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SANTITÀ E MALATTIA MENTALE

LE     IMBECILLITÀ    DI   FRANCESCO   di
Assisi (1182-1226).

 

 

 

 

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fig 1: La mantellina degli schiavi  dell’antica Roma   scelta da Francesco quale suo abito. Essa segnala  gli estremismi  a cui pervenne Francesco.
Le disabilità mentali di Francesco possono essere dedotte dal suo comportamento, dalle sue opere e
e dai suoi detti registrati nei Fioretti, redatto  da un suo seguace.

  1. Sogni ritenuti eventi reali.
    2. Allucinazioni creduti eventi reali.
    Credenza che le allucinazioni auditive fossero
    eventi obiettivi e reali
    3. Deliri dichiarati fatti reali.
  2. Detenzione di potere magico
    5. Abbraccio e bacio di un lebbroso.
    6. Offerta di elemosina al parroco ricco
    (mancanza del concetto astratto di ricchezza)
    7. Donazione del guadagno di vendita quale
        elemosina.
       8. I bisogni di digiuno, creduto ispirazione divina 
    9. Credenza  nell’ispirazione divina
    10. Aspirazione a titolo aristocratico mentre
    lui era  già ricco, membro dell’aristocrazia borghese.
  3. 11. Confusione tra povertà economica e povertà
    di spirito
    Carenza di reponsabilità sociale, verso suo
    padre
    13. Credenza che Gesù fosse un ente realmente
          esistente nel cielo)
    14. Conversione al cristianesimo del sultano
    di Bagdad,  del Re di Francia.
    15. Ipervalutazione  e idolatria dell’estrema
        povertà, “Madonna Povertà”
    (Della povertà Calvino  ne fa un peccato
    Francesco una virtù).
  4. Ipervalutazione dell’estrema ubbidienza.
    17. Completa mancanza di autonomia.
    18. Stimmate valutate quale superiore stato
    sociale
    associato a dio,  onnipotente
    (Imitazione  di Cristo).
    19. Confusione tra dio e demonio:
    Dio creduto  agente del bene e del male
    20. Confusione tra Gesù e Dio.
    21. Frequenti colloqui con Dio, Gesù,  Madonna,
        con gli angeli  a sua richiesta o desidderio.
    22. Assenza del concetto di tempo.
    23. ecc…. l’elenco potrebbe continuare.
        ( Fioretti di Francesco)
    B. Vissuti soggettivi da parte dell’uomo normale
    e sano di mente

fig.5: Scena di un sogno creduta
evento reale

  1. Sogni ritenuti eventi reali.
    Francesco credeva che i sogni fossero degli eventi obiettivi e reali (lupo di gubbio + uccelli, discorso ai pesci, alle rondini, agli uccelli, alle cornacchie, ecc)
    L’uomo primitivo credeva  che i sogni fossero eventi reali, anzi “l’assoluta realtà” (Schmidt 1942).
    A partire dal 2500 a.C., l’uomo evoluto
    cominciò a distinguere tra notte e giorno, tra sogno e realtà percepita allo stato di veglia.
    In Israele, fin dal V secolo il sogno veniva creduto  qualcosa diversa e differente della realtà.  Solo Pietro  nel I secolo E.C.
    ancora credeva che il sogno fosse realtà. Egli
    credeva che Gesù, una  figura che appariva nei sogni,  fosse un uomo reale, in corpo e mente.
    Ora nel 1200 E.C. Francesco crede anche lui  che il sogno fosse realtà. I Fioretti sono costituiti da  deliri, allucinazhioni e sogni, ritenuti  eventi reali e non fantasie prodotte dal suo inconscio, aventi funzione simbolica.
    Così l’ammansimento del lupo fu un sogno
    che raffigurava il dominio e poi l’estinzione della paranoia che covava nel suo inconscio verso sua madre e i suoi persecutori.
    Dietro Francesco anche i teologi credono
    che il sogno fosse realtà. Questo è un esempio paradigmatico  di come la chiesa ha falsificato i documenti della sua fondazione. Tutta la dottrina cristiana  è costruita su documenti falsificati:
    sogni, deliri, allucinazioni di soggetti psichiatrici, oppure individui normali ma caduti
    in situazioni traumatiche, dichiarati eventi reali.  Per spiegare la straordinarietà essi
    vengono connotati quali “miracoli” compiuti da
    un ente soprannaturale, onnipotente.2. Allucinazioni credute eventi reali.
    Credenza che le allucinazioni  auditive fossero
    eventi obiettivi e reali. La teoelogia sostiene
    che una crisi di allucinazione sia espressione
    di potere divino. “Dio prende possesso del
    privileggiato”
    ( Bibbia TOB 1998) connotandolo positivamente.
    La scienza della neurologia e della psicologia
    hanno dimostrato che l’allucinazione è un fenomeno che accade sia in natura che in laboratorio.
    a) In natura:  in situazione di “isolamento
    sociale, in stato di “deprivazione sensoriale” o “deprivazione emozionale” (Fischer, 1972; Bertelli 2017) è frequentissima  in natura.
    È stata descritta da U. Nobile (1926) esposto
    a deprivazione sensoriale durante le moltissime ore dell’attraversata  del polo Nord, e da altri esploratori polari( Rasmussen, e altri) esposti
    a deprivazione sensoriale durnte le attravwersate polari.

