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PSICOLOGIA E DIDATTICA

  1. PENSIERO     SCIENTIFICO

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A: COSTITUZIONE NEURO-PSICHICA.

Lo scienziato si distingue dal teologo e dal filosofo per la sua peculiare costituzione neuro-psichica:
egli è dotato di memoria medio-alta, ma di altissima intelligenza, che va dalla intelligenza superiore a quella eccellente e in taluni casi anche eminente. Al contrario del teologo e del filosofo che presenta spessissimo uno sviluppo disarmonico  delle facoltà psichiche: eccessiva, talvolta estremamente forte                 memoria verbale e bassa intelligenza.                              Fig  :  Il pensiero   scientifico  rappresenta lo stadio più evoluto  dell’
dell’evoluzione biologica dell’uomo.
Il pensiero scientifico è un particolare forma di pensiero elaborato dagli scienziati della varie discipline scientifiche, che presenta una specifica dinamica e peculiari tratti:

Mentre il teologo contempla simboli onirici, comparsi nei sogni, e li interpreta come entità reali ed estraumana
(nell’antichità non si conosceva né la psiche nè la neurologia, né l’inconscio), anzi “l’assoluta realtà” (Schmidt, 1942), e il filosofo specula su brevi segmenti della realtà,  gonfiati fino all’inverosimile e all’assurdo, lo scienziato studia solo fatti, e durante tale lavoro si i mantiene aderente ai fatti. Egli assume che l’esperimento è la fonte della verità. Ciò gli ha permesso di ridurre il margine di errore nel processo della conoscenza e di migliorare la sua attività riflessiva.

TRATTI DEL PENSIERO  SCIENTIFICO

 

  1. Analisi percettiva discendente del teologo
    e analisi percettiva dello scienziato.
    2. Analisi cognitiva superficiale  del teologo e
    analisi cognitiva profonda dello scienziato
    3. Elaborazione sintomatica del teologo
    ed elaborazione causale dello scienziato
  2. Approccio elemento-struttura del teologo
    approccio struttura-elemento dello scienziato.
    5. Approccio  atomistico del teologo
    approccio sistemico  dello scienziato
    6. Unilateralismo psichico e multilateralismo psichico:
    eccesivo  uso mnemonico del teologo e
    uso prevalentemente dell’intelligenza dello
    scienziato.
    7. Esposizione casuale, caotica del pensiero teologico e
    alta strutturazione del pensiero  scientifico
    8. Prevalenza di concetti concreti nel teologo
    prevalenza di concetti astratti nello scienziato
  3. Approccio contemplativo del teologo,
    approccio problematizzante e stimolante dello
    scienziato.
    10. Preferenza per la memoria del teologo
    preferenza dell’intelligenza dello scienziato.

(  Anastasi 1964;   Baddely, 1986;   Buchwald, 1956;   Funke et al.1998,  2006 in Mandl 2006;
Galperin, 1969;   Heller, 2000;   Keupp 1974;    Kostjuk, 1969;    Kraiker 1974;
Machmutov, 1974;    Meredith  1926;   Pavlov, 1953;    Perleth et al.1999;
Piaget, 1956;   Resch, et al.  2005 ;   Roth, 1998;   Rubinstein,  1972,  1977;
Quitzow, 1990;   Shapiro, 1974;   Thorndike, 1913, 1924;
Wink, 2005;   Zimbardo et al, 1998;    Zankov,  1974)

La dinamica interna del pensiero scientifico è carattrizzato da:

1:  Analisi percettiva discendente del teologo
e analisi percettiva ascendente dello scienziato
Analisi percettiva ascendente, dal basso-verso-l’alto.
Nella raccolta dei dati percettivi, egli elabora
tali dati secondo un processo ascendente, dal basso in alto.  L’assunzione dei dati sensoriali nel sistema percettivo la conquista di nuove informazioni da questi dati viene definito quale “elabora dal basso versol’alto”
L’analisi parte dal basso e muove verso l’alto.
Si tratta della trasformazione dei dati sensoriali nella loro rappresentazione astratta. Giacché il punto di partenza giace nel fatti raccolti dall’ambiente, esso viene denominato “analisi percettiva basso-verso l’alto”.
Il pensiero del teologo e del filosofo al contrario parte dall’alto verso il basso. Esso è influenzato dalla attese da interessi personali, dal suo pre-sapere, da dati autobiografici. Queste fattori influiscono  su  come
i dati sensoriali e gli eventi vengono interpretati.
Il mondo non è così come è, ma come viene percepito.
L’uomo reagisce agli stimoli esterni secondo il sistema
dei percepiti, secondo il “proprio apparato psichico” il quale è stato strutturato dal modo e maniera come gli stimoli esterni sono stati percepiti e strutturati.
È chiaro che nel procedimento alto-verso-il-basso,
il margine di errore è maggiore e talvolta enorme.

