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LOMBROFOGNA , PROMOTORE DI CRIMINALITÀ

IL   MUSEO   di    LOMBROFOGNA ,   PROMOTORE   DI   CRIMINALITÀ

L’esibizione dei crani dei criminali “inguaribili“ costituisce   un rinforzo dell’attitudine al crimine, poichè essi vengono pubblicizzati.
  La fama,  la pubblicità  l’attenzione costituisce di per sè un rinforzo, che aumenta la fequenza di emissione di quello schema comportamentale( Boss, 1971, 1974;  Pavolov, 1936)

A: LOMBROFOGNISMO FABBRICA DI CRIMINALITÀ

Paradossalmente il lombrosismo è fabbrica di criminalità.
Riducendo l’essere dell’uomo  solo a crimine e punizione, delitto e castigo, solo diagnostica e niente terapia travisa l’essere dell’uomo.

Esso è la continuazione del pensiero paranoico del cristianesimo che  si basa esclusivamente  sulla concezione  del male e punizione.
Creato da Pietro e Giovanni, due soggetti cretini e paranoici, tutta la teologia cristiana è basata su questi due pilastri.  L’inferno, fuoco eterno, esclude ogni modificazione, ogni redenzione, ogni aspetto positivo,
ogni miglioramento. Nell’essere di taluni uomini esclude
ogni aspetto positivo. Un uomo senza psiche.
Per 2000 anni il cristianesimo ha predicato, praticato  e imposto con la violenza ( roghi e torture) la concezione del male  innato incarnato e la distruzione fisica del peccatore.
Per 2000 anni oltre un milione e ducento mila teologi hanno seguito la medesima dottrina.
. . .
L’imbecillle Lombrofogna  segue il miserrimo schema di due  cretini  paranoici:  Pietro il produttore dei 154 sogni del Vangelo e Giovanni l’Apocalista.
Egli plagia il cristianesimo rivestendolo di lessico scientifico.
Lombrofogna  segue questo  modello.
Al contrario la psicologia e la psichiatria tedesca hanno imboccato la strada opposta. Esse si sono occupatati  degli aspetti positivi, delle possibiltà di cura e di prevenzione  di tali malattie ottenendo  grandi succesi.
Negli anni ottanta dell’Ottocento  lo psichiatra Kraepelin  applicando  farmaci ottiene parziali e brevi miglioramenti. Ciò dimostraa che i disturbi psichici sono modificabili, e migliorabili, confutando così le fantasiose ipotesi di Lombrofogna.
Nei decenni sucessivi la psicologia clinica migliora
a tal punto che negli anni cinquanta e sesssanta del Novecento Boss (1971), un eminente psicoterapeuta, guarisce casi di schizofrenia, delinquenti, vari tipi di nevrosi,  Scharfetter (1974) soggetti affetti da deliri, allucinazioni, delinquenza, riportati in  Bertelli(2016);
Bertelli(2016) tre casi di potenziali prostitute, di un delinquente e vari casi  di nevrosi. Centinaia di altri psicoterapeuti  guariscono migliaia di altri disturbi psichici  fra cui anche potenziali criminali ( vedi  Annali di psichiatria tedesca).
Ciò confuta integralmente le ipotesi di Lombrofogna
non solo sul piano teorico, ma anche su quello fattuale, comportamentale.
B: STRATEGIE TERAPEUTICHE  NELLA  TERAPIA
DELLA CRIMINALITÀ
Boss (1971),  un eminente psicoterapeuta tedesco,
nel suo  manuale di picoterapia (1971) e nei seminari
di psicoterapia,  sosteneva che una delle strategie per estinguere il comportamento  delinqunziale nelle sedute terapeutiche  è l’ignoranza del tema  attinente la “delinquenza”.

 

Il delinquente associa all’atto delinquenziale
una valenza  positiva.  Una lunga serie di silenzi
su questo tema  contribuisce  a estinguere tale
associazione patologica. Al suo posto  giova somministrare temi positivi e alternativi.
Il silenzio, l’ignoranza su tale tema rompe  l’associazione patologica (Boss, 1971; 1974; Condrau 1971).

Ossia bisogna svuotare la coscienza delle alternative negative e riempirla di quelle positive  (Boss  1971, 1974, Condrau 1971).

Nel seminario sulla terapia della delinquenza l’eminente  psicoterapeuta Boss(1974),  frequentato dal sottoscritto quale candidato psicoterapeuta, fra le altre misure suggeriva di adottare questa strategia.
Teoricamente tale strategia si basa sulla legge di estinzione dell’apprendimento segnaletico di Pavlov(1936)
che statuisce: uno schema comportametale non riforzato nel tempo si estingue.
   L’esibizione dei crani dei cosiddetti criminali inguaribili costituisce  un apprendimento segnaletico (Pavlov, 1936).
Lo studente che visita il museo si concentra sull’innatismo implicito   nelle ossa del cranio. Mentre gli vengono taciute altre alternative, che sono quelle valide e giuste.
Le alternative valide non hanno nessun museo in Italia.
Neanche all’università dove la psicologia empirico-scientifica  viene limitata e sottoposta a numero chiuso.

All’università di Torimo nell’anno accademico 2017-2018 avevano proposto  il numero chiuso in psicologia empirico-scientifica, la quale è l’unica disciplina in cui  vengono trattate  le strategie positive nella cura della
delinquenza.
Mentre nelle università di Svizzera, Germania, Svezia   la psicologia empirico-scientifica gode di altissima stima  ed  è frequentata da un  elevato numero di studenti.
In esse si studiano tutte le alternative positive elaborate dagli studiosi in un secolo e mezzo  di ricerca
dal 1857  ad oggi.
Ciò evidenezia quanto sia  arretrata  lo studio
della psicologia in Italia, completamente ancora sulla scia della teologia cattolica, improntata   alla paranoia, che imperversò in tutto il medioevo ad