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PATOLOGICA LA MORALE CATTOLICA

  1. PIETRO   E   LE   PATOLOGIE   DELLA   MORALE   CATTOLICA

    (10—64  E.C.)

 

 

FIG. : I 154 sogni del Vangelo furono raccolti in una delle grotte di Qumran, dove Pietro dormiva.
FIG. : I 154 sogni del Vangelo furono
raccolti in una delle grotte di Qumran, dove Pietro,  loro produttore,  dormiva.

 

  1. BAMBINO ABBANDONATO, TROVATELLO.

Pietro fu un figlio abbandonato in tenera età, esposto
alle grotte di Qumran, l’orfanatrofio di Gerusalemme. Lì fu raccolto dagli Esseni, che erano monaci essi stessi
ex-figli abbandonati, che lo allevarono alla men peggio.

    Andrea ( questo fu il primo nome che gli diedero i monaci Esseni di Qumran)

 A Qumran non essendovi donne, quindi furono i monaci maschi ad allevarlo, il che costituì una grave handicap  per quanto benevole fossero le loro cure.  I monaci maschi  potettero soddisfare i suoi bisogni fisiologici,  il cibo, ma non quelli psico-affettivi.

    Andrea subì una lunga serie di deprivazioni affettive  e  sociali,  cadde nell’isolamento sociale,

   Egli esperì la non-accettazione, la non-affiliazione

e la non integrazione sociale,  la mancanza di affetto e di cure  parentali, la mancanza di modelli sociali, che

per l’individuo sono  basilari e indispensabili  per

lo sviluppo di una personalità sana  normale e abile alla vita

L’isolato non è in grado di produrre comportamento  normale.   La trasmissione della cultura avviene soltanto tramite i contatti sociali, esibita da modelli adeguati
(Mainardi, 1974)
L’imprinting,  erogato  tramite la figura materna focalizza i modelli  su cui il bambino baserà il suo comportamento sociale  e costruire la sua scala di valori.

Cure parentali, ossia il periodo di dipendenza della nuova generazione  da quella vecchia  con conseguenti possibilità di passaggio di informazioni da una generazione all’altra ( Mainardi, 1974)

Nell’abbandono il bambino perde tutto il patrimonio culturale ereditario della specie  regredendo verso l’animalesco e il primitivo.

Da qui sorse  la “fame di amore” e la “ sete di giustizia”, e il bisogno di famiglia vicaria, di genitori vicari e la sindrome  depressiva e quella paranoidea.

Andrea  sviluppò  autismo infantile precoce deducibile

dal simbolo onirico “sordomuto fin dalla nascita” (Mc ), s.Padre Abramo prende in  braccio il figlio;  ( funzione compensatoria verso chi non fu mai preso in braccio e non fu accettato), dal  lebbroso ( individuo che vive in completa solitudine), dalla donna con mestruo permanente
( essa veniva considerata “ malata e isolata”).

Inoltre sviluppò sindrome di depressione:

( in ordine di evoluzione biografica)

 

  1. A) SINDROME DEPRESSIVA ( s. “posseduto da uno
    spirito immondo” “Legione di spiriti”  (Mc, 5, 1-5))
    – Umore depresso ( tristezza, suicidalità ),( s. divenne
    profeta)  perdita dell’autostima,

– apatia, ossia perdita di interesse per le attività del
giorno  (s. mano secca ),

– emarginazione sociale, a Qumran fu emarginato  per i
disturbi che provocava  ( s. lebbroso)   (Mc 1),
– vergogna (s. donna con mestruo) (Mt. 9,18-26),
– incomunicabilità, autismo infantile  (s. sordo-muto)
(Mc,7, 31-37);
– anti-socialità ( divenne profeta ossia si distaccò
dalla comunità e andò a vivere in solitudine)

