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DEFINIZIONE DI INTELLIGENZA

  1. DEFINIZIONE  DEL   CONCETTO   DI   INTELLIGENZA

      e   DI    PSEUDOGENIO    IMBECILLE.

    Per capire integralmente la personalità, le opere,
    gli scritti di un  soggetto occorre definire  il concetto di intelligenza.

  “ Intelligenza è una funzione psichica, che comporta la capacità di ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare in maniera astratta, pensare idee complesse, apprendere rapidamente, e apprendere dall’esperienza.  Riflette un capacità più ampia e profonda di capire ciò che ci circonda, “afferrare ” le cose,  attribuirgli un significato o “scoprire” il da farsi ”

(52 scienziati della psicologia: Mainstream: Science of intelligence, 1994)

In dettaglio: abilità a

1. ragionamento,
2. pianificazione,
3. soluzione di problemi,
4. pensiero astratto, concetti astratti,
5. elaborazione di idee complesse,
6. capacità di giudizio,
7. apprendimento  rapido,
8. apprendimento scolastico e accademico
9.  apprendimento dall’esperienza,
10. capire ciò che ci circonda, afferrare le cose,
11. attribuire significato alle cose, o scoprire
il necessario da fare,
12. autonomia nella gestione della vita quotidiana.

IL CONTRAIO: DISABILITÀ  INTELLETTIVA.
Aiuta a definire meglio tale concetto il suo contrario,
quello di disabilità intellettiva, descritto dal  DSM-5(1996):
Manuale diagnostico dei disturbi  mentali, riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e usato nella psichiatria
contemporanea.

   La disabilità intellettiva presenta deficit di:

  1. ragionamento,
    2. soluzione di problemi,
    3. pianificazione,
    4. pensiero astratto, concetti astratti,
    5. capacità di giudizio,
    6. apprendimento scolastico e accademico
    7. apprendimento dall’esperienza,
    presenta
    8. abbondanza di estremismi
    9. caparbietà
    10. carente  autonomia nella gestione della vita quotidiana.

    L’intelligenza è costituita da parecchi fattori, che alcuni
    riducono a otto, altri a 12.

    Nell’antichità si confondeva memoria verbale e intelligenza,
    assegnando maggior rilevanza alla memoria verbale, e molto minore all’intelligenza.
    Nel paleolitico gli sciamani facevano esercizio per memorizzare
    migliaia di versi ( Eliade, 1995). I teologi  cattolici  facevano lo stesso nel settecento. Ed teologi e filosofi lo fanno ancora oggi,  curando solo la memoria verbale.
    Solo nel secolo scorso, a partire dal 1911 iniziò lo studio della intelligenza che ha avuto un sviluppo esponenziale.
    Tutti costoro attribuivano più rilevanza alla memoria verbale
    che non all’intelligenza. Studi della psicologia russa
    hanno evidenziato l’enorme rilevanza che l’intelligenza
    ha svolto nell’evoluzione della specie umana, e ancora oggi
    nella scienza. Le 6’000 macro-invenzioni compiute dall’uomo durante  la sua evoluzione sono opera dell’intelligenza,
    al primo posto della abilità alla soluzione di problemi.
    (Kostjiuk 1969, Rubinsstein 1977).

 

B: PSEUDOGENIALIATÀ IMBECILLESCA

Vi sono dei soggetti che, carenti di intelligenza,
la simulano producendo fiumi di parole  vuote di contenuto.
Le valanghe di parole li fa sembrare delle intelligenze superiori,  ossia dei geni.
Il disabile intellettivo è carente di concetti astratti
Egli produce solo concetti concreti, basati sul qui-e-ora,
su oggetti visibili e tangibili.
Ma li assume da altri, ma poi in pratica non sa usarli.
Per lui i concetti astratti sono solo suono di parole.
L’imbecille non sa operare con i concetti astratti. Ciò
rivela il suo deficit intellettivo.
Donde gli psichiatri tedeschi ( Corboz, 1974, Scharfetter, 1974, et al.) hanno coniato il termine “pseudogeni imbecilli”.
Nel campo biologico l’equivalente è il pappagallo, che memorizza
i suoni della parole, ma non i contenuti.

La letteratura e le religioni pullulano di “pseudogeni imbecilli”.
Uno di questi, uno fra i molti,  fu  C. Lombroso.
C. Lombroso fu un disabile intellettivo, a livello di imbecillità.
Lui  si riteneva un genio, un’intelligenza  superiore. E tale lo ritengono ancora oggi ( anno 2018) gli storici italiani,
i quali alala TV italiano lo definiscono  “scienziato”;

e le sue opere” scientifiche” ( vedi definizione di scienza
in Bertelli 2016).  All’estero Lombroso fu classificato
quale imbecille e deriso e burlato fin dal 1800 dai suoi contemporanei all’estero ( Germania, Francia e Inghilterra).

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