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IL GLORIOSO MERIDIONE

IL    MERIDIONE    NEI    SECOLI.

  A:   IL    GRANDE   MERIDIONE   TRA
L’ VIII   e   IL   III   SEC   a.C.

 

A:   IL  GRANDE MERIDIONE TRA L’VIII e IL III SEC A.c.

 

L’aggettivo “grande” non si riferisce  al territorio, ma alla cultura  e alla civiltà che quelle regioni espressero ( Magna Grecia, Megàle Hellàs)) che avevano in Crotone (Calabria)  la loro capitale.
Esso testimonia l’orgoglio per aver dato vita, lontano dalla Grecia, ad una comunità di Greci che aveva raggiunto così alti livelli in campo sociale, culturale ed economico, da poter essere considerata più grande della stessa madrepatria.
Nel Grande Meridione (le attuali Campania, Puglia, Lucania, Calabria e Sicilia)) si diede molto credito alla cultura. Basti pensare che nelle polis si raggiunse un tasso di ingegneria, istruzione, ecc. pari a quello della madrepatria, l’Antica Grecia, all’epoca la più avanzata culturalmente economicamente  e scientificamente  del pianeta. La super-potenza dell’epoca.
I coloni ellenici  fondarono biblioteche, centri di studi che formarono i più abili filosofi, letterati, medici, scienziati, legislatori.
Il  Grande Meridione  era talmente evoluto che attrasse la curiosità di intellettuali e storici,  quali Eschilo, Erodoto, Senofane e Platone,   i quali vennero a visitare le regione del Sud Italia e le sue scuole intellettuali.
Tra i personaggi illustri  nati nel Grande Meridione   ricordiamo: i filosofi Parmenide, Zenone di Elea, Gorgia ed Empedocle; i pitagorici Filolao, Archita, Liside, Echecrate e Timeo;   lo scienziato Archimede ( Siracusa 287-212 a.C.;  gli storici Ippi, Glauco e Lico; i poeti Teocrito, Stesicoro, Ibico, Senocrito, Nosside, Alessi e Leonida; i medici Timoteo, Alcmeone e Democède; gli scultori reggini Pitagora e Clearco; il pittore Zeusi, il musicologo Aristosseno ed il legislatore Zaleuco.

Fra essi spiccano:

  1. PITAGORA (570-496 a.C. di Crotone in Calabria)
    filosofo, scienziato e    matematico,  il quale introdusse “la dottrina della scienza quale strumento di purificazione” . ..”l’ingresso della matematica nella storia del pensiero… fondatore della filosofia ( quale amore del sapere)” ( Dragone  et al 2003, p. 1162),  autore della seconda versione dell’orfismo, una luminosa religione
    redentrice.
    2. ARCHIMEDE (287-212 a.C.) di Siracua in Sicilia, “matematico, fisico, ingegnere, astronomo e inventore,  uno dei massismi scienziati di tutti i tempi. . . .”  ( Dragone  et al 2003, p. 77 ). Inventore di numerosi congegni ingegneristici.   Il Leonardo da Vinci dell’antichità3) Archita di Taranto (430-365 A.C.) matematico, fisico,
    filosofo, pedagogo che “dedicò particolare attenzione al ruolo della matematica   nell’istruzione e nella formazione dei giovani” ( Dragone  et al 2003, p. 79) anticipando di
    22 secoli la scuola russa e quella tedesca  del Novecento sul ruolo  della matematica non solo quale disciplina strumentale ma anche quale disciplina plasmatrice del carattere e della personalità (Bertelli, 2016;  Machmutov 1972; Galperin, 1969);

4)  ALCMEONE di Crotone ( V a.C.) filosofo, naturalista e medico precursore di Ippocrate, il più grande medico dell’antichità.  “Alcmeone attribuì  al cervello ( e non al cuore)  la sede del pensiero e della memoria” ( Dragone  et al 2003, p. 37).