– inattività ( s. mano seca)( Mc 3, 1-6), –
– xenofobia, odio verso la società ebraica,
(s. suocera)(Mt 1-29-39);
–  irascibilità (s. epilettico) (Mt 17, 14-23;
Mr 9, 14-29);
–  sete maniacale di affetto ( s. idropisia),( Lc,  14.1-6);
–  suicidalità  e autolesinismo ( s. i sepolcri + dirupo), (Mc, 5, 1-19.
“…gli venne incontro  dai sepolcri  un uomo
posseduto da spirito immondo, il quale aveva la sua dimora fra i sepolcri e nessuno riusciva a tenerlo legato neanche con le catene.
Infatti più volte era stato legato con ceppi e
con catene; ma egli aveva sempre spezzato le catene

e infranto i ceppi; e nessuno era riuscito a domarlo.

Continuamente notte e giorno, fra i sepolcri e sui
per i monti, andava gridando e picchiandosi con pietre
(Mc, 5, 1-5)


B: PSICOSI: le imbecillità di Pietro

 

  1. Credenza che gli eventi apparsi per immagini nei
    sogni, fossero accaduti realmente sul territorio
    ebreo.
    2. Credenza in  Gesù quale uomo reale, in carne e ossa,

   come corpo tridimensionale e non come immagine
   di uomo, apparso di notte durante il sonno REM. 

  1. Credenza che le guaridioni delle malattie viste
    nei sogni fossero degli eventi reali e non delle immagini di guarigioni apparse nei sogni, raccolte nella grotta di Qumran, che segnalavano la modificazione dei

suoi disturbi psichici, riscontrabili di giorno nel

suo comportamento che cambiava.


  1. Delirio di deicidio da parte degli Ebrei
    nella persona di Gesù,
    5. Allucinazione della presunta “pentecoste”
    ( gli Esseni di Qumran lo burlavano)
  2. Delirio del bisogno dell’aldilà da parte di tutti
    anche degli uomini normali (s.  Sadducei),

   Non sapeva distinguere tra un uomo deprivato  come era lui medesimo e un uomo normale (s. sadducei). Fonte di conflitti anche nel rapporto tra cristiani ed ebrei.

 

  1. Inabilità alla negoziazione del riconoscimento e tutela
    dei diritti dei diseredati con gli Ebrei, negata nella legge ebrea ( Torah)

 

  1. Credenza che tutto la legge ebrea fosse falsa e
    da distruggere  ( s. “distruggerò  la legge”) nella sua interezza). In realtà la legge ebrea elaborata su quella egiziana era buona, eccetto un solo capitolo: quello della schiavitù e quindi della liceità dell’abbandoni di minori
    ( di cui Pietro fu vittima).
    Questa distorsione, generata  dalla bassa intelligenza, gli aliena la simpatia  delle autorità di Qumran: Pietro  fu un disabile mentale (DSM-V, 2006; Lalli, 1999; Scharfetter, 1974)).
    Il sacerdote greco che perorò la causa dei diseredati in Grecia  3000 anni prima di lui, criticando solo quel capitolo errato, ottenne  il supporto sia delle autorità religiose, di quelle politiche di tutto il popolo greco
    e fondò la religione eleusina che curava i disturbi psichici e comportamentali dei figli abbandonati in maniera efficiente. Nella Grecia antica la religione eleusina,
    l’orfismo  e in India il buddismo  furono religioni redentrici, equivalenti a quella fondata da Pietro,

ossia trattavano, ognuno a modo suo, la sindrome abbandonica  di bambini esposti e la guarigione dei loro gravi distubi psichici ( “la garigione dell’anima” =>
la remissione dei disturbi psichici e comportamentali)
Pietro sviluppò gravi disturbi psichici, in psichiatria rubricati quali

  1. C) SINDROME PARANOICA:
  2. Invenzione dell’ “inferno eterno” (Mc)
  3. “Siedi alla mia destra affinché io ponga i tuoi
    nemici a sgabello dei tuoi piedi”(Luca )
  4. Odia tuo padre e tua madre, odia tua fratello e tua
    sorella…” (Luca)
  5. Delirio di persecuzione contro gli Ebrei per
    presunto “deicidio” ( Atti 3)
  6. Delirio di persecuzione contro le persone normali
    (s sadducei) per mancanza di credenza nell’aldilà
    (Mc)
    6. Identificazione con Isaia, un profeta affetto
    da paranoia e delirio di persecuzione ( Isaia,
    Bibbia TOB, 1998).

