sotto la guida dei papi, guerre di religione persecuzioni di religioni, provocando milioni di morti,

migliaia di città rase al suolo, le crociate e guerre fra differenti etnie.

Tale atteggiamento nel 18.esimo e 19.esimo secolo

è sfociato nell’  “imperialismo culturale”,  e oggi ha ricevuto una nuova etichetta: ” trascendental pretense” ( Solomon).
“It is an aggressive  and sometime arrogant effort to prove that there are no such ( valid) alternatives…. The transcendental pretense…is universal for all human kind, pehaps “for all rational crature”  ( Salomon)

Questo è usato come strumento politico, culturale ed economico per sfruttare il mondo.
I cosiddetti “principi universali”  enunciati all’uomo

 

e conflitti sociali.

Il sapere teologico del cristianesimo è profondamente antisociale, ingiusto e discriminatorio. Esso non può
esser adottato nella vita. Occorre rigettarlo anche a scuola, dove viene insegnato come “sapienza divina”.
Esso è fonte di conflitti sociali. Divide.

 

 

  1. Richiesta degli studenti.
    La richiesta principale viene dagli utenti delle scuole
    ossia dagli studenti, dove gli abbandoni o il rifiuto dell’ora di religione cresce di anno in anno.

Inoltre è diventato palese che l’ora di religione

è solo un’ora di “mitologia biblica” e niente altro
che annoia gli studenti.
L’ora di religione è una delle discipline che genera maggiore noia e sofferenza fra gli studenti.

 

 

  1. La chiesa prinncipale causa di arretratezza della scuola italiana.

La Chiesa è la principale responsabile dell’arretratezza scientifica della scuola e della cultura italiana.
   La sua svalutazione e persecuzione della scienza  hanno causato danni gravissimi alla nostra cultura. E continua a causare arretratezza e danni. Che ora esige riparazione.  .
   l’arretratezza dell’italia in campo scientifico è il risultato dell’opposizione presentato dalla Chiesa a ogni  sviluppo della scienza e della tecnica. Salvo poi che papi e cardinali ne facessero largo uso quando esse riguardavano la salute o gli interessi dei papi e dei cardinali medesimi.  La doppia norma.
La chiesa ha sempre promosso ignoranza, povertà e malattia,
poiché queste rendono l’uomo schiavo, e lo costringono a mettersi in ginocchio obbedendo ciecamente ai dettati
della Chiesa medesima. Si riempie la bocca di amor del prossimo da mattina a sera, per milioni di volte, ma in realtà la chiesa ha sempre promosso ignoranza, povertà e malattia( vedi morale bioetica).
L’influenza antiscientifica della Chiesa è stata
rovinosa sia sul piano scolastico che sui dirigenti
politici, i quali
 attribuendo poca importanza alla scienza e alla tecnica, hanno portato  ad un ritardo dello sviluppo tecnologico e scientifico nazionale.
Bisogna apporre un’argine da tale forza distruttiva.

RIEPILOGO.

 

Per tutti questi numerosi e gravissimi motivi,

la religione cattolica è gravemente patologica. Essa incarna il peggio della psicopatologia. La dottrina cattolica è un capitolo della psichiatria, e non può esser insegnata ai giovani. Per tutto il medioevo il cristianesimo è stato la barbarie delle barbarie, la più  barbara  fra i barbari. Non si può insegnare ai giovani a esser paranoici, atrocemente  paranoici, criminali in nome di Dio, e poi su queste azioni criminali appiccicarvi il titolo di “divino”. Non bastano gli aggettivi edulcoranti, gli inzuccheramenti   verbali per rendere morale un’azione.

La validità  morale di un’azione dipende esclusivamente dai suoi contenuti e i fini che persegue.  Quello che i cattolici ignorano

che hanno incentrato la loro morale soltanto sulla “parola creatrice”, sulla retorica, sulla doppia norma.

Il cristianesimo ha disatteso il compito storico che le competeva, richiesto dall’evoluzione culturale e da Pietro, uno delle vittime di leggi inique, l’abbandono dei minori, trasformando in una macchina di potere politico,
e insegnando a scuola e nel privato la psicopatologia, corruzione di ogni genere e di ogni specie.

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One comment

  1. sono una maestra e sono d’accordo con lei. tutto giusto.

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