5) Zaleuco di Locri Calabria) (662-??)(  VII a.C.  fu
il primo  legislatore del mondo occidentale.  Egli scrisse le leggi sottraendole all’arbitrario uso dei giudici dell’epoca precedente.  Propose la pena  uguale per tutti ed a tutti nota, precorrendo i tempi di molti secoli, come il divieto di possedere schiavi.
Il primo  codice di leggi  occidentali    fu scritto in lingua greca a Locri in Calabria ad opera di Zaleuco,   un   calabrese.

6)  PARMENIDE  di Elea nei pressi dell’attuale Palinuro
provincia di Salerno in Campania, nel V seecolo a.C.
Sulla scia di Talete ( VI secolo a.C.), sganciò  la filosofia  dalla teologia e dallo spiritismo degli sciamani.
Paramenide “ indagò la intelligibilità del reale….
sostenne la scelta radicale della via del pensiero che svela la vera natura del reale. .  “( Dragone  et al 2003, p. 1128 )  in contrapposizione alla teologia degli sciamani per i quali il sogno era “l’assoluta realtà” ( Schmidt 1942).  Alla “assoluta realtà del sogno” dei teologi egli
oppose il pensiero del  reale cofondando la filosofia della
natura.
Talete e Parmenide traghettarono il pensiero dal dominio
della teologia  sciamanica a quello della filosofia
della natura nel VI sec. A.C.
Essi diedero un enorme contributo all’evoluzione culturale ed antropologica dell’uomo in tutti i settori del sapere umano.

Questi diffusero la loro cultura quando  il nord Italia era ancora nello stato di barbarie  dai Greci denominati “barbaroi” (it. barbari) ossia arretrati, primitivi, selvatici.

Nel III e II secolo a.C. arrivarono i Romani, che con le armi imposero un giogo predatorio che portò   il Grande Meridione dell’antichità alla rovina economica e culturale.
B: IL MERIDIONE NELL’ VIII   E  IX   SECOLO

Caduto il giogo predatorio dei Romani nel V secolo   il Meridione riprese a crescere e a  prosperare, sicchè nel VIII e IX secolo d. C.  raggiunsero di nuovo prosperità  portandosi al livello medio dei paesi europei.
Nel 963 arrivano le prime orde dei Normanni evasi dalle carceri e dai manicomi dei paesi scandinavi invasero
il Sud partendo da Bisignano(Cosenza)  in la Calabria e successivamente  altre regioni,  facendo decaderre il Meridione di nuovo nella miseria.
C: IL MERIDIONE NEL 1700 E 1800: PRIMO IN ITALIA

Nel 1700 e 1800 sotto i Borbone  il Meridione   ritorna a primaggiare in tutti i settori della cultura, della scienza e della politica, dell’economia.
Al Congresso Internazionale di Parigi del 1856
( 4 anni prima dell’unità d’Italia  1861 ) il Meridione,
rappresentato dal regno delle due Sicilie,  viene riconosciuto il terzo stato più evoluto  del mondo
dopo l’Inghilterra e la Francia, e il primo  in Italia.
Primo in tutti i settori  del sapere umano e delle scienze.
La finanza pubblica del Regno delle Due Sicilie

era floridissima. Da solo esso deteneva  443 milioni
di lire-oro,  mentre tutti gli altri stati  del Nord messi insieme avevano  224,2  milioni di lira-oro. Ossia il doppio.
Il regno di Sardegna aveva solo 27 milioni di lire-oro,
appena la sedicesima parte.