È stata descritta dai piloti americani quando volavano per parecchi ore in solitaria nella cabine aeree nel 1968 nella guerra del Vietnam
(Fischer 1972)
b) In laboratorio: mettendo l’uomo in condizione di di deprivazione sensoriale o di deprivazione affettiva  insorge l’allucinazione, i cui contenuti  descrivono simbolicamente lo stato psichico del soggetto.

L’allucinazioen viene prodotta in laboratorio
in cabina di isolazione acustico-visiva.
Essa insorge sempre dopo due ore di deprivazione sensoriale (Fischer 1972).
Nel 1972, durante lo studio, anche il sotto-scritto partecipò a un esperimento in cabina di isolazione concernente le allucinazioni.

Negli annali di psichiatria vengono descritti
migliaia  di casi di allucinazioni (vedi i relativi protocolli).
L’allucinazioine  contiene un messaggio all’ Io conscio, che si riferisce alla situazione trauma-tica in cui si trova il soggetto.  Vedi il caso clinico pz-1 di Scharfetter in (Bertelli, 2017)

3. Deliri dichiarati fatti reali.
Anche il delirio è un insieme di sintomi,
che si manifestano in situazioni traumatiche che il soggetto non riesce a dominare(Lalli, 1999; Scharfetter, 1994)
I Fioretti sono costituiti prevalentemnete da
contenuti di deliri. Così Francesco pensa Dio e subito dopo questi si presenta  a colloquiare con lui.
Egli pensa Gesù e queti si presenta a colloquiare con lui.  Questo fenomeno non si verifica neanche nel Vanglo, che sono la raccolta di 154 sogni.

 

  1. Detenzione di potere magico:
    Francesco credeva di possedere  poter magico: fulmineo ammansimento del lupo  con il segno della croce, predica agli uccelli, ai pesci, alle rondini  ecc ( vedi Fioretti).
    Egli crede di avere il potere magico di addomesticare un lupo selvaggio con l’aiuto di Dio.

Assumendo che lui potesse parlare con il lupo, e  con gli uccelli di comandare  a bacchetta, credeva di possedere  “potere soprannaturale”, ossia che avese potere magico. Il mago è colui che ha il potere di influenzare  gli altri con parole, gesti e la propria mente.
Francesco credeva di influenzare animali e cose, mediante la sua parola “onnipotente”.
Imitava Pietro nel Vangelo il quale credeva di possere potere soprannaturale.

La Chiesa ha supportato tale favola, assorbendo
la popolarità  che da esso derivava.
Fino al 1900 la Chiesa ha supportato queste favole, sostenendo che Francescco avesse fatto miracoli, ( ammansimento del lupo, predica agli uccelli, rondini, cornaccie, pesci ) ecc..
Ciò costituisce un falsità materiali ai sensi dell’art. 481 CPI. Ed è una falsificazione dei dati biografici di Francesco, giacchè l’evento fu il contenuto di un sogno  come viene confermato dal contesto biografico e  dal contesto storico.
Nelle cronache del suo tempo nessuno ha mai saputo
di tale evento.

  1. b) Falsità ideologica.
    A questa primo reato si aggiunge anche la falsità ideologica: la falsa interpretazine del racconto di Francesco. All’evento immaginoso i teologi attribuiscono una valenza oprannaturale.

Quell’evento accadde  dopo che Francesco aveva raggruppato intorno a sé una famiglia vicaria
e la famiglia delle clarisse, che gli erogarono
affetto ed emozioni, che lenirono le sue sofferenze.
Ciò lo indusse a estinguere la paranoia.
L’agente della modificazione non fu Dio o Gesù
ma la nuova famiglia vicaria che lo accettava
e gli erogava affetto.

