Home / Formazione insegnanti / APPRENDIMENTO SCIENTIFICO

APPRENDIMENTO SCIENTIFICO

  1. L’ APPRENDIMENTO    IN   PROSPETTIVA    SCIENTIFICA

thCAN9G9FF
Fig.  : L’apprendimento quale acquisizione  permanente di  informazioni.

 

Nella didattica tradizionale l’apprendimento veniva ridotto alla memorizzazione di informazioni ricevute.

L’insegnante applica il descrittivismo dei teologi
e dei filosofi. Egli descriveva superficialmente
l’oggetto di studio, compresa la matematica.

L’apprendimento è la modificazione permanente del
comportamento non dovuto a sostanze biochimiche. 

Ossia egli applicava una sola facoltà psichica:
la memoria e niente altro. Tale metodo veniva applicato
in tutte le discipline sia quelle letterarie che quelle tecno-scientifiche.
Inconsciamente il filosofo che lo ha teorizzato a scuola, B. Croce prendeva   stesso come modello di
studente. Essendo lui, il filosofo, B. Croce di straordinaria memoria, una memoria discografica,
e scarsa intelligenza,   imparava tutto a memoria,
compresa le discipline tecniche e quelle scientifiche.
Trascurando di capire i contenuti degli argomenti
che trattava. Il risultato di tale procedimento fu
quello che esso mancava di operatività. Imparare “la matematica a memoria” ha come conseguenza l’incapacità a risolvere problemi, quando essi si presentano all’attenzione dello studente.
Ciò ha portato  al completo fallimento della didattica  basata su questo metodo: il descrittivismo
letterario.

Il descrittivismo è la tendenza a soffermarsi su particolari superficiali, apparenti,  trascurando l’elaborazione  profonda dei contenuti. È la tecnica
seguita dai letterati e dai filosofi perfino quando trattano un argomento scientifico: la matematica dei filosofi e non la matematica dei matematici.
Nel descrittivismo vengono attivati due soli canali:
quello acustico e quello emozionale.
   Nell’elaborazione scientifica vengono attivati fino a
12-13 canali e facoltà psichiche.

Caso clinico_1. Una insegnante di matematica insegna
la geometria, da settembre a aprile stando seduta sulla cattedra, senza presentare  una  sola figura geometrica alla lavagna. Lei non spiega la lezione, ma soltanto descrive  la geometria: “questa è  uguale a quello,   quell’altro è uguale a quindi…”
Intellettuali illuminati, gli scienziati, hanno sviluppato altri metodi per superare e migliorare la didattica.

L’apprendimento scientifico  è quel particolare tipo
di apprendimento che, a secondo dell’argomento, attiva molti canali sensoriali, e molte facoltà psichiche: l’emozionalità, la percezione, la memoria verbale, memoria ottica, memoria cinestesica, l’intelligenza, la codificazione verbale e quella iconica, e lo immagazzinamento. Esso mira a massimizzare sia l’attivazione del numero di aree cerebrali che le facoltà psichiche allo scopo di massimizzare anche l’apprendimento per unità di tempo.

 

In prospettiva scientifica l’apprendimento è costituito da 6 ( sei) tappe che coinvolgono sei funzioni psichiche (Aebli 1957; Baddly, 1981;    Boncinelli, 2011, 2013; Galperin, 1966; Pancheri, 1981;  Piaget, 1957;  Kostjiuk, 1966):

  1. L’emozionale (la motivazione intrinseca)
    2. la percezione ( attività sensoriale, attivazione
    dei nove sensi);
    3. la memoria ( la denominazine dei singoli elementi
    dell’oggetto di studio)
    4. l’intelligenza: comprensione del fenomeno oggetto
    di studio ( attivazione dell’intelligenza )
    5. codificazione;
    a) codificazone verbale o
    b) codificazione iconica
    6. Immagazzinamento (processi biochimici
    dell’informazione in un gruppo di cellule
    cerebrali sia in modalità temporanea che in quella permanente  (Baddly, 1981; Pancheri, 1981).

Affinché l’apprendimento reale abbia luogo è necessario attivare queste sei funzioni neuro-psichiche, percorrere queste sei tappe. Altrimenti si ha solo la memorizzazione delle parole senza comprende
i contenuti, come facevano sciamani, profeti, teologi e ancora oggi fanno filosofi e pedagogisti. Lungo tutto il medioevo teologi hanno esaltato la “pia ignoranza”,    ossia la memorizzazione verbale, senza comprendere i contenuti  che quelle parole veicolavano. Dietro di
loro oggi vi sono filosofi, pedagogisti, i quali hanno  seguito il metodo dei teologi ritenendoli ispirati da dio e quindi superiore a ogni critica.
Affinché l’apprendimento avvenga occorre inoltre curare anche l’immagazzinamento  permanente della informazione altrimenti si ha solo l’apprendimento apparente e non quello reale. Questo fenomeno può accadere anche nell’apprendimento scientifico
se non si cura anche le ultime due fasi dell’apprendimento.

