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PSICOLOGIA DIDATTICA

  1.   NUOVO   PARADIGMA     DIDATTICO

A: DEFINIZIONE DI PARADIGMA

Il paradigma è una piattaforma, un insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono il campo di attività in cui le teorie e i principi sono accettati universalmente e riconosciuti come validi ed efficienti, e gli organi
umani che lo elaborano immagini (Keupp, 1974).
Il paradigma didattico è la matrice disciplinare della comunità scientifica dei docenti, nella quale si cristallizza una visione globale  della docenza e dell’apprendimento,  su cui indaga la comunità degli scienziati  della psicologia  e neuropsicologia di una determinata disciplina.
Il paradigma costituisce e delimita il campo, logica e prassi della didattica da parte dell’insegnante e apprendimento da parte dello studente. Esso è un insieme ordinatore e regolatore di principi.
All’interno del paradigma il docente trova la tecnica i metodi, e gli strumenti migliori per svolgere al meglio la sua attività di trasmissione di sapere.
All’interno del paradigma l’efficienza del metodo e dei mezzi impiegati e il profitto dello studente sono al massimo.
Il paradigma è universalmente riconosciuto quale valido ed efficiente.
Gli organi umani che elaborano la docenza e l’apprendimento sono il cervello e la psiche, intesa quale apparato che ha sede nel cervello, ma che viene plasmata dalla stimolazione
del mondo esterna. Pertanto la psiche non è un epifenomeno del cervello, ma un organo autonomo, che trova nel cervello il suo magazzino. I processi di immagazzinamento e di richiamo
dell’informazione sono elaborati da fattori biochimici
(Pancheri 1981;  Perret, 1972; Rizzolati 2006)
Il paradigma didattico viene definito dalla comunità degli scienziati delle varie branche della psicologia e della  neuropsicologia,  della etologia.
Nel paleolitico gli sciamani inventarono l’animismo, secondo
cui una forza esterna ( l’ “anima”)  penetrava e faceva muovere le cose e gli animali.  Localizzarono  l’anima ( ideazione ed emozionale),  i fenomeni  oggi chiamati inconsci nel “cielo”. Interpretando i simboli onirici come
entità reali, avevano personificato  le funzione psichiche.
Tale concezione primitiva e patologica continua ancora oggi nella teologia e, con nomenclatura letteraria, nella idealismo filosofico.
La comunità scientifica internazionale ha rigettato tale
assunzioni primitive, oggi professate solo da soggetti psichiatrici. Dopo numerose sperimentazioni e dimostrazioni,
la localizzato l’attività della mente nel cervello, e ha definito  l’organo che lo elabora “psiche” ( Lurjia, 1966;
Perret, 1972; Rizzolati 2006).
Il paradigma oggi universalmente riconosciuto  e condiviso dagli scienziati della varie discipline scientifiche
assume  il cervello come sede della psiche, e questa intesa quale organo autonomo, plasmato dalla stimolazione esterna nel corso dell’esistenza.

Il paradigma ha due funzioni:
a) funzione cognitiva e b) funzione normatica.

Il pensiero e l’azione degli scienziati, che si sono obbligati in un determinato paradigma, vengono sottoposti a una prospettiva di filtro, di selezione, di vaglio (Keupp, 1974)
Il paradigma determina il ridimensionamento dell’oggetto della ricerca selezionando le questioni quali scientifiche o non scientifiche.

B: PARADIGMA DIDATTICO TEO-FILOSOFICO ITALIANO

Il paradigma didattico vigente nella scuola
italiana è basato prevalentemente sul pradigma
didattico teo-filosofico (teologico e filosofico), che risale allo storicismo assoluto di B.Croce e al classicismo.
Secondo lo storicismo assoluto il processo didattico e aprendimentale viene basato sulla parola e sull’atto puro. “Lo spirito si dispiega nella storia” (Croce 1908). Ne segue che se io imparo la storia della inglese imparo anche la lingua inglese. Ossia per imparare l’inglese io devo studiare la storia della lettertua inglese.
La storia della didattica italiana ha dimostrato
in milioni di casi, che pur imparando la storia della letteratura inglese nessuna imparava la lingua inglese, a parte qualche frasetta.
Negli anni  ’50 del secolo scorso gli psicologi empirici fecero sperimenti  facendo  memorizzare singoli vocaboli e singole struttura frasali dell’inglese e gli studenti impararono quella lingua nell’arco di 4 anni a I livello ( ossia  acquisizione di 2000 vocaboli e conversazione fluente). Questa la verità.
Oggi in Germania e nei paesi nordici ( Svizzera, Olanda, Danimarca, Norvegia ecc.)  nelle scuole pubbliche si segue il metodo scientifico  e la lingua l’inglese viene acquistita  entro 4 anni a due ore settimanali.
In Italia dove veniva applicato il metodo ispirato
allop storicismo assoluto di Croce, la stragrande maggioranza degli studenti non imparava neanche una frae di inglese. Un milione di imbecilli all’anno.

