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ORFISMO E CALABRIA

    DEFINIZIONE   DI   ORFISMO

 

 

 

 

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fig. 1: Il geniale intellettuale calabrese del   XI secolo  a.C.
a.C. ammansisce le passioni con il ragionamento della sua geniale  intelligenza ( simb lira). Donde il suo nome l’Illuminato in greco detto Orfeo.

 

L’orfismo fu una religione redentrice, ossia
si occupava dei bambini abbandonati, che all’epoca erano numerosi.
Nell’antichità l’uomo raccontava la storia per sogni
(Schmidh, 1942) che  rappresentatava la ” assoluta realtà”
(Schmidh, 1942;  Tylor, 1881)).

L’orfismo fu una religione  redentrice, ossia
si occupava dei bambini abbandonati, che all’epoca erano numerosi.
Nell’antichità l’uomo raccontava la storia per sogni
che  rappresentava la ” assoluta realtà” (Schmidh, 1942;  Tylor, 1881)).

ORFEO, IL GENIALE INTELLETTUALE CALABRESE.

“Il pensiero è uno strumento nella lotta per l’esistenza, donde il suo stretto legame con i suoi interessi e i suoi bisogni” (Kosjiuk, 1969,  p. 242)
“Il pensiero è il rispecchiamento mediato e generalizzato  dei rapporti non immediatamente visibili  dei legami e dei rapporti  degli oggetti e degli eventi della realtà […]   il grado di abilità nella soluzione   di problemi è l’intelligenza” ( Kostjuk, 1969, p 241)
Ne deriva che quanto più  è alto il grado di generalizzazione e  l’ abilità nella soluzioni di problemi, tanto più grande  è l’intelligenza.

Questa fenomeno si riscontra in sommo grado nel geniale  intellettuale calabrese del XI  secolo  a.C., che produsse il sogno/mito di Orfeo, il quale vittima di deprivazione culturale ( fu un bambino abbandoanto) svivluppò gravi malattie mentali e possenti introllabili passioni.
Ma grazie alla sua geniale intelligenza  (simb la lira) riuscì a estinguere  le sue gravi malattie mentali, e divenire un uomo sano e normale. Non solo. Ma successivamente elaborò una nuova visione dell’uomo, della vita umana, e dell’etica  che ha influenzato i più grandi filosofi dsell’antichia:  Pitagora,  Platone, Plotino e Aristotele  e molti altri pensatori e letterati.

Esso è costituito da una serie di sogni, prodotti dal suo inconscio. Dopo lunghi anni di studio della psiche e dell’inconscio, noi  abbiamo  tradotto  i simboli onirici costituenti quella serie di sogni in concetti. E poi li abbiamo commentati.

fig. 1: Il geniale intellettuale calabrese del XI secolo
a.C. ammansisce le passioni con il ragionamento della sua geniale  intelligenza ( simb lira). Donde il suo nome l’Illuminato in greco detto Orfeo.

 

 

 
A:  Il TEATRO DELL’ORFISMO: LA CALABRIA
Teatro dell’orfismo fu la Calabria.
In Grecia ad Atene vi era la religione eleusina che si occupava di questa tematica, dei bambini abbandonati.
Nella Grecia nordorientale, a Samotracia, vi era la religione cabirica, che aveva la medesima funzione anche se espressa con simboli differenti.
Pertanto in quelle regioni una terza religione non avrebbe potuto attecchire.
In Calabria nel Grande Meridione dell’antichità un anonimo  intelletuale  elaborò una religione redentrice, che venne diffusa sotto il nome  di orfismo, da Orfeo,  il protagonista che compariva nei suoi sogni.
Infatti Ibico, un poeta di Reggio Calabria, fu il primo a parlare di esso.
Uleriore testimonianza dell’origine calabrese dell’orfismo  sono le quattro laminette orfiche trovate  nelle tombe di Thurii, ( l’attuale Terranova di Sibari
( Cosenza in Calabria), ora nel Museo di Napoli,
che riferiscono del culto orfico.
Altra  conferma di questa origine fu la scuola
di Piatagora (570-496) che ebbe sede a Crotone, in Calabria,  la capitale del Grande Meridione dell’antichità.
Da dove poi venne divulgata nelle altre regioni.
Empedocle, discepolo di Pitagora, portò l’orfismo a Siracusa in Sicilia, Archita, altro disceplo di Pitagora, a Taranto in Puglia, altri a Paestum in Campania ecc.

