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PSICOLOGIA E RELIGIONE

 ABOLIZIONE    DELL’ORA    DI   RELIGIONE
A   SCUOLA    E    MOTIVAZIONI

 

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                        Fig. 1. L’ora di religione   a scuola: ideologia dell’asservimento

Occorre abolire l’ora di religione per due ordini di fattori:

A: MOTIVI POLITICI E CULTURALI
B: MOTIVI ETICI.

A: MOTIVI    POLITICI   E   CULTURALI
1. Imperialismo di imbecilli paranoici
2. Scardinamento della giustizia
3. Scuola di corruzione.
4. Prodotto del paradigma cognitivo teologico
5. Scardinamento della giustizia
6. Ideologia di  potere politico, occultato dietro
“la  missione apostolica”   e “la salvezza dell’anima”.

 

A: MOTIVI POLITICI E CULTURALI

  1. Religione di estrapolazione patologica.
    Mancanza di rappresentatività di soggetti sani.

       La chiesa ha il più profondo disprezzo della
    scienza, che per due millenni ha barbaramente perseguitata e torturata.
    Anche dopo aver “chiesto perdono” ( papa Wojtila, 2003
    e papa Bergoglio 2014) la Chiesa continua a perseguitare la scienza e gli scienziati. Le parole di questi papi sono
    stati soltanto dei suoni linguistici vaganti  nell’aria.
    Niente altro. In realtà essa è stata l’imperialismo dei imbecilli paranoici, che hanno superato la barbarie
    dei barbari nomadi del medioevo.
    Da due millenni la Chiesa ha declassato, vilipeso e perseguitato la scienza in ogni modo e maniera.

Da Giovanni l’Apocalista (60-70 d.C.), a Paolo 50-60 d.C.), ai papi del medioevo, a Pio X (1910), a innumerevoli teologi pseudogeniali la Chiesa ha perseguitato la scienza e gli scienziati.

Giovanni l’Apocalista afferma categoricamente:

24   “E  la  comunità  cristiana non  ha  bisogno  di  scienza,  conscia e inconscia,  che  la  guidino, perché Dio  la  istruisce,  e il suo faro  di sapere  è  l’Intelletto teocratizzante (di Giovanni) Apocalisse, 22, 5  )”

E più  oltre rinforza la dose ordinando: ” E  qui non vi  sarà ignoranza  alcuna    e   non  avranno  bisogno    di    scienza, perché Dio  profonderà  il suo sapere    ed  egli  governerà  per  sempre.( Gv, Apocalisse, 22, 5 ).
Ancora:

“Dall’oscurità emersero intellettuali distruttori che si sparsero in tutta la società umana, e fu dato loro il potere di letali avvelenatori.
E furono incaricati di non danneggiare né la vegetazione né i lavori  umani, ma soltanto coloro che non fossero conformi alla intellettualità  teocratica.

Però non fu concesso loro di ucciderli, ma di torturarli per un certo periodo di tempo, e il supplizio è come quello del torturatore quando colpisce un uomo

In quei giorni gli uomini cercheranno la morte liberatoria ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li sfuggirà.

(7)   Questi  torturatori erano degli intellettuali cristiani  pronti alla guerra. La loro intellettualità aveva il potere sovrano e il loro aspetto era di uomini buoni.

La loro natura interiore era sensibile come quella delle donne, ma il loro  potere era sovrano e sadico.
(Giovanni:63-70 d.C., Apocalisse, 9, 1-8)
Paolo  è ancora più esplicito e distruttivo:
“Sta scritto infatti: ”Io farò perire la sapienza degli scienziati e annienterò la intelligenza degli scienziati
( 1 Corinzi, 1, 17).
Giovanni, affetto da sindrome di abbandono, e gravemente
malato di mente, soffriva di paranoia, di imbecillità
di “analfabetismo e illetteratezza” ( Atti, 3).  Egli
presenta la sindrome dell’  “assassino seriale” ( serial killer). Il sintomo principale della paranoia è l’alta distruttività (Lalli, Psichiatria, 1999). E quello che Giovanni, sanguinario,  esprime ripetutamente nell’Apocalisse.

Per 2000 anni  papi imbecilli eseguirono
ciecamente i principi espressi da Giovanni, affetto da paranoia e da sindrome di assassino seriale, assetato
di vendetta in nome di dio.  I papi furono talmente imbecilli, da non cogliere, di non afferrare la incompatibilità tra “l’odio paranoico” e “l’amore, sapienza  infinite” attribuite a Dio.
Nel medioevo la Chiesa riuscì a distrugger e ostruire  la scienza, tutta la cultura greca, i misteri eleusini, di gran lunga più sani e efficienti  del cristianesimo.
La prima università fu istituita nel 1088 a Bologna, il primo politecnico di Parigi solo nel 1729, quello italiano nel 1861, ossia con sette e otto secoli di ritardo.

Ancora 1900  il papa Pio X   espresse pubblicamente  “la  condanna del progresso e della scienza”, (Papa Pio X: De Rerum Novarum, 1910)

L’uomo non è libero di scegliersi il suo destino, ma deve farlo  Dio. Il trucco c’è e non si vede. Non dio in persona, ma tramite  i suo gestori: i papi e teologi pseudogeniali.
Egli, Giovanni, si pone come “faro di luce”, e il sapere da lui elaborato , sarà  più che sufficiente per i cristiani e tutti coloro che cadranno sotto l’imperio cristiano, come accadrà nel medioevo. Con Giovanni inizia l’oscurantismo della Chiesa.
Da questi passi emerge chiaramente che la Chiesa rifiuta  ogni “sapere scientifico”,  e accetta  solo quello prodotto dai teologi. Tutto il sapere necessario ai cristiani deriva  direttamente dal Sé di Giovanni, paranoico, imbecille, analfabeta,  e da quello dei Papi. Un sapere che rifiuta ogni sapere scientifico, “altro sapere fuori di quello  della  teologia”.

Atteggiamento che nel XI secolo S. Anselmo definisce la ” pia ignoranza“.  Ai cristiani basta la  “ignoranza condita di pietà”. Essi vivono soltanto per  il paradiso. Il resto è tutto superfluo, come  si  riscontra  nella storia del cristianesimo  dal I  secolo fino ad oggi.

Giovanni era uno psicotico distrutivo, (Lalli, 1999) dispotico, dittatoriale, gravemente malato di mente, che crede   ciecamente e soltanto ai sogni come realtà  sovraumana, assegnando ad esso maggiore rilevanza che non alla realtà  diurna. Secondo lui “il sogno” creò il mondo (Gv, 1). Come per l’uomo paleolitico, anche per Giovanni il sogno è l’università, l’autentica fonte di sapere.
Il dettato di Giovanni sul sapere  alternativo a quello teologico starà alla base  della politica dei papi in tutto il medioevo fino ad oggi. Egli sarà il teorico, che ispirerà le direttive dei papi e dell’Inquisizione. E il sapere scientifico è alternativo, essenzialmente diverso   di quello teologico e biblico.
Il cristianesimo era ed è completamente  avverso  al pensiero  scientifico, che produce  progresso. Durante i primi cinque o sei secoli  di esistenza, esso  fu caratterizzato in senso mistico,  ascetico, di rifiuto  della vita materiale e dell’agiatezza, con una condanna esplicita del lavoro e di tutte le attività terrene.   Il papa Gregorio Magno ( 540-604) fece  bruciare le biblioteche  che contenevano  opere classiche, per impedire  che queste opere distogliessero i fedeli  dalla riflessione di argomenti religiosi ( Mokyr, 1995  )
La Riforma e la Controriforma trasformarono l’Europa  in una religione assai intollerante, ancor più che non ai tempi delle  crociate. Giordano Bruno fu bruciato dall’Inquisizione cattolica, Miguel Servetus  ebbe la medesima sorte a Ginevra,  e ogni città  italiana  ebbe le sue  vittime. 6’000’000 ( leggi sei milioni) in tutta Europa. Nell’Europa del sedicesimo e diciassettesimo secolo  continua  a esserci  pochissima  tolleranza  da parte della Chiesa verso gli scienziati  e i tecnici, e verso le persone  che erano  critici verso i dogmi.  Nell’Europa meridionale,  Italia, Spagna, Portogallo,  completamente soggette alla  Chiesa, il clima  per la creatività tecnologica volse al peggio. Da parte dell’Inquisizione pena il rogo, a Napoli il 1588 a Gianbattista della Porta   fu proibito continuare le ricerche su un’incubatrice  per la covatura  delle uova.
Dalla  Chiesa la chimica  veniva equiparata  a “stregoneria”. In quell’epoca  il tasso di progresso tecnico calò enormente ( Goldstone, 1987).

Mentre nella classica Grecia del IV secolo a.C. lo sviluppo tecnico e sviluppo umanistico andavano di pari passo,( Geymonat, 1976) nel medioevo, sotto il dominio della Chiesa la scienza  viene completamente repressa.  Nella Grecia classica il rapporto tra pubblicazioni letterarie   e quelle scientifiche era di 2 a 1, nel medioevo, durante il dominio della Chiesa cattolica tale rapporto scende a 20 a 1.
L’ambiente sociale in cui gli inventori e gli innovatori si trovarono ad operare era completamente avverso a loro. Molti inventori  vissero di stenti e di miseria ( Mokyr, 1995).
Nel XI secolo vennero fondate le prime università in Europa, comprendenti teologia, filosofia, lettere, giurisprudenza dette discipline umanistiche. La prima  in Italia Bologna nel 1088 e poi le altre.  La costituzione  delle università scientifiche, alle quali si opponeva  la Chiesa, fu rimandata di molti secoli.
La prima università tecnica in Europa fu il Politecnico di Parigi, l’Ecole Polytechnique, fondata(1749), ossia 700 anni dopo quelle umanistiche, nelle quali dominavano le facoltà teologiche, ritenute le più  importanti.
Successivamente  vennero fondati i politecnici di Praga(1806), Vienna(1815),  Zurigo(1855),  a Deft in Olanda(1806), a Leoben in Austria(1863)  e le famose università tecniche tedesche, a cominciare  da Karlsruhe (1825). In Italia  la Chiesa riuscì a farla ritardare  di 800 anni.  Per il primo politecnico italiano bisogna aspettare fino al 1863, e nei decenni successivi  nei paesi cattolici,  come Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.  Nonostante la fondazione di queste università scientifiche,  il numero degli studenti, socialmente declassati, è bassissimo rispetto a quello delle università umanistiche:  uno  sparuto gruppetto.  Il problema del declassamento sociale delle scuole tecniche  continua ancora nel novecento, quando  tecnici e scienziati vengono ritenuti cittadini di seconda categoria.
L’ostruzionismo della Chiesa alla scienza, che dura ancora oggi, si manifesta anche  sotto forma delle bassissime paghe, dalla pochissima stima e rispetto che si porta agli scienziati, il che genera la “fuga dei cervelli” all’estero, gli scarsissimi fondi  dai governi assegnati alla ricerca scientifica, le ancora  pochissime università scientifiche  esistenti in Italia.  Mentre in Svizzera su 7’000’000 di abitanti, esistono già  quattro  politecnici,  pari a una ogni 2’300’000 abitanti,  in Italia, con 60’000’000 abitanti, ne esistono solo tre, ossia una ogni 19’000’000 abitanti. E l’ultimo politecnico, quello di Bari,  il primo nel  meridione, é stato istituito  solo nel 1996.
Mentre i governi negano i fondi alla ricerca e alle università  la Chiesa gode di grosse prebende e di privilegi. La Chiesa ostruisce  il progresso tecnico e con esso il raggiungimento di maggiore ricchezza, ma poi, paradossalmente,  prende  la fetta  più grossa del PIL nazionale.
L’ ostruzionismo  contro la scienza per opera dei papi
è dichiarata nella enciclica De Rerum Novarum, di Pio X
nella quale si  condanna   ”il progresso e la scienza”

