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IL DELIRIO A SCUOLA

IL    DELIRIO    DEI    PEDAGOGISTI 
 
     Il delirio  è una sindrome ossia un insieme di sintomi, tra cui un disturbo nella
coscienza e cognizione generato  da uno stato di stress, ossia un deficit esistenziale, che il soggetto
 non riesce a dominare e risolvere.  Il delirio costituisce il tentativo di risolvere  lo stress medesimo, dall’inconscio espresso in codice analogico, ossia espresso  per simboli onirici,
 che invadono l’Io conscio, scompigliandolo.  (Lalli, 2001; Scharfetter, 1972, 1974; )

Il disturbo principale colpisce il pensiero.
“Il delirio è caratterizzato  da un errore di giudizio
non correggibile  dalla critica e dalla esperienza e da un atteggiamento autecentrico del paziente: ovvero sia il paziente si pone al centro di quel mondo che non riesce più a decodificare  in maniera corretta” ( Lalli, Manuale di Psichiatria, 2001, p. 1183)
Le immagini che compiono nel delirio sono dei simboli prodotti dall’inconscio, simili a quelli che compaiono nei sogni, anch’essi prodotti dall’inconscio. (Scharfetter, 1974).
Gli oggetti che compaiono nel delirio  non esistono nella realtà  esterna , compensano quello che manca al conscio,  assumendo funzione compensatoria.
Creati dall’inconscio come i simboli nei sogni, gli oggetti del delirio vanno interpretati quali simboli onirici.
Il delirio ha notevole rilevanza nella cultura, poiché
è stato interpretato in modo strampalato  dal cristianesimo.  I teologi hanno visto nel delirio la “manifestazione  della divinità”, di un ente estraterreste, soprannaturale, attribuendo al questo fenomeno  una valenza soprannaturale. In realtà la scienza della psichiatria, con il supporto dei fatti,  lo ha classificato come un fenomeno patologico, conseguente a uno stato esistenziale traumatico, che produce molta sofferenza al paziente vittima di esso. Ecco alcuni esempi.

CASO CLINICO-1: DELIRIO DI “ONNIPOTENZE E ONNIBENEVOLENZA”

Negli anni ’60 del 1900 in Svizzera un operaio viene licenziato, e  finirà  letteralmente sul lastrico.
Esplode il delirio. In stato di confusione mentale gira caoticametne di qua e di là gridando e ripetendo: “Dio è onnipotente, …Dio aiuta… Dio è onnipotente, …Dio aiuta…”” .  Dalla polizia trasportato in clinica  psichiatrica, dove, per sua fortuna, lavora il prof Scharfetter, un eccellente terapeuta. Il quale
decodificando  il messaggio dell’inconscio, capisce che
il paziente ha bisogno di un lavoro che non trova.
Incarica l’assistente sociale di trovagli un lavoro.
Dopo  pochi giorni il lavoro è trovato, e il prof Scharfetter lo annuncia   al paziente. Il delirio, la confusione mentale e l’agitazione  recedono rapidamente sicchè  la somministrazione dei farmaci sedanti  può essere  sospesa.  Alcuni giorni dopo il paziente può esser anche
dimesso dall’ospedale, con il suggerimento di seguire
la psicoterapia, allo scopo di imparare  come mantenere il posto di lavoro. Non basta aver un lavoro, occorre anche saperlo mantenere.
Il prof Scharfetter, decodificò i simboli  “dell’onnipotenza e onnibenevolenza  di dio”   che tradotti in concetti suonano:” Esiste qualcuno talmente potente e talmente benevole  da dargli un lavoro”
Il prof Scharfetter   assunse questo ruolo  e il dramma fu risolto. I farmaci, “le polverine variopinte “ ( Bossi 1972)  divennero superflui.
In questo caso i farmaci sedanti costituivano una
un trattamento sintomatico del dramma,  con effetto   temporaneo, mentre la mancanza del lavoro (e l’inabilità a saperlo mantenere)( causa scatenante del delirio) il trattamento causale.  Quello sintomatico  perpetua la malattia, la crisi, il dramma,  mentre quello causale  li elimina, rimuove  integralmente e permanentemente.

