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L’ IMPERO ROMANO SOLO MILITARISMO E BARBARIE

L’ IMPERO  ROMANO,   SOLO   MILITARISMO   E
BARBARIE.

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 fig 1: I Romani godevano vedere macellare atrocemente
        altri uomini, e alcuni bevevano il sangue dei gladiatori morenti( restaurazione del cannibalismo).

 INDICE

  1. Repressione dei diritti umani,
    2. miserrima economia
    3. istituzione della schiavitù,
    4. i massacri nel circo e
    restaurazione del cannibalismo,
    5. patriarcato,
    6. insustistenza della cultura: letteratura, filosofia
    e scienze varie.

 

 

  1. Repressione dei diritti umani.Se valutiamo l’impero romano secondo i parametri antropologici, e la etica  bioevolutiva esso appare  come
    una macerie di barbarie.
    Nel periodo in cui esistette l’impero romano,
    l’uomo aveva fatto già enormi progressi culturali,
    che i Romani mai raggiunsero. Essi sono misurabili
    nei diritti dell’uomo, nell’economia, nelle istituzioni sociali,  nei prodotti culturali: letteratura e filosofia,
    I diritti umani o diritti dell’uomo sono una branca del diritto e una concezione teorica che sta alla base del comportamento sociale e politico.
    Essi vennero dichiarati e sanciti anche nelle leggi fin da millenni.

La nozione di diritti minimi connessi alla sola qualità di essere umano, i cosiddetti diritti naturali, è molto antica .
Quello che caratterizza l’idea di diritti dell’uomo è il fatto di inscriverli esplicitamente nel diritto (orale o scritto), di riconoscere loro un’applicazione universale e una forza superiore ad ogni altra norma.

  1. Codice legale, 2050 a.C.
    Il Re di Ur creò il primo codice legale all’incirca nell’anno 2050 a.C. Numerosi altri corpi legislativi furono creati
  2. Il Codice di Hammurabi, intorno al 1780 a.C.
    Il  Codice di Hammurabi, circa 1780 a.C. in Mesopotamia;
    che è uno degli esempi meglio preservati di questo tipo di documento. Esso mostrava le leggi e le punizioni conseguenti all’infrazione delle leggi su una vasta quantità di problemi inclusi i diritti delle donne, i diritti dei bambini e i diritti degli schiavi;
  3. Cilindro di Ciro il Grande, 539 a.C.
    Nel VI a.C. Ciro il Grande, sovrano dell’Impero Persiano (attuale Iran) affronta il concetto di diritti dell’uomo.
      Dopo la conquista di Babilonia (attuale Iraq) nel 539 a.C., il re fa emanare il testo scolpito sul “cilindro di Ciro“, esprime rispetto per l’uomo in quanto tale e promuove una forma elementare di libertà e tolleranza religiosa. Esso viene considerato   la “prima carta dei diritti dell’uomo” (…) io abolisco i lavori forzati […] ( Ciro il Grande, 539 a.C.)4. Pitagora (570-495 A.c.) V sec a.C.
    Pitagora (570-495 A.c.) V sec a.C.( Crotone in
    Calabria) “ Pitagora ed Empedocle avvertono che tutti gli esseri viventi hanno eguali diritti, e proclamano che pene inespiabili sovrastano a coloro che rechino offesa a un vivente » (Cicerone )
    Le donne erano ammesse alle riunione e avevano diritto di parola.
  4. Aśoka il Grande  nel III secolo a.C.
       Durante il regno di Aśoka  il Grande  nel III secolo a.C. in India , furono stabiliti diritti civili senza precedenti.
    Durante il suo regno egli perseguì una politica di nonviolenza (ahimsa) e rispetto per la vita animale (ad esempio forme di uccisione o mutilazione non necessaria di animali, come la caccia per divertimento e i sacrifici a carattere religioso o la castrazione, furono immediatamente abolite).
      Egli trattò i suoi sudditi come uguali indipendentemente  dalla religione, casta o attività politica,che svolgessero. Costrì  ospedali  e scuole superiori. Definì i principi di non-violenza, tolleranza religiosa,  rispetto verso gli insegnanti e i genitori, umanità verso i servi (la schiavitù non esisteva in India a quei tempi), generosità verso il prossimo, benevolenza verso i colpevoli.( Pilastri di Aśoka)
  5. Testi sacri: Veda (2200 a.C.); Tanakh (1030 a.c.)
    I diritti umani sono stati fissati nei testi religiosi: i Veda induisti (2’200 a.C.), il Tanàkh ebraico (1’130 a.C.).7. Rispetto dell’uomo da 200’000 anni.
    Formalmente, e messi per iscritto, gli Analecta  di Confucio (551-479 a.C.),  sono tra gli   scritti più antichi che affrontino la questione dei diritti e doveri dell’uomo.
    Ma oralmente e nel comportamento pratico il rispetto
    degli altri uomini in Cina esiste e fu praticato da
    200’000 anni. Ciò ha lasciato traccia in tutte le opere
    dell’uomo cinese.