Infine    conferma dell’origine calabrese di tale religione  è la tradizione orale e la pratica che si riscontra in  Calabria fino al secolo scorso.
I miei antenati, compresa mia nonna e mia madre, professavano e praticavano questa dottrina,  anche se la domenica andassero  in chiesa e recitassero il rosario.
Il sottoscritto  è stato plasmato dalla cultura orfica. La sua scala di valori  è quella orfica.  Sotto una molto sottile patina  di cristianesimo ( ascolto della messa in chiesa)  i valori da noi praticati furono quelli orfici.
La stragrande maggioranza delle “persone oneste”
della Calabria  sono state plasmate della dottrina orfica.
(vedi  E)
. . . .
…..
Per la sua rilevanza l’orfismo è intrecciato con tutta la sognologia/mitologia greca.

B: ORFISMO ORIGINARIO  DELLO XI SECOLO.

 

Dell’orfismo esistono tre versioni: a) quella originaria
del XI  secolo e seguenti e b) quella di Pitagora del VI secolo a.C., elaborata secondo criteri filosofici
c) l’orfismo nella tradizione popolare, sopravvissuta
fino ad oggi.

[ NOTA: nell’antichità il sogno era “l’assoluta realtà” (Schmitd, 1942;   Tylor, 1881)e tutti comunicavano tramite il sogno e tramite i simboli onirici prodotti dall’ inconscio e non dai concetti prodotti dalla psiche di giorno allo stato di veglia.
Le riflessioni di quel’intellettuale nei sogni furono incarnate da un uomo detto  “l’Illuminato” in greco detto “Orfeo”. In questo contesto l’intellettuale fu un personaggio storico, e Orfeo un simbolo onirico  inserito in sogni.].
Dopo lunghi studi sulla psicologia  della psiche, noi abbiamo tradotto i simboli onirici in concetti e abbiamo ottenuto la seguente storia dell’orfismo]

 

VERSIONE ORIGINARIA, XI secolo a.C.
DOTTRINA ORFICA
L’orfismo fu una religione redentrice, che si occupava dei bambini abbandonati, che all’epoca  erano numerosi.
Essa è identificabile in base  ai sette fattori che distinguono le religioni redentrici:

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  1.                                        fig. 2:   Ragazzo abbandonato,  deprivato di  ogni acculturazione,    malato di mente
  2. a) apparizione di un adolescente abbandonato, solo;
  3. b) stato di “impurezza” , simbolo di malattie e disturbi
    mentali,  nella psicopatologia oggi identificata quale
    “sindrome abbandonica”
    c) “purificazione”:  percorso  di modificazione, di estinzione
    oggi denominata psicoterapia  dei disturbi mentali,
    d) integrazione sociale ( “secondsa nascita” quella emozionale);
    e) “ebrezza o estasi”: forti emozioni all’atto della
        integrazione  sociale ( vino di Cana nel Vangelo);
    f) festeggiamenti di accettazione ed integrazione sociale;
    g) “misteri”:  segretezza,  incomprensibilità del rituale
    e della dottrina poiché espressi in simboli onirici e non
    in  concetti, quelli usati dall’uomo allo stato di veglia.Uno di questi ragazzi abbandonati, dotato di intelligenza superiore, si diede a riflettere sul suo dramma,  esaminò  le sue drammaticissime e soffertissime esperienze di deprivato culturale. Raccolse i sogni che apparivano e costruì la dottrina orfica  codificata in simboli onirici elaborati dal suo inconscio.
    ( Essa  fa parte della sognologia/mitologia greca che va sotto il nome di mito di Orfeo)
    Giunto alla pubertà 11-12  anni, scoprì di essere diverso dagli altri e di avere gravi disturbi mentali,
    gravi disfunzionalità  ( “scoprì la sua impurezza”. ( Questa era  costituita da disturbi generati dallo stato di deprivazione culturale,  oggi denominata sindrome abbandonica: deprivazione affettiva, deprivazione di cure parentali,  assenza di modelli sociali formanti. La sua psiche era gravemente danneggiata e disfunzionale ( Corboz, 1974;  Harlow, 1962;Lutz, 1962; Mainardi 1974;  Scharfetter, 1974; Rehmschimidt, 1974; Kanh 1974).Nei sogni il suo inconscio  codificò  queste fortissime passioni  quali “giganti o titani”  ossia forze maniacali difronte alle  quali il suo Io-conscio, era impotente.
    Il suo Sé ( simbolo Zeus)  diede incarico al suo pensiero ( dotato di intelligenza)  di dissolvere le sue malattie mentali, i suoi disturbi.
    Così fu attivato  il pensiero, il suo intelletto,
    che prese nome “Illuminato” (in greco  “Orfeo”).
    Egli si diede  a riflettere sulle sue sventure e sulle sue cause. Le riflessioni fatte di giorno, dal suo inconscio di notte sul palcoscenico dei sogni, furono espresse da un uomo  intelligente  detto Orfeo.
    Questi analizzò i suoi disturbi, e, grazie alla sua acuta intelligenza, seppe trovare soluzione  a tutti le emozioni  negative, (“le passioni”) che sconvolgevano  la sua psiche.
    L’uno dopo l’altro egli estinse tutti i disturbi psichici
    generati dalla sindrome abbandonica, pervenendo alla loro
    Egli operò  una   “purificazione della sua anima” processo che nella psicologia scientifica odierna vien detta ristrutturazione cognitiva e ristrutturazione emozionale, o modificazione, o estinzione dei disturbi.