Il male oscuro dell’Italia: il cristianesimo. Il cristiano è sempre pronto ad arraffare,  usurpare,  pretendere. Mai   a creare,  produrre,  investire nella ricerca, applicando integralmente i dettati di Giovanni  e di Paolo.   Il progresso  viene   ancora oggi considerato  un  “male”  e le teorie scientifiche un arma   del demonio  da  combattere  e da  sradicare   dalla società.  Per mezzo dei  suoi successori,  Giovanni l’Apocalista,  continua  a dettar leggi,  questa volta non più per simboli e allegorie, ma per concetti e disposizioni.
Il bilancio di questo periodo  dal punto di vista dell’innovazione scientifica è stato disastroso. Nessuna idea nuova. Nessuna innovazione. Ma i teologi e pedagogisti
hanno la spudoratezza di parlare  di “contributi dati dalla chiesa” mentre in realtà i suoi contributi furono tutti
negativi, distruttivi, deleteri.
Il tempo è maturo per finirla con la retorica e la disonestà intellettuale.

 

  1. SCARDINAMENTO DELLA GIUSTIZIA

Nella giustizia predicata da Gesù viene eliminata ogni risarcimento dei danni, che il fattore principale, che rende un’azione un delitto, un reato ( Maag, 1974, Tylor, 1876). “Uccidi settantasei volte, alla settantasettesima pentiti, e tutto ti sarà perdonato” ( Luca).
Gesù perdona e lo fa entrare nel sua istituzione teocratica, omettendo il risarcimento dei danni provocata da 76 omicidi.
Gli antropologi hanno valutato ciò  come  un’enorme violazione e completa annullamento della legge ( Maag, 1974, Tylor, 1876). L’occhio per occhio e dente per dente mirava
non alla vendetta, come hanno interpretato i teologi, ma
al contrario all’equilibrio di forze fra  le tribù o i clan.
Se un individuo uccideva il membro di un altro clan,

perdendo un membro questo si indeboliva e rischiava di essere sopraffatto dall’altro.  L’uccisione dell’assassino

riequilibrava le forze fra i clan o tribù: ogni tribù perdeva un membro.  Quindi questo  principio era un risarcimento di danni e non una vendetta come sostengono i teologi.

Il principio “uccidi 77 volte la 77.esima pentiti e ti sarà  perdonato”  (Luca) scardina ogni forma di giustizia, perché omette ogni forma di risarcimento di danni, che è il fattore principale della pena. Gli altri fattori come la deterrenza e la punizione sono secondari (Maag, 1974; Taylor, 1876)

Ciò scardinata ogni forma di giurisprudenza, di giustizia di convivenza civile.

In verità Pietro aveva bisogni di membri della sua istituzione,  e accettava tutti anche quelli che non avessero  ottemperato la giustizia umana, la quale veniva
dichiarata inferiore  e difettosa
Il principio di Pietro-Gesù, viene ripreso dal papa

attuale  “Dio perdona tutto” ( papa Bergoglio). Ignorando

che tale procedura ignora ogni risarcimento dei danni

alla vittima del reato,  che è la base di ogni giustizia.

Il principio predicato dalla Chiesa attuale scardina ogni forma di giustizia proprio nel momento in cui si riempiono

la bocca di “vera giustizia”, “vera verità”.
La teologia cattolica è stata prodotta da soggetti gravemente malati di mente, ( Pietro e Giovanni) e successivamente  da teologi anch’essi disabili mentali. Il cristianesimo è solo un capitolo della psichiatria.

 

  1.  SCUOLA  DI   CORRUZIONE.

La dottrina cristiana è la più alta scuola di
corruzione.  Ponendo dio “al di sopra ogni norma”, come
“a Dio tutto è permesso”, anche assassinare un uomo,

“avente diritto al privilegio” esso crea le condizioni
di ogni forma di ingiustizia. Ciò scardina ogni forma
di giustizia, e promuovere la corruzione, la doppia norma.