In Cina  da 200’000 non è mai esistita la schiavitù quale istituzione.
Esistette invece quella particolare forma di schiavitù, generata dai figli abbandonati, che non avendo nessuna base sociale, e  carente formazione antropologica, si vendevano come schiavi. Ma non era una istituzione sociale.
Anche ai quei poveri sventurati l’uomo cinese
si rivolgeva usando il modo indicativo, che usava con gli individui della propria classe. Si noti che nella lingua cinese non esiste né il modo congiuntivo, né ilcondizionale né l’imperativo, esiste invece il modo esortativo.
Tutte modalità di relazionarsi uste del padrone con lo schiavo. Il congiuntivo segnalava lo stato sociale allo schiavo, il condizionale la sua esistenza surreale, fuori della realtà, e  l’imperativo la sua completa soggezione,
la deprivazione di ogni diritto.
Il concetto di diritti minimi riconosciuti alla  qualità di essere umano, i cosiddetti diritti naturali, è molto antico e  diffuso su tutto il pianeta: in Asia, Medioriente, in Africa.
  La caratteristica principale dei diritti dell’uomo è il fatto che essi venivano riconosciuti e tramandati  oralmente  e in taluni paesi anche per iscritto. E poi praticati universalmente.
L’unanimità è una specie di fonte della legittimità di questi diritti.

  1. Sul piano della riflessione teorica, i filosofi greci,
    Aristotele (394-322 a.C. e gli stoici,  affrontano per primi questo tema affermando l’esistenza di un  diritto naturale, cioè di un insieme di norme di comportamento la cui essenza l’uomo ricava dallo studio delle leggi naturali.

Nel I secolo a.C quando storicamente emerge  l’impero romano fino al 420 d.c., anno della sua caduta, in esso
vengono perpetrate solo barbarie e barbarie.
Essi fanno compiere all’uomo una involuzione culturale
catapultandolo indietro di olre  12’000 anni.
Essi sviluppano  e praticano l’economia basata  sulla schiavitù, e marginalmente  praticano l’agricoltura
e l’artigianato. Gli schiavi erano ex-uomini liberi,
deprivati dei ogni diritto umano,  resi schiavi per
conquista di guerra. Ossia resi schiavi con la forza e contro le norme all’epoca vigenti in tutto il mondo.

 

  1. 2. MISERRIMA ECONOMIA

    L’economia romana era basata primariamente sulla schiavitù, sul lavoro degli schiavi, conquistati in guerra.
    Roma pullulava di schiavi. Questi erano ex-cittadini di altri paesi,  che i Romani avevano conquistato con la violenza delle armi, deprivati di ogni diritto umano,
    trasportati a Roma con la forza, e ridotti a macchina di produzione. Essi non vivevano la loro vita, ma solo vegetavano.
    A Roma c’era la disoccupazione, la difficoltà di procurarsi generi di sostentamento, il fatto di abitare in ambienti privi delle condizioni minime di igiene e dai locali molto ristretti ( vedi un campione a Pompei ).
    Nonostante che in  Cina fossero state  fatte numerose invenzioni anche nel campo dell’agricoltura,
    che innalzarono la produttività e il tenore di vita,
    a Roma esisteva miseria e povertà, eccetto per le famiglie patrizie.
    Dal I secolo a.C.  fino al 1800 d.C. l’economia
    romana crebbe sempre solo dello 0,8%  annualmente, nonostante che  fossero state fatte numerose invenzioni anche nel campo dell’agricoltura, che innalzarono la produttività.
    Ciò dà la misura della miseria dell’economia romana.
    Nel medesimo periodo l’economia invece prosperava e cresceva  in Cina.
  2. Istituzione della schiavitù