 

La  personalità paranoica ha un modello di rappresen-tazione mentale, esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura di appartenenza, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell’adolescenza, e determina disagio o menomazione. È un disturbo rigido, stabile nel tempo ossia cronico , sul quale si costruisce l’organizzazione mentale dell’individuo, influenzando il suo equilibrio. Tale modo costante di pensare, agire, sentire  si manifesta nelle seguenti aree:

cognitiva (modi di percepire e interpretare  se stessi,
gli altri e gli avvenimenti);
affettiva (varietà, intensità e adeguatezza  della
risposta emotiva);
relazioni sociali,
controllo delle  pulsioni.
(Jores, 1981,  Lalli, 1999, Kahn, 1974).

Questi disturbi e le relative sofferenze decideranno
della sua vita.
All’epoca, almeno in Israele, non vi era nessun rimedio,
eccetto l’attesa del Messia I, il quale essendo un agitatore esclusivamente politico, non avrebbe portato nessun giovamento psichico.
Andrea cerca di porvi rimedio.  Tutta la sua attività  mira a porre rimedio alle sue sofferenze e ai suoi gravi
disturbi.

 

MODELLO malattia é intesa come sistema regolatorio che serve alla vita nella sua interezza.  Essa è una confrontazione tra individuo e ambiente, che tenta di ristabilire l’equilibrio perduto. Perciò ha funzione omeostatica.  ( Jores 1981,  Lalli, 1999; Mainardi 1974, van Werden, 2001)

 

L’equilibrio perduto è causato dalla deprivazione di bisogni basici di cui ogni uomo ha bisogno: affetto, forte legame, cure parentali, affiliazione, modelli sociali da imitare per la costruzione della personalità (Lorenz, 1966; Mainardi, 1974; Vallarotagora, 2001, 2014, 2015, 2016;  de Waal, 2001, 2009; 20011, 2013)
Dopo il trauma subito, tutta l’attività di Andrea
è diretta alla restaurazione dell’equilibrio psichico e alla  confrontazione con la cultura ebrea, matrice del suo dramma.  Gli eventi di questa fase della sua vita,  per sogni sono raccontati nel  Vangelo e nella prima parte degli Atti (1-15).
Nella presente trattazione perciò malattia  è intesa non secondo i criteri del modello  medico,  ma come omeostasi tra Pietro e la cultura ebrea dell’epoca, come recupero dell’equilibrio tra l’individuo e il contesto sociale che lo ha generato (Keup, 1974, Jores, 1981). Pietro e società ebrea ( dell’epoca) vengono considerate come un sistema sociale dinamico.

 

D: DISABILITÀ MENTALE  ( o IMBECILLITÀ) DI PIETRO ( E GESÙ)

1. Inabilità a comunicare: nessun capiva le sue parole
   poiché le unità comunicative erano simboli onirici.
   Nonostante richieste dei seguaci, Pietro ( Gesù) non
   fu abile a cambiare codice di comunicazione e farsi capire.
2. Mancanza di concetti astratti nel Vangelo.
3. Elusione alla domanda di Pilato: “Cosa è la verità”       ( concetto astratto)
4. Mancanza di concettualizzazione e di spiegazione del
   simbolo “regno dei cieli”  anche dopo quattro anni di meditazioni e riflessioni.
5. “Analfabetismo e illetteratezza “( Atti 5)  nonostante
    che per mezza giornata al giorno si occuppasse delle Scritture.  I sogni del Vangelo Pietro, analfabeta, li dettò a Marco, che li trascrisse.

