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LE BARBARIE CODIFICATE NELLA LINGUA LATINA

LE    BARBARIE    CODIFICATE   NELLA    LINGUA   LATINA.

 

 

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Fig 1: Uomini liberi, resi schiavi,  erano costretti a macellarsi reciprocamente nei circhi:  una delle poche invenzioni fatte dai latini
da soggetti psichiatrici ( storici,  laTrinisti,   e altri relitti da manicomio a piede libero) magnificate come “grandezza romana”
Come cannibali alcuni  Romani bevevano il sangue dei gladiatori morenti.
La lingua è un prodotto culturale. Perciò in essa si sedimentano il DNA, gli atteggiamenti, i valori, le abitudine, modo e maniera di approcciare la realtà del popolo che l’ha creata nel corso dei millenni. La lingua contiene in miniatura la cultura del popolo che l’ha creata.   Questo accade in tutte le lingue. Vale anche per la lingua latina.
La decodificazione  delle infrastrutture della lingua latina  permette di  conoscere la personalità, la cultura, i valori  autentici  dell’uomo romano.
Analizzeremo due categorie di indicatori di funzioni della lingua latina:

  1. a) il modo congiuntivo, condizionale e imperativo dei
    verbi;
    b) la sequenziazione delle grandezze all’interno di
    una struttura.

Quella latina  è una lingua imperialistica, schiavistica, classista, elitaria,  esclusivista, predatoria, guerrafondaia,  esattamente come lo fu il suo creatore, l’uomo latino, il Romano.

  1. a) Il modo congiuntivo, condizionale e imperativo dei
    verbi
    ;

Originariamente, nell’antichità, il modo subgiuntivo ( oggi chiamato con-giuntivo, in inglese ancora oggi denominato “sub-junctive”) aveva una funzione sociale.
Esso era il modo con cui il membro della classe alta,  si rivolgeva alle  classi sociali subalterne, agli schiavi. Gli schiavi della terra, i contadini, e agli schiavi di guerra, quelli resi tali mediante guerre di conquiste.
Originariamente, nell’antichità, esso veniva usato solo per segnalare distinzione  di classe sociale (A.A.: Deutsche Grammatik 1958).
Il modo condizionale designava un mondo surreale, ipotetico, puramente fittizio, in cui erano relegati le classi subalterna assoggettate, quali gli schiavi interni o quelli conquista mediante guerre di conquiste. Essi non vivevano la propria vita, solo vegetavano, servendo come “macchina di produzione dei padroni” (Angela, 2007).
L’imperativo esprimeva un ordine perentorio, dispotico.
Solo più tardi, quando la schiavitù fu abolita
allora il congiuntivo fu conservato e fu usato per designare la sfera emozionale: desideri, incertezza, probabilità.  I filosofi considerano le emozioni
secondarie  rispetto al pensiero, di valore inferiore, come gli schiavi lo erano rispetto ai padroni. Essi assegnavano una valenza inferiori alle emozioni rispetto ai pensieri.
Questa  è una delle tante imbecillità creata dai filosofi
disabili mentali (Cartesio e compagni).
Gli scienziati della psicologia invece hanno rilevato e dimostrato che emozioni e pensiero sono due facce della stessa medaglia.   Le emozioni hanno la medesima valenza, e non possono esser declassate (Rubinstein 1974)

 

Ispirato  dal suo DNA, l’uomo latino  ha inventato la schiavitù, la colonizzazione,  le guerre di conquista, la tortura degli schiavi nei combattimenti dei circhi, una invenzione esclusiva romana, ha restaurato il  cannibalismo: cittadini romani bevevano il sangue dei poveri  gladiatori morenti. L’uomo latino ha calpestato
sotto i piedi i diritti umani  che in altri popoli erano
ampiamente riconosciuti e praticati da molti millenni oralmente, e da 2000 anni messi anche per iscritto e
riconosciuti come leggi ( vedi il Codice del re di Ur,
2050 a.C.,  il codice di Hammurabi 1780 a.c.,
… ).
All’epoca dei Romani,   “il numero di invenzioni che l’Europa prese a prestito dalla Cina fu  imponente.  Le società schiavistiche  preferivano gli  schiavi alle innovazioni tecnologiche, perché gli schiavi erano più economici.”  ( Mokyr, 1990, p 299)
Quella romana fu una società schiavistica
Questi atteggiamenti, questi principi sono rimaste
codificate nei modi sub-giuntivo, condizionale e
imperativo della lingua latina.
Modi che mancano in altre lingue, come quella cinese, dove non  esisteva la schiavitù come istituzione, le guerre di conquista e venivano  ampiamente  sentiti e   praticati i diritti umani. Di conseguenza questi atteggiamenti
si sedimentarono anche nella lingua, nella quale mancano il congiuntivo, il condizionale, e l’imperativo.
b: Approccio elemento-struttura.

