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PSICOLOGIA E RELIGIONE

 

PIETRO  L’APOSTOLO     (10—64  E.C.)

 

fig. Ricostruzione del volto psicotico di Pietro secondo la medicina forense del dr. Ninive
fig. Ricostruzione del volto psicotico di Pietro secondo la medicina forense del dr. Ninive

 

 

  1. BAMBINO ABBANDONATO, TROVATELLO.

Pietro fu un figlio abbandonato in tenera età, esposto
alle grotte di Qumran l’orfanatrofio di Gerusalemme. Lì fu raccolto dagli Esseni, che erano monaci essi stessi
ex-figli abbandonati, che lo allevarono alla men peggio.

    Andrea ( questo fu il primo nome che gli diedero i monaci Esseni di Qumran)

 A Qumran non essendovi donne, quindi furono i monaci maschi ad allevarlo, il che costituì una grave handicap  per quanto benevole fossero le loro cure.  I monaci maschi  potettero soddisfare i suoi bisogni fisiologici,  il cibo, ma non quelli psico-affettivi.

    Andrea subì una lunga serie di deprivazioni affettive  e  sociali,  cadde nell’isolamento sociale,

   Egli esperì la non-accettazione, la non-affiliazione

e la non integrazione sociale,  la mancanza di affetto e di cure  parentali, la mancanza di modelli sociali, che

per l’individuo sono  basilari e indispensabili  per

sviluppare una personalità sana  normale e abile alla vita

L’isolato non è in grado di produrre comportamento  normale.   La trasmissione della cultura avviene soltanto tramite i contatti sociali, esibita da modelli adeguati  (Mainardi, 1974)
L’imprinting tramite la figura materna focalizza i modelli  su cui il bambino baserà il suo comportamento sociale  e costruire la sua scala di valori.

Cure parentali, ossia il periodo di dipendenza della nuova generazione  da quella vecchia  con conseguenti possibilità di passaggio di informazioni da una generazione all’altra ( Mainardi, 1974)

Nell’abbandono il bambino perde tutto il patrimonio culturale ereditario della specie  regredendo verso l’animalesco e il primitivo.

Da qui sorse  la “fame di amore” e la “ sete di giustizia”, e il bisogno di famiglia vicaria, di genitori vicari e la sindrome  depressiva e quella paranoidea.

Andrea  sviluppò  autismo infantile precoce deducibile

dal simbolo onirico “sordomuto fin dalla nascita” (Mc ), s.Padre Abramo prende in  braccio il figlio;  ( funzione compensatoria verso chi non fu mai preso in braccio e non fu accettato), dal  lebbroso ( individuo che vive in completa solitudine), dalla donna con mestruo permanente
( essa veniva considerata “ malata e isolata”).

Inoltre sviluppò sindrome di depressione:

( in ordine di evoluzione biografica)

 

  1. A) SINDROME DEPRESSIVA ( s. “posseduto da uno
    spirito immondo” “Legione di spiriti”  (Mc, 5, 1-5))
    – Umore depresso ( tristezza, suicidalità ),( s. divenne
    profeta)  perdita dell’autostima,

– apatia, ossia perdita di interesse per le attività del
giorno  (s. mano secca ),

– emarginazione sociale, a Qumran fu emarginato  per i
disturbi che provocava  ( s. lebbroso)   (Mc 1),
– vergogna (s. donna con mestruo) (Mt. 9,18-26),
– incomunicabilità, autismo infantile  (s. sordo-muto)
(Mc,7, 31-37);
– anti-socialità ( divenne profeta ossia si distaccò
dalla comunità e andò a vivere in solitudine)

– inattività ( s. mano seca)( Mc 3, 1-6), –
– xenofobia, odio verso la società ebraica,
(s. suocera)(Mt 1-29-39);
–  irascibilità (s. epilettico) (Mt 17, 14-23;
Mr 9, 14-29);
–  sete maniacale di affetto ( s. idropisia),( Lc,  14.1-6);
–  suicidalità  e autolesinismo ( s. i sepolcri + dirupo), (Mc, 5, 1-19.
“…gli venne incontro  dai sepolcri  un uomo
posseduto da spirito immondo, il quale aveva la sua dimora fra i sepolcri e nessuno riusciva a tenerlo legato neanche con le catene.
Infatti più volte era stato legato con ceppi e
con catene; ma egli aveva sempre spezzato le catene

e infranto i ceppi; e nessuno era riuscito a domarlo.

