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L’ AUTENTICO FRANCESCO DI ASSISI

ALLA    SCOPERTA     DELL’   AUTENTICO FRANCESCO  DI    ASSISI  (1184-1226)

 

 

 

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Fig. 1:  Francesco di Assisi, malato di corpo e di mente, sofferente, dalla Chiesa
sfruttato quale strumento di propaganda e potere politico.

 

INDICE
1. Superuomo secondo i teologi
2. Accertamento
3. Causologia ( diagnosi)
4. I sogni rivelatori
5. Trattamento sintomatico
6. Gesù negativo modello sociale per i giovani
7. Modello alternativo

Fondò il primo istituto di disabili mentali e fisici,
denominato “ordine dei minori”, analogo alla setta dei cristiani che aveva la medesima causa e il medesimo fine
di Pietro, il produttore del Vangelo.

Francesco  ha proposto una elaborazione   sintomatica  del suo dramma
mentre e gli scienziati hanno avanzato un’elabora causale,

eliminando definitivamente  ulcera, epatatite e disabilità mentale, a cui però i teologi imbecilli  e la chiesa si sono opposti.

ASSIMILAZIONE (Piaget, 1942)
Dopo aver rotto con i normali, con cui non legava, Francesco  creò  una ambiente  sociale simile al sujo,
nel quale viveva alla meno peggio, e potè instaurare andanti relazioni umane.
Ci?o losoccorso ad eliminarfe dllasua mente paranoia e megalominia,
A: Francesco, un superuomo e Rodolfo Valentino
secondo i teologi.

I teologi, pseudogeni imbecilli e affetti da delirio di dominanza e padronanza, hanno dipinto Francesco come un superuomo in tutte i settori della vita. E lo hanno
dichiarato patrono d’Italia: “il vero”  uomo italiano
A loro dire, Francesco fu un ragazzo felice, superfelice fra altri felici, un puttaniere, anzi il puttaniere  dei puttaniere del medioevo, in un’epoca in cui era di moda
lo  studente gaudens e gonnolliere.  A loro dire, tutte le donne del medioevo si innamorarono di lui, erano pazze di lui del suo corpo atletico e palestrato.  Francesco fu il Rodolfo Valentino del medioevo,  un divo. Il divismo non
fu inventato ad Hollywood, ma ad Assisi/Italy, sempre a dire dei teologi  ( vedi biografie dei teologi)
ecc…
Fu il faro di luce divina che illuminò  la chiesa e l’uomo italiano nel medioevo.
In realtà e in verità Francesco fu un povero sventurato
ammalato fisicamente e mentalmente, torturato da molti
dolori fisici e sofferenze psichiche, di cui non riuscì a liberarsi, nonostante i molti tentativi fatti.

 

B:  AUTENTICA BIOGRAFIA  DI FRANCESCO DI ASSISI

 

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fig 2:  Ulcera allo stomaco  produce fortissimi bruciori,  e, se acuta,     sputi di sangue.

Francesco di Assisi   fu affetto da ulcera  gastrica che gli ispirarono “digiuno” e “solitudine”, che teologi  invece attribuiscono all’ ispirazione divina” e ai colloqui con Gesù.
Francesco fu “visto spesso vomitare e sputare sangue”
da laici, che lo hanno raccontato.
Il sangue proveniva dallo stoma ulceroso, il vomito dal fegato affetto da epatite virale.

 

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fig. 3:   Fegato affetto da   epatite virale   che impedisce  la metabolizzazione  dei grassi , e se questi sono in eccesso
produce anche vomito. Francesco fu   anche affetto da epatite virale.
Fu spesso visto  “sputare sangue e vomitare”. Il vomito veniva generato  dall’epatite virale, mentre il sangue dall’ulcera gastrica cronica, di cui fu affetto per tutta la vita.

 

QUADRO CLINICO  di Francesco di Assisi(1182-1226)
(Da:    Remschmidt et al,   1979;    Kahan,   1974)

 

Vita prenatale: cattiva gestazione da parte della madre,
nascita prematura, probabile travaglio
da parto (fratelli sani e normali).
Famiglia biologica: non-accettazione, ostilità,
carenza di empatia e di solidarietà da parte dei
genitori e dei  fratelli.
Imprinting: negativo. Non accettazione da parte della
madre e familiari, relazione conflittuale con
familiari.
Somatogramma: non rilevato.
Altezza: inferiore alla media della sua etnia.
Cranio: più piccolo della media della sua etnia,
probabili lesioni cerebrali.
Intelligenza: disabilità mentale, numerose
“bizzarrie”, anomalie della condotta
conflitti sociali generati  dalla disabilità
mentale.
Suggestionabilità,  credibilità,  ingenuità,  carente senso
critico.
EEG:  non eseguito.
Età ossea: non  rilevata.
Salute: ulcera gastrica ed epatite virale con
sanguinazioni e vomiti.
Sempre malaticcio, debile, infermo.
Fu visto più volte sputare sangue e vomitare.
Sempre malaticcio, salute precaria,
sottonutrizione e denutrizione,  per frequenti
digiuni indiscriminati intrapresi per lenire i dolori.
Stato psichico: depressione, bassa autostima,  evoluta
in megalomania, paranoia verso la madre e il padre
e i cittadini che lo disprezzavano e burlavano.
Suggestionabilità,  credibilità, carente senso
critico.
Identità: privo di relazioni sociali, si identificò
con oggetti esterni e con gli astri.
Trattamento proprio: autononamente scelse come guida
i principi del Vangelo, falsamente interpretati.
Scelse la solitudine e frequenti digiuni
indiscriminati per lenire dolori fisici e sofferenze
psichiche, attribuite all’ispirazione  di Gesù.
Professione: monachesimo per lenire sofferenze corporee,
e disprezzo sociale interpretato come “ispirazione
divina”Assimilazione: assimilò l’ambiente sociale
alle sue condizioni patologiche, fondando un
ordine di monaci, affetti da   disabilità mentali
come le sue, con i  quali  sviluppò andanti relazioni.
L’ordine dei monaci gli servì quale famiglia vicaria
al posto della famiglia  biologica che lo aveva
espulso (Piaget, 1941).
Professione: nessuna. Visse di elemosine che ripagava
con la promessa del paradiso.Motivo dell’intervento clericale:
allucinazioni generate da isolazione sociale
e deprivazione affettiva, interpretate quale
“visioni divine”.
Ombra, sosia-inconscio: Gesù, autolesionista
Delirio di dominanza e padronanza.
Attesa di vita:  morte precoce, età 44 anni.

 

C: ACCERTAMENTO (diagnosi)su Francesco di Assisi.
Francesco di Assisi (1184-1226)  fu un soggetto psichiatrico gravemente ammalato di corpo e di mente,
classificabile quale:   FRANCESCO   L’IMBECILLE   TEOLOGIZZANTE.
Presentava  nascita prematura, ulcera allo stomaco,  epatite virale, morbosità e debilità  croniche.
Statura inferiore e cranio  piccolo rispetto alla media della propria etnia, nato da parto prematuro, con probabile lesioni cerebrali, ( genitori e fratelli sani e normali) reazioni di evitamento, scarso contatto con la realtà.
(Manca la radiografia delle ossa).
Stigmate alle mani.
Morte precoce a 44 anni.
Psichicamente  presentava  disabilità mentale, paranoia,  megalomania, ripetute crisi di allucinazioni acustiche e visive, marcata antisocialità,  miserrima e  primitiva personalità, schizoidea borderline
(Aujouraguerra, 1972;   Corboz, 1974; DSM-IV, 1996;   Kahan, 1974;  Lalli, 1998;  Lutz, 1963; Remschimidt, et al, 197;   Scharfetter , 1974).

Paranoicamente odiò  suo padre e sua madre,  come fece Pietro per bocca di Gesù: “Odia tuo padre e tua madre, odia tuo fratello e tua sorella..”(Luca, Vangelo). Lasciata la famiglia non ebbe mai contatti con sua madre, né questi lo cercò mai.  Come fecero anche i suoi  fratelli biologici.
Fu  uno sradicato, un disancorato  paranoico (vedi
lupo e la madree con bambino;  il lupo di Gubbio).
Assunse quali principi positivi  norme patologiche
autolesinistiche quali “povertà, ubbidienza , castità”.
La povertà depriva  dal minimo necessari per curare il
corpo, e nutrire la mente.
Come gli schiavi non visse la sua vita, ma soltanto vegetò  soffrendo in continuazione, afflitto dalle sue malattie fisiche e psichiche, a cui non seppe trovare
rimedi efficaci. Ma che addirittura aggravò adottando
misure che esacerbarono  le sue malattie fisiche,
(ulcera e epatite) e la sua disabilità mentale.