Il fedele che si identifica con Dio, il suo capo, assimila tutti i suoi valori, fra cui anche il diritto al privilegio, al diritto di violare la legge ( detto privi-legio). Ciò è una contraddizione nei termini.
Egli pertanto si crede autorizzato a violare la legge,

e a commettere corruzione, poiché trova tale principio
nel suo capo, nel suo modello sociale: dio
Bandura (1964) ha empiricamente dimostrato come
l’osservazione di un modello influisca il comportamento dell’osservatore. Tale influsso aumenta quando cresce
la rilevanza del modello osservato. Presentando Dio come
“somma sapienza,  sommo amore, sommo potere”, la rilevanza
di dio diventa infinita. E il suo potere di influenza
diventa anche infinito.
È un assurdo. Incredibile ma vero.  Per tal motivo la dottrina cattolica è la più alta scuola di corruzione.
Quello che fin qui si è visto nella teoria viene   confermato dalla pratica e dalla storia sia nei paesi cattolici, che in quelli in cui il cristianesimo è quasi estinto.

I sociologi hanno rilevato il più alto numero di corrotti proprio fra i cattolici praticanti. In Danimarca e nei paesi del Nordeuropa dove la pratica religiosa è

scesa sotto il 5%,  la criminalità e la corruzione
sono  scese in misura statisticamente rilevanti. Nei paesi ancora cattolici  esse sono ancora alte (Barbagli 2013)

  1. Prodotto del paradigma cognitivo teologico.
    Nell’approccio alla realtà, nel processo cognitivo
    il teologo applica i seguenti  criteri: il primato della parola sul fatto, della memoria  sull’intelligenza, l’approccio discendente, ossia aderenza  a preconcetti e interessi personali, approccio elemento–struttura, magnificenza della malattia e della imbecillità
    sulla salute e intelligenza, dell’anormalità  sulla normalità,  dell’immoralità sulla moralità,
    del caotico e casuale sullo strutturato e sull’ordine,
    del sogno sulla realtà percepita allo stato di veglia.
    Il fine supremo del teologo è il proprio tornaconto
    anche quando si riempie la bocca di frasi  come “amore del prossimo” di “universale” .
    Il paradigma cognitivo teologico oggi appartiene alla psichiatria, è un capitolo della psicopatologia.
    Il cristianesimo, prodotto da soggetti gravemente malati di mente, quali i profeti dell’AT Pietro, Giovanni e Paolo,  ha messo alla base della sua dottrina  la psicopatologia. I teologi successivi, anch’essi affetti da gravi disturbi mentali, e inabili a ogni critica, hanno solo giustificato tutti gli assurdi e le patologie di Pietro, espresse nel Vangelo, quelle di Giovanni registrate nella Apocalisse.  Esse sono incompatibili con la scuola moderna che è fondata sulla scienza, sul razionale,  sull’etica autentica, non solo quella retorica.
    Gli assurdi, i modelli gravemente patologici,
    un assassino seriale quale Giovanni l’Apocalista, non possono essere presentati a uno studente moderno.
    Inoltre la Bibbia come pure il Vangelo non possono
    essere letti nella scuola.
    Lo stesso vale per il simbolo cristiano: il crocefisso.
    Esso non può essere esibito nelle scuole pubbliche, per le moltissime connotazioni patologiche che esso suggerisce.
    Il pensiero teologo è gravemente inficiato di vizi
    e di tutti fattori negativi dell’uomo primitivo, di cui
    esso è la continuazione. Prodotto da soggetti malati di mente, affetti da paranoia, di disabilità mentale, di
    per tutto il medioevo la teologia cattolica ha sempre esaltato la “pia ignoranza”, ha travisato la realtà storica e sociale, ha eletto quali patroni d’Italia due disabili mentali quali Francesco di Assisi e Caterina di Siena.
    Ciò non può continuare. È  maturo il tempo di porre
    fine a codeste mostruosità e codeste assurdità.
  2. Ideologia di  potere politico, occultato dietro
          “la  missione apostolica”

Quella cristiana è un’ideologia del potere politico
occultato dietro,  “la missione apostolica”, sempre disatteso.
Ogni messaggio contiene un’informazione e una meta-informazione,  un’informazione di contenuto e un’informazione di forma ( Watzlawik, 1964)

Quale informazione di contenuto, nei Vangeli Pietro  ha portato  la “buona notizia”  “dell’istituzione riscattatrice”  quale riconoscimento e  sollievo   ai problemi dei diseredati.

