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ALLA SCOPERTA DELLO AUTENTICO GESÙ

L’   AUTENTICO      GESÙ.

 


fig. Ricostruzione del volto psicotico di Pietro secondo la medicina forense del dr. Ninive
fig. 1:   Ricostruzione del volto psicotico di   Gesù  secondo la medicina forense del dr.  Ninive
 
    Ci sono milioni e milioni di pubblicazioni su Gesù.
    Chi dice che Gesù fu  una favola. Non è mai esistito. Questi sono gli atei.

Chi dice che Gesù  esistette in carne, ossa e spirito autonomo. Questi sono i fedeli. A chi bisogna credere?

ALLA   RICERCA    DELL’  AUTENTICO    GESÙ.

In verità Gesù fu un simbolo onirico nei sogni di Pietro,  raccolti in una delle grotte di Qumran dove egli vivette e dormì  tra il 26 e il 30  E.C.
Come uomo o mente autonomi non è mai esistito,
come figura bidimensionale di uomo, fotografia di uomo
è esistito. Ma esistette solo nella psiche di Pietro.
Egli fu costruito dall’inconscio di Pietro medesimo,
assemblando vari pezzi di uomo presenti nel magazzino
delle immagini, residente nel suo lobo occipitale.
Come il Virgilio-sognico nella Commedia di D. Alighieri.
Come il drago di Dante  nella Commedia costituito da cinque
parti differenti di animali assemblate insieme, e costituenti un mostro che non esiste nella biologia.
Comunque  solo all’interno della sua psiche, quindi
all’interno del suo cervello e all’interno del suo cranio.
Quale fotografia di uomo prodotta dall’inconscio di Pietro medesimo è esistita. Come tale egli presenta tutti i tratti della personalità psichiatrica di Pietro. Pietro  fu affetto della sindrome abbandonica, devoluta in paranoia, antisocialità, mania-depressione, imbecillità, disabilità mentale. E Gesù, inscritto nella  sua personalità, presenta  i medesimi tratti:  sindrome abbandonica,  devoluta in paranoia, antisocialità, mania-depressione,  imbecillità, disabilità mentale.
Gesù fu  “sommo odio, somma imbecillità, somma impotenza”.
   Gesù, quale funzione psichica,  incarnò l’intelletto di Pietro nel periodo dal 26 al 30  E.C. mirante a risolvere le gravi disfunzionalità della sua mente devastata dalla sindrome abbandonica e a liberarlo dalle acutissime sofferenze generate  da quello stato. Il tentativo di soluzione con i mezzi a sua disposizione all’epoca.
E con bassisima intelligenza, il che costituì un ulteriore
impedimento  alla ristruttura cognitiva del suo dramma.
Una terribilissima condizione.  Una condizione orrendamente disumana.
“Caratteristica dei neonati dell’uomo è il bisogno fondamentale di stabilire rapporti soddisfacenti fin dai primi giorni di vita. . . .
da questo primo passo discende il successivo rapporto oggettuale. L’atteggiamento che il neonato sviluppa nei confronti della madre influenza la sua capacità di controllare la reattività di base, capacità che porta ad uno sviluppo normale durante la maturazione e la crescita. Il processo si evolve partire dalle soddisfazioni sia orali, sia connesse ad un contatto parziale, per arrivare a quelle in cui la persona si identifica nella sua totalità. Il fatto  che le reazioni emotive del bambino siano più o  meno sane dipende  dal trattamento  fisico ed emotivo più soddisfacente  che riceve” ( Kahan, 1974, p. 7)
Ecco l’origine delle malattie mentali di Pietro e
di quelle di Gesù. Pietro fu un bambino abbandonato appena nato ed esposto a Qumran, l’orfanatrofio di Gerusalemme.
Reattivamente  alle deprivazioni insorsero i disturbi
per immagini narrate nel Vangelo, e a cui il suo intelletto (Gesù)  cerca di porre rimedio.
Deprivato da accettazione, da relazioni affettive, e da una famiglia, Pietro ora cerca di costruisce una famiglia vicaria: la setta dei cristiani.
In stato di estrema impotenza, il suo inconscio costruisce  un ente onnibenevolente, onnintelligente, onnipotente (sommo amore, somma intelligenza e sommo potere”) tale che possa aiutarlo e tirarlo fuori dall’abisso in cui da altri è stato precipitato.
Da altri: i genitori irresponsabili e criminali:
prima sesso selvaggio e poi abbandono del  neonato.
I quattro anni di meditazioni avvengono in stato di delirio.  Pietro divenne delirante. i sogni del Vangelo
sono stati creati in stato deliranti.
Gesù è il prodotto della  psiche di Pietro, affetto
da delirio per le sue terribilissime condizoni.
L’onnipotenza attribuita a Gesù da teologi pseudogeniali e imbecilli, è frutto del delirio di Pietro in quell’epoca.
Gesù, quale simbolo onirico, fu prodotto dal suo inconscio, in stato delirante.
Il delirio è una sindrome generata da uno stato di forte stress, da uno stato traumatico che l’Io conscio non riesce a dominare.
“Il delirio è un errore di giudizio incorregibile  dalla critica e dall’esperienza  e da un atteggiamento
autencentrico del paziente. Ovvero il paziente si pone al centro di quel mondo  che non riesce più a decodificare
in maniera corretta, che non riesce a controllare”

(Lalli, 1998, Psichiatria,  p. 1183)

 

RIEPILOGO

Gesù fu un simbolo onirico creato dall’inconscio di Pietro, in stato di delirio nel periodo dal 26 al 30 E.C.
L’onnipotenza di amore, sapere  e potere non è un fenomeno obiettivo, ma solo una entità fantastica  creata dall’inconscio per sedare l’Io conscio in stato delirante.
Gesù fu il prodotto della mente  delirante di Pietro
sconvolta dalla sindrome abbandonica
.
Successivamente teologi, pseudogeniali ma imbecilli,
carenti di giudizio e senso critico, hanno creduto che quella entità fosse obiettiva, reale esistente “nell’alto dei cieli”  e hanno inventato Gesù quale Dio.
Gesù fu dichiarato dio nel IV secolo E.C., dopo 400
anni di guerriglia teologica. È l’artefatto di soggetti
psichiatrici.
Essi hanno solo contemplato e giustificato  i deliri
di Pietro.  Hanno giustificato le assurdità create
da Pietro, anche quella del “deicidio”, ossia “dell’assassinio  di Gesù da parte degli Ebrei,
sul monte  cranio” (Atti, 2).
Codesti teologi furono talmente imbecilli  da non vedere
che Gerusalemme è stesa  su una pianura e lì non vi è nessun “monte” ma solo una pianura.
E i teologi continuano a delirare ancor oggi, ripetendo
le assurdità del Vangelo, frutto dello stato delirante
della psiche di Pietro all’epoca dei sogni del Vangelo.
Quella elaborata da Pietro e messa in bocca a Gesù fu
un trattamento sintomatico del suo dramma e delle sue malattie mentali. Quello sintomatico perpetua il dramma, la malattia, le sofferenze.
B:    ELABORAZIONE    CAUSALE    DEGLI     SCIENZIATI

Al contrario gli scienziati hanno applicato una
trattamento causale al dramma di Pietro: la sindrome abbandonica.
Gli scienziati hanno elaborato mezzi per prevenire
figli in esubero insostenibili  affettivamente,
economicamente, pedagogicamente, nei quali sarebbero
insorte le medesime malattie e le medesime sofferenze
patite da Pietro, lo sfortunto.
Così sono scomparsi figure come Gesù, Dio e
compagni, onnipotenze fasulle e trascendenze.
L’uomo non ha bisogno di enti soprannaturali
divini e trascendenti. Gli bastano gli scienziati che
curano efficacemente i suoi mali.

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