L’ubbidienza danneggia la personalità poiché essa impedisce lo sviluppo e la realizzazione di se stesso

La castità  danneggia la psiche poiché depriva
dalle emozioni erotiche, e dalla corretta gestione del testosterone, un ormone fondamentale  nel corpo umano.
( Rogers,1961; Maslow  1961;  Corboz, 1974; Rubinstein, 1977; Revenstorf, 1982;  DSM-IV, 1996;  Lalli, 1999)
Francesco ha promosso una visione patologica dell’uomo e della  vita: l’uomo deprivato della sua umanità.  Quello dello schiavo deprivato di tutti i suoi diritti fisici e psichici,  e ridotto a una macchina di produzione.
Un uomo senza umanità. Un apparato vegetante come euna pianta, teleguidato dall’esterno da un fantoccio,
che si definisce “ amore infinito, sapienza infinita e potere infinito” detto Dio.
E questa visione dell’uomo ha imposto ai disabili mentali che entrarono nel sua istituzione.

I teologi gli hanno attribuiti qualità  e poteri  che
non aveva: quella di compiere miracoli.
Fu carente di giudizio, è facilmente suggestionabile, credibile, ingenuo. Gli eventi accaduti nei sogni e nelle allucinazioni  furono creduti fatti obiettivi, e trattati come realtà. I simboli onirici furono considerati quali concetti. Così ha travisato la realtà, l’essere e la natura dell’uomo, creando un mondo surreale. Il mondo del divino,  del trascendente messo al posto di quello reale.
( Corboz, 1974; DSM-IV, 1996; Lalli, 1998; Lutz, 1963; Scharfetter, 1974).
Autore di numerose “bizzarrie”, la gente lo disprezzava e lo burlava, sicchè lui progressivamente si ritirò  in “solitudine”  e divenne un eremita. Qualità che i teologi
attribuirono all’”ispirazione divina” dettata personalmente da Gesù, con cui Francesco colloquiava spesso.
Dalla chiesa e dai teologi pseudogeni imbecilli,
è stato dichiarato  santo, e patrono di Italia, ossia un uomo superiore, un campione di umanità, da imitare e

apprezzare.  Un uomo con una dimensione superiore.
la santiotà  secondo la Chiesa è uno stato superiore,
di completa beatitudine, di perfezione. Rispetto a
quale dimensione “perfetto”? Rispetto alle norme degli schiavi, che erano delle macchine di produzione che arricchivano i padroni. Tali norme erano: ubbidienza,
povertà e castità. L’ubbidienza genera l’asservimento alla volontà di altri, del padrone. La povertà genera la rinuncia ai quei mezzi necessari per realizzare se steso e mantenere  la propria salute fisica e mentale.
La castità serve ai medesimi scopi. Dio secondo la teologia
e il Catechismo  cristiano (1992) “è padrone dell’uomo, e
l’uomo deve servirlo….” (Catechismo  cristiano,1992;
Bibbia Tobia, 1999, p. 34).
In realtà fu un uomo senza umanità, deprivato da ogni
umanità.
Francesco  fu un uomo molto inferiore al normale e alla salute mentale, alla media umanitaria,  da ogni punto di vista: fisicamente, psichicamente, socialmente.
Non avendo relazioni sociali neanche con i familiari
si identificò con oggetti esterni e con gli astri,
“suora acqua”, “fratello sole”,  “suora luna”.
Queste relazioni rivestirono  funzione compensatoria.
Il cristianesimo ha creato un mondo trascendente, prodotto  da soggetti psichiatrici: i deprivati, i subdotati, gli abbandonati, i quali per poter esperire quelle emozioni  che erano loro mancate nella prima infanzia, inventarono  una “seconda nascita” nell’aldilà.
Anche Francesco  inconsciamente sognava l’ALDILÀ , “la seconda nascita”,   dove sarebbe  nato sano di mente,  e dotato di superintelligenza, intelligenza geniale,  sano di corpo con una fegato e stomaco sano e senza dolori e un corpo atletico. Un genio e un atleta.
L’aldilà di Francesco  aveva funzione compensatoria
come quello di  Pietro il produttore del Vangelo.
Essendo ipododato cercò un sostengo in un oggetto esterno e lo trovò in Gesù nel Vangelo, descritto quale
“amor infinito, sapere infinito e poter infinito” e
operatore di strabilianti miracoli.  Ignorando che
i racconti  del Vangelo fossero solo dei sogni non delle storie  obiettive, che rispecchiavano le farneticazioni di
Pietro, anche lui gravemente handicappato e malato di mente