 

 

  1. Analisi cognitiva superficiale del teologo e
    analisi cognitiva profonda dello scienziato
Nell’ analisi di dati lo scienziato applica un’
anali- si cognitiva  profonda. Egli indirizza  la sua attenzione  ai contenuti, ai legami fra i fatti, alla comprensione essenziale e profonda, all’analisi critica, al rapporto causale delle variabili intervenienti, alle caratteristiche. La motivazione è quella intrinseca, il suo metodo di lavoro è l’aderenza ai fatti, lo scopo generale è l’utilità di quel lavoro. Il suo atteggiamento vero il collettivo è sempre benevole e costruttivo (Cress, 2006)

 

Anche in questa fase egli si distingue dal teologo e dal filosofo che applicano un approccio superficiale,
orientato prevalentemente al testo.

 

  1. Elaborazione sintomatica del teologo
    ed elaborazione causale dello scienziato

Mentre il teologo applica un elaborazione sintomatic,
esaminando solo i sintomi. E cerca rimedi sui segni.

Lo scienziato affronta le cause, le radici del problema,
del male della crisi. La peculiarità di  quella causale,
è l’elbaorazione delle cause del conflitto, generando una rimozione, eliminazione permanente e definitiva del disturbi, o malattia, o conflitto, o crisi.

Pertanto il pensiero scientifico è creativo, produttivo,
innovativo,  modificatorio, al contrario di quello teologico che si basa sull’elaborazione sintomatica, che perpetua la malattia e la crisi ( Boss 1971, )

4. Approccio elemento-struttura  del teologo
approccio struttura-elemento dello scienziato

Il teologo si mantiene aderente al concreto, al concetto concreto, al qui-e-adesso. I suoi interessi personali …
partendo dagli interessi particolari, credono di giungere al generale, al collettivo.
Gli psicologi tedeschi della Gestalt, (la struttura, the structure, )( Katz,  1948) hanno scoperto la funzione  della struttura, formulando il principio: “ La struttura è sempre molto di più della somma aritmetica delle singole  parti che la costituiscono” (Wertheimer, 1923, citato in Katz, 1948.
Il principio che la struttura è sempre di più dei singoli elementi, fu applicato nella didattica in Germania, sviluppando metodi  orientati alla struttura,  migliorando notevolmente l’insegnamento.

Nel 1983 esso fu poi applicato  anche nel gioco del  calcio in Italia, portando il calcio italiano a essere uno dei migliori del mondo.
In occidente è sempre prevalso e continua a prevalere
lo elemento  sulla struttura,  una classe  sul collettivo, la parte sul tutto.

I fenomeni psicologici possono esser capiti soltanto
quando essi vengano considerati quali interezze
organizzate, strutturate, quando essi vengono suddivisi
in unità basilari della percezione.
Nella didattica l’approccio strutturale ha enorme vantaggi.   L’approccio strutturale incrementa notevolmente l’apprendimentalità per unità  di tempo.

 

  1. 5. Approccio atomistico del teologo
    approccio sistemico
     dello scienziato

Il pensiero sistemico è la disciplina che studia
le strutture  basate sui principi di organizzazione, di interconnessione di tutti gli elementi e il sistema medesismo, i cui concetti fondamentali sono l’apertura e chiusura dei sistemi viventi, dell’omeostasi e dell’auto-regolazione e dell’equifinalità.
Lo scienziato analizza ciò che è complesso,
cioè a scomporlo nelle singole parti  e poi ricomporlo nella sua interezza. Analizzando solo la aprte, si può perdere la visione complessiva, e anche il senso,  il significato,  la portata  dell’insieme.
Ad esempio  se guardo un albero, devo imparare a guardare anche la foresta che lo contiene considerando questa nella sua unità. E poi tornare a pensare ancora all’albero singolo.
Ossia guardando una figura bisogna saper cambiare prospettiva e guardare anche lo sfondo che contiene la figura.  Saper passare dalla figura allo sfondo e da questo di nuovo alla figura.  Tale movimento è circolare:
Il pensiero cinese è circolare, mentre il pensiero dell’uomo occidentale è lineare.
Analizzare la complessità:  la logica tradizionale è inadeguata ad affrontarla poiché utilizza  serie di causa-effetto anziché  considerare la combinazioni di fattori, le numerose  interazioni fra di loro  che generano il sistema.