Continuamente notte e giorno, fra i sepolcri e sui
per i monti, andava gridando e picchiandosi con pietre
(Mc, 5, 1-5)


B: PSICOSI

 Credenza che gli eventi apparsi per immagini nei

  1. sogni, fossero accaduti realmente sul territorio ebreo.
    2. Credenza in  Gesù quale uomo reale, in carne e ossa,

   come corpo tridimensionale e non some immagine  di uomo. 

  1. Delirio di remissioni delle malattie viste nei sogni, fossero degli eventi reali e non delle immagini di guarigioni apparse nei sogni, raccolte nella grotta di Qumran, che segnalavano la modificazione dei suoi disturbi psichici, riscontrabili di giorno nel

suo comportamento che cambiava.

  1.   Credenza di deicidio da parte degli Ebrei nella persona di Gesù
    5. Allucinazione della presunta “pentecosste”
    ( Gli  Esseni lo burlavano)
  2. Credenza nel bisogno dell’aldilà da parte di tutti
    anche degli uomini normali (s.  Sadducei),

   Non sapeva distinguere tra un uomo deprivato  come era lui medesimo e un uomo normale (s.sadducei). Fonte di conflitti anche nel rapporto tra cristiani ed ebrei.

 Inabilità alla negoziazione del riconoscimento e tutela  dei diritti dei diseredati con gli Ebrei, negata nella legge ebrea ( Torah)

 

  1. Credenza che tutto la legge ebrea fosse falsa e
    da distruggere  ( s. “distruggerò  la legge”) nella sua interezza). In realtà la legge ebrea elaborata su quella egiziana era buona, eccetto un solo capitolo: quello della schiavitù e quindi della liceità dell’abbandoni di minori
    ( di cui Pietro fu vittima).
    Questa distorsione, generata dalla sua confusione mentale,
    e dalla bassa intelligenza, gli aliena la simpatia  delle autorità di Qumran.
    Il sacerdote greco che perorò la causa dei diseredati in Grecia  3000 anni prima di lui, criticando solo quel capitolo errato, ottenne  il supporto sia delle autorità religiose, di quelle politiche di tutto il popolo greco
    e fondò la religione eleusina che curava i disturbi psichici e comportamentali dei figli abbandonati in maniera efficiente.
  2.   SINDROME PARANOICA:
  3. Invenzione dell’ “inferno eterno” (Mc)
  4. “Siedi alla mia destra affinché io ponga i tuoi
    nemici a sgabello dei tuoi piedi”(Luca )
  5. Odia tuo padre e tua madre, odia tua fratello e tua
    sorella…” (Luca)
  6. Delirio di persecuzione contro gli Ebrei per
    presunto “deicidio” ( Atti 3)
  7. Delirio di persecuzione contro le persone normali
    (s sadducei) per mancanza di credenza nell’aldilà
    (Mc)
    6. Identificazione con Isaia, un profeta affetto
    da paranoia.

La  personalità paranoica ha un modello di rappresen-tazione mentale, esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura di appartenenza, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza, e determina disagio o menomazione. È un disturbo rigido, stabile nel tempo ossia cronico , sul quale si costruisce l’organizzazione mentale dell’individuo, influenzando il suo equilibrio. Tale modo costante di pensare, agire, sentire  si manifesta nelle seguenti aree:

cognitività (modi di percepire e interpretare  se stessi,
gli altri e gli avvenimenti);
affettività (varietà, intensità e adeguatezza  della
risposta emotiva);
funzionamento interpersonale;
controllo delle  pulsioni.
(Jores, 1981,  Lalli, 1999, Kahn, 1974).

Questi disturbi e le relative sofferenze decideranno della sua vita.
All’epoca, almeno in Israele, non vi era nessun rimedio,
eccetto l’attesa del Messia I, il quale essendo un agitatore esclusivamente politico, non portava nessun giovamento psichico.
Andrea cerca di porvi rimedio.  Tutta la sua attività  mira a porre rimedio alle sue sofferenze e ai suoi gravi
disturbi.