E: MANIA DI POTERE POLITICO

1. Mania di potere teocratico profondamente represso
  ( s. oro, incenso e mirra     intorno al 26 d.C.)

  1. Mania di potere teocratico già emergente a livello
    conscio ( s. Gesù, Mosè, Elia intorno   al 30 d.C.(
    3. Giovane fulgente sulla tomba.

 

 

F: ANTI-SOCIALITÀ

1. Odia tuo padre e tua madre, odia tua fratello e tua
sorella…” (Luca)
2. Delirio di persecuzione contro gli Ebrei per
presunto “deicidio” ( Atti 3)

  1. Delirio di persecuzione contro le persone normali
    (s sadducei) per mancanza di credenza nell’aldilà
    (Mc)
    4. “Siedi alla mia destra affinché io ponga i tuoi
    nemici a sgabello dei tuoi piedi”(Luca )
  2. Identificazione con il profeta Isaia, affetto da parnoia
    e delirio dipersecuzione.

 

  1. VOCAZIONE QUALE ASSISTENTE DEGLI ABBANDONATI in Pietro “Or Giovanni era vestito di peli di cammello,
    aveva una cintura di cuoio intorno ai fianchi,

e mangiava locuste e miele selvatico”  (Mc, 1, 6)
3.  “ E  un ragazzo malato di mente comparve a Qumran.
Egli seguiva la mentalità e lo stile di vita dei
profeti. E si nutriva di pensieri e di emozioni psicotici.
Perorava la  modificazione dei disturbi psichici.
E sosteneva: ”Io lenisco i disturbi con la speranza.
Ma dopo di me verrà uno che infonderà in voi
la fruizione diretta della remissione”  ( Mc 1)

. . .

77   Egli si occupava dei problemi della liberazione dai disturbi  psichici. (Lc, 1, 77)

. . ..

80   Egli  rimase nella solitudine per lungo tempo a meditare(Lc, 1, 80)
   In questo periodo egli si era identificato con
il Messia I, quello dei profeti dell’AT, che era un
agitatore e criminale politico. Questo personaggio
associava tutti i disturbi del trauma di abbandono
al regime politico: secondo lui la monarchia sarebbe stata

la loro rovina, e la teocrazia la loro “salvezza”
(Bibbia TOB, 1999,  AT).

  

La sua costituzione psicopatica  di figlio abbandonato decise della carriera  di Andrea. Quella fu la sua  “chiamata” che decise della carriera di  profeta.
Un fenomeno squisitamente umano  non divino.

La vocazione profetica si manifesta nella forma di
una malattia  sin dalla nascita. Il  candidato divien meditativo, cerca la solitudine dorme molto, sembra assente, ha sogni profetici, talvolta delle crisi o accessi, talvolta ha degli attacchi che gli tolgono la coscienza.  Già da bambino appare malaticcio, solitario, contemplativo (Eliade, 1995).

I teologi invece fanno dipendere tutto da Dio. Questi
inviava il suo angelo, poi suo “figlio” e ordinò di fare quello raccontato nel Vangelo.  Pietro viene ridotto
a una passiva marionetta.

   La fonte della vocazione é sempre la medesima: lo stato sociale di bambino abbandonato, o di orfanezza, o di handicap mentale o fisico.

    La differenza è solo nella intensità di manifestazione

di tale vocazione: molto forte nello sciamano del paleolitico, moderata nel profeta ebreo, e molto attenuata nel monaco europeo.

   Sciamanismo, profetismo e monachesimo sono tre aspetti

del medesimo fenomeno psico-sociale. La differenza consiste solo nella intensità.

   Oggi esso è quasi scomparso perché le condizioni sociali sono essenzialmente migliorate.