EURIDICE, “La dispensatriCe di giustizia”

Grazie alla sua superiore intelligenza, egli capì
che la causa dei suoi  disturbi psichici e delle sue sofferenze  era stato lo stato di  deprivazione culturale.
Nella sua psiche  insorse sete di giustizia. Egli nutrì l’istanza di elargire i diritti di riconoscimento a tutti i figli, e non solo ad alcuni come accadeva  allora  e come permetteva  la legge della religione ufficiale quella di Zeus, che ammetteva la schiavitù, ecc.
Questa istanza di giustizia dal suo inconscio nei sogni fu espressa da una giovane affascinante, “Portatrice  di giustizia”  in greco detta Euridice.
L’intellettuale anonimo tentò di estendere il dovere di riconoscimento a tutti i figli procreati e non solo a pochi preferiti per prevenire il dramma dei disturbi dell’abbandono.
Un dovere che sarebbe dovuto incombere a tutti i genitori.  Ciò avrebbe abolito la  schiavitù. ( I bambini abbandonati  raggiunta l’êtà  adulta, divenivano automaticamente schiavi, ossia oggetti  di cui tutti potevano disporre).

La classe dominante, che praticavano la religione ufficiale quella di Zeus e degli 11 dei ( nell’XI secolo) rigettarono la richiesta dell’anonimo intellettuale ( simbolizzata dalla morte di Euridice causata dal morso di un serpente)
Allora l’intellettuale anonimo fondò una setta privata, e la sua dottrina venne praticata in privata, nelle “case sacre”.
Ecco i  suoi principi .

Non ci sono dettagli sul processo di “purificazione”
ossia della estinzioni dei disturbi psichici, denominati
“impurezza”, come invece esiste per la religione eleusina
nella quale erano previsti 9 mesi di  rituali necessari per estinguere i disturbi mentali dell’adepto.

Ma oltre  all’assistenza ai bambini abbandonati, l’anonimo  intellettuale calabrese, dotato di superiore intelligenza,  studiò  il problema del male e delle sue origini, del principi etici, ed elaborò il seguente sistema di valori.

 

I VALORI DELL’ORFISMO IN CALABRIA

1. Il culto del Collettivo quale valore supremo nella scala
dei principi.  Assegnava la preminenza al Collettivo
rispetto all’individuale e il soggettivo.
Aveva definito il rapporto tra Collettivo e individuo.
2. Amore reciproco: gli orfici erano legati  d amore
e benevolenza reciproci;
3. venerazione e pratica della giustizia;
4. obbrobrio del sangue, della violenza
5. culto e pratica della “purezza”,
    ossia del rispetto  delle norme sociali,
6. Culto della temperanza,
opponendosi  alle passioni e ai piaceri come dei mali;
7. Immortalità dell’anima e del premio o pena
   dopo la morte.
   Credenza  che l’anima fosse immortale,  ma sola quella
dei buoni andassero  passassero  in un secondo corpo,
e fossero felici  mentre   ai cattivi spettasse un
eterno castigo.

B: Nella correte pitagorica in Calabria:

  1. Parità di diritti della donna con quelli degli
    uomini.
    Pitagora diede alle donne permesso  di partecipare
    alle riunioni degli maschi e diritto  di parola
    ( fin dal 512 a.C.  ( Con Pitagora inizia giä
    il movimento femminista,  represso dal cristianesimo
    che prevedeva la donna   quale schiava dell’uomo.
    9. Liberazione dell’uomo dal passionale,
    dalla violenza e della violenza quale strumento
    di redenzione di conflitti.
    Liberazione della bestialitä nell’uomo  anche se
    espresso per simboli onirici e non per  concetti come
    avviene oggi  Pitagora ( 570- 496) ha iniziato il
    movimento femminista  fin dal  513 a.C., successivamente
    nel I secolo d.C.  per bocca di Paolo represso
    dal cristianesimo  barbarico che impose
    la donna schiava dell’uomo
    ( Paolo, L. Corinti, Timoteo)10. Grazie alla vita semplice e morigerata, godevano di
    buona salute e di relativa longevità rispetto
    all’uomo della loro epoca.
    11. Assistenza ai bisognosi, primariamente ai bambini
    non accettati e abbandonati.
    Simbolo onirico: “Capretto sei caduto nel latte”
    ( Laminetta orfica  di  Terranova di S. in Calbria)