Nella scuola improntata allo storicismo, viene attiva una sola variabile: la memoria verbale, ( escluse o carenti le altre due memorie quella ottica e quella cinestesica) e le rimanenti cinque funzioni.

  1. L’emozionale (la motivazione intrinseca).
    L’apprendimento inizia da un problema, da un quesito
    che riguarda, affligge il soggetto. La storia delle scienze
    e della matematica evidenziano come l’uomo debole e indifeso, fu posto davanti a difficoltà, insufficienze,
    rischi di esistenziali, sofferenze. Ne sorse un problema,
    un interesse a superare quelle difficoltà e insufficienze.
    Ciò indusse l’uomo a riflettere e a risolverle.
    L’apprendimento inizia sempre con un vibrazione emozionale.
    Ad es. intorno al 460’000 l’uomo era affetto da
    dolori di reumatismo, causato dal freddo. Gli intellettuali
    dell’epoca si misero a ricercare e scoprirono i primi strumenti terapeutici per lenire la sofferenza dei malati.

Es-2. Nel 1900 la signorina Levi-Montalcini perdette
l’amata  badante, morta di cancro. In seguito a tale sofferenza
ella si diede a studiare la medicina e più tardi  le cause del cancro. E studiò la cellula, il tessuto dove il cancro

sorgeva e si sviluppava. Lei creò le premesse per guarire il cancro o almeno alcune forme di cancro.
L’apprendimento inizia da un problema esistenziale.
Nella scuola   si deve attivare la motivazione intrinseca
della disciplina e la motivazione di ogni singolo argomento di tale disciplina. altrimenti lo studente non imparara nulla,  o imparare le parole di quell’argomento per superare l’esame ( il che riguarda la motivazione estrinseca).
Talvolta la motivazione intrinseca lo studente la porta
con sé, o l’ha appresa dall’ambiente sociale. Talvolta
invece non ha nessuna motivazione a livello conscio. In questi casi l’insegnante ha il compito di attivare la
motivazione intrinseca di quella disciplina.
La motivazione intrinseca, che è elaborata dall’ emozionale, ha sede nel lobo frontale del corteccia cerebrale ( Boncinelli, 20111, 2013; Pancheri 1981)

2. La percezione ( attività sensoriale, attivazione
dei nove sensi).
Messo in moto il processo apprendimentale dall’interesse
individuale,  esso visibilmente  inizia nell’attivitä sensoriale,  nell’esplorazione dell’oggetto mediante i nove sensi.  Tale attività serve a raccogliere informazioni sulle singole parti dell’oggetto o fenomeno, oggetto di attenzione e di interesse.
Lo studente deve avere l’opportunità di poter esplorare, manipolare,  giocare, suddividerlo nelle singole componenti.
Questa fase è indispensabile per un autentico apprendimento. Lo  scolaro/studente raccoglie informazioni
su  tale oggetto. Quando affronta per la prima volta

un oggetto o fenomeno, tale attività esplorativa è indispensabile. Nelle volte successive quando ha giä immagazzinato nel lobo occipitale e in altri le immagini
e le sensazioni di esso, può fare a meno della figura.
Le informazioni raccolte tramite i nove sensi,
vengono registrate nelle avarie aree della corteccia cerebrali, ed esse gli permetteranno di sviluppare il pensiero su di esso.

  1. La memoria ( la denominazine dei singoli elementi
    dell’oggetto di studio)
    Per conservare le informazioni ottenuto sui singoli elementi dell’oggetto o fenomeno, egli dà un nome

( segno acustico e un segno grafico, parola o vocanbolo)  e memorizza. In questa fase viene attivata la facoltà psichica  della memoria (MBT), la quale è composta da  memoria breviscadente (MBT),  e da quella lunga scadenza  (MLT) (Baddly, 1981;  Zincenko, 1966)
Le informazioni raccolte vengono depositate nella memoria  breviscadente, il che genera l’apprendimento apparente.

Occorre ancora che la informazione venga ulteriormente elaborata per essere poi trasferita nella memoria lungiscadente (MLT).
Aiutano a trasferire l’informazione nella memoria lungiscadente  la presa di appunti, ulteriori elaborazioni di quella informazione.

L’apprendimento reale avviene soltanto quando la informazione viene trasferita nella memoria  lungiscadente.

  1. L’intelligenza: comprensione del fenomeno oggetto
    di studio ( attivazione dell’intelligenza )
    Già durante la fase di esplorazione sensoriale,
    l’individuo mobilita la sua intelligenza allo scopo di capire delle sue caratteristiche del suo funzionamento del cause e del fini.
    Egli fa analisi e sintesi, astrazione e generalizzazione. Attività che riguardano la intelligenza   dell’individuo.
    In questa fase lo studente reagisce secondo le due disposizioni apprendimentali, le sue attitudini, del
    pre-sapere che possiede.
    Il compito dell’insegnante è  quello di stimolare il pensiero, l’attivazione dell’intelligenza, mediante
    problematizzazione, e rapida generalizzazione (Kosjiut, 1966,  Machmutov, 1974, Zankov 1974,)

In questa fase viene mobilitata l’intellgenza. E in questa fase del processo apprendimentale, la didattica ha l’opportunità di far ulteriormente  accrescere l’intelligenza dello studente. Se la didattica è problematizzante, essa fa ulteriormente ( leggi ulteriormente)  crescere l’intelligenza dello  studente.
L’intelligenza non è un’entità fissa, come sostengono
teologi e filosofi.  La scienza della psicologia empirica
come pure studi sui gemelli monozigotici e bizigotici
(Anastasi 1964)  hanno  dimostrato che essa è un’entità variabile, dovuta a intensa stimolazione somministrata dall’ambiente all’individuo (Anastasi 1964).
“Mai nessun genio è nato nelle bedonville” ( Anastasi 1964).
Ossia il genio proviene sempre da ambiente molto stimolante. Ciò vale anche nella scuola. E la didattica
deve tenerne conto.
In Germania nel decennio 1970 e 1980 quando la didattica fu resa estesamente  scientifica, l’intelligenza degli studente tedeschi crebbe di 15 punti sulla scala Wechseler(1957), ossia passò da intelligenza media a quella superiore. Lo stesso avvenne nella scuola russa, che hanno integrato tutte le conquiste della psicologia   apprendimentale.

  1. Codificazione;
    a) codificazione verbale o
    b) codificazione iconica.
    Questi fenomeni descritti nei paragrafi precedenti vengono codificati o in chiave verbale o in chiave iconica
    (Piavio 1981; Zincenko 1966)).  Anche questa fase ha grande rilevanza nel processo apprendimentale, poiché la codificazione iconica accresce la memoria.
    Fra i metodi didattici che favoriscono la codificazione iconica  vi è l’attività sensoriale, già studiata,
    la illustrazione e la inscenatura della informazione
    (Bertelli  2016, Hoffman, 1970).6. Immagazzinamento (processi biochimici)
    dell’informazione in un gruppo di cellule
    cerebrali sia in modalità temporanea che in quella permanente  (Baddly, 1981; Pancheri, 1981).
    Dopo aver sviluppato delle informazioni è necessario immagazzinarle, in maniera tale che esse siano rapidamente  richiamabili al momento dell’utilizzo.
    Lo immagazzinamento avviene in un gruppo di cellule della corteccia cerebrale o in altra parte dell’encefalo.
    L’immagazzinamento più utili consiste nell’elaborare la informazione priva di inscatolamento, in forma positiva, e nella forma diretta “soggetto predicato e complemento oggetto”.

COMMENTO
L’apprendimento  somministrato secondo  metodo  scientifico è  di gran lunga migliore e più efficiente di quello
impartito secondo lo storicismo  assoluto poiché abilita a imparare molto di più nell’unità di tempo.

RIEPILOGO.

Come si vede, il processo apprendimentale in prospettiva scientifica, a cui hanno dedicato molti studi centinaia di scienziati della psicologia empirica, è di gran lunga differente da quello   della meccanica memorizzazione  verbale del teologo e del filosofo suo garzone.
Ecco alcuni risultati. Nei paesi del Nordeuropa  (Germania ecc) con i metodi linguistici scientifici l’acquisizione della lingua inglese avviene nell’arco di 4 ( quattro) anni fin dagli anni ’60 del secolo scorso. Mentre in Italia con il metodo dello storicismo
assoluto di Croce e altri pari suoi, avviene in 18 ( leggi diciotto) anni a due ore settimanali. Ossia
con 14 anni in più. Questi 14 anni in eccesso incidono sulle casse dello stato per 220 milioni di euro  all’anno.  Soldi sprecati. Questa è una delle fonti del debito pubblico italiano che ammonta a 1’200 miliardi.

 

QUESTINARIO

  1. Qual è la prima facoltà psichica che bisogna
    attivare nell’insegnamento di una lingua?
    b) Quali sono i vantaggi dell’acquisizione di una  lingua straniera?
    c) Per quale motivo ti serve la lingua straniera  es. l’inglese?
    d) Sei più bravo nello studio delle lingue o  delle scienze?

 

 

 

 

Facebooktwitterrssyoutube

About Francesco Bertelli

Check Also

LETTERA AL PRESIDENTE DELL’ UA

  Al   sig.   PRESIDENTE    DELL’  UNIONE AFRICANA   (UA) ALPHA    CONDÉ, ADDIS ABEBA, (ETIOPIA). …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *