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EFFETTO LATINO

EFFETTO    LATINO

Il latino non ha nessun effetto su

1. sviluppo dell’intelligenza
2. pensiero logico o deduttivo
3. lingua materna ( italiano)
4. sulle lingue straniere

Esso è completamente inutile (Hagg & Stern 2000).

Ciò evidenzia la completa disutilità dello studio del
latino.  Il presunto addestramento al pensiero è infondato.

E negli esperimenti condotti da Thorndike(1913) e poi da
Haag/Stern in Svizzera, nelle scuole di Berlino in Germnia e a Vienna in Austria hanno dimostrato univocamente
che il latino non  genera nessun effetto, nessun vantaggio nessun miglioramento. Completamente inutile.
Il latino è completamento inutile, anzi sviluppa difficoltà aumentando il numero dei errori.

Coloro che hanno studiato il latino sbagliano nella traduzione dell’imperfetto e del passato prossimo, poiché
essi sono quasi gli stessi.
L’apprendimento del latino non addestra al pensiero,
al ragionamento. La psicologia scientifica e l neuropsicologia hanno dimostrato che l’apprendimento di lingua dipende primariamente  dall’acido acetilcolinico presente nel cervello.

Coloro che producono molto acido acetilcolinico, avendo una memoria verbale più forte di altri,  imparano più facilmente le lingue.

NESSUN EFFETTO DEL LATINO  SU ALTRE LINGUE

Il latino non ha nessun effetto sull’apprendimento
di altre lingue come ad esempio spagnolo.

a) Gruppo di esperimento

tedesco => latino   =>  spagnolo
(lingua      (1° lingua     (2° lingua
materna      straniera         straniera)

b) Gruppo di controllo

tedesco => francese   =>  spagnolo
(lingua      (1° lingua     (2° lingua
materna      straniera         straniera)

fig. 1 : Disposizione delle discipline nell’esperimento.
(da Haag & stern, 2000)
Gli studenti del gruppo di esperimento, i quali avevano avuto il latino come 1° lingua straniera, non hanno avuto nessun miglioramento  rispetto a quelli del gruppo di controllo che avevano imparato il francese come 1° lingua straniera. Anzi ebbero delle difficoltà, e   produssero  un numero maggiore di errori chiaramente dipendenti dal latino.  Ossa il latino inibisce l’apprendimento non lo favorisce, non lo migliora.
“ Gli studenti che avevano imparato il francese quale prima lingua straniera  fecero notevolmente meno errori e meno errori di vocabolario nella seconda lingua straniera, ossia lo spagnolo, rispetto a quelli che avevano imparato il latino” (Orter, 2011).
In altri termini, gli studenti che avevano studiato il latino  avevano più difficoltà, e fecero più  errori di quelli che non lo avevano studiato. Ancora gli studenti che avevano studiato latino non ebbero nessun giovamento ma nocumento, non miglioramento ma peggioramento, sia nella grammatica che nel lessico.

Gli errori più frequenti avvennero nella traduzione  del  passato prossimo e dell’imperfetto.
Haag &Stern concludono: „Knowledge of Latin is probably not an optimal preparation for modern language learning“
(Stern 2000, )“la conoscenza del latino non è una preparazione ottimale per l’apprendimento di una lingua moderna“ (Stern, 2000)

Haag e Stern hanno mostrato che studenti i quali hanno studiato il latino quale  1° lingua straniera, fecero più errori di quegli studenti che avevano  studiato il francese.
Gli errori più frequenti avvenivano nell’ambito del verbo, essi costruivano ( es tenido invece di hemos tenido ( spagnolo)  e costruzioni incomplete del passato prossimo ( es. tenido invece di hemos tenido) così come errori di preposizioni  ( tralasciare un preposizione  quando si descrive un rapporto spaziale, un  insieme o un genitivo. E altri ancora (Haag &stern 2000).
Ossia dopo aver studiato il latino avviene un trasferimento apprendimentale negativo.

Esattamente il contrario di quello che vanno cianciando  i fanatici del latino.
I medesimi risultati ottenuti da Haag e Stern

nelle scuole di Vienna, hanno raggiunto anche
a Zurigo in Svizzera, ea Berlino in Germania.
RIEPILOGO

In Svizzera, Germania, Austria  questi ricercatori  hanno dimostrato che il latino non ha nessun effetto su

1. sviluppo dell’intelligenza
2. pensiero logico o deduttivo
3. lingua materna ( italiano)
4. sulle lingue straniere
Con ciò hanno confermato quello che aveva giä trovato
Thorndike fin dal 1913, ossia un secolo fa. A partire

dal 1920 i governi americani tennero conto dei risultati
scientifici nella lgislazione scolastica.
In Italia  i pedagogisti recalcitrano e continuano a recalcitrare.

Uno dei sintomi della disabilità mentale è “la resistenza al cambiamento “ ( MSD: Diagnostica delle malattie mentali, 1996). Concetto che nel linguaggio comune viene espresso dal termine “caparbietà,   cocciutaggine”.  È  rivelatore il fatto che B. Croce,   il filosofo ispiratore della riforma Gentile,   negli della vecchia fu affetto da delirio acuto e cronico,

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FINE

 

 

 

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