Nella lingua latina le grandenzze  vengono sequeneziate
partendo dal minore verso il maggiore, dalla parte verso il l’interezza, dal settore verso la struttura. Le date sono del tipo giorno, mese e anno. Le percentuali partono
dalla frazine e vanno verso il tutto.
Ciò codifica in miniatura l’atteggiamento basilare dell’uomo latino: la rilevanza e la priorità assegnata
all’interesse privato, a una classe  sull’intera umanità, sull’essere uomo.  Al popolo romano sull’intera umanità.
Nei fatti l’uomo latino si è poto prima e sopra l’umanità,
prima e sopra i diritti umani, calpestandoli sotto ipiedi.

diritti umani che da altri popoli autenticamente civili ed evluti da molti millenni riconosevano oralmente e per iscritto da 2000 anni ( vedi codice del re di Ur, 2050 a.C., codice di Hammurabi 1780 a.c. ecc)
L’uomo latino  riducce altri uomini a schivi, deprivandoli di ogni diritto e dignità umani.
L’uomo occidentale ha scoperto  la rilevanza della struttura, del tutto come interezza, soltanto al principio del  XX secolo.  Gli psicologi tedeschi della Gestalt, ( la struttura, the structure, )( Katz,  1948) scoprirono la importanza della struttura, formulando il principio: “ La struttura è sempre molto di più della somma aritmetica delle singole  parti che la costituiscono
E in questi ultimi tempi l’uomo europeo ha riconosciuta la propria barbarie, riconoscendo i diritti umani, e la deprivazione dei medesimi quale atteggiamento  “primitivo”  e criminale. Indice di personalità patologica.
Ciò è indice anche di basso QI. L’uomo che riconosce
solo il qui e ora, solo gli interessi concreti, senza
cogliere le sofferenze causate ad altri essere umani.
I Romani  abolirono tutte le conquiste culturali

che altri popoli avevano raggiunto e che praticavano
da millenni.
I Romani misero  se stessi e i propri interessi al centro. Non diedero nessun contributo alla cultura.
Plagiarono la cultura greca.  Di nuovo crearono  solo l’arte e la ingegneria militare. Eccelssero solo
nell’arte e nella ingegneria militare. E niente altro.

RIEPILOGO

 

fig. Due struzzi soccorrono un elefantino rimasto orfano offrendo gli cibo e protezione.
fig. Due struzzi soccorrono un elefantino rimasto orfano offrendo
gli cibo e protezione.

 

Concludendo la lingua latina porta codificato nelle
sue infrastrutture, ( congiuntivo,  condizionale e imperativo, e nella sequenziazione delle grandezze e dei valori) i propri atteggiamenti i propri valori  primitivi  e barbarici.
Questi valori e principi tramite l’acquisizione della lingua si sedimenta nell’inconscio dello studente, che divenuto adulto man mano che si decodificano influisce sulla sua personalità e sul comportamento.

La lingua latina offre allo studente un modello di uomo negativo, primitivo e barbarico, quale fu quello romano.
E quindi corrompe la società moderna.
Pertanto essa deve esser abolita non solo  per  ragioni linguistiche,   non avendo  nessun effetto sulla intelligenza e sull’apprendimento della  lingua italiana e di quelle straniere. Ma non ha nessun valore sulla personalità.
Essa è corruttrice.
Essa ha favorito l’insorgenza del fascismo in Italia( la “seconda Roma” “la terza Roma”, ). Nel 2003 ha favorito la
partecipazione  nell’invasione dell’Iraq, anch’essa esaltata  come un valore positivo. E, se l’idolatria del latino continuerà,  favorirà altre imprese scellerate.

Un derivato della “grandezza romana”   è  il bullismo ossia  il culto  della violenza  e del  sequestro dei diritti umani  di altri individui.  Coloro che sostengono  “la grandezza romana”  sono gli stessi che  implicitamente rinforzano e perpetuano il bullismo  con i fatti. Salvo poi sul piano retorico  a riversare  fiume di parole di “condanna”.
Al posto delle barbarie  dei romani noi proponiamo le pagine luminose di:
de Waal, F.: (2001): Naturalmente buoni. Il bene
e il male nell’uomo e in altri animali
.  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.      Evoluzione e  moralità.  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni dalla  natura per una società più solidale.
Garzanti, Milano

 
B   BIBLIOGRAFIA

A.A. (1958): Deutsche Grammatik. Berlin
A.A.,(2007), General Linguistics, RAI-3.
A.A. (1992) Cultural Antropology
Angela (2007): Cultura romana.  RAI-1. Roma
Bertelli, F. (2014):  Psicolinguistica scientifica.
Inglese in due anni. Cinese in tre anni.
Caprara, G. ( 1998): Breve storia delle grandi
scoperte scientifiche.   Milano,  Bompiani
(Brief History of Great  Scientific Inventions)

Diamond, J.(1998): Guns, Germs and Steel. W.
Norton, London
Dienes, Z.P. (1968):Denken  in Strukturen.
Freiburg, Herder
Katz, D. (1948):  Gestaltpsychologie. Stuttgart: Schawabe
Kostjuk, G.S. (1969): Fragen der Denkpsychologie.
In: Hiebsch(Hrg): Ergebnisse der sovjetischen
Psychologie. Stuttgart: Klett, p. 241-366
Mokyr, J.(1990): The Lever of Riches, Technological
Creativity and Economic Progress. Oxford
University Press

Piaget,J.(1973): Der Strukturalismus. Olten: Walter
Rubinstein, S.L. (1977): Grundlagen der Allgemeinen
Psychologie Berlin:  Volk und Wissen.
Science (1998): Le prime colture in Cina.
Shapiro, S.I. (1974): Verallgemeinendes Denken als
Komponente mathematischer Fähigkeiten.In: Mitter,
W.(Hrg),(1974): Didaktische Probleme und Themen in der
UdRSS.  Hannover: Schroedel p. 425-437
de Waal, F.: (2001): Naturalmente buoni. Il bene
e il male nell’uomo e in altri animali
.
Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.
    Evoluzione e  moralità.  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni
dalla  natura per una società più solidale.

Garzanti, Milano

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