 

MODELLO SISTEMICO
Nella nostra analisi  malattia non ha il significato
del modello medico ma di quello della psichiatria sistemica.  In questo ambito  malattia é intesa come sistema regolatorio che serve alla vita nella sua interezza.  Essa è una confrontazione tra individuo e ambiente, che tenta di ristabilire l’equilibrio perduto. Perciò ha funzione omeostatica.  ( Jores 1981,  Lalli, 1999; Mainardi 1974, van Werden, 2001)

L’equilibrio perduto è causato dalla deprivazione di bisogni basici di cui ogni uomo ha bisogno: affetto, forte legame, cure parentali, affiliazione, modelli sociali da imitare per lo sviluppo della personalità.

Dopo il trauma subito, tutta l’attività di Andrea
è diretta alla restaurazione dell’equilibrio psichico e alla  confrontazione con la cultura ebrea, matrice del suo dramma.  Gli eventi di questa fase della sua vita,  per sogni sono raccontati nel  Vangelo e nella prima parte degli Atti.
Nella presente trattazione perciò malattia è intesa
come omeostasi tra Pietro e la cultura ebrea dell’epoca,
non secondo i criteri del modello  medico.

D: DISABILITÀ MENTALE  ( o IMBECILLITÀ)

1. Inabilità a comunicare: nessun capiva le sue parole
poiché le unità comunicative erano simboli onirici.
Nonostante richieste dei seguaci, Pietro ( Gesù) non
fu abile a cambiare codice di comunicazione e farsi capire.
2. Mancanza di concetti astratti nel Vangelo
3. Elusione alla domanda di Pilato: “Cosa è la verità”       ( concetto astratto)
4. Mancanza di concettualizzazione e di spiegazione del
simbolo “regno dei cieli”  anche dopo quattro anni di meditazioni e riflessioni.
5. “Analfabetismo e illetteratezza “( Atti 5)  nonostante
che per mezza giornata al giorno si occuppasse delle Scritture.  I sogni del Vangelo Pietro li dettò a Marco, che li trascrisse.

E: MANIA DI POTERE POLITICO

1. Mania di potere teocratico profondamente represso
( s. oro, incenso e mirra     intorno al 26 d.C.)

  1. Mania di potere teocratico già emergente a livello
    conscio ( s. Gesù, Mosè, Elia intorno   al 30 d.C.(
    3. Giovane fulgente sulla tomba.

  

F: ANTI-SOCIALITÀ

1. “Odia tuo padre e tua madre, odia tua fratello e tua
sorella…” (Luca)
2. Delirio di persecuzione contro gli Ebrei per
presunto “deicidio” ( Atti 3)

  1. Delirio di persecuzione contro le persone normali
    (s sadducei) per mancanza di credenza nell’aldilà
    (Mc)
    4. “Siedi alla mia destra affinché io ponga i tuoi
    nemici a sgabello dei tuoi piedi”(Luca )
  2. Identificazione con il profeta Isaia, profondamente
    antisociale.

 

  1. VOCAZIONE QUALE ASSISTENTE DEGLI ABBANDONATI di Pietro“Or Giovanni era vestito di peli di cammello,
    aveva una cintura di cuoio intorno ai fianchi,

e mangiava locuste e miele selvatico”  (Mc, 1, 6)
3.  “ E  un ragazzo malato di mente comparve a Qumran.
Egli seguiva la mentalità e lo stile di vita dei
profeti. E si nutriva di pensieri e di emozioni psicotici.
Perorava la  modificazione dei disturbi psichici.
E sosteneva: ”Io lenisco i disturbi con la speranza.
Ma dopo di me verrà uno che infonderà in voi
la fruizione diretta della remissione”  ( Mc 1)

. . .

77   Egli si occupava dei problemi della liberazione dai disturbi  psichici. (Lc, 1, 77)

. . ..

80   Egli  rimase nella solitudine per lungo tempo a meditare(Lc, 1, 80)
   In questo periodo egli si era identificato con
il Messia I, quello dei profeti dell’AT, che era un
agitatore e criminale politico. Questo personaggio
associava tutti i disturbi del trauma di abbandono
al regime politico: secondo lui la monarchia sarebbe stata

la loro rovina, e la teocrazia la loro “salvezza”.