CASO CLINICO-2: LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI

In Pietro lo stress fu costituito da deficit psico-sociale, (bambino abbandonato, affetto da deprivazione affettiva, di cure parentali e di modelli sociali), e dalla sua bassissima  intelligenza, a livello di imbecillità
a margine della cretineria.

a) Delirio di persecuzione contro gli Ebrei, da lui accusati di deicidio.
a) credenza che le immagini di Gesù, apparse nei sogni
fossero  una persona obiettiva tridimensionale.
b) gli Ebrei non uccisero mai nessuno.
Le immagini di Gesù  furono solo  un sogno,
delle immagini notturne.
Per duemila anni (leggi duemila anni) il papato  ha fatto suo  il delirio di Pietro senza filtro critico  e lo ha perpetuato perseguendo in tutti i modi  gli Ebrei.  Dopo di che  attribuisce a Dio e a  Gesù   “sapienza , amore e potenza infiniti” , che non si sono scomodati  di  sussurrare  dietro l’orecchio ai papi: “Grulli, gli Ebrei  sono anche figli miei..non dovete torturarli….”

 

CASO CLINICO-3:   IL   DELIRIO   DI   B.  CROCE    E   DEI    PEDAGOGISTI.

In  B. Croce (1866-1952)  filosofo idealista, enunciatore dello storicismo assoluto, che sta alla base della istruzione italiana,   lo stress fu generato dalla sua bassa intelligenza che gli precludeva la via alla comprensione dei fenomeni che descriveva:  l’apprendimento e l’insegnamento.
Dodato di memoria verbale discografica, ma di bassissima intelligenza enunciò giudizi risultati sempre falsi. Fu inabile prima  a capir, cogliere i problema della  filosofia, inventando l’idealismo, un reciclagio della Bibbia,  e fu inabile dopo  a correggerlo. Donde insorse il delirio, il cui oggetto era Dio.
B. Croce passò gli anni della vecchia afflitto dal
delirio di cui, nonostante la sua  filosofia, non seppe
guarirne.
I pedagogisti, suoi seguaci,  ripetono  le sue
stupidaggini, senza filtro critico. Per spiegare
i fallimenti scolastici danno la colpa agli studenti.
Come gli sciamani e i teologi, oggi i pedagogisti confondono  la memoria verbale con intelligenza.
Abbagliati dal suo vastissimo sapere letterario
(generato dalla sua fortissima memoria verbale)
i letterati e pedagogisti hanno generalizzato la sua eccellenza letteraria anche al settore della
della filosofia e della pedagogia. E ancora oggi
non riescono a liberarsi dalle sue imbecillità
didattiche. E difronte al fallimento della scuola italiana,
vorrebbero restaurare la inquisizione, quando
i portatori di disabilità venivano giustiziati.
Non hanno realizzato che gli studenti non hanno
inventato la didattica, ma  la subiscono e pertanto ne sono vittime. Tale didattica l’ha inventata ed enunciata B. Croce.
I pedagogisti hanno posto i dettati di Croce a fondamento delle loro credenze, e, dopo un secolo di fallimenti,  non riescono a liberarsi di essi.

Sono in stato di delirio.
“Il delirio è caratterizzato  da un errore di giudizio
incorreggibile  dalla critica e dalla esperienza e da un atteggiamento autecentrico” (Lalli, 2001 ).
Ecco la fonte del delirio: la mania di protagonismo.
Essi vogliono restare protagonisti della scuola. E non ne hanno  né la competenza  né lo strumentario.

CIABATTINO   NON  ANDARE  OLTRE  LA    SCARPA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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