  Andrea ebbe una forte trauma e sviluppò gravi disturbi psichici.
  Durante le sue riflessioni o meditazioni, l’intelletto
recitato da Gesù, gli dà il nomignolo di Ricercatore

(Simone) e più tardi, quello di Solido-Perseverante ( Kefa in ebraico e Pietro in latino). Così egli ricevette tre nomi:  Andrea, Ricercatore (s. Simone), Solido-Persistente (s. Pietro), dei quali nella storia resterà quello di Pietro.
   I teologi successivi che non hanno capito nulla, nulla di nulla del Vangelo, leggono il Vangelo letteralmente,  inventando due personaggi Andrea e Simone o Pietro,  ai quali hanno aggiunto 12 discepoli. In realtà

Pietro ebbe due compagni anche loro abbandonati in tenera età: Giovani e Giacomo.
   I cosiddetti “discepoli”  del Vangelo  sono atteggiamenti psichici, apparsi nei songi quindi sono simboli onirici che raffigurano atteggiamenti psichici di Pietro medesimo,  non individui obiettivi.
   Il gruppo eversivo di Qumran fu  costituito da Pietro,

Giovanni e Giacomo, quindi furono emarginati e in parte anche  perseguitati.
Il termine “eversivo” riferisce che Pietro voleva
diventare “re degli ebrei”. Il che avrebbe scatenato
la furia criminale di Erode,  re di Gerusalemme.
Gli esseni, che si astenevano dalla politica, e si dedicavano all’assistenza degli bambini abbandonati,
godevano di apprezzamento e protezione da parte del re Erode. La pretesa di Pietro di voler esser “re degli Ebrei”
avrebbe sconvolto le relazini tra Esseni ed Erode.  

 RIEPILOGO

Pietro, ex-bambino esposto,  fu un soggetto psichiatrico, colpito da  sindrome  abbandonica,  sviluppò disabilità mentale o imbecillità, sindrome maniaco-depressiva, antisocialità, paranoia, delirio di potere politico e,
a suo modo e maniera,  vocazione di assistenza degli abbandonati, delirio di persecuzione contro gli Ebrei.

Fu il fondatore della comunità cristiana e, insieme con Giovanni, il fondatore del papato che prese sede

a Roma in Italia. Secondo una leggenda (leggenda = sogno)  fu papa a Roma dal 33 al 64 E.C. Secondo lo storico Deschner 2012) invece non andò mai a Roma.
A causa del suo delirio persecutorio e disabilità mentale, fallì nell’ intendo di far riconoscere alle autorità politiche e quelle religiose  di Israele “l’istituzione tutelante gli abbandonati
(s. regno dei cieli), come invece fecero  i sacerdoti fondatori della religione eleusina, di quella orfica, e di quella cabirica nella  Grecia  antica, e quelli di altre religioni nel mondo ( buddismo, Mazdaismo, ecc)
A 23  fondò la comunità cristiana a Qumran, che governò come primo  teocrate.
Essendo un imbecille la mania di potere politico prevalse sulla vocazione assistenziale. Curò e sviluppò un rigido
ordine sociale, ma trascurò di elaborare  principi efficienti per la cura della sindrome  di abbandono
che devastava la psiche dei bambini esposti, come

invece  fecero i sacerdoti fondatori della religione eleusina, orfica e cabirica in Grecia.
La cura dei figli abbandonati consisteva nella somministrazione  del battessimo, lavaggio con acqua

di tutto il corpo o della testa. Solo un rito della durata
i pochi minuti.  Dopo di che  l’adepto diventava membro della comunità cristiana, senza aver elaborato i molti disturbi psichici e comportamentali che la sindrome  aveva generato. Era un gioco puramente retorico.
Al contrario il fondatore della religione eleusina
aveva sviluppato una cura che durava nove mesi,
(da febbraio fino a ottobre) durante i quali il giovane veniva esposto a numerose cerimonie e riti, che modificavano i suoi disturbi mentali e comportamentali. Riti, simboli onirici, depositati nell’inconscio, sviluppavano dei principi nuovi che modificavano i disturbi generati dalla sindrome di abbandono, e modificavano la personalità, facendola diventare  approssimativamente simile a quella dell’uomo normale. La cura terminava con la cerimonia di integrazione dell’adepto nella società greca, condivisa dall’autorità politica ( il sindaco di Atene), da quella religiosa ( il sommo sacerdote e alcuni sacerdoti incaricati) e da tutto il popolo greco.