C:  L’ORFISMO PITAGORICO

Nel VI secolo a.C., a Crotone in Calabria Pitagora fa sua la dotrrina orfica e la estende anche agli  uomini normali, praticanti la religione ufficiale.
E vi aggiunge elementi propri: il movimento femminista
il culto del sapere, della riflessione.
a: Movimento femminista.

Il   “femminismo”  viene  attribuito al francese Charles Fourier (1772-1837) il quale ispirò   il  socialismo utopico  e viene fatto  iniziare nel  Settecento.
In realtà e in verità il femminismo è stato ideato e praticato 22 secoli prima da Pitagora  fin dal 513  a Crotone in Calabria, capitale del Grande Meridione dell’antichità.
Egli aveva concesso alla donna il diritto di partecipare alle assemblee e il diritto di parola,  il diritto di esprimere le proprie opinioni.  Pitagora aveva riconosciuto alle donne le stesse abilità e gli stessi diritti degli uomini ( Dragone et al, 2003).

  1. b) Il culto della riflessione.Pitagora insegna a ragionare. A risolvere i conflitti
    con il ragionamento e non con la violenza, la forza .
    Con Pitagora l’uomo si distacca dalla belluinità, dalla
    belluinit4à, che usa solo la forza quale fonte del diritto.
    Pitagora usa il ragionamento, il razionale quale fonte del diritto.
    “L’introduzione della scienza quale strumento di purificazione” ( Dragone et al 2003, p. 1162) costituisce
    l’originalità di Pitagora, che sgancia i fenoemeni psichici  dalla teologia sciamanica e dalla magia.
    Il termine “scienza” riferisce sia pure in maniera  generica del pensiero, del ragionamento, infatti egli fondò la filosofia  quale “amore per il sapere”  ossia per la riflessione e il ragionamento. Egli sottopose il comportamento  ( pulsioni e istinti) al controllo della ragione e della giustizia.
    Egli istituì  la assemblea settimanale.
    Ogni settimana i membri si riunivano e discutevano
    i problema della vita quotidiana.
    Inoltre egli suggerì la meditazione serale nella quale si esaminavano le azioni compiute nel giorno trascorso e
    si organizzavano quelle del giorno successivo.
    In occidente nessun ha mai raggiunto tanta altezza
    di umanità, di evoluzione culturale.
    Bisogna andare in oriente  fra i cinesi  per rilevare
    il medesimo livello di evoluzione culturale.

 

 

D: ORFISMO NELLA TRADIZIONE POPOLARE

Sebbene nel 382 d.C. l’imperatore Teodosio avesse vietato il culto di altre religioni oltre il cristianesimo,  per le sue eminenti virtù e bontà, la dottrina  orfica è  sopravvissuta  fino al Novecento  in Calabria.
Le persone oneste  nl Meridione sono state plasmate dalla dottrina  orfica.
Per le sue qualitÀ altamente etiche ed umanitarie,
la dottrina orfica è stata praticata ed è presente
nel Meridone sotto un sottile patina di cristianesimo.

I miei antenati professaano e praticavano l’orfismo.
Il sottoscritto è stato plasmato dalla etica orfica,
trasmessa dai miei antenati materni anche se la domenica “bisognava andare in chiesa  ad ascoltar messa”.
Tra etica orfica e quella cristiana vi è una differenza
abissale.
I  fattori principali che le distingue sono l’abominio della violenza, il controllo di figli in esubero, la morale univoca,  sostenute dall’orfismo e rigettate dal cristianesimo.

 

  1. E) VALUTAZIONE DELL’ORFISMOCredenza nella modificabilitÀ e nella migliorabilità
    della psiche ( simb. migrazione dell’anima in animali buoni o cattivi), espressa per il simbolo onirico “la metamspicosi” dell’anima.2. IntroduzIone del concetto di bene e male. Ossia di
    schemi compotamentali socialmente utili o nocivi,
    agli altri.
    Per la prima volta nella storia antropologica dell’uomo essi sottoposero il comportamento a differenziazione,
    quello soialmente utile definito bene, e quello socialmente  nocivo definito male.