I Romani istituirono la schiavitù, che era stata superata  in altri popoli del pianeta, in India, in Cina,
violando i diritti umani che in altri popoli oralmente vigevano e venivano praticati da 200’000 anni, come in Cina.  E per iscritto lo erano da oltre 2000 anni.
Il codice del re di Ur, risale al 2050 a.C., il codice di Hammurabi al 1780 a.C. ecc
Basta leggere quante città Cesare (Guerra Gallica, 50 a.C.)) rase al suolo, e le donne che si inginocchiavano supplicando di risparmiare loro la vita,  e di cui egli   mena vanto  esibendo la sua spietatezza.
Basti pensare alle centinaia di città che i Romani assoggettarono solo per depredarle, le città rase al suolo:  Cartagine in Tunisia(146 a.C.) Masada (72 a.C) in Israele,  dove le mamme preferirono mangiare le carni dei loro figli pur di non  arrendersi ai Romani.
Ci furono innumerevoli altre barbarie  perpetrate dai Roani.
Ancora negli anni ’50 del 1900 nelle scuole queste mostruose atrocità venivano raccontate con aria trionfalistica ed esaltanti.

 

 

  1. I massacri del circo e
    la restaurazione del cannibalismoGli imperatori  istituirono i combattimenti del circo
    dove  uomini  erano costretti  a  macellarsi  reciprocamente.  Era lo spettacolo dell’orrore.
    Un mattatoio in pubblico, esaltato, dove alcuni uomini godevano.

Le lotte dei gladiatori  costituivano un mezzo per evitare che  depressione e disperazione spingessero gli individui delle classi più povere a provocare rivolte e sommosse contro gli imperatori o i loro rappresentanti.
Gli imperatori  organizzavano  spesso i combattimenti tra gladiatori per distrarre la plebe romana dai gravi problemi eistenziali  e dalle sofferenze delle loro miserie
e dare più stabilità al loro potere, di cui i Romani non si curavano o non sapevano risolvere.

 

fig 1: I Romani godevano vedere macellare atrocemente
altri uomini, e alcuni bevevano il sangue dei gladiatori morenti( restaurazione del cannibalismo).

  1. PatriarcatoNella società romana vigeva il patriarcato
    nel quale la donna era oppressa e asservita al marito.

 

  1. Insustistenza di cultura: letteratura,
    filosofia e scienze varie.

I Romani eccelsero solo nell’arte e nella ingegneria
militare. In tutti gli altri settori della cultura
furono  mediocri o miserabili. Nella letteratura
nella storia imitarono i Greci, e di loro non resta nulla,
se non mediocri cronache dell’epoca.
L’Eneidi fu un plagio dell’Iliade   di Omero. Così fu di altre opere letterarie o filosofiche.
Gli storici moderni generalizzano ed estendono l’eccellenza militare a tutti i settori della cultura e della civiltà, ed esaltano la loro “grandezza dei Romani”.
Ma in verità e in realtà l’unica grandezza che essi ebbero
fu quella  militare. Culturalmente compirono una involuzione antropologica di oltre 12’000 anni  abolendo tutti i diritti umani, restaurando la schiavitù che in altri paesi era  stata abolita anche formalmente da alcuni millenni, portando povertà anche nelle province da loro amministrate.
Aveva instaurato la pace romana ( pax romana) ma con la forza delle armi, deprivando alcune classi sociali dei loro legittimi ed etici diritti.
In paesi autenticamente civili, la schiavitù come istituzione non era mai esistita, come in  Cina.
Ciò lascia traccia anche nella lingua latina, dove esiste il modo congiuntivo, il condizionale e l’imperativo. Questi erano i modi con cui i membri della classe padrone si rivolgeva ai membri degli schiavi.
Gli storici, pseudogeni imbecilli, hanno scotomizzato e travisato la storia, esaltando la barbarie dei Romani come “civiltà superiore” o “grandezza romana”. E da essi  nei tempi moderni sono sorti i dittatori e i conquistatori internazionali: Mussoli con il fascismo e le decantate conquiste d’Africa,  e gli interventi  militari in Iraq da parte di politici nel 2003  d.C. e seguenti, guerra che dura ancora oggi.
E oggi a scuola il bullismo. Esso è il culto della violenza e il sequestro dei diritti umani di altri uomini
mediante la violenza, contro ogni criterio logico e razinale.