IL MERIDIONE  VISTO DAGLI IMBECILLI  PARANOIDEI

Fin qui il Meridione della storia reale.
Ma gli imbecilli paranoidei del nord Italia hanno inventato un altro Meridione: quello dei primitivi, dei criminali, dei miserrimi, ammalati di barbarie atavica, dei briganti.
Primi fra tutti i Savoia, maestri di calunnia
e di barbarie, i quali hanno cercato collaboratori
altrettanto barbarici: generali, legislatori paranoidei
quali Pica, il letterato profetizzante  quali Lombroso,
espulso dalla Societä di Antropologia itali  e riammesso
dai Savoia.
In particolare Lombroso non conosceva né la storia,
né la antropologia culturale, né la scienza. Egli fu solo un letterato profetizzante, che aveva studiato medicina,
usurpatore di ruolo di scienziato.
Egli  tentò  di localizzare l’origine della malattia mentale (la ciminalità) nella struttura delle ossa del cranio e dello  scheletro, allo scopo di discolpare
i Savoia di tutte le loro responsabilità nei crimini
e nelle barbarie commessi nel Meridione ( Aprile, 2010, 2011, 2016).
Egli ignorò  che  il grande medico Alcmeone di Crotone
23 secoli prima nel V a.C.  in Calabria   “ aveva attribuito al cervello ( e non al cuore)  la sede del pensiero e della memoria” ( Dragone  et al 2003, p. 37)
e quindi delle malattie mentali.
Dei 4’000 anni della gloriosa storia del Meridione  egli
prese in considerazione solo  il brevissimo segmento
di 20  anni tra  il 1860  e il 1880.  20 anni rispetto a 4’000 di quelli reali.  Solo la 1/200  parte.
Il campione storico ( 20 anni) da lui scelto non era rappresentativo  della intera storia del Meridione costituito da 4’000 anni ( Klaus, 1972).

[Per poter fare delle illazioni occorre che il campione
sia rappresentativo della popolazione ( l’insieme  diegli oggetti in studio )
a cui esso si riferisce ( Klaus, 1972;  Zimbardo et al 1998)] Ciò dà la misura dell’imbecilitä e della disonestà intellettuale del  profeta Lombroso  e dei suoi seguaci.
Dopo tante imbecillità usurpò anche il titolo di scienziato.

E ci sono storici contemporanei, anche loro affetti da pseudogenilità imbecillesca,  i quali, con  gioco retorico,   alla TV continuano a definire Lombroso “scienziato”, i suoi
scritti “opere scientifiche” e il suo procedimento profetizzante  “metodo scientifico”. Soggetti per i quali
“la parola è creatrice”,  “la parola viene prima del fatto”,   “la parola crea la realtà”.
Gli scienziati, quelli autentici, (Keller, 1973; Kostjuk, 1969;  Keup 1974;  Kraiker, 1974, Pavlov, 1936; Rubinstein, 1977; Scharfetter, 1974,  Zimbardo et al 1998) al contrario  sostengono che Lombroso sia stato un fenomeno patologico, affetto da disabilità inntellettiva a livello di imbecillità e di  disabilità etica, in cui domina la paranoidea e la predatorietà.

D: IL MERIDIONE NEI TEMPI MODERNI

Nei tempi moderni il  Meridione ha prodotto premi Nobel quali L. Pirandello,  S. Quasimodo,  Dulbecco, G. Deledda.
Secondo codesti soggetti  nel Meridione esiste solo la mafia, la  ‘ndragheta, la camorra le quali sarebbero  responsabili di tutti i mali che afliggono il Meridione.
Ignorando che il cristianesimo ha creato la doppia morale, le premesse  del pensiero distorto del  crimine organizzato ( mafia,  ‘andregata, camorra). Dio ordina “non uccidere”, e subito dopo però si afferma che “ a Dio tutto è permesso anche ucciderre”.
Ignorando che la tortuura dello incaprettamento fu inventato dal Dio di Isaia ( VII secolo a.C.) e poi insegnato ai mafiosi della Sicilia che lo hanno applicato nei loro misfatti.
La tortura dell’incaprettametno consiste nel legare mani e piede dietro la schiena della vittima e poi farlo rotolare lungo la pendice di una montagna rocciosa (En. Treccani).
Dimendicando che, prezzolandola, furono i Savoia ad utilizzare la malavita organizzata per combattere i Borbone.
Fu ancora lo stato italiano (politici e carabinieri) che nella seconda metà del Novecento  attivò e protesse la mafia ( Rijna e compagni) ( Travaglio, Fatto Quotidiano, 2018)
Nel corso di tutto il Novecento lo stato italiano ha derubato il Meridione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo economico e culturale ( Aprile 2010, 2011 )
Dopo averlo ridotto in miseria e alla fame, ora lo  accusa e lo insulta.
Tutta roba da psichiatria.  I protagonisti di queste storie sono soggetti psichiatrici ( Scharfetter, 1974; Lalli 2003).

 

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