Secondo lo storicismo assoluto di Croce,
ripreso dalla pedagogia, tutto il processo didattico e aprendimentale viene basato sulla parola e sull’atto puro.
Nel modello teo-filosofico si ha una psicologia  senza psiche, una psicologia senza mente, solo la memoria. Ossia  viene utilizzata una solo facoltà psichica: la memoria. E fra le varie forme di memoria  solo la memoria verbale. Vengono ignorate la memoria spaziale, e la memoria motorica.  E tutti i rinforzatori della memoria verbale
che ammontno a 23. Avviene una deformazione della
psiche o mente.
Allo spirito viene assegnato un ruolo che non possiede.
RISULTATI: applicando questo metodo per oltre un secolo nelle scuole italiane furono prodotti due milioni di imbecilli all’anno, che non sapevano comporre una frase in lingua inglese. Eccetto poche decine di studenti, i quali avendo una memoria discografica, impararono l’inglese. Ma tale riuscita è da ascrivere   non al metodo didattico applicato, ma alla memoria discografica, come credono Croce e i pedagogisti ancora oggi.  In conseguenza di qeusto assunto, i pedagogisti per un secolo hanno classificato gli studenti come inabili all’acquisizione di una lingua  straniera, affermando: “Sì è un ragazzo intelligente ma non ha abilità per le lingue…”.ovviamente tutta la colpa  veniva attribuita esclusivamente  agli studenti. Milioni di imbecilli.

Teologi e filosofi fanno solo descrittivismo,  sono inabili a  definire  gli attributi.  Coa che sa fare la scienza.

L’attributo è un fatto che può essere messo in discussione e analizzato (Keupp, 1974).
La storia della scuola italiana evidenzia il completo fallimento del paradigma didattico teo-filosofico, basato sulla parola e sullo spirito, ( storicismo assoluto e classicismo). Esso ha portato la scuola italiana alla rovina. Occorre cambiare paradigma didattico.
Dal modello didattico teo-filosofico  bisogna passare al  modello scientifico.

 

C: PARADIGMA DIDATTICO SCIENTIFICO

È necessario il cambio del paradigma didattico. Occorre una paradigma alternativo, che viene fornito dalle scienze della psicologia e neurologia.
Al contrario di quello teo-filosofico che metteva a base del loro pensiero e della loro agire, la parola creatrice.
Il paradigma didattico scientifico apre una nuova prospettiva. Assume il fatto, che viene raccolto
ed elaborato  dalla percezione, dall’emozionale e dall’ intelligenza,  dalle facoltà neurologiche e psichiche di cui è dotato lo studente. Esso tiene conto dell’emittente e della modalità di codificazione dell’informazione, incarnato dall’insegnante, dei canali sensoriali di trasmissione, (udito, vista,  tatto, olfatto, gusto ),  della decodificazione, dell’ immagazzinamento, conservazione e richiamo dell’informazione, incarnato dallo studente.
Inoltre del  differente coinvolgimento delle facoltà neurologiche e psichiche nel processo apprendimentale delle varie discipline (Aebli,  1956;  Bertelli, 2016;  Piaget, 1957; Galperin 1969; Machmutov, 1974).
Il metodo  didattico-apprendimentale  varia da disciplina a disciplina, mentre nella paradigam teo-filosofico è unico per tutte le discipline: è quello della memorizzazione pappagallesca,  riducendo il processo didattico  a una sola dimensione: la parola prodotta dalla memoria verbale. Niente altro.
BIBLIOGRAFIA

 

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alla didattica della psicologia di J. Piaget.
Editrice Universitaria
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Giunti e   Barbera
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Bertelli, F.(1985): Strumenti psicologici per un
efficiente  didattica a scuola.   Qualeducazione, nr 8
Bertelli,F.(2016): Psicolinguistica scientifica.
Inglese in due anni. (p.i.c.)

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In Kraiker:Handbuch dde Verhaltenstherapie.
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In: Hiebsch(Hrg): Ergebnisse der sovjetischen
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Machmutov, M.I. (1974): Einige Besonderheiten
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de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.

Evoluzione e  moralità.  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni
dalla natura per una società più solidale.
Garzanti, Milano

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