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UN COSIDDETTO BRIGANTE

PROFILO   PSICOLOGICO   DI   UN    COSIDDETTO
“BRIGANTE”:   IL   SIGNOR    PALMA

 

Il cittadino calabrese Domenico Straface Palma
(1831-1869) denominato “brigante”, vissuto  38 anni .

“ Eccezione fra i briganti, Palma sapeva leggere e scrivere, e si dilettava anche a fare delle poesie popolari in cui trasfondeva il suo rimpianto per la vita tranquilla e la consapevolezza del suo stato infelice. Più volte respinse gli illusi che andavano da lui per essere aggregati nella sua banda, consigliandoli a condurre vita onesta piuttosto che quella dolorosissima del brigante.
  Devoto alla MADONNA del Carmine, portava fra la camicia e il petto ” l’ abitino, ” effige della madonna su stoffa, come amuleto contro le sventure; alla sera si univa in preghiera con il resto della banda per RECITARE IL ROSARIO.” (De Simone  E., )
.

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fig 1:   Madonna del Carmine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTERPRETAZIONE  PSICOLOGICA

“Devoto alla Madonna del Carmine…” effige della madonna”… ..si univa in preghiera con il resto della banda per recitare il rosario” ogni sera” ( De Crescenzo,  ).
Le azioni di codesti soggetti contengono
due  tipi di informazione ( Watzlawick 1966):
a) un messaggio di relazione,

b: un mesaggio di contenuto.

  1. A) MESSAGGIO DI RELAZIONE.

Il messaggi di relazione suona: Noi abbiamo bisogno della morale. Noi vogliamo  la morale. Noi pratichiamo la morale. Noi vogliamo e pratichiamo un sistema di regole sociali.
b). Tale sistema di principi veniva  rinforzato  sia
cognitivamente che emozionalmente, tramite la preghiera quotidiana (Pavlov, 1936).    Quindi esso era tenuto vivo e presente all’Io-conscio ed esso improntava di sè il comportamento quotidiano di questi soggetti.

  1. c) Noi siamo persone oneste, e vogliamo essere
    classificati quali persone oneste.
    d) Noi apparteniamo al consesso delle persone oneste.
    Abbiamo diritto a un giudizio positivo.

B: MESSAGGIO DI CONTENUTO.
I contenuti di questa morale erano quelli
incarnati e rappresentati dalla Madonna del Carmine, “elargitrice di grazie”  ai suoi figli (simbolizzati dal bambino tenuto in braccio).

Come tutte le altre madonne, la Madonna del Carmine  era un simbolo onirico, elaborata dall’inconscio di un santone, apparsagli  nei sogni d e poi assunta quale figura rappresentativa dei bisogni e dei sentimenti  di altre persone. A cui si associò questo signore, il Palma,   e i suoi compagni.
Lei riconosceva  i diritti e i bisogni dei suoi figli e provvedeva  a elargire i doni di cui essi necessitavano  (sacchetto nella mano destra).
Essi poveri contadini inconsciamente si riconoscevano in quel bambino, amorevolmente tenuto sul braccio sinistro,

sia cognitivamente che emozionalmente.
Non soffrono di confusione mentale. Non sono  anarchici. Non paranoici distruttori.
Questi soggetti erano degli uomini rispetosi e praticanti la moralità, ma una morale rispecchiante i problemi, i bisogni della propria classe sociale, quell dei contadini e dei braccianti, mserrimi finziaramente
ma non psichicamente, culturalmente.
Essi bramavano una vita normale, labioriosa e onesta.
Essi possono esser  classificati quali persone oneste.  Poveri finziariamente, solo finziariamente, poiché la cultura agraria o la pastorizia rendevano pochissimo.  Ma ricchi culturalmente e moralmente.

 

VALUTAZIONE   ETICA   DEL   SIGNOR    PALMA

Se applichiamo i principi della morale bioevolutiva,
( Bertelli, 2018/a,  DSM-5, 1996; Katz, 2000; Ridley, 1996; Ruse,  1993;  Shermer, 2004;  De Waal, 2001, 2008, 2009, 2011; Wright, 1994)  risulta che il signor Palma fu un moralista, fedele osservante  dell’etica  costituita da  reciprocità, empatia e solidarietà, equità e giustizia, soccorso, consolazione, imparzialità , bontà e utilità sociale,
culto del collettivo, soluzione riconcialitiva dei conflitti.

Se lo valutiamo secondo i principi  della psichiatria scientifica (Lalli 2003)   il signor Palma fu un “uomo normale”

Egli praticò nove virtù della etica bioevolutiva.

1. Reciprocità
Egli  praticò la reciprocità: “Non fare agli altri
quello che non vorresti che gli altri facessero  a te.”
“Più volte respinse gli illusi che andavano da lui per essere aggregati nella sua banda, consigliandoli a condurre vita onesta piuttosto che quella dolorosissima del brigante”.
   Non abusò mai dei contadini e delle persone che aiutava.

2. Empatia e solidarietà,
Egli colse  e sentì  i sentimenti degli altri  dei contadini e dei braccianti. Fu coinvolto emotivamente delle loro sofferenze. E si impegnò a difenderli.

  1. Equità e giustizia,
    La giustizia  è un insieme di aspettative sul modo in cui l’individuo prevede di venir trattato e sul modo in cui  lui si aspetta che le risorse dovrebbero essere divise. Nella suddivisione delle risorse egli fecewsempre parti uguali, senza nessun privilegio. Cosa che facevano i
    teologi cristiani, per i quali a “Dio tutto è permesso”.
    La teologia cristiana era iniziatrice e fomentatrice di
    conflitti e di uso della violenza, per violazuione della ewqjuitä nella distribuzhione delle risorse.4. Soccorso.
    Il signor Palma aiutò sempre chi aveva bisogno, coloro
    soffrivano la fame, che erano nello stato di indigenza.
    La ricchezza che richiedeva ai baroni la distribuiva a coloro
    che ne avevano bisogno.
  2. Consolazione
    Con il suo operato il signor Palma consolò sempre coloro che soffrivano per indigenza senza chiedere nulla in compenso.
    Il suo mondo ideale era quello che tutti  avessero la propria fetta di benessere e di felicità.
  3. Imparzialità
    Il signor Palma sentì forte il senso della giouistizia e quindi anche della imparzalità. Mai nessuno si lagnòdi lui, se
    non i padroni e i baroni.
  4. Bontà e utilità sociale.
    Rispetto ai contadini e ai poveri il signor Palma
    programmaticamente   praticò bontà e utilità sociale.
    Perciò era venerato, aiutato dai ceti poveri.
  5. Culto del collettivo
    Il suo operato era diretto non a singoli individui ma a tutta
    la società dei poveri dei nullatenenti, che soffrivano la fame,
    l’indigenza, il freddo, la miseria. Egli aveva un visione collettiva della socità umana, come dimostra il culto della Madonna del Carmine, la quale soccorre tutti e non solo i “figli privilegiati”.  Il bambino che portava sul braccio sinistro
    incarnava tutta la societä dei bisognosi, dei sofferenti.
    La sua visione anticipava  la concezioni odierna in cui
    “ogni cittadino ha il diritto alla vita e a una vita normale e dignitosa”9. Soluzione riconcialitiva dei conflitti.
       Il signor Palma un atteggiamento  riconciliativo dei conflitti. I giovani che volevano entrare nella sua banda, li invitava a ragionare e a ponderare le conseguenze.
    Quando faceva richieste giustificava in anticipo le
    sue decisioni. Non imponeva pe editto, ma invitava a
    riflettere.

VIOLENZA.
La violenza il signor Palma la usò solo contro coloro che usavano  violenza verso di lui. In una serie di interazioni, egli rispose alle violenze iniziate da altri.  La sua fu una violenza reattiva, quale  risposta a quella precedentementee attuata da altri. Egli rispose a una provocazione.

 

Commuove leggere queste storie di povera gente (povera solo finanziariamente), ma nobilmente osservanti un sistema di principi etici.
Indigna profondamente che uomini tanto nobili fossero ricoperti da  calunnie, declassamento, insulti, atrocità, gettati nel fango.
Indigna che essi fossero dichiarati “nemici” da distruggere  anche  fisicamente.

Indigna che sia I Savoia  che Lombroso dopo  inveissero contro questi poveri sventurati.

I “veri briganti” sono loro prima i Savoia,
e poi Lombroso. Ossia coloro che violarono
le leggi sociali umane, sociali e morali commettendo genocidio, massacri, sturpi, insulti alla popolazione peggiore di quelle barbari.

I Savoia furono autentici briganti, barbari,
e soggetti psichiatrici, imbecilli e   disabili etici.
Il loro brigantaggio si esplicita nella violazione di ogni legge sociale,   nell’altissima  distruttività che caratterizza il soggetto paranoico ( Lalli, 2003; Scharfetter, 1974).

Il signor  Palma  presenta una concezione profondamente etica della vita e della società, che affascina.
Egli incarna gli ideali dei contadini e dei braccianti della
sua epoca.
Egli fu un visionario, anticipatore dei tempi moderni e di quelli futuri.  Egli sognava un mondo migliore, una ordine sociale realmente improntato alla giustizia ed  equità.

Egli anticipa quello che le società migliori sul pianeta hanno
attualizzato  nel Novecento e  continuano a fare nel XXI secolo.
Quando dagli sgherri dei Savoia  fu assassinato, a soli 38 anni, egli non aveva una sola lira in tasca. Visse per gli altri e per il suo sogno: amore giustizia, equità.
Tutte le virtù e i principi che lui aveva sognato vengono progressivamente  tappa dopo tappa realizzate da governi saggi
e  responsabili, come quello cinese che fino ad oggi ha sollevato dalla povertà estrema 500 milioni di poveri, e continua a farlo con i rimanenti 30 milioni ancora esistenti.

Egli non meritava il titolo infamante di “brigante”.
Tale titolo spetta al Vittorio E II dei Savoia  e ai suoi sgherri  altrettanto disabili intellettivi e disabili etici.
Un autentico “brigante” ossia un criminale efferato
imbecille e fogna di immoralità fu Vittorio E II di Savoia.

Energicamente proponiamo che gli venga fatta giustizia
e valutato per quello che realmente fu.

Noi proponiamo di erigere un monumento al signor Palma,
cittadino calabrese, EROE   DEI   CONTADINI, VISIONARIO,  ANTESIGNANO DEI  TEMPI   MODERNI.

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