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IL CODICE DELL’INCONSCIO: DALLA MITOLOGIA ALLA STORIA

LA TRADUZIONE  DELLE  MITOLOGIE   OFFRE   LA    STORIA
DI  UN  POPOLO.

 

 

FIG. : I 154 sogni del Vangelo furono raccolti in una delle grotte di Qumran, dove Pietro dormiva.
FIG. :  I sogni delle mitologie   tradotti in concetti offrono la storia  del popolo .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A: IL SOGNO

L’inconscio produce i sogni durante il sonno REM, i quali rispecchiano gli eventi accaduti all’individuo nel giorno precedente. Ogni notte crea 4-5 sogni, che si esprimono per immagini. In essi compaiono persone, animali e cose  della vita quotidiana. Le figura sono le medesime di quelle che compaiono allo stato di veglia, ma il loro significato non è lo stesso.
Allora ci si chiede qual è il significato attribuito a questi
oggetti e come l’inconscio codifica  il suo linguaggio?
B:   LA  CODIFICAZIONE DELL’INCONSCIO
L’inconscio ha  un sistema suo proprio di codificazione che è completamente  differente da quello dell’ io-agente, allo stato di veglia.

Il conscio, che agisce durante lo stato di  veglia, ha un sistema codificatorio digitale , costituito  da concetti, espressi  da vocaboli  e strutture verbali, ai quali ha attribuito un significato concettuale  unico, mediante il procedimento dell’ associazione,  regolato dalla grammatica e dalla sintassi. A  ogni vocabolo e a ogni frase  viene associato un significato, un concetto, il quale a sua volta comprende  molti subconcetti, ordinati in forma piramidale( Pavlov, 1956).

L’elaborazione dei concetti è il risultato di lavoro di analisi e sintesi, di astrazione e generalizzazione. Mediante queste ultime l’uomo estrapola caratteristiche e rapporti invarianti di un oggetto o di un evento. In un medesimo oggetto  o animale  isola  molti aspetti, frutto di osservazione e di lavoro. Così  nel leone, che era ben conosciuto come animale, dopo dieci anni di osservazione  di campo, recentemente  gli etologi hanno scoperto  anche il cannibalismo: egli divora anche i cuccioli se non difesi dalla madre.  Lo stesso è  avvenuto dello scimpanzè, il quale noto da millenni, del qual si  è rilevato il cannibalismo soltanto  dopo  20 anni di osservazioni di campo.  La formazione dei concetti  è il risultato di lavoro.

 

L’inconscio  ha un  procedimento  codificatorio  completamente differente da quello dell’io-conscio.  Da singole figure,  animali, oggetti e cose, l’ inconscio  estrapola  l’ aspetto, la caratteristica o la funzione  più emergente o rilevante, e ne fa  un  mezzo di comunicazione, un simbolo. Come nel  4. e 3. millennio,  con i pittogrammi. Nella codificazione  l’inconscio  estrapola  semplicisticamente, impressionisticamente, unilateralmente e monocromaticamente un aspetto dell’ oggetto  che userà poi come simbolo.  Così  il concetto di “leone”, che nell’ uso quotidiano contiene   numerosi aspetti come animale,   dall’ inconscio  viene usato  per indicare  soltanto “sovranità”.    Del delfino soltanto “la ilarità”;   del  cane,  allo stato di veglia costituito da numerosi subconcetti, nel sogno soltanto  “fedeltà” ecc.

 

L’associazione avviene in forza di analogie, di somiglianze

che l’ inconscio ha rilevato nell’ oggetto. Quando l’oggetto esterno di associazione non corrisponde interamente al sentimento o idea da esprimere, l’ inconscio frantuma  più  figure e ne prende quei pezzi che servono  alla comunicazione. Da ciò sorgono le figure composite del drago mezzo  serpente costrittore e mezzo leone, e centinaia di altri simboli strani o mostri.

Da ciò  deriva una prima conseguenza del sogno. La credenza  che le figure che in esso compaiono,  siano persone, animali o cose reali.  In realtà essi sono soltanto delle immagini, che rimandano a qualcosa d’altro. Per 2’600’000 anni, l’ uomo ha creduto che tutto quello che vedeva nel sogno fosse anche realtà, mondo obiettivo. L’ associazione a  persone,  animali ed  oggetti del mondo ambientale del sognatore tuttavia, è molto peculiare.