La meta-informazione del Vangelo è la denuncia del  dramma e delle sofferenze dei figli  senza padre, del trovatello, dell’ “esposto”  con i devastanti disturbi psichici che ne derivarono, la perdita dei diritti  umani di quell’individuo, che nel I secolo DC non veniva ancora riconosciuto in Israele, mentre lo era già da millenni in altre nazioni. In Grecia lo era da 3000 anni prima.

Mentre i profeti dell’AT associavano il loro dramma

al regime  politico, la monarchia o  teocrazia,

Pietro scopre un’altra dimensione: “l’interiore”

che gli Ebrei ignoravano ossia la dimensione psico-sociale

del dramma.

Egli ha  sollevato la tematica dei  “figli abbandonati” e dei diseredati di ogni   genere,  che non godevano di nessun diritto  nella legge aronnica.

Tutta la sua attività, riportata nel Vangelo e negli Atti (1-12) per simboli e  nelle lettere  per concetti, e nella predicazione per atti concreti,  girano intorno al problema dei figli abbandonati, che, una volta adulti, diventavano schiavi e diseredati.

Il Vangelo è la denuncia del dramma dei figli abbandonati, espresso per sogni nel Vangelo e per concetti nelle Lettere.  Il che implica che Pietro perseguiva il riconoscimento del trauma di abbandono, quale fonte dei disturbi dei figli abbandonati, e quindi cure  appropriate.
Nel I secolo D.C., la sindrome di abbandono (figli abbandonati in tenera età) era stato sollevato dalla
evoluzione culturale e ripreso dalla storia civile, sicché
tutti i popoli del pianeta, all’epoca, avevano affrontato
quel dramma eccetto il popolo ebreo. Nella legge di Aronne
(la Torah)  la schiavitù e l’abbandono di figli indesiderati era ancora vigente.
Pietro, il produttore del Vangelo, quale solidarietà
verso i suoi conspeciali, i diseredati, promosse  l’istituzione del riconoscimento della sindrome
di abbandono e dei diritti degli abbandonati.
Da queste due fonti, la evoluzione culturale e la volontà di Pietro, la Chiesa ricevette il compito di assistere i diseredati ( Pietro, Vangelo).
Questo fecero tutte le altre religioni redentrici ( guaritrici o misteriche) dell’antichità ( Il buddismo,
dal V secolo a.C. in Asia, la religione eleusina, l’orfismo, il cabirismo in Grecia, fin dal 3000 a.C. ecc.)  all’interno della propria  nazione, occupandosi esclusivamente dei diseredati.
E questo sarebbe dovuto essere anche il compito  principale della chiesa e del papato, la “sua missione apostolica”.

Nel 384 il teologo Agostino modifica tutta la concezione dei Vangeli, estendendo  la necessità dell’aldilà e del  paradiso a tutti anche alle persone normali,  facendo della chiesa una apparato politico. La chiesa diventa una macchina di potere politico, in cui i diseredati diventano solo pretesto retorico,  strumento di  demagogia. Ma i loro problemi, il loro dramma non vennero minimamente risolti. Avvenne anche di peggio.