 

D: ASSIMILAZIONE

Affetto da gravi patologie fisiche e psichiche
Francesco assimilò l’ambiente sociale alle sue condizioni anomale (Piaget, 1942) secondo lo schema di Piaget:
accomodazione e assimilazione.
Progressivamente ruppe ogni relazione con le persone normali, comprese quelle con  i familiari, e attrasse intorno a sé individui ( primi uomini e poi donne) malati come lui affetti da  disabilità mentali di vario genere.
Fondò l’ordine dei disabili mentali da lui denominati “i minori”, e delle donne disabili mentali, “le clarisse”,
con i quali istaurò relazioni  andanti.
Essi sono l’equivalente  dei “gruppi dei profeti vaganti
in gruppi” ( Bibbia, Samuele, II), e degli istituti dei disabili mentali dei tempi moderni.

 

 

E:  SOGNI e ALUCINAZIONI  DI FRANCESCO

Francesco ebbe  sogni e allucinazioni frequenti.
Sogni e allucinazioni  rispecchiavano i contenuti della sua psiche in una dato momento della vita, dai quali si possono trarre  dati biografici. Sia lui, disabile mentale, che i teologi, anche loro pseudogeni disabili mentali, credettero che gli eventi di quei sogni  fossero accaduti di giorno e non nel sogno; e gridarono al “al miracolo, al miracolo”  come già fecero con i 154 sogni del Vangelo,  di  Pietro e poi dai teologi creduti eventi reali. Donde i presunti miracoli.

  1. Il lupo e le anatre
    2. Il lupo di Gubbio
    3. L’albero con i molti uccelli disturbanti1. Il lupo e le anatre

(Sogno: testo per simboli)     ) “Un giorno S.Francesco mentre pregava vide che una donna fu aggredita da un lupo molto feroce. Mentre  aggrediva la donna, il lupo addentò  il bambino  e se lo portò via. Vista la scena il santo  chiese a delle anatre di rincorrerlo. Le anatre riuscirono nell’impresa, questo avvenimento rimase nella storia francescana, ancora se ne parla”

TRADUZIONE IN CONCETTI

(Testo per concetti)     “Un giorno mentre l’Io conscio di Francesco rifletteva sulla sua vita rivolse il suo pensiero all’odio che portava verso sua madre  nel ruolo di mamma,  che lui, Francesco, odiava  per la cattiva conduzione della gestazione e delle malattie  create durate tale periodo (responsabile delle sue malattie e menomazioni).
Allora  l’Io conscio  rilevò che ora aveva una famiglia, le clarisse, le quali gli erogavano affetto. E allora l’Io conscio desiderò che l’odio, un sentimento che intossicava la sua psiche, si calmasse.  E la paranoia progressivamente si estinse.”

 

  1. SOGNO: Il lupo di Gubbio.
    A Gubbio c’era un lupo che minacciava i cittadini di quella città, i quali chiesero a Francesco di fare qualcosa.
    Francesco si recò alla foresta, e vide arrivare da lui lentamente questo grosso cane. Francesco lo chiamò: ”Fratello Lupo, in nome di Dio ti ordino di non farmi male a me e a tutti gl’uomini”. Quando furono vicini Francesco fece il segno della Croce in bocca al Lupo. Poi Francesco gli disse: “Fratello Lupo perché hai fatto del male ai  tuoi fratelli uomini? Tutti ti odiano Fratello Lupo, hanno paura tutti di te, devi smetterla. Ma io sono tuo fratello e voglio che ci sia pace fra te e gli uomini, cosi sarete tutti tranquilli.”