L’ associazione  creata  dall’inconscio genera un processo di incarnazione, di reificazone   di cosificazione. L’immateriale diventa materiale, enti  astratti come sentimenti, pensieri e  sensazioni diventano  enti concreti,  materiali.  La sceneggiatura del messaggio segue i seguenti passagi:

1) produzione  del messaggio;

2) associazione   ad   animali,  persone e cose dell’ ambiente

3) personificazione, reificazine  e cosificazione;

4) attivazione delle cellule corticali contenenti immagini  e
suoni necessari;

5) ricezione delle immagini non per percezione  sensoriale
ma per  attivazione elettrica delle immagini e dei suoni
come avviene  mediante  stimolazione elettrodica di cellule   corticali.

Questi dati sono rilevanti nell’interpretazione del sogno. Quando   si spiega il sogno bisogna  applicare il percorso inverso seguito dall’inconscio:

  1. De-materializzazione, de-cosificazione e de-personalizzaione

dei simboli.

2) Estrapolazione di un solo aspetto del simbolo.

 

Di queste caratteristiche due sono molto importanti e vengono  spesso distorte. Si tende a interpretare  letteralmente  e non  si dematerializza o decosifica il simbolo. E inoltre ad ognuno di essi si attribuiscono molti aspetti.

Le  immagini usate dall’ inconscio nel sogno  non hanno lo stesso significato  che esse hanno durante  lo stato di veglia, né lo stesso numero di  aspetti ma solo una  di essi. L’inconscio adopera l’immagine in un significato proprio e  ristretto.  Esso quindi diventa un lignaggio  essenzialmente diverso da  quello dell’io-coscio.

 

 

1.2.  CARATTERISTICHE DEL SOGNO

 

Il sogno è il prodotto dell’inconscio, e come tale possiede tutte le caratteristiche di esso.  É apparso sulla  terra da 250  milioni  di anni fa, ossia dall’epoca dei dinosauri, e  viene prodotto da tutti gli animali successivi a quell’epoca ( Siegel, 1998). Esso possiede tutte le qualità di una funzione fisiologica, che sono:

 

1) Messaggio   dell’inconscio all’io-agente,  mediante il quale

il primo  invia informazioni al secondo affinché quest’ultimo   possa meglio agire e orientarsi.

 

2) Quadro  completo  della realtà  soggettiva

L’inconscio  ha a disposizione  la banca-dati dell’intera personalità, dal patrimonio genetico, costituito dal DNA, di tutte le primissime  esperienze  di vita, della prima  infanzia  fino al momento del sogno. Inoltre riceve e deco-difica  la comunicazione extraverbale, che sfugge all’io-agente, e che costituisce il 30% della comunicazione totale allo stato di veglia (Watzlawik et al., 1969)

 

3) Attualità  del messaggio  sognico

Il messaggio  trasmesso dal sogno è sempre attuale, riferendosi  alla situazione presente del sognatore e non a epoche passate. Sugli eventi dell’ epoche passate l’ inconscio ha già inviato a suo tempo  altri messaggi. Esso é quindi un aggiornamento e un completamento

 

4) Soggettività  del messaggio Le informazioni contenute

nel sogno hanno riferimento esclusivamente  soggettivo, riferendo su eventi riguardante il soggetto medesimo. L’inconscio non fa lo storico del mondo, o il cronista, il reporter. Esso informa l’io-agente sugli eventi recenti e del loro rapporto con quelli precedenti. Il sogno può anche riferirsi a eventi esterni dell’ambiente sociale del sognatore, ma soltanto  nella misura in cui il sognatore è coinvolto in questi eventi, e nella misura in cui essi lo riguardano.

All’atto della interpretazione i simboli possono avere una valenza  soggettiva, ossia esse designano contenuti della psiche. Oppure valenza  obiettiva, quando essi sono rappresentanza di oggetti o rapporti  esterni.
5) Indipendenza di valutazione del sogno

   Il sogno é completamente  indipendente dall’io-agente dal quale non si lascia manipolare. ” Il sogno  non mentisce” . Le informazioni in esso contenute sono  assolutamente attendibili. Mentre l’Io-agente può  mentire,  recitare, simulare, falsificare, travisare  alcuni cose, perché obbedisce alla volontà e a particolari interessi nei rapporti sociali.  L’ inconscio al  contrario non mentisce,  non simula, non recita.  Esso rispecchia fedelmente,  fisiologicamente gli eventi senza  moralismi,  senza   distorsione.  È completamente indipendente dall’influenza  della volontà, come tutte le funzioni del sistema nervoso non volontario. Ciò lo rende particolarmente prezioso.