Quello sistemico è una modello di pensiero, è un linguaggio per l descrizione e la comprensione delle interazioni che generano il comportamento del sistema.

 

  1. Unilateralismo psichico e multilateralismo psichico:
    eccesivo uso mnemonico del teologo e  uso
    prevalentemente dell’intelligenza dello scienziato.
    Il teologo fa uso esclusivo della memoria, quale facoltà psichica. Impara tutto a memoria, attivando poco o niente la intelligenza. Il teologo contempla, pertanto usa solo la memoria. E poi esalta la “pia ignoranza”.

Lo scienziato al contrario usa prevalentemente  l’intelligenza, poiché egli ricerca, analizza, esplora,
interroga la natura.  E ciò può farlo solo con il supporto
dell’intelligenza.  La facoltà che più viene usata dallo scienziato è l’intelligenza.  Essa è quella che più produttiva, creatrice, innovativa, scoprente.

  1. Esposizione casuale, caotica del pensiero teologico e
    alta strutturazione del pensiero scientifico
    L’esposizione del teologo è casuale, caotica, seguendo il filo delle emozioni e degli interessi interiori.
    La tecnica narrativa è quella della giustapposizione.
    Al contrario il pensiero dello scienziato è
    strutturato, poiché segue un filo logico, argomenta-tivo. Segue il ragionamento, le connessioni fra i  vari argomenti.

 

  1. Prevalenza di concetti concreti nel teologo
    prevalenza di concetti astratti nello scienziato

Nel discorso del teologo prevalgono i concetti concreti,
del qui e adesso. È  bensì vero che cita concetti astratti,
ma questi sono frullati semantici, citazoi mnemoniche, non prodotti della sua intelligenza molto bassa.
Nello scienziato prevalgono i concetti astratti, che esprimono rapporto tra le cose, le leggi interne dei eventi e dei fenomeni ( Rubinstein, 1977).

  1. Approccio contemplativo del teologo,
    approccio problematizzante e stimolante dello
    scienziato.
    Mentre il teologo contempla e giustifica quello che vede,
    attribuendolo a dio o alla sua divinità, lo scienziato
    ha bisogno di spiegare fatti, eventi e fenomeni. Cerca
    i nessi, le relazioni, cause e motivazioni. Il pensiero  dello scienziato è esplorativo, ricercante,  problematizzante.10. Preferenza per la memoria del teologo
    preferenza dell’intelligenza dello scienziato
    La facoltà psichicha che usa il teologo è la memoria,
    che cerca poi anche di accrescere con esercizi, e
    con attività atte a far sviluppare la sua memoria.
    Quella usata dallo scienziato è l’intelligenza, che gli permette di penetrare le cose…
    “Intelligenza è una funzione psichica, che comporta la capacità di ragionare, pianificare, risolvere problemi pensare in maniera astratta, pensare idee complesse, apprendere rapidamente, e apprendere dall’esperienza.  Riflette un capacità più ampia e profonda di capire ciò che ci circonda, “afferrare” le cose,  attribuirgli un significato o “scoprire” il da farsi”
    (52 scienziati della psicologia: Science of intelligence, 1994)

La differenza è abissale. Il pensiero teologico e quello scientifico sono due poli opposti. Non  solo differenti ma diametralmente opposti.

È  chiaro che a scuola bisogna rimuovere il pensiero teologico, una forma deteriore, arcaica dell’uomo primitivo, praticato da soggetti psichiatrici ( sciamani, profeti, teologi, soggetti psichiatrici)
e promuovere quello scientifico.

Il pensiero teologico rappresenta lo stadio più  arcaico  e primitivo dell’uomo, l’uomo delle caverne e del soggetto psichiatrico,
mentre quello scientifico quello più    evoluto,  più   differenziato, più  utile.

(  Anastasi 1964;   Baddely, 1986;   Buchwald, 1956;   Funke et al.1998,  2006 in Mandl 2006;
Galperin, 1969;   Heller, 2000;   Keupp 1974;    Kostjuk, 1969;    Kraiker 1974;
Machmutov, 1974;    Meredith  1926;   Pavlov, 1953;    Perleth et al.1999;
Piaget, 1956;   Resch, et al.  2005 ;   Roth, 1998;   Rubinstein,  1972,  1977;
Quitzow, 1990;   Shapiro, 1974;   Thorndike, 1913, 1924;
Wink, 2005;   Zimbardo et al, 1998;    Zankov,  1974)

 

 

 

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