 

TRADUZIONE IN CONCETTI: LA PARANOIA E SUA ESTINZIONE.

(Testo per concetti):   L’Io conscio era affetto da un odio feroce contro sua madre per la cattiva conduzione della gestazione che  causò  le sue malattie corporee e psichiche, evoluto in paranoia ossia in un sentimento cronico e delirante di odio contro sua madre(vedi sogno del lupo e  le anatre). Più tardi aggiunse l’odio contro taluni cittadini  [che lo disprezzavano e lo burlavano per le “bizzarrie” generate dalla sua disabilità intellettiva”] Più tardi egli rilevò che vi erano anche dei cittadini
benevoli e sensibili che sentivano empatia, solidarietà verso di lui, gli offrivano cibo quale elemosina, sicchè pottette vivere alla men peggio.
E allora riesaminò il suo sentimento di odio residente
nel suo inconscio ( s. bosco) che intossicava la sua psiche. E decise di eliminarlo.
E l’Io conscio rivoltosi al suo inconscio, dove agiva
l’atteggiamento paranoico (odio feroce) verso la madre e verso taluni cittadini dell’Umbria, pensò di toglierlo dal sua mente.
La riflessioni portò buoni frutti, poiché quel sentimento paranoico progressivamente si estinse e Francesco potette vivere in buone relazioni con i cittadini umbri, e avere un pò di ristoro nella sua mente torturata “

 

Il lupo è un simbolo onirico che incarna la paranoia,
un forte sentimento di odio che intossica la psiche del
soggetto.

 

  1. SOGNO DELL’ALBERO CON I MOLTI UCCELLI(Sogno) “Su un albero vi era un folto stormo di uccelli che
    cinguettavano e disturbavano. Francesco invitò gli uccelli a non disturbare” E essi volarono via e non disturbarono  Francesco.

TRADUZONE IN CONCETTI: Estinzione dei pensieri disturbanti”

“Nella  psiche di Francesco vi erano molte idee di grandezza (megalomania) che disturbavano il suo Io conscio.
Ora l’Io conscio si era stancato di ascoltare le richieste di megalomania e di imprese eccezionali, che stressavano
il comportamento. Ed esso ( l’Io conscio) chiese a quelle idee balzane di lasciarlo in pace. E le idee si deliguarono”. Francesco ebbe un po` di pace.”

Questi sogni e le allucinazioni rivelano  che Francesco
era affetto da paranoia verso la madre e cittadini  che
lo molestavano. Un atteggiamento generato dal risentimento
verso la madre che aveva condotto una cattiva gestazione e  verso quei cittadini che lo molestavano  e burlavano per le sue “bizzarrie”.
Progressivamente egli si costruì un gruppo di persone simili a lui con cui riusciva a relazionare.
Inoltre la benevolenza di taluni cittadini  che tolleravano  i suoi comportamenti  strani  e lo aiutarono
riuscirono a sedare la sua paranoia, e potette  avere una po’  di  ristoro nella sua mente  torturata da richieste
esorbitane la sue possibilità.
I miglioramenti e le modificazione dei suoi disturbi
mentali furono generate dall’ambiente sociale benevole
( i confratelli e i benevoli cittadini dell’Umbria)
non da forze divine,  soprannaturali o estraumane,
come sostengono i teologi, essi stessi peudogeni imbecilli,  i quali hanno travisato non solo la biografia di Francesco ma tutta la storia italiana per due millenni.
E: SOLO TRATTAMENTO SINTOMATICO

Il trattamento applicato da Francesco alle malattie
corporee e mentali fu esclusivamente quello sintomatico.
Trattazione delle conseguenze, dei risultati di malattie
ulcera allo stomaco, epatite virale, e disabilità psichiche.
Questo tipo di trattamento  offre un rimedio temporaneo, aleatorio che perpetua le malattie e le sofferenze relative. Quello usato dai teologi.
Mai nessun   trattamento  causale, il quale rimuove
completamente e definitivamente  la malattie la disfunzione. Quello usato dagli scienziati.
Per lenire i suoi bruciori allo stomaco intraprendeva
digiuni indiscriminati, privandosi anche di proteine che sono i mattoni alla vita, perciò indispensabili. Il che
ulteriormente  indebolì la sua salute fisica.
Nè Gesù,  ritenuto “sapienza e amore infiniti”, con cui spesso colloquiava, si degnò di correggere le sue diete
errate, o di aiutarlo a guarire, pur essendo dotato di “potere infinito”.  Dove erano i suoi “sommo amore, somma sapienza e sommo potere”? Solo  retorica da letterati
e teologi.
Se Francesco fosse vissuto oggi, sarebbe stato curato
dagli scienziati della medicina, i quali abilitano
pazienti affetti da ulcera come la sua a campare fino a 70 anni. Mentre Francesco visse solo per 44 anni, e fra acuti dolori e languori.