Essendo il sogno il rispecchiamento degli eventi dei  giorni precedenti, la sua importanza dipende dagli eventi riflessi. La rilevanza del sogno dipende dagli eventi della vita,  a cui il sogno fa da specchio. Perciò  si fa una distinzione  tra “sogni rilevanti” e “sogni  banali”. Quando si ignora che la rilevanza è  legata agli eventi del sognatore, allora si assegna all’inconscio, a enti extraterrestri o trascendenti una  importanza che non hanno, travisando il ruolo dell’inconscio. Come hanno fatto spesso i teologi che hanno creato fattori e potenze fittizie.

 

 

 

1.3.   INTERPRETAZIONE DEI SOGNI  E DEI SIMBOLI

 

Fino al 3500 a.c. l’uomo ha equiparato la notte al giorno, gli eventi,  gli oggetti e gli animali visti di notte nei sogni a quelli visti di  giorno.

Il simbolo  è per così dire mono-valente, mono-riferenziale, mono-cromatico, uni-sono.  Dei molti aspetti o subconcetti che un oggetto animale o evento possiede quale concetto, adoperato di giorno allo stato di veglia, nei sogni quale simbolo presenta uno e un solo aspetto.

Quell’animale, che visto di giorno, in lingua italiana viene etichettato come “leone” in inglese come “lyon”,  e che è costituito   da  14 aspetti o subconcetti, visto di notte nei sogni  esprime  un solo aspetto:  la sovranità nel branco, l’ assolutismo politico.

L’asino  solo l’ignoranza, la roccia la durata nel tempo, il bue  (castrato) la laboriosità, l’abisso  l’ignoranza, l’acqua l’emozionalità, la donna l’emozionale, l’uomo il  cognitivo,  il lampo la intuizione rapidissima, il ponte la congiunzione, la scala il miglioramento o il peggioramento ecc. ( vedi D.S.).

Seguendo  anche questa proprietà del simbolo  e questo procedimento   di codificazione dell’inconscio, l’autore del libro ha cercato    di decodificare i simboli generali che si incontrano nelle mitologie  antiche, che sono delle collezioni di sogni, e le sognologie dei moderni.

Questo procedimento ha facilitato la decodificazione dei simboli e l’interpretazione dei sogni. Da questo lavoro è sorto il Dizionario dei simboli (vedi D.S.)

Nella interpretazione dei sogni delle mitologie antiche  come pure dei sogni dei moderni giova  tener presente  le seguenti proprietà del sogno:

  1. La mono-valenza, la mono-riferenzialità, la mono-cromaticità
    del simbolo.
  2. Il rispecchiamento immaginoso, in codice analogico, degli

eventi dei giorni precedenti.

  1. L’attualità dei suoi contenuti.
  2. La distinzione tra riferimento soggettivo e riferimento
    oggettivo.
  3. Una lunga serie di sogni facilita la definizione del
    significato  di un simbolo

 

1.4.  DALLA SOGNOLOGIA  ALLA STORIA

Nell’antichità  l’uomo scrisse la storia  per sogni creando
le mitologie. Ogni mitologia racconta la storia della propria tribù o popolo, raccontata con le immagini dei sogni, interpretata soggettivamente dall’autore dei sogni.
Se si scopre il codice di codificazione dell’inconscio, e il significato dei singoli simboli che compaiono nei sogni è possibile  tradurre  le mitologie e conoscere la storia dei popoli antichi.
Lo svelamento del codice di codificazione del sogno dà la possibilità di tradurre le mitologie degli antichi popoli
e ottenere la storia di quei popoli medesimi.
Questo ü quello che ha tentato di fare l’autore di questo lavoro. Dopo la scoperta dsel linguaggio delel’inconscio, ha elaborato  un Dizionario dei simbsoli onirici.
E con l’ausilio di questo mezzo ha tradsotto bfani della mitologia biblica, e dalle mitologie di altri popoli  in conscetti,
costruendo la storia dsi quei popoli.
Ha tradotto anche il Vangelo costituito da 154 sogni due allucinazioni e due deliri, scoprendo la vewra natura di Pietro e di Gesù, causa e fini del loro operato.
Ha tradotto la Commedia  di Dante Alighieri, anch’essa costituita da 83 sogni inserite nelle 100 cantiche, scoprendo il significato e lo scopo autentici dell’opera  e l’evoluzione psichica  dell’autore. Ha scoperto l’autentico significato di Beatrice, che non era quello del cilindro e pistone a cui lo hanno associato i letterati  e lo stesso autore, Dante.

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