  La sua costituzione psicopatica  di figlio abbandonato decise della carriera  di Andrea. Quella fu la sua  “chiamata” che decise della carriera di  profeta.

Un fenomeno squisitamente umano  non divino.

La vocazione profetica si manifesta nella forma di
una malattia  sin dalla nascita. Il  candidato divien meditativo, cerca la solitudine dorme molto, sembra assente, ha sogni profetici, talvolta delle crisi o accessi, talvolta ha degli attacchi che gli tolgono la coscienza.  Già da bambino appare malaticcio, solitario, contemplativo (Eliade, 1995).

I teologi invece fanno dipendere tutto da Dio. Questi
inviò il suo angelo, poi suo “figlio” e ordinò di fare… quello raccontato nel Vangelo.  Pietro viene ridotto
a una passiva marionetta.

   La fonte della vocazione é sempre la medesima: lo stato sociale di bambino abbandonato, o di orfanezza, o di handicap mentale o fisico.     La differenza é solo nella intensità di manifestazione  di tale vocazione: molto forte nello sciamano del paleolitico, moderata nel profeta ebreo, e molto attenuata nel monaco europeo.

   Sciamanismo, profetismo e monachesimo sono tre aspetti
del medesimo fenomeno psico-sociale. La differenza consiste solo nella intensità.

   Oggi esso è quasi scomparso perché le condizioni sociali sono essenzialmente migliorate.

  Andrea ebbe un  forte trauma, e sviluppò gravi disturbi psichici.
Durante le sue riflessioni o meditazioni, l’intelletto
recitato da Gesù, gli dà il nomignolo di Ricercatore  
(Simone) e più tardi, quello di Solido-Perseverante ( Kefa in ebraico e Pietro in latino). Così egli ricevette tre nomi:  Andrea, Ricercatore (s. Simone), Solido-Persistente (s. Pietro), dei quali nella storia resterà quello di Pietro.
I teologi successivi che non hanno capito nulla, nulla di nulla del Vangelo, leggono il Vangelo letteralmente. così  hanno inventato due personaggi Andrea e Simone o Pietro,  ai quali hanno aggiunto 12 discepoli. In realtà
Pietro ebbe due compagni anche loro abbandonati in tenera età: Giovani e Giacomo.
I cosiddetti “discepoli”  del Vangelo  sono atteggiamenti psichici, apparsi nei sogni   quindi sono simboli onirici che raffigurano atteggiamenti psichici di Pietro medesimo,  non individui obiettivi.
Il gruppo eversivo di Qumran fu  costituito da Pietro, 
Giovanni e Giacomo.

   

RIEPILOGO

Pietro, ex-bambino esposto,  fu un soggetto psichiatrico, colpito da  sindrome di abbandono,  sviluppò disabilità mentale o imbecillità, sindrome manioaco-depressiva, antisocialità, paranoia, delirio di potere politico e,
a suo modo e maniera,  vocazione di assistenza degli abbandonati, delirio di pesercuzione contro gli Ebrei.
Fu il fondatore della comunità cristiana e, insieme con Giovanni, il fondatore del papato che prese sede

a Roma in Italia. Fu papa a Roma dal 33 al 64 E.C.
A causa del suo delirio persecutorio e disabilità mentale, fallì nell’ intendo di far riconoscere alle autorità politiche e quelle religiose  di Israele “l’istituzione tutelante gli abbandonati “
(s. regno dei cieli), come invece fecero  i sacerdoti fondatori della religione eleusina, di quella orfica, e di quella cabirica in grecia, e quelli di altre religioni nel mondo ( buddismo, Mazdaismo, ecc)
A 23  fondò la comunità cristiana, che governò come primo papa o teocrate a Roma fra gli schiavi.
Essendo un imbecille la mania di potere politico prevalse sulla vocazione assistenziale. Curò e sviluppò un rigido
ordine sociale, ma trascurò di elaborare  principi efficienti per la cura della sindrome  di abbandono
che devastava la psiche dei bambini esposti, come

invece  fecero i sacerdoti fondatori della religione eleusina, orfica e cabirica.
La cura dei figli abbandonati consisteva nella somministrazione  del battessimo, lavaggio con acqua