 

  1. Abbraccio e bacio di un lebbroso.
    A Roma Francesco abbracciò e baciò un lebbroso.
    Era risaputo che la lebbra fosse una malattia infettiva.
    Contagiosità di una malattia è un concetto atratto.
    Francesco non colse il rischio di ammalarsi
    mortalmente. Ciò evidenzia  la sua idiozia.
    Il disabile mentale produce solo concetti concreti, è inabile a quelli astratti.
    Non conosceva il concetto astratto di “contagiosità”, e non prese conscienza del rischio  letale che correva (Corboz, 1972; Scharfetter, 1974, Lalli 1999)

 

  1. Offerta di elemosina al parroco ricco
    Tornando da una giornata di vendita, andò dal parroco e gli consegnò tutto il ricavato
    con il pretesto che avrebbe dovuto fare

“l’elemosina ai poveri” (Fioretti).
Povertà è un concetto astratto.
Il parroco era economicamente ricco non povero: oltre alla prebenda aveva doni vari dai parrochiani. Nel medioevo  era un ricco.
Francesco commise più volte  questi atti,
dilapidando il proprio patrimonio, al punto che il padre Bernardone  lo accusò davanti alle autorità giudiziarie e poi lo espulse dalla famiglia.
Francesco non colse la differenza tra ricchezza
economica e povertà,  poiché non possedeva il concetto astratto di “povertà”  nella sua mente.
Egli non sapeva distinguere tra ricchezza e povertà, due concetti astratti.

 

 

  1. Donazione dell’intero guadagno di vendita quale
    elemosina.
    Inviato dal padre a vedere una partita di
    stoffa, a sera dava l’intero ricavato quale elemosina.
    Il ricavato di una vendita non è un guadagno netto, ma lordo. Ossia esso include anche il costo della mateeria venduta, il proprio sostentamewnto,
    la tassa comunale.
    Francesco non produceva e non aveva questi concetti astratti. E di conseguenza regalava tutto
    agli altri.
    L’uomo normale e sano di mente, quando fa l’elemosina, dà un piccola parte del suo avere non il tutto.8. I bisogni di digiuno, creduto ispirazione
       divina 
     e non un bisogno del corpo malato di epatite e di bronchite.
    Il cibo è un bisogno del corpo indipendente
    da Dio.
    Affetto da epatite, il suo fegato non metaboliz-zava bene i grassi, sicchè vomitava spesso. L’unico rimedio a questi disturbi era il digiuno. Francesco digiunava  per prevenire sofferenze e
    anche umiliazioni sociali. Vedendolo la gente lo disprezzava e gli “lanciava insulti, pietre e fango” ( Fioretti, cap I)
    Dietro di lui anche i teologi hanno osannato
    al digiuno, esaltato quale virtù, quale espressione della “volontà di Dio”.
    Francesconon sapeva distinguere tra bisogni
    prodotti dal corpo, e ordini divini ( ammesso che esistessero).. . . .
    . . . .
  2. Confusione tra Dio e demonio,
    tra angelo e demonio ecc
    Dio creduto  agente del bene e del male.
    Mentre in tutte le religioni,  come pure nel Vangelo Pietro fa una netta distinzione
    tra Dio, agente del bene, tutto luce, e satana agente del male,  tutto ombra, Francesco al contrario  confonde i due ruoli.
    Anche qui  egli fa confusione dei due ruoli diametralmente opposti.
    Ma i teologi gridano al  miracolo, al miracolo:
    sapienza divina.

Lo stesso avvien fra Dio e Gesù,  che spesso vengono confusi ( Fioretti )

 

“E l’Agnolo che menava questo frate sì lo sospinse e gittollo giù per quella ripa; il quale trabalzando e percotendo di scoglio in iscoglio e di sasso in  sasso, alla perfine giunse al fondo di questa ripa, tutto ismembrato e minuzzato fatto a pezzi…. (Fioretti, cap XXVI)
In questo evento Francesco confonde il ruolo dell’Angelo, detentore del ruolo benevolo, con quello malevolo del demonio. Francesco confonde l’angelo con il demonio.
Ciò non avviene neanche nel Vangelo.
In questo evento, che i teologi denominano
“miracolo”,  l’ angelo compie un azione criminale, che nella Bibbia e nelle altre religioni viene riservato solo al demonio.
Ancora una volta anche qui lui confonde due ruoli diametralmente opposti.
A ogni idiozia i teologi appiccicano il termine “miracolo,  miracolo,  miracolo “!!!!!!!!!!!!!!.
Ciò  dà la misura della barbarie in cui era caduto il medioevo  sotto l’imperialismo cristiano.