La cura della religione eleusiona era molto simile alla psicoterapia intensiva elaborata dalla psicologia clinica nel secolo scorso (Kahn 1974 e altri) pe bambiniabbaandoanti o allevati male da genitori essi seessi nevrotici,  e portava all’integrazione dell’abbandonato nella società greca al miglioramento della personalità dello sventurato adepto. O quanto meno a notevoli miglioramenti della personalità dello sventuro.

Essa si basa  sul condizionamento classico di Pavlov(1953), secondo  cui i riti e le cerimonie, simboli onirici, lasciano una traccia nella inconscio del soggetto,
producendo delle modificazione nel suo sentire, pensare e agire. Ossia in  maggiore o minore misura una guarigione
del soggetto o quanto in un notevole miglioramento.
In quella elaborata da Pietro ( Atti, 5)
la cura si riduceva a una esercizio retorico, e all’ubbidienza cieca alle regole della comunità.  Ciò evidenzia la disabilità  di Pietro e di Giovanni, i due fondatori del cristianesimo e della ”salvezza dell’anima” o remissione dei disturbi psichici ( s. “remissione dei peccati”).
Questa miseria continuerà  anche durante il governo dei papi e dei teologi da Pietro fino ad oggi.  Questi si sono occupati solo del potere politico  completamente trascurando i disturbi mentali e le sofferenze dei figli abbandonati.
Essi hanno elaborato soltanto il potere politico, ma sempre ignorato  i gravi disturbi psichici e le sofferenze degli abbandonati. Passando da un falsa interpretazione di un sogno alla falsa interpretazione di altri sogni, i papi e i teologi dichiararono i disabili “prodotti di satana”, e perciò li torturavano e li giustiziavano. Assurdo tra gli assurdi (Lalli 1999).
Il forte bisogno dell’”istituzione tutelante gli abbanonati “ ( s. “regno dei cieli”)  non fu elaborato

nè da Pietro né da Giovanni  né dai teologi  nè dai papi suoi successori fino ad oggi.
Teologi e papi hanno curato lo sviluppo del potere politico con mezzi immorali e illegali (Deschner, 2012).
Nel 1900 la cura degli abbandonati, diseredati è stata

assunta dagli scienziati della medicina, dagli scienziati della psicologia e da taluni politici onesti.
Questi hanno risolto il problema mediante la prevenzione
di procreazione di  bambini potenzialmente privi di accettazione, di cure parentali e di modelli sociali adeguati atti a far sviluppare la personalità del bambino.
I papi e i teologi hanno disatteso il compito della “missione apostolica”, che invece è stato attuato dagli scienziati della psicologia ( vedi terapia dei deprivati), di quelli della medicina ( vedi anticoncezionali) e da taluni politici onesti ( vedi leggi  pro nascituro).
Il PAPATO OGGI.

Le patologie di Pietro e di Giovanni, rispettivamente fondatore e coofondatore del papato, evidenziano
le patologie  che ancora  oggi sopravvivono nel
papato. L’interesse esclusivo per il  potere politico, occultato dietro la “missione apostolica” e “la salvezza dell’anima” di tutti, e la omissione di ogni interesse
per i diseredati.  Tutti gli interventi della Chiesa nella vita pubblica sono finalizzati a rafforzare il potere
politico,  ignorando il dramma degli abbandonati, disabili, malati, della criminalità politica e che si applica in   testamento biologico,  accanimento terapeutico, educazione sessuale,  metodi didattici a scuola, bioetica, scelte politiche ecc.

F: ANALISI
La biografia di Pietro, produttore del Vangelo , ha enorme  rilevanza, poiché tutto quello che i teologi attribuiscono a Gesù interpretato quale un dio  dal  “sapere, amore e potere infiniti” fu prodotto da Pietro, soggetto gravemente malato di mente, generato  dal suo stato di abbandonato.
Le malattie mentali riscontrate in Pietro sono malattie mentali attribuibili a Gesù, essendo questi un prodotto
dell’inconscio di Pietro medesimo, un simbolo onirico.
Gesù fu un simbolo nei sogni di Pietro, che recitò
il ruolo del suo intelletto, il suo razionale, come il Virgilio-sognico nella Commedia  di Dante Alighieri, anch’essa costituita da 83 sogni. Con la differenza che Dante fu un intelligenza superiore, e quindi anche il simbolo onirico, il Virgilio-sognico,  fu un’intelligenza superiore, che  guidò fuori dalla nevrosi ( falsa scelta professionale) il suo comportamento  ossia il suo “Io-agente, nei sogni apparso quale la persona di Dante.
In Pietro, affetto da disabilità mentale, imbecillità,
paranoia, delirio di persecuzione,   anche il simbolo prodotto, Gesù fu affetto dalle medesime malattie mentali:  disabilità mentale,  ossia  imbecillità,  paranoia, delirio di persecuzione, antisocialità.

2) Immoralità della morale cattolica.
La morale cattolica è tanto patologica quanto lo fu
Pietro, produttore dei 154 sogni del Vangelo.
3) Le assurdità della morale cattolica furono prodotte
da Pietro, soggetto paranoico, disabile mentale,
e soltanto  successivamente  da teologi pseudogeni imbecilli, attribuiti a Gesù e dichiarato “amore, sapienza e poter infiniti”.
In realtà Gesù  ebbe  “odio, ignoranza, impotenza infiniti”. Fenomeno che continua a manifestarsi ancora oggi
tramite i molti crimini e i molti scandali che avvengono nel Vaticano e fuori.

4. La morale cattolica prodotta in stato traumatico.
La morale cattolica, poggiante sui principi del
Vangelo, fu da Pietro prodotta in stato traumatico, per il suo stato abbandonico e  il bassissimo QI ( Pietro fu un imbecille al margine della cretineria). A Qumran Pietro fu emarginato e tenuto sotto controllo per i suoi gravi disturbi mentali.  Nella sua predica a Gerusalemme gli Ebrei  tentarono di assassinarlo ( Atti, in Bibbia 1999).

5. Vangelo perpetuazione del paleolitico.
È estremamente necessario uscire dall’era del paleolitico, quando l’uomo credeva che i sogni fossero
eventi reali accaduti fuori dal loro cranio e dallo psiche, e localizzati nel mondo esterno, obiettivo tridimensionale.
“I sogni erano l’assoluta realtà” ( Schimith, 1942),
come continuano a credere ancora oggi i teologi, pseudogeni imbecilli. Il Vangelo perpetua le medesime patologie
degli sciamani del paleolitico, essendo anche questi
figli abbandonati ed essendo affetti della medesima sindrome abbandonica.

  1. Alla stessa categoria del Vangelo appartengono
    anche la Commedia di Dante Alighieri, costituita da 83 sogni. Ma con l’enorme differenza, che essendo dotato di intelligenza superiore, l’intelletto di Dante
    conduce l’io-agente, il comportamento, fuori della nevrosi, svolgendo un’azione terapeutica, guaritrice, benefica
    per la personalità dell’autore.
    L’intelletto intelligente di Dante ( s. Virgilio-sognico) operò una ristruttura cognitiva nella personalità
    dell’autore con risultati molto benefici.

Al contrario essendo Pietro dotato di bassissimo, QI egli non fu capace di uscire dalla nevrosi e dai disturbi psichici generati dalla sindrome abbandonica, anzi, per necessità compensatoria, generando  ulteriori disturbi psichici,  sempre fallì  nelle sue imprese.
“La carenza di intelligenza inibisce la ristruttura   cognitiva”, come avvenne in Pietro ( vedi, Corboz 1974; Kahn, 1973; Lalli 1999,  Scharfetter, 1973)
FINE

 

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