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LOMBROSO USURPATORE IMBECILLE

LOMBROSO,    NON-SCIENZIATO,
NON PSICHIATRA,
SOLO LETTERATO  PROFETIZZANTE.

Lombroso non fu uno scienziato  poichè non ebbe nè le attitudini  e né la necessaria preparazione dello scienziato
( Moser, 1972;   Widmer, 1972: Berufsahl).
In Germania  per il titolo e l’esercizio della professione di scienziato
occorre  un’attitudine al pensiero astratto, e la conoscenza del sapere basilare di tale professione:
a) la conoscenza della psicologia empirica.,
b) la conoscenza della testologia,
c) ossia conoscere la stastica della ricerca, costituita da
tre semestri
d) la conoscenza di una parte della matematica superiore.

A: AMMISSIONE ALLA RICERCA SCIENTIFICA

Durante lo studio di psicologia empirica nel 1970-75 ad una università tedesca il sottoscritto  per essere “ammesso”  a fare ricerca scientifica  dovette studiare e presentare i relativi certificati  delle seguenti discipline:
a) psicologia empirica,  b) neuropsicologia,  c)  testologia,
d)  stastica della ricerca, costituita da tre semestri;
e) una parte della matematica superiore.
La ricerca fu eseguita sotto  il controllo di un matematico specializzato nella ricerca scientifica.

A: CARENZA DI PENSIERO ASTRATTO: IMBECILLE.

Lombroso fu inabile al pensiero astratto, a livello di imbecillità.   Egli fu un imbecille. Ossia egli produceva solo concetti concreti,  ma  era inabile alla produczione di concetti astratti  (DSM-IV, 1996; Korboz, 1974;  Kostjuk, 1969; Lalli, 2003; Piaget 1954; Remschimidt  et al. 1979;  Rubinstein, 1977;  Scharfetter, 1974;   Zimbardo et al, 1998).
Usava un gran numero di concetti astratti ma li aveva presi a prestito da altri  scienziati. Ma poi non sapeva operare con essi. Dei concetti astratti Lombroso  conosceva solo i suoni/grafemi non i contenuti.  Così non seppe usare la statistica, non seppe  pianificare e organizzare  le sue misurazioni ( concetti concretei) in un programma di ricerca. Questo lavoro  lo svolsero altri autentici scienziati. Ma anche dopo aver conosciuto  tali risultati non li integrò nel suo pensiero.
Per oltre 40 anni continuò a sostenere le sue ipotesi confutate, suscitando il ridicolo e il disprezzo dei colleghi
stranieri.
Introdusse e usò i termini di “psicologia” e “sociologia”,
ma di essi usava solo i suoini/grafema delle parole, non i contenuti.
Di “psicologia ” fece un ibrido. Il suono/grafema psiche”
segnalava  la mente, mentre il contenuto secondo Lombroso
segnalava una “entità unitario e immutabile. Ossia il suono/grafema di questo termine apparteneva alla scienza empirica, mentre il contenuto apparteneva alla teologia e filosofia. Lombroso e i suoi garzoni non colsero la contraddizione.
Lo stesso avvenne per sociologia e altri termini che egli aveva  preso a prestito dalla scienza.
Lombroso associava a perecchi termini scientifici significati
che erano propri della teologia e della filosofia.
Fu un plagiatore, un usurpatore e  un inflazionatore della
lingua italiana.  Tendenza che dura ancora oggi, quando la lingua  italiana è completamente inflazionata. Basta guardare un talkshow  della TV.

 

B: SOLO ANTROPOLOGIA METRICA
NON ANTROPOLOGIA CULTURALE

Lombroso non fu neanche un antropologo culturale.
Egli fu solo un “medico forense”, ossia un professionista che dissezionava  cadaveeri.
Dell’antropologia culturale non conosceva niente,
( Tylor, 1881; Mantegazza e altri italiani).
Abusava dell’inflazione semantica a tal punto che nel 1882
fu espulso dalla Società Italian di Antropologia.
Ciò nonostante gli vengono attribuiti i titoli di
“antropologia”  “scienziato della antropologia”.
Egli fu solo un “medico forense” ossia sezionava i cadaveri e ne descriverva le carateristiche che riscontrava.
Non aveva nessuna conoscenza e neanche attitudine
non avrebbe  avuto diritto di parlare dell’uomo in generale, ossia di   “antropologia culturale”.

L’antropologia culturale sarebbe stata necessaria per fare delle illazione su aspetti generali proprio dell’uomo.

Ad esempio  non conosceva né la storia del  Meridione né l’antropologia culturale, fra i quali spiccano
la religione eleusina, l’orfismo prima versione e l’orfismo elaborato da Pitagora.

Non avrebbe potuto fare delle illazioni sull’uomo calabrese come fece  l’imbecille Lombroso.
Ciò è confermato dal fatto che nel 1882, fu espulso
salla Società di antropologia culturale guidata da Mantegazza e altri autentici antropologi.