 

  1. Frequenti colloqui con Dio, Gesù, Madonna,
     con gli angeli.
    Francesco non sa distinguere tra un pensiero e il suo contenuto.
    Pensa Dio e subito dopo Dio si presenta e colloquia con lui, Francesco.
    Pensa Gesù e subito dopo Gesù in corpo e mente si presenta a colloquiare con lui, Francesco.
    Lo stesso avviene con gli angeli, con la Madonna.
    Ciò non avviene qualche rara volta, come accade nelle allucinazioni e nei deliri. Avviene ogni giorno. Avviene frequentissamente. Avviene continuamente.
    Ciò dimostra  uno stato permanente  della sua
    psiche.
    Francesco fu  non un imbecille, come Pietro e Giovanni nel Vangelo,  ma  un idiota cronico.
    Ciò vine confermato anche da altri eventi.

1) Come l’accusa e poi l’espulsione dalla famiglia
biologica da parte del padre Bernardone.
2) Il fatto che la gente lo allontanava lancian-
dogli ”insulti,  pietre e fango” (Fioretti cap.
I)

  1. Assenza del concetto di tempo.Il tempo è un concetto astratto, di cui si sono occupati anche il grande psicologo Piaget (1931, 1957) ed Eistein.

Esso non si vede non si tocca, non cade sotto i nostri sensi.
Francesco  non ha mai colto il concetto di tempo. Non ha mai compreso cosa fosse il tempo.

Ammucchiava gli eventi non facendo nessuna distinzione fra prima e dopo, vita e aldilà.
Da questa confusione nasce la “predestinazione”.
Più volte egli racconta di conoscere la predestinazione dei monaci del suo gruppo.
Per uno di essi da “dio destinato alla dannazione”
egli conosce la condanna stabilita da dio. Allora prega Dio, il quale cambia decisione e la comunica a Francesco. E questi la comunica al frate.
L’eternità viene  confusa con il tempo finito della vita, il dopo con il prima, l’aldilà con la vita attuale ( Fioretti cap. XXXVIII)
Francesco  appartiene alla psichiatria. Non
è affetto da semplici disturbi mentali. È
gravemente e cronicamente malato di mente. Ripetutamente confonde bianco e nero. Continua-mente confonde Dio e demonio, Dio e Gesù(Fioretti)

 

B:  VISSUTO   SOGGETTIVO   DA   PARTE   DELL’UOMO   NORMALE

 Leggendo i Fioretti l’uomo normale e sano di mente  subisce forte stress e resta scioccato.
 Dopo l’iniziale empatia e la solidarietà per la sua sventura di essere stato vittima di
 una anomala gestazione da parte di sua madre, che lo rese gravemente invalido
( la sua disabilità mentale non fu endogena ma esogena, di origine ambientale)
 nell’uomo normale e sano di mente insorge forte stress e irritazione.
 Neanche Pietro, che era  anche lui un disabile mentale a livello di imbecillità,  arriva
  alle assurdità  di Francesco.
 Ma per i teologi anche le idiozie sono miracoli. Anche la idizia  viene connotata
 quale “manifestazione del soprannaturale”, del divino, con l’implicita pretesa di imposizione.
 L’arroganza delirante di ergersi a maestro degli altri, a “voler predicare il Vangelo”
 ( ossia  la Verità) a “voler guidare la vita di altri uomini”, da parte di chi ha ridotto
la propria vita a una schifosa attività vegetativa al di sotto di quella degli animali.
 E dietro di lui le imbecillità e la disonostà della Chiesa che ha strumentalizzato le idiozie
 di Francesco, allo scopo di potere  politico e di sfruttamento di altri uomini.
 .. . .
 INDI USCIMMO A RIVEDERE LE STELLE.
 Dopo tanta deprimente miseria, si sente il bisogno di un po’ di luce e di sole.
 Epifania animale.



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fig 2: Un gruppo di scimpanzè  sani di mente, in armoniosi rapporti sociali,





snelli e in normo peso, consumano un pasto  frugale e completo.  Nessuna pretesa di
“insegnare a vivere agli altri”.

 

 

 

 

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