Gli storici sono quelli che formano e plasmano i Romani moderni a scuola ,  mimetizzati dietro pretesti vari.
Quelli che istigano a ripetere  le “gesta” dei Romani. La mentalità, gli atteggiamenti predatori dei Romani sono caduti solo formalmente. Mussolini in Italia contro cittadini inermi e in Africa. Basti pensare  agli orrori ( mutilazioni e ruberie ) che i soldati italiani hanno compiuti in Somalia, Eritreia, Libia, raccontate di soldati testimoni oculari,  e che gli storici e i giornalistucoli    merceneri ignorano.  E quelli che hanno compiuto nel 2000 in Iraq e altrove.
Queste mostruosità, questi orrori vengono tramandati
esaltati, magnificati nei licei classici, dove da soggetti pschiatrici, pseudogeni imbecilli e predatori, la romanità viene celebrata come superiorità da emulare. Dove ancora sognano della “terza Roma”, della “quarta Roma”
“della grandezza romana”.
Una filone dell’eredità romana è il bullismo
e oggi del cyberbullismo, una nuova modalità con cui il bullismo  viene attuato nel comportamento dei giovani.

RIEPILOGO

La cultura  sull’impero romano  è un fattore  patogeno, diseducante,
disformante, patogeno, psichiatrizzante. I romani sono modelli sociali
negativi.
I  valori e  i principi  coltivati e praticati dai romani si depositano nell’inconscio
e da lì influiscono sul comportamento generando le medesime nefandezze
compiute dai Romani.
La cultura romana offre un   modello di uomo negativo, primitivo e barbarico.
E quindi corrompe la società moderna.
Pertanto essa deve esser abolita non solo  per  ragioni linguistiche,   non avendo  nessun effetto sulla intelligenza e sull’apprendimento della  lingua italiana e di quelle straniere. Ma non ha nessun valore sulla personalità.
Essa è corruttrice.
Ha favorito l’insorgenza del fascismo in Italia( la “seconda Roma” “la terza Roma”, ).
Nel 2003 ha favorito la  partecipazione  nell’invasione dell’Iraq, anch’essa esaltata  come un valore positivo. E, se l’idolatria della cultura romana continuerà,  favorirà altre imprese scellerate.

Un derivato della “grandezza romana”   è  il bullismo ossia  il culto  della violenza  e del  sequestro dei diritti umani  di altri individui.  Coloro che sostengono  “la grandezza romana”  sono gli stessi che  implicitamente rinforzano e perpetuano il bullismo  con i fatti. Salvo poi sul piano retorico  a riversare  fiume di parole di “condanna”.
   Alla rivelazione della barbarie e della psicopatologia dell’uomo romano, noi preferiamo l’epifania animale (Marchesini, 2015)
Al posto delle barbarie  dei Romani noi proponiamo le pagine luminose di:
de Waal, F.: (2001): Naturalmente buoni. Il bene e il male nell’uomo e in altri animali.
de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.      Evoluzione e  moralità.
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni dalla  natura per una società più solidale.

BIBLIOGRAFIA

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A.A.,(2007), General Linguistics, RAI-3.
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Inglese in due anni. Cinese in tre anni.
Caprara, G. ( 1998): Breve storia delle grandi
scoperte scientifiche.   Milano,  Bompiani
(Brief History of Great  Scientific Inventions)

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Norton, London
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Freiburg, Herder
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Komponente mathematischer Fähigkeiten.In: Mitter,
W.(Hrg),(1974): Didaktische Probleme und Themen in der
UdRSS.  Hannover: Schroedel p. 425-437
de Waal, F.: (2001): Naturalmente buoni. Il bene
e il male nell’uomo e in altri animali
.
Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.
Evoluzione e  moralità.
  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni
dalla  natura per una società più solidale.

Garzanti, Milano

 

FINE

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