Passando dalla falsa interpretazione di un sogno alla falsa
interpretazione di altri sogni, la chiesa  giunse alla concezione che i diseredati fossero   manifestazione di entità malefiche che avessero  preso possesso dell’individuo; la cura elaborata dai teologi  era volta a liberare  l’individuo dal  demonio; prese  la forma di torture e di condanne a morte, condotto dopo la confessione  salvifica,  da parte degli “indemoniati”,  di colpe e  misfatti di cui erano ritenuti  artefici.   Si enfatizzano le idee quali quelle di colpa, peccato e punizione divina (Lalli, 1999).
Aggiungendo al dramma originario, generato dal loro handicap e stato sociale, anche quello supplementare della persecuzione del vilipendio, del disprezzo, quei poveri sventurati veniva giustiziati.
Una situazione assurda,  folle,  barbarica che si è verificata solo nell’area cristiana, e nei paesi cattolici.
Ciò non accadde in nessun altro paese del mondo,
governato da altre religioni.
Ripeto: nelle altre religioni redentrici ciò non accadde.
Per 2000  anni la Chiesa ha disatteso il suo vero  compito, denominato “missione apostolica”, ricevuto  dalla storia e da Pietro in persona, che sarebbe stato quello di assistere e risolvere il dramma dei diseredati. La Chiesa  ha trasformato
il cristianesimo originario, quello esposto nel Vangelo,
in un a religione di stato, e ha sviluppato uno stato
proprio, occultato dietro la “missione apostolica”.
La Chiesa ha tradito il compito ricevuto sia dalla storia

che da Pietro, dell’uso barbarico di abbandonare i minori.
Per 2000 anni la Chiesa ha tradito il suo compito.
Solo i laici e gli scienziati  a partire dal secolo scorso si sono finalmente occupati di loro. Nel  1900  scienziati di varie discipline  hanno studiato e inventato farmaci per la prevenzione di procreazioni indesiderate e insostenibili. Nel 1941 gli scienziati Ogino e Knaus,  scoprirono il ciclo mestruale che permetteva di ridurre la  natalità. Successivamente  gli scienziati inventarono altri anticoncezionali che permettono di prevenire concepimenti
insostenibili. Oggi esistono 22 anticoncezionali.
Nel 1948  socialisti hanno emesso le prime  leggi a favore  dei diseredati riconoscendo loro i diritti  umani.  Psicologi e psichiatri hanno sviluppato metodi terapeutici per curare i loro disturbi psichici e comportamentali.
Nel 1979 il Partito Comunista Cinese ha imposto la famiglia con figlio unico, per prevenire nascite  indesiderate e insostenibili  affettivamente, finanziariamente, assistenzialmente.

Nel Periodo dal 1979 al 2010, ciò ha prevenuto la procreazione di 400’000’000 ( leggi quattrocento milioni) pari alla popolazione europea, di individui affetti di disturbi psichici e di potenziali criminali. Stime ONU (China Daily, 2010) permettendo a quello unico procreato di esser allevato bene e di divenire una individuo  mentalmente sano e probo cittadino.

La Chiesa si è ferocemente opposta a queste cure causali, riversando valanghe di calunnie sugli scienziati e sui cinesi, definiti “divoratori di bambini”, “culto della morte” ecc.

Ignorando che i primi ad abolire il cannibalismo furono gli scienziati cinesi intorno al 12’000 AC, e che la politica del figlio unico in Cina ha prevenuto la creazione di quattrocento milioni di sventurati malati di mente e  potenziali criminali, come  ha riconosciuto l’ONU   nel 2010 ( China Daily, 2010)

E come confermano le statistiche, che rilevano come in Cina dal 1997  la criminalità è in costante calo, eccetto la corruzione  ( China Daily, 2010)

Il motivo dell’opposizione a una cura causale

e integrale  sta nell’essere della Chiesa: essa  è
uno stato temporale, con un territorio proprio,
governato con forma monarchica, occultato  dietro
la presunta  “missione apostolica”.
Essa ha bisogno di poveri e di malati per giustificare la sua presenza sulla faccia della terra e perpetuare il suo potere politico ed economico.  Quando gli scienziati avranno eliminato la povertà e le malattie la Chiesa si estinguerà. Ciò che accadrà nei prossimi decenni.

La Chiesa ha esaurito il suo compito storico,

validamente sostituita dalla scienza. La chiesa non ha da
compiere nessuna “missione apostolica”, la quale è
stata  già fatta dagli scienziati e da taluni politici
onesti.

( segue, vedi:   ABOLIZIONE DELL’ORA DI RELIGIONE:
B: MOTIVI ETICI.)

 

 

 

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