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STORIA INTEGRALE

STORIA     INTEGRALE :   L’UOMO   NELLA
SUA   INTERREZZA.

( BERTELLI   2014)

A: STORIA TRADIZIONALE  ( B. Croce,   P. Mieli,   )

Le caratteristiche principali della storia tradizionale sono:

1. Interepretazione cristiana della storia
universale.
Secondo loro la storia appariva come manifestazione
di Dio nel mondo. Donde l’aspirazione  all’egemonia mondiale, conseguita con ogni mezzo, anche con la violenza e il massacro di intere popolazioni, il colonialismo,
la conversione forzata, guerre sante, crociate, “guerre sante”,  “guerre giuste” e “guerre necessarie” ecc.

2. Individualizzazione  della storia:
Essa veniva considerata come fatta esclusivamente
da  singoli  uomini  onnipotenti,  perciò esposta in biografie. Eventi storici  apparivano come risultati di decisioni personali. La storia come galleria di singoli personaggi, super-uomini superintelligenti, super-dotati, eroi  e di singoli eventi.

3. Sopravvalutazione della diplomazia e della guerra.
I fattori economici, sociali,  psicologici  e culturali venivano sottovalutati. I bisogni delle popolazioni e dei singoli individui venivano ignorati e omologati.
I gravi problemi che affligevano l’uomo antico venivano completamente ignorati.

4) Ruolo normativo della storia antica.
Gli eventi del passato fornivano norme e criteri
per il retto agire di oggi. Con ciò si sminuiva
personaggi e eventi attuali  i quali venivano ridotti
a plagiatori di modelli antichi.

5) Interpretaazione nazionalistica degli eventi
storici.
Il passato veniva rappresentato  sotto la soprav-valutazione dell’aspetto nazionale.

6) Criterio normo-cronologico.
Si ammetteva una parallelità tra sviluppo individuale e
il divenire dell’umanità.

7) Identificazione con l’imperialismo romano.
   Si giustificava e magnificava ideologicamente  l’aggres-sione  romana ignorando le vittime di tali aggressioni.
L’economia romana fu basata esclusivamente sulla schiavitù.
Nelle guerre I secolo a.C. galliche C.G Cesare fece un milione di morti, rase e bruciò centinaia di villaggi, e portò a Roma un milione ( leggi UN MILIONE  )di schiavi.

8. Riduzione alla mono-causalità.
Si ignorava  e trascurava nella didattica i motivi, le condizioni e le conseguenze della storia sempre moltiplici.
Seguendo l’influenza della filosofia, nella storia si cercava solo  la monocausalità.

9. Atteggiamento conservativo.
Il divenire storico riceveva una aspetto coattivo. Fatti storici contemporanei venivano esclusi dalla lezione e dalla connessione dei fatti del passato, da cui parzialmente
dipende.

10) Al servizio della classe dominante.
   “Essa prende come punto di appoggio gli interessi esclusivi e le passioni egoiste  di una sola classe” (Braudel 1986 )
Gli abusi, l’irresponsabilità della classe privileggiata, il suo fallimento morale preparavano le catastrofi.
E continua a esserlo nei suoi  cultori odierni. (Borries  1973;  Reichert 1976: storici    TEDESCHI.).
Si creava  la storia scotomizzata :   si percepita e descriveva solo una parte della storia,
solo alcuni fattori, solo alcune classi.


  1. Paradigma cognitivo teofilosofico.

    Questi criteri contenutistici erano aggravati da metodologia altrettanto inadeguata.
    (Borries  1973;  Reichert 1976).
    Il cristianesimo  ha fatto suoi questi criteri esacerbandoli ulterirmente.

La storia scritta fino ad oggi è stata quella a una sola dimensione, settoriale, individualistica, atomistica:  interpretazione cristiana, individualizzazione, sopravvalutazione della guerra e della diplomazia,  dimensione normativa della storia antica, imperialismo romano idolatrato, riduzione alla monocausalità, atteggiamento conservativo (Borries, 1973; Reichert 1976:   STORICI TEDESCHI)
Potere,   militarismo  e la grandezza”, sono stati  magnificati, esaltati,  idolatrati  ignorando le loro vittime. Biografie romanzate, glorificazione degli eroi,  come se solo essi avessero costruito la storia. Essa è stata a servizio della classe dominante, dei vincitori,  ignorando completamente le classi basse e le vittime del potere maniacale dei pochi.
“Essa prende come punto di appoggio gli interessi esclusivi e le passioni egoiste  di una sola classe” (Braudel 1986)
Gli abusi, l’irresponsabilità della classe privilegiata, il suo fallimento morale preparavano le catastrofi.
E continua a esserlo nei suoi  cultori odierni.
Basti pensare alla idolatria dell’imperialismo romano,
la cui economia  era basata esclusivamente sulla schiavitù
che nonostante ciò veniva idolatrato e preso come modello
della storia odierna.
Chi diede a Cesare il diritto di massacrare  un milione di  cittAdini gallici, e di portare un milione di schiavi a Roma
se non la sua malattia mentale:  la psicopatia di cui era affetto?
Ciò impedì lo sviluppo di tecnologie innovative, che incrementassero la produttività per  unità di tempo, come invece avvenne in Cina, dove non esistendo  la schiavitù, venne promossa la tecnologia  al fine di produrre ricchezza (Mokyr, 1992).
Tale tipo di storia si basava sul paradigma cognitivo
teologico  e filosofico, in cui la “la parola è creatrice”,
“la parola viene prima del fatto”, sulla sindrome
del creazionismo.  Alla storia si faceva dire quello che interessava all’autore. Tutto discendeva dall’alto.
In essa c’è un’eredità delle culture primitive, fatta di superstizioni che durano ancora oggi. Dagli sciamani
ai teologi del cristianesimo. Esiste una massa sotterranea  di materiale religioso. Le verità che scendono dall’alto dei cieli (Braudel 1986).

CORRUZIONE E BAIONETTA” (Savoia).
Lo stesso ha fatto casa Savoia, il cui strumento politico  fu  ”corruzione e baionetta”.  Ha curato solo i propri interessi,  mediante la guerra di aggressione, la rapina a mano armata,  il terrorismo delle armi, la calunnia, la deprivazione della identità dei meridionali (Aprile 2010, 2011, 2016, 2018).
Una storia  costruita da storici, soggetti affetti  dagli stessi disturbi mentali presenti negli eroi
dei loro racconti,  che miravano al loro  interesse personale. Una storia scotomizzata.

SCOTOMIZZAZIONE DELLA STORIA: FAKE NEWS

    L’errore principale che si rimprovera alla storiografia tradizionale  è la scotomizzazione della
storia, ossia l’esclusione, e la sottovalutazione di talune
classi sociali, e di fattori determinanti nella storia.

La scotomizzazione  è l’ operazione psicologica inconscia, attraverso la quale il soggetto occulta o esclude dall’ambito della sua coscienza o della memoria un evento  a contenuto penoso o sgradevole.  Il non voler percepire una situazione che  potrebbe generare ansia.
Infatti esiste una scotomizzazione d’origine intellettiva, per dissonanza cognitiva o per fissazione cognitiva.  Essa
consiste  di pregiudizi e stereotipi  psichici, di “preconcetti” o “pre-comprensioni” (Vor-verständnisse) le quali limitano la capacità di prendere in considerazione e di prestare attenzione ad ulteriori dati disponibili in un determinato contesto.

Questo è quello che fa spessissimo la storiografia tradizionale, costruendo personaggi con la fantasia
con l’ausilio della parola creatrice, e ignorando
fatti  ed eventi basilari.
Storici pseudogeni imbecilli  contemporanei hanno descritto Vittofogna E. II di Savoia quale “re galantuomo”, ignorando i suoi crimini commessi contro la mogllie Adelaide  che per stress  fece morire  prematuramente dopo soli 13 anni di matrimonio a 33 anni,
facendo morire di stress gli ultimi due figli legittimi e la figlia  dell’amante, mettendo al mondo centinaia di figli illegittimi che abbandonò, deprivandoli delle necessarie cure parentali per la loro formazione e costruzione della loro personalità (vedi  medicina psicosomatica: Boss,  1963; 1971; Condrau 1973; Jores  1981; Lalli, 1999; Luban  et Pöldiger, 1971;  Mitscherlich, 1966; Pancheri, 1983; Scharfetter, 1975).
Alcuni di essi divenuti adulti, sotto il nome di “figli di ignoti” (Dossi, 1870:  Note azzurre)  finirono nelle file  dei pezzenti, degli accattoni, dei delinquenti, dei ladri, dei criminali.
Dopo tante patologie e barbarie, i medesimi pseudogeni imbecilli autori della storiografia tradizionale,  lo hanno proclamato “PATRIA DELLA PATRIA”  infangando  la fulgida  figura di padre,  e del nonno ( padre del padre) che lavora e sgobba  per costruire la personalità del proprio figlio  e dare alla società un cittadino sano di mente e probo. E allungando la lista delle inflazioni semantiche, in cui la porcheria viene confusa con la cioccolata.
Vittofogna E. II di Savoia fu diametralmente l’opposto
del padre responsabile e plasmatore di uomini normali e probi.

B: “STORIA  GLOBALE” (Braudel, 1986)

Per colmare le molte lacune presenti nella storiografia tradizionale,  il grande storico francese  Braudel(1986) ha elaborato una “storia globale” aperta alle scienze umane: sociologia, geografia, demografia, statatistia, economia, politologia.
Non esiste storia se non nella globalità: se si isola
un settore non si riesce a comprendere veramente le singole azioni dell’uomo e anche degli dei cosiddetti eroi.
Una storia in cui far entrare anche i poveri e i contadini.
Ciò significa un andare oltre della conoscenza di taluni personaggi e di talune classi sociali.  Un desiderio di andare fino in fondo ai problemi.

C: STORIA INTEGRALE (Bertelli 2014)

Ma anche questa visione  rimane limitata. Da più
parti si sente il bisogno di concepire e descrivere
una storia che studi l’uomo nella sua interezza,
includendo tutte le classi sociali e tutti i fattori
psicosociali che costituiscono  la personalità dell’uomo e incidono sull’evento storico.
Occorre una storia che studi l’uomo in tutti i suoi aspetti e bisogni. Ossia abbiamo bisogno di una storia integrale, che colga  e spieghi tutti i fenomeni prodotti dall’uomo, che sappia identificare le cause autentiche  degli eventi storici, specie di quelli patologici ancora oggi ignorati: la criminalità, la miseria, le patologie del comportamento (www.francescobertelli.it)
Una storia che includa anche psicologia, psichiatria, biologia,  etica bioevolutiva,  basata sul paradigma cognitivo scientifico, ossia  che  ricerchi le cause autentiche dei fenomeni storici e non solo i sintomi, gli effetti collaterali  come avveniva nella storiografia tradizionale.
Ad esempio  della criminalità e del brigantaggio che sono esistiti in tutti i secoli e in tutte  le nazioni, mai nessuno  si è curato di indagare le sue cause autentiche
e ancor meno che meno di curarle, di estinguerle, almeno in Italia.
I politici hanno inviato solo la polizia e spesso anche l’esercito a “reprimere, rimuovere” con la violenza e il sangue  quei poveri sventurati.
Gli storici hanno registrato e narrato il qui-e-ora,
lunghe serie di atti criminali facendo puro descrittivismo letterario, ma non indagando le cause vere e senza elaborare metodi correttivi efficaci.

– Da dove venivano quei poveri sventurati?
– Chi aveva messo al mondo quelle schiere di accattoni,
pezzenti, di delinquenti,  criminali?
– Chi aveva concepito e poi abbandonato quei poveri
sventurati  messi al mondo solo per soffrire e far
del male?

La storia integrale è quella branca della storiografia  che, partendo dalla storia globale di Braudel (1986) tiene conto anche della psicologia, psichiatria,  biologia, etica bioevolutiva e del paradigma cognitivo scientifico. Ciò abilità alla identificazione di tutte le cause autentiche che stanno alla base degli eventi storici, e della loro esatta quantificazione (Bertelli 2014)

 

ES-1.  LA MONACA DI MONZA
Marianna de Leyva (1575-1650), figlia di Martino de Leyva, conte di Monza, ma proveniente dalla Spagna, e cattolico praticante, ogni domenica  collo torto andava in chiesa.  Costretta dal padre il 1591 entrò in convento con il nome di suor Virginia Maria (1591), esercitò in seguito l’autorità feudale come contessa di Monza. Seppellita  la figlia  in

 

 

fig. 3: Bambini abbandonati abitanti la strada e
candidati alla criminalità.  Due di essi
potrebbero essere i figli della contessa Monaca
di Monza
monastero il padre, un conte, non si curò più di lei, e se la spassò  con altre donne. Negli anni seguenti  lei intrecciò una relazione con Gian Paolo Osio (l’Egidio del Manzoni),  dal quale ebbe due figli (nel 1602 e 1603). Per tenere segreta la relazione l’Osio si macchiò di tre omicidi.
Per l’assassinio di una suora del convento, il cardinale Borromeo, ispirato dalla “sapienza infinita di Dio e dello Spirito santo”, fece murare la suora Marianna in una cella 2*3 metri = 6 metri quadrati,  nella quale restò come una mummia  per oltre 30 anni con una fenestrella per l’introduzione del cibo e dove la cacca e le urine  stavano a pochi centimetri dal cibo.  Tutto  a punizione dei suoi delitti.
L’Osio fu condannato a morte in contumacia (1608) e  poi ucciso.
Questa è una storia paradigmatica  della  società aristocratica  e della cultura cristiana  instaurata in Europa riassumendo in sé le barbarie dell’aristocrazia e le barbarie  del cristianesimo.
Il conte genera una figlia e la rinchiude nel convento poi  la ignora completamente misconoscendo i  bisogni basilari di lei.  Questa, contessa, genera due figli che abbandona e di cui nessuno si cura. Scompaiono quali “figli di ignoti”  nei registri della parrocchia. Di loro non si sa più nulla.
Per punizione il  padre  vien assassinato; per punizione   la madre viene murata a vita in una cella  per ispirazione della sapienza  e amore infinito  di Dio e dello Spirito Santo.
Il cardinale Borromeo ha somministrato solo punizione,  non si è mai curato della controllo delle nascite, a cui si opponeva.
Nel 2003 il cardinale Tittamanti, anche lui cardinale di Milano, tuona contro il conrollo delle nascite.
Non si è curato dei due figli  della monaca di Monza finiti nelle schiere di mendicanti, di  accattoni, di malati di mente, senza affetto, senza educazione e senza mestiere, banditi. Cosa potevano fare   se non finire sulla strada come mendicanti, delinquenti, ladri a loro volta.
E dopo tanta sofferenza anche esser calunniati, perseguitati  e macellati dalla polizia o dall’esercito.
Erano gli aristocratici e il clero che generavano figli in esubero, che poi abbandonavano senza curarsi di loro.
Questi bambini abbandonati, divenuti adulti, diventano
criminali briganti.

ES-2: IL FABBRICATORE DI CRIMINALI:  DI VITTO-
FOGNA E. II  DI SAVOIA.

Le centinaia di figli di Vitto-fogna E. II di Savoia
generati con donne stuprate del popolo, (Dossi, 1870:  Note Azzurre).  Privi di cultura, di socializzazione, di formazione morale,  di un mestiere, divenuti adulti costoro  diventarano malati di mente,  mendicanti  e criminali.

 

 

 

 

fig. 4: Figli illegittimi e abbandonati di Vittofogna E.
II di Savoia divenuti criminali.

Gettati sulla strada ( non avevano altro luogo dove mettere i piedi),  facendo i criminali ( non avevano altro mezzo per procurarsi il necessario per vivere),
gli stessi aristocratici, che qualche anno prima li avevano concepiti, ora li calunniano, li perseguitano, inviano polizia e l’esercito per scacciarli via o massacrarli
dimenticando che questi erano il loro propri figli.
Fra questi persecutori vi sono anche cardinali, e il re in persona:  Vitto-fogna E. II di Savoia,
“Scacciarli”…    Ma inviarli dove? Quei disgraziati letteralmente  non hanno un metro quadrato  di terra dove posare i piedi. Infatti nel medioevo, anche le vie e le strade erano private e su di esse non si poteva sostare e ancor meno dormire di notte.
Un mondo surreale, assurdo.

 

STORIOGRAFIA TARADIZIONALE

Dopo questo popo’  di criminalità  e di barbarie  gli pseudogeni imbecilli della stogoriografia tradizionale dichiarano  ancora oggi Vittofogna E. II di Savoia “il re galantuomo”.
Se applichiamo i parametri della storia integrale,
con l’ausilio della medicina psicosomatica( (Boss, 1971; 1974;  Condrau 1973; Jores  1981; Lalli,1999; Luban  et Pöldiger, 1971;  Mitscherlich,1966:  Pancheri, 1983; Scharfetter, 1975)    scopriamo che Vittofogna  E. II di Savoia fu deliqnente prima di tutto all’interno della propria famiglia  facendo morire di stress  anzi tempo la moglie Adelaide a solo 33 anni, dopo appen 13 anni dsi matrimonio, poi anche per stress gli ultimi due figli  legittimi e la figlia illegittima, e infine generò  centianai di figli illegittimi che abbandonò.
Fu lui, Vittofogna  E. II di Savoia, che creava i criminali, i briganti.
Egli fu un criminale  prima di tutto all’interno  della propria famiglia e poi anche  nella politica  contro il popolo italiano.
Per la legge della pervasività degli atteggiamenti psichici sarebbe stato possibile prevedere che egli
avrebbe svolto attività criminale anche nella politica.

 

Gli storiografi tradizionali  hanno descritto e contemplato la storia, non hanno rilevato le  cause autentiche che creano la storia.
In questa prospettiva  la questione sollevata dagli storici  tradizionali, “ è l’uomo  che crea la storia o è la storia che crea l’uomo”  è  retorica oziosa.
LA PSICOLOGIA ( scientifica)  RISPONDE: nella infanzia e giovinezza
è la storia che   plasma l’individuo. Successivamente,
divenuto adulto, è questi che crea la storia (Keller, 1973;
Lorenz 1966).
Per far storia  bisogna tener conto delle varie componenti psichiche dell’individuo: intelligenza, memoria, imprinting, dotazioni  biopsichiche  ed etica.
L’intelligenze e le varie facoltà psichiche di un cittadino e di un politico, come pure i vizi e le virtû che detiene, le esperienze della primissima infanzia, incidono note-volmente nella costruzione della personalità, che poi, divenuto adulto, incinderà  anche nella sua azione politica.
La  personalità dell’individuo dà  il suo contributo alla costruzione della storia.

 

D: IDENTIFICAZIONE E LOCALIZZAZIONE

Ed ecco che  apparve uno sgherro con la penna, Lombrofogna, il quale in nome della “scienza” afferma
che quei “ladri, mendicanti, criminali” sono tali
per “atavismo innato”. Ossia localizza le cause
delle malattie mentali, della  criminalità nell’individuo.
Quelle inestinguibili schiere di criminali erano tali
perché le loro attitudini  erano innate. E in particolare:
negli uomini tale attitudine era sita nelle ossa del cranio, e nelle donne nei muscoli dell’utero, nei ciclisti nei muscoli della gambe ecc
Scotomizzando la realtà però dimenticò  di includere
il proprio cranio dalla collezione, poiché lui, Lombrofogna in persona, commise ripetuti furti e altri reati ancora.  Come ogni bravo cristiano ed ebreo, due pesi e due misure.

 

 

E: L’ILLUMINATO/ORFEO UN FATO DI LUCE E DI AMORE

Se  applichiamo i parametri della storia integrale  scopriamo che  un geniale intellettuale calabrese, l’Illuminato/Orfeo  fin dal lontano  XI secolo a.C. aveva rilevato le cause  autentiche della criminalità e di molte malattie mentali:  l’abbandono dei bambini nella primissima infanzia. E di conseguenza aveva proposto la prevenzione di talI drammi  mediante “il-tira-laccio”  (metafora per  coito interrotto) che  impediva la generazione di figli in esubero.
L’Illuminato/Orfeo, calabrese, non si era fermato ai sintomi, agli effetti, come fecero altre religioni redentrici,  ma aveva  indagato sulle cause. Quelle che permettono di eliminare definitivamente il male.

Tale concezione, e tale pratica fu  uno dei principi fondamentali della dottrina orfica, che, nonostante il divieto di Teodosio nel 382, sopravvisse  nei secoli
fino ai nostri giorni in contrapposizione al cristianesimo  che sosteneva il contrario.
Nel 382 l’imperatore Teodosio vietò tutti i culti, eccetto quello cristiano. Ed iniziò la barbarie del medioevo. Il cristianesimo  fu il principale fattore di imbarbarimento dell’Italia e dell’Europa, che gli storici tradizionali denominao “civilizzazione”.
Quali i fattori di tale processo?  I suoi fondatori.
Pietro l’Apostolo fu un cretino e un paranoico, e Giovanni
un cretino affetto dalla  sindrome dell’assassino seriale.
Essi per 2000 anni hanno provocato  una regressione culturale, impedito l’evoluzione culturale, economico e
etico dell’Italia.
Dall’I secolo d.C.  fino al 1800  si ebbe una stagnazione economica: l’indice di  restò fisso  ogni ano a 0,8% annualmente,  mentre quello cinese galoppava.

Tale storia offre ai politici la conoscenza di tutti i fattori  che riguardano la politica, tutti i bisogni dell’uomo e di tutte le classi sociali, le cause autentiche
delle loro azioni, e la misura delle medesime.
Questa sarà la sorte di storiografia che si affermerà nel futuro.

 

 

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