F: PARANOICO

La non-accettazione da parte della madre e dei parenti,
la mancanza di empatie e solidarietà  per le sue disabilità nonché della gente che lo disprezzava e burlava sviluppò prima risentimento evoluta in paranoia e  megalomania( s. lupo e anatre, lupo di Gubbio).
La megalomania aveva funzione compensatoria rispetto alle
sue menomazioni. Ispirato da   questo sentimento patologico  decise di partecipare alle crociate con lo scopo di  ottenere una titolo nobiliare. In realtà la famiglia era già ricca non aveva bisogno di terreni e di altra ricchezza. Lo scopo autentico  era quello di
compensare le inferiorità fisiche e mentali.
Dopo la fondazione dell’  istituto delle Clarisse, che fungette quale famiglia vicaria, progressivamente estinse la paranoia e anche la megalomania che lo torturavano ( vedi “stormo di uccelli disturbanti”).
Il racconto del lupo di Gubbio, e il lupo e le anatre
sono dei sogni, e non degli eventi reali, che i teologi pseudogeni imbecilli, invece interpretano come eventi  obiettivi, e dichiarati “miracoli”. Essi sono gli equivalenti dei “miracoli” del Vangelo. Anche quelli
furono dei sogni, dai teologi interpretati  come eventi reali e da ciò poi come miracoli.

Nei sogni dei moderni avvengono migliaia e migliaia di
modificazioni, o cambiamenti, senza che nessun psicoterapeuta  li creda   miracoli.
Segnalando dei simboli onirici, gli psicologi li designano
“modificazioni, cambiamenti di talune atteggiamenti psichici”  (vedi la scrittrice  Morante, 1938;  von Uslar, 1964;  Bertelli, 1969; Malerba, 1981)

L’empatia, solidarietà e gli aiuti materiali (cibo) offerti da  persone sensibili dell’Umbria, lenirono  le sue sofferenze contribuendo  a estinguere la paranoia e la megalomania.
Tutti gli eventi pertinenti la vita di Francesco sono di origine esclusivamente umana: le malattie fisiche, quelle psichiche,  la famiglia e l’ambiente sociale della sua epoca barbara.

 

G:  Gesù, “SOMMO ODIO, SOMMA IMBECILLITÀ, SOMMA IMPOTENZA”

A  dire di Francesco e dei teologi, Gesù scendeva spesso a conversare con lui per impartirgli ordini o ispirazioni. Francesco spesso entrò in colloqui con Gesù.
in realtà si tratta di allucinazioni.
Francesco era socialmente isolato, deprivato affettivamente,  e in questi stati allucinava Gesù.
Francesco ebbe allucinazioni  auditive e allucinazioni visive.
   Ammesso e non concesso che Gesù scendesse a colloquio con Francesco, in tali colloqui egli impartì solo ordini
come un padrone. Mai si occupò delle malattie e delle sofferenze di Francesco.
Francesco affetto da ulcera acuta allo stomaco e epatite virale, soffriva molto, al punto che digiunava per lenire
i dolori. Questo Gesù, a cui si attribuisce “amore infinito e sapienza infinita”   mai ebbe un solo briciolo
di empatia per lui, e mai gli consigliò una dieta
opportuna, che lenisse i suoi dolori. Almeno la “dieta bianca” consigliata ai pazienti ulcerosi.
Questo Gesù a cui si attribuisce “sapienza infinita”
mai gli consigliò di astenersi solo  dai grassi che esacerbavano i dolori del fegato ( spesso aveva vomito)
e di astenersi solo dai cibi acidi, che esacerbavano i dolori  dello stomaco ulcerante, ma di consumare proteine,
poiché sono indispensabili alla vita. Le proteine sono i mattoni della vita, la loro assenza indebolisce il corpo fino a portarlo alla morte.
Francesco infatti morì a 44 anni anche per malnutrizione
falsa scelta dei cibi e per i ripetuti e prolungati digiuni indiscriminati.
Se fosse vissuto oggi, un qualsiasi medico enterologo lo avrebbe consigliato meglio di quello che non facesse Gesù. Oggi con l’assistenza dei medici i pazienti affetti da ulcera gastrica  vivono fino a 70 anni. Francesco visse solo 44 e sempre con acuti dolori, sputando sangue e vomitando.
Dove sono il tanto decantato “amore infinito”, e la tanto esaltata“sapienza infinita” di Gesù e di Dio, suo padre?  Solo farneticazioni di soggetti psichiatrici  come i teologi.

 

H:  RIEPILOGO

Francesco di Assisi  fu affetto da ulcera allo stomaco,
da epatite virale, e da disabilità mentale, che lo indussero  a “bizzarrie” tali, che  non fu accettato da madre, padre e poi espulso dalla famiglia. In un’epoca barbara, quella del medioevo, dove vigeva la legge del più forte, oggi detto bullismo, non ebbe relazioni con altri.
Era diverso dagli uomini sani e normali. Sicché lui ruppe  con tutti, a cominciare dalla famiglia. Si isolò,  e
progressivamente assimilò l’ambiente sociale rendendolo simile alle sue condizioni. Si circondò di individui disabili mentali come lui, prima uomini che denominò   “frati minori” e poi donne, dette Clarisse.
Questi costituirono la sua famiglia vicaria, la quale portò un po’  di sollievo alla sua psiche torturata
da sentimenti negativi.

Identificatosi con Gesù il protagonista del Vangelo,
falsamente interpretato, lo usò come oggetto esterno di riscatto e di riabilitazione.
Sviluppò la concezione dell’ “ubbidienza, della povertà e della castità”, le norme che la Chiesa  imponeva
ai suoi fedeli, ignorando che esse  danneggiano la
personalità, ostacolano l’ attuazione di se stesso.

Gli scienziati della psicologia  e della psichiatria  ( Rogers,  1961;   Maslow  1  961;   Corboz,   1974;   Rubinstein,   1977;   Revenstorf,   1982;    DSM-IV,     1996;  Lalli, 1999)   hanno dimostrato come queste norme
danneggiano la personalità non la favoriscano.
I teologi facevano e ancora oggi fanno  diametralmente
l’opposto di quello che impongono ai fedeli e che imposero  a Francesco.
Come gli schiavi  Francesco non visse la sua vita, ma soltanto vegetò  soffrendo in continuazione, afflitto dalle sue malattie fisiche e psichiche. E morì precocemente a soli 44 anni.
La benevolenza e la tolleranza di cittadini umbri
contribuirono a estinguere  i suoi atteggiamenti patologi, quali la paranoia e la megalomania.
Francesco fu diverso  dall’uomo normale. La diversità  crea disagio e conflitti. La saggezza e la benevolenza
di  molti cittadini ebbero effetto terapeutico  sulla  sua mente.
Ciò evidenzia che tutti gli eventi e i cambiamenti
nella vita e nella psichiche di Francesco furono fenomeni esclusivamente umani. Non c’è nulla di divino di soprannaturale, di trascendente.
Se si assume l’esistenza di questo Gesù, egli fu
sommo odio, somma imbecillità, somma impotenza”, un padrone aguzzino sempre senza una sola briciola di empatia e di  benevolenza verso Francesco, che lo invocava
nella speranza di lenire le sue pene.   Gesù non si occupò mai  delle sofferenze,  dei bisogni di Francesco,
ma solo  del poter politico  abusando della  sua debilità mentale.  Un dio   che pretende solo “schiavi”
(CATECHISMO   CRISTIANO, 1992).
Da Gesù Francesco fu indotto ad aggravare le sue malattie, le sue “bizzarrie”, le sue sofferenze.
(vedi Bertelli: Psicoterapia di Francesco di Assisi)

 