Questo è un altro titolo che non merita e che è una semplice usurpazione.

C: NESSUNA VOCAZIONE QUALE PSICHIATRA.
Lo psichitra è il “medico della mente”  colui che sa guarire i problemi e i disturbi della mente, che una vocazione prosociale.   Per tale professione  come per tutte le professioni sociali occorre una “vocazione” orientata alla prosocialità. Essa costituisce  la motivazione intrinseca alla scelta e alla pratica di una professione ( Moser, 1972;  Widmer, 1972).

Lombroso non ha  mai guarito  disturbi di altri, né i propri.
Fu vittima delle magia di una fattucchiera, credette
maniacalmente nello spiritismo. Come psichiatra non seppe
preservare e guarire se stesso da questi disturbi.
In famiglia ebbe spesso ”violentissime liti”
con moglie e figlia.   Dov`è la “competenza a guarire la mente”  ??.
Non vi è nulla di più grottesco che uno psichiatra
quale medico della  mente, non sappia guarire o liberare se stesso dalla pastoia di una fattucchiera.
Non vi è nulla di pi?u  grottesco che quale medico della mente  non  sapesse  condurre discussioni calme e costruttive con i suoi familiari.
Se avesse conosciuto e applicato  l’orfismo avrebbe imparato a “risolvere i conflitti “ con il ragionamento  , come suggerivano  Pitagora e l’orfismo.
D:  AUTENTICA  PROFESSIONE DI LOMBROSO

Lombroso fu letterato profetizzante, secondo i modelli
appresi nella Bibbia. Un profeta moderno.
Per iniziativa propria e per vocazione iniziò a studiare  letteratura ed esordì come scrittore e giornalista.
Lo zio lo convinse a studiare medicina per motivo di lucro. E lui cambiò professione, si iscrisse a medicina e divenne medico. Successivamente divenne anche medico forense e segui l’esercito sabaudo in Calabria dove fu
impiegato quale medico non quale antropologo. Non conosceva nulla di antropologia culturale.
RIEPILOGO
Lombroso non fu uno scienziato.
Dello scienziato non  possedeva a) nè la vocazione intrinseca, b) né la attitudine intellettiva ( era un imbecille), c)  nè la preparazione  necessaria per
tale attività ( Moser, 1972; Widmer, 1972).
Lombroso  non fu neanche un’antropologo culturale,
necessaria per potere fare delle illazioni sul temperamento
e delle doti psichiche e comportamentali sull’uomo.
Per carenza di attitudine intellettiva ( fu un imbecille) e per disabilità etica ( egli fu un fogna di immoralità) Lombroso non fu neanche psichiatra ossia
“medico della mente”.  Non fu mai psichiatra né con se stesso nè con gli altri.  Non ebbe mai un barlume di prosocialità verso i poveri sventurati cadaveri  che
cadevano sotto il suo bisturi. Una fogna di brutalità e
di barbarie.  Un macellaio.
Per attitudine e vocazione fu un letterato  profetizzante,  medico forense, che si occupò di
di tutti i rami del sapere della sua epoca, grazie alla discografica  memoria verbale, che gli permise di discettare di tutto ma di capire di pochissimo. Ma sene occupò in maniera superficiale, dilettantistica, letteraria,  descrittivistica, tipico dello scrittore.
Il suo pensiero fu superficiale, atomistico,  plagiante.
Plagiò  tutta la Bibbia.  Il suo approccio alla realtà fu sempre  sintomatico mai causale    (DSM-IV, 1996; Korboz, 1974;  Kostjuk, 1969; Lalli, 2003; Piaget 1954; Remschimidt  et al. 1979;  Rubinstein, 1977;  Scharfetter, 1974;   Zimbardo et al, 1998).

Seppe suscitare scalpore e senzazionalismo a tal
punto che moltissimi  riviste o giornali stranieri
si contendevano i suoi articoli che facevano cassa
e per i quali versarono somme enormi.

Oggi di positivo di Lombroso non resta nulla, se non lo schifo.
Tutte le sue ipotesi sono state confutate. È emersa
la nullità del suo pensiero, il disprezzo per i suoi atteggiamenti classisti, razzisti, antifemministe, antisociali, ispiratori delle leggi razziali.
Sono emersi i tratti patologi della sua personalità:
imbecillità, disabilità morale, brutalità,  sciacallaggio.
Per l’Italia all’estero  Lombroso è un obbrobrio, una vergogna.  Egli  disonora l’Italia, che è apprezzata ed elogiata per altri autentici scienziati.
“Lombroso è un fenomeno tipicamente italiano”
( Scharfetter, 1974, psichiatra)

Nonostante ciò vi sono  orde di pseudo-geni imbecilli come lui che lo idolatrano ancora oggi.  E sostengono:

“All’estero ce lo invidiano”. Una favola fra altre favole.

FINE

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