di tutto il corpo o della testa. Dopo di che

l’adepto diventava membro della comunità cristiana,

senza aver elaborato i molti disturbi psichici e comportamwentali che la sindrome  aveva generato. Era un gioco puramente retorico.
Al contrario il fondatore della religione eleusina
aveva sviluppato una cura che durava nove mesi,
(da febbraio fino a ottobre) durante i quali ilgiovane veniva esposto a numerose cerimonie e riti, che modificavano i suoi disturbi mentali e comportamentali. Riti, simboli onirici, depositati nell’inconscio, sviluppavano dei principi nuovi che modificavano i disturbi generati dalla sindrome di abbanono, e modificavano la personalità, facendola diventare  approssimativamente simile a quella dell’uomo normale. La cura terminava con la cerimonia di integrazione dell’adepto nella società greca, condivisa dall’autorità politica ( il sindaco di Atene), da quella religiosa ( il sommo sacerdote e alcuni sacerdoti incaricati) e da tutto il popolo greco.

La cura della religione eleusiona era molto simile alla psicoterapia intensiva elaborata dalla psicologia clinica nel secolo scorso (Kahn 1974 e altri) e portava all’integrazione dell’abbandonato nella società greca

al miglioramento della personalità dello sventurato adepto.
Essa si basa  sul conzionamento classico di Pavlov(1953),

secondo  cui i riti e le cerimonie, simboli onirici,
lasciano una traccia nella inconscio del soggetto,
producendo delle modificazione nel suo sentire, pensare e agire. Ossia ima maggioe o minore misura una guarigione
del soggetto.
In quella elaborata elaborata da Pietro ( Atti, )
la cura si riduceva a una esercizio retorico, e all’ubbidienza cieca alle regole della comunità.  Ciò evidenzia la disabilità  di Pietro e di Giovanni, i due fondatori del cristianesimo e della ”salvezza dell’anima” o remissione dei disturbi psichici ( s. “remissione dei peccati”).
Questa miseria continuerà  anche durante il governo dei papi e dei teologi da Pietro fino ad oggi.  Questi si sono occupati solo del potere politico e completamente trascurato i disturbi mentali e le sofferenze dei figli abbandonati.
Essi hanno elaborato soltanto il potere politico, ma sempre ignorato  i gravi disturbi psichici e le sofferenze degli abbandonati. Passando a un falsa interpretazione di un sogno alla falsa interpretazione di altri sogni, i papi e i teologi dichiararono i disabili “prodotti di satana”, e perciò li torturavano e li giustiziavano. Assurdo tra gli assurdi.
Il forte bisogno dell’”istituzione tutelante gli abbanonati “ ( s. “regno dei cieli”)  non fu elaborato

nè da Pietro né da Giovanni  né dai teologi  nè dai papi suoi successori fino ad oggi.
Teologi e papi hanno curato lo sviluppo del potere politico con mezzi immorali e illegali.
Nel 1900 la cura dei abbandonati, diseredati è stata

assunta dagli scienziati della medicina, dagli scienziati della psicologia e da taluni politici onesti.
Questi hanno risolto il problema mediante la prevenzione
di procreazione di  bambini privi di accettazione, di cure parentali e di modelli sociali adeguati atti a far sviluppare la personalità del bambino.
I papi e i teologi hanno disatteso il compito della “missione apostolica”, che invece è stato attuato dagli scienziati della psicologia ( vedi terapia dei deprivati), di quelli della medicina ( vedi anticoncezionali) e da taluni politici onesti ( vedi leggi  pro nascituro).

 

Il PAPATO OGGI.

Le patologie di Pietro e di Giovanni, rispettivamente fondatore e coofondatore del papato, evidenziano
le patologie  che ancora  oggi sopravvivono nel
papato. L’interesse esclusivo del potere politico, occultato dietro la “missione apostolica” e “la salvezza dell’anima” di tutti, e la omissione di ogni interesse
per i diseredati.  Tutti gli interventi della Chiesa nella vita pubblica sono finalizzati a rafforzare il potere
politico, ma sempre ignorano il dramma degli abbandonati, disabili, malati, la criminalità politica:  testamento biologico, l’accanimento terapeutico, educazione sessuale,  metodi didattici a scuola, bioetica, scelte politiche ecc.

 

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