AUTENTICA   PERSONALITÀ   DI   FRANCESCO  DI   ASSISI

Francesco fu un soggetto psichiatrico gravemente malato di corpo e di psiche, malattie  generate  da gestazione malcondotta da  sua madre ( i fratelli sani e normali).
Compì tentativi di grandi imprese e titoli  onorifici, a scopo compensatorio delle sue minorazioni.
Dopo aver rotto con con la normalità e i normali espulso dalla famiglia biologica, fondò l’istituzione dei disabili mentali, detti “monaci minori”,  che gli servì quale famiglia vicaria in sostituzione di quella biologica.
(Corboz, 1974; DSM-IV,1956; Lalli 1998, Scharfetter, 1972)
La  non-accettazione da parte  della madre,  e le molestie di taluni cittadini intolleranti, reattivamente
generarono paranoia in lui. Parallelamente  siluppò
megalomania, il compimento di imprEse straordinarie
al fine di compensare le sue minorazioni  nelle quali
sempre fallì.
Assimilazione e similarità.
La realizzazione di un ordine di pari con le medesime minorazioni  sociali creò un ambiente in cui scomparve la sua diversità e i conflitti ad essa legati  e sorse  similarità. Un disabile fra altri disabili. Ciò rese possibile lo  sviluppo di relazioni sociali, e la empatia, la solidarietà nonché l’offerta di cibo da parte di taluni cittadini benevoli dell’Umbria, mitigarono la sua paranoia che progressivamente si estinse (v. il lupo e le anatre, lupo di Gubbio) (Piaget, 1931; 1957).
Identità con Gesù.
Si identificò con Gesù, creduto un ente onnipotente
e onnisapiente,  di cui volle imitare i principi,
dopo averli falsamente interpretati.
Rinforzi esterni alle sue imbecillità.
Ricevette uleriori rinforzi alle sue false interpretazioni
da papi e da teologi, che, non tenendo conto delle sue
disabilità fisiche e mentali, e le autentiche fonti
delle sue idee, favorirono  le sue imprese deliranti
ulteriormente danneggiando la sua salute fisica, già
gravemente minata.
L’intervento della Chiesa fu improntato a una
elaborazione sintomatica dei suoi disturbi.
Oggi, nel suo caso da psicoterapeuti e medici,
sarebbe stata applicata un’elaborazione causale
dei suoi mali. Sicché  sia le malattie fisiche ( ulcera e epatite)  che quelle psichiche sarebbero state  notevolmente ridotte. E con esse anche i dolori fisici e le sofferenze psichiche.
Francesco è stato strumentalizzato dalla Chiesa per dimostrare l’esistenza di un ente soprannaturale, divino
Dio o Gesù. Ciò ha violato  l’ etica medica e psicologica
che prevede “la tutela della salute fisica e psichica del paziente”  che da Ipocrate (460—370 a.C.) fondatore della medicina scientifica e dell’etica medica ( Giuramento di Ippocrate), vige in occidente. Ciò ha contravvenuto l’obbligo dell’assistente sociale, che deve perseguire il bene dell’ individuo e non il suo male, e la riduzione del dolore fisico e delle sofferenze psichiche.
Essendo Francesco un soggetto psichicamente fragile e disabile, in stato di necessità, la Chiesa avrebbe dovuto
tutelarlo, proponendo  un trattamento causale  che tenesse conto  delle cause autentiche dei suoi disturbi, allo scopo
di ridurli. Gli interventi della Chiesa apportarono
nocumento alle persona di Francesco.
Morì di morte precoce e di languore a soli 44 anni.
Santità.
Dalla Chiesa fu dichiarato “santo” e “patrono di Italia”, ossia uno stato superiore, creando una dimensione umana  superiore  a quella normale e sana, universalmente accettata  nel campo biologico e umano, sia dagli animali che dagli umani.  La Chiesa ha dichiarato il disfunzionale funzionale, la malattia “stato divino”  ossia divino, l’inferiore superiore, la sofferenza  “vera felicità”,   lo indesiderato  desiderato, la porcheria  cioccolato.
Ipocritamente i teologi sono i primi a non praticare codesti principi e codesti falsi valori. Ma essi vengono
imposti ai fedeli quali strumenti di dominio.
Non fa meraviglia se oggi il cristianesimo viene rigettato in blocco ed è in via di estinzione.
(Deschner, 2013; Bertelli, 2017).
 

 

 

 

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FINE

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