    3. Il culto del Collettivo.
    Prevalenza del Collettivo  sull’individuale e
    il soggettivo.
    4. Amore reciproco:
       gli orfici erano legati  d’ amore reciproco
    5. venerazione e pratica della giustizia
    6. obbrobrio del sangue, della violenza
    7. Rispetto  delle norme sociali,
    sespresse sotto il simbolo  della “purezza”,
    8. Virtù della temperanza,  opponendosi
    alle passioni e ai piaceri come dei mali
    9.  Continenza sessuale:
    10. Immortalità dell’anima.
    ma sola quella dei buoni andassero  passassero
    in un secondo corpo, e fossero felici  mentre
    ai cattivi spettasse un eterno castigo

B: Nella corrente pitagorica in Calabria:

  1. parità di diritti della donna con quelli degli
    uomini.
    Pitagora diede allle donne permesso  di partecipare
    alle riunioni degli maschi e diritto  di parola
    ( fin dal 512 a.C.  ( Con Pitagora inizia già
    il movimento femminista,  nel I secolo d.C. represso
    dal cristianesimo  perr bocca di Paolo ( Letter
    Cor, eTm),
    che prevedeva la donna   quale schiava dell’uomo.12. Liberazione dell’uomo dal passionale,  della violenza
    quale strumento   di soluzione di conflitti.
    Liberazione della bestialitä nell’uomo  anche se
    espresso per simboli onirici e non per  concetti come
    avviene oggi.
    Pitagora ( 570- 496) ha iniziato il movimento femminista
    fin dal  513 a.C., successivamente  represso
    dal cristianesimo  che impose  la donna schiava
    dell’uomo  ( Paolo, L. Corinti, Timoteo)13. Buona salute e longevità.
    Grazie alla vita semplice e ordinata, schiva di stress,
    godevano di  buona salute e di relativa longevità
    rispetto  all’uomo della loro epoca.
    14. Assistenza ai bisognosi,
    primariamente ai bambini   non accettati e abbandonati
    da altri.  Simbolo onirico: “Capretto sei caduto
    nel latte”  ( Laminetta orfica in Calbria)

Era l’inno amorevole che si recitata al novizio
al processo di iniziazione.
Gli orfici sganciano l’uomo dall’animale  segnando il passaggio dalla bestia, guidata dallo istintuale e dalla violenza, all’uomo civile, plasmato dall’amore, dalla benevoleza, riconoscente di diritti dewgli altri.

L’orfismo segna un gigantesco passo in avanti nella
evoluzione culturale ed etica dell’uomo.
Evoluhione distrutta dal cristianesimo che nel medioevo, coon l’Inquisizione impose la barbarie  della paranoia
di cui erano affetti i suoi fondatori ( Pietro, Giovanni
l’Apocalista) ammantata di “amore del prossimo”. Solo retorica. Niente altro (Scharfetter, 1974;  Lalli, 2003) psichiatri

All’arrivo del cristianesimo si ha un periodio di involuzione culturale, nel 1800 riattivato da Lombroso
dietro pretesti scientifici.

   Se nell’Ottocento si fosse praticato l’Orfismo,
non ci sarebbero stati  il genocidio, i massacri,
gli stupri, le distruzioni, le barbarie commessi dai Savoia.
Non sarebbe sorto il cosidetto brigantaggio, come non sorse nella Magna Grecia (Metaponte, Sibari, Crotone, Agrigento)  come non sorse nell’VIII e IX secolo.
E non ci sarebbe stato neanche il macellaio Lombroso

 

L’orfismo ha iniziato movimenti e ideologie  che furono attualite  solo nel  Novecento.
1. Il movimento femminista;
2. L’assistenza ai bambini abbandonati, i diritti
del mascituro;
3. La prevenzone di procreazione di figli in esubero
insostenibile;
4. La modificabilità della psiche;
5. Inroduzone della responsabilità  e della morale
autonoma: ossia la responsabiltà individuale;
6. Il culto per il sapere e l’intellettualità;
7. Il ragionamento quale strumento nella soluzione di
conflitti.

Senza rischio di fare retorica,  vi sono tutti i presupposti per affermare  che l’orfismo fu un grande movimento  innovativo.
Esso ha illuminato le menti e riscaldato il cuore
degli uomini, che lo particavano  fino al Novecento.

 

DOMANDA ALL’IMBECILLE  LOMBROSO

Ci dicano quello imbecile che fu  il signor Lombroso e i suoi garzoni, pseudogeni imbecilli come il maestro,   dove è codesta “criminalià atavica in Calabria”?

Fu il cristianeissmo  che portò barbarie non l’orfismo, non i calabresi.
I Savoia erano cattolici, non orfici.
Il signor Lombroso era un ebreo non orfico.

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