Home / Formazione insegnanti / PSICOLOGIA E DIDATTICA

PSICOLOGIA E DIDATTICA

CASO DIDATTICO-1:   Abuso   della   sensualità
     e   fallimento    apprendimentale.

   Uno scolaro 14.enne, ripetente della II media non impara
 a scuola. L’insegnate di italiano sollecita i genitori di 
 farlo ritirare dalla scuola e mandarlo a lavorare per
 “inabilità allo studio”.
     Dall’esplorazione  risultò quanto segue.
     Giacché la mamma cattolica gli aveva proibito di fruire
 delle sensualità, lui per una settimana “ubbidiva” alla  madre”, astenendosi di ogni attività sessuale.
 La settimana successiva perdeva il controllo e si masturbava  6-7 volte al giorno, pari  a 47-48 volte a settimana.
 Ciò lo aveva debilitato a tal punto che alla seconda media fu bocciato e ora alla  ripetizione della II classe,
 rischiava di essere  di nuovo bocciato. 
    Invece di ritirarlo dalla scuola, i genitori consultare uno psicologo e venne dal sottoscritto.
 Il quale dopo l’esplorazione e l’accertamento che la causa principale del fallimento apprendimentale

era l’abuso della sensualità e non  “la inabilità” espressa dall’insegnante d’italiano, propose  al ragazzo di rivedere i principi dettati dalla madre.

Dopo aver elogiato la personalità della madre che lavorava per il figlio, lo manteneva allo studio,
e voleva elevare il suo stato sociale, e che possedeva molte virtù, il sottoscritto criticò un solo principio di lei: la concezione  sulla sessualità. Giacché il ragazzo fu d’accordo su questa linea, propose con la psicoterapia di modificare solo questo principio, che danneggiava la sua personalità e la carriera scolastica.
Da una parte rinforzò l’atteggiamento morale, il rapporto  con la madre, e la stima verso la figura di autorità che incarnava la madre, e dall’altra    criticò un solo punto quello sulle sensualità, che peraltro   non lo aveva inventato lei, ma lo aveva ricevuto dalla cultura dominante in Italia: il cattolicesimo.
La madre è il pilastro della personalità sana.
Quando questa manca o è patologica, insorgono le terribili
malattie descritte dalla psichiatria ( Arieti, 1972; Lalli,
2001; Scharfetter 1974;, Aujouraguerra, 1972 e altri) e criminalità.
RISULTATI: dopo tre mesi di terapia il ragazzo mise sotto controllo la sensualità, fruendone una volta al giorno
sicché riusciva a concentrarsi e a seguire la lezione con profitto. Successivamente, a sua richiesta, il sottoscritto
fece lezioni sulla grammatica italiana, applicando il rinforzo segnaletico, che gli permise di recuperare  in 6 mesi  il deficit che presentava.
Alla fine dell’anno fu promosso con la sufficienza;
e alla III media raggiunse il 7 in tutte le materie e 8
nella matematica  in cui aveva talento.

METANALISI.
a) Se avessi applicato i principi di san Milani, “quello che non puoi non fare” sarebbe dovuto restare nello stato
selvaggio di ignorante, lasciare la scuola come aveva
suggerito l’insegnante di italiano, “esperto di pedagogia”
che aveva chiesto la  sua espulsione dalla scuola.
b) “Educazione”  di un criminale.
Se avessi applicato il principio di san Milani
(“l’ubbidienza non è più una virtù” = abolire la
morale) avrei innescato  una reazione a catena che lo
avrebbe portato alla immoralità e  poi alla criminalità.
La  malattia mentale  inizia con un “risentimento”  che ripetendosi
può portare alla paranoia, sviluppando criminalità
(Scharfetter, 1974)
Tre anni dopo, il padre mi informa che il ragazzo
si è iscritto alle scuole tecniche, dove riesce
benissimo, specie nella discipline scientifiche.

  1. c) Il doposcuola non può essere fatto nella classe
    dei pari, poiché richiede il rinforzo segnaletico.
    I compagni che conoscono già una tematica, non possono ripeterlo, e sprecano tempo nell’assistere al rinforzo
    segnaletico, che richiede molto lavoro sia da parte dell’insegnante che dello scolaro.
    Nelle scuole tedesche, gli scolari che presentano
    insufficienze rispetto ai compagni, vengono mandati
    in classi speciali, e con i metodi  psicologici
    appropriati vengono aiutati a raggiungere il livello
    dei normali. Solo allora vengono riammessi nelle classi.
    Questo è un trattamento causale del problema, che
    elimina il deficit,  mentre quello di san Milani uno sintomatico, che lo perpetua, con grave nocumento per lo scolaro medesimo.
    Giova ripetere anche ai pedagogisti: ciabattino non andare oltre le scarpe!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Facebooktwitterrssyoutube

About Francesco Bertelli

Check Also

RELIGIONE E SCIENZA A CONFRONTO

SANTITÀ    E    NORMALITÀ. TEOLOGIA    E     SCIENZA.       fig …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *