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DIDATTICA E PSICOLOGIA

 PANZINI,   IL PROFESSORE,     PSEUDO-GENIO    IMBECILLE .

 

 

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Fig :  Un somaro ragliante somiglia  a tanti “insegnanti  somari”: parlano molto e capiscono poco.

Panzini ( 1917) fu professore italiano.
Ebbe un alunno che, essendo carente in lingua latina e greca, credeva che fosse un “imbecille” e lo trattò  da imbecille.  Egli riteneva che l’incapacità
o la non voglia a imparare serie di parole latine e greche
fosse segno di inabilità intellettiva, e in forza di tale assunto classificò un alunno quale “imbecille”.
Alcuni anni dopo, non riusciva a credere ai suoi occhi, quando vide che quello “studente imbecille”  fosse diventato un industriale, che gestiva con successo un’azienda vinicola producente ottimo e squisito  vino, che gli avesse trasportato in cantina le bottiglie  e messe in ordine.
Per lui intelligenza era solo il pappagallismo verbale, imparare a memoria vocaboli  latini e niente altro.
Anche difronte ai fatti concreti dell’abilissimo ex-studente lui continua  caparbiamente a credere nella di lui “imbecillità”.
Carente senso di realismo, immaturità del giudizio sociale, carente apprendimento dalla realtà, suggestionabilità,
caparbietà, (Corboz, 1974; DSM-IV, 1996; Lalli, 1999; Lutz, 1962;  Scharfetter, 1974)  evidenziano che il disabile mentale, ossia l’imbecille   vero era lui il prof. Panzini  e non l’ex-alunno, al quale si può ascrivere  carente attitudine letterarie, ma non “imbecillità”. Ignorava anche che si può non-imparare non solo per carenza di intelligenza, ma anche per carenza di motivazione, per motivi sociali.
Panzini è un figura rappresentativa di molti letterati
(vedi il pollo di Trilussa un altro pseudogenio imbecille) e di insegnantucoli di lingue logorroici ma dotati di bassa intelligenza. Sono loro che hanno rovinato la scuola italiana, oggi arretrata di oltre un secolo rispetto a quelle di altri paesi europei.
Sono loro che hanno fabbricato  nella scuola milioni di imbecilli, che dopo parecchi anni di studio non sapevano
dire una frase in lingua inglese. Per  costoro vale l’equazione:  fiume di parole = intelligenza.  Ciò valeva per gli sciamani nel paleolitico, per i profeti dell’AT e per i teologi.  Per gli scienziati e per persone dotate di intelligenza tale equazione non è
più valida.   Ma i suddetti pseudogeni imbecilli  non accettano i fatti.  Essi hanno “fede” nelle loro verità eterne.
Uno dei sintomi della disabilità mentale, detta anche imbecillità,  è la caparbietà (DSM-V,   2012).

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One comment

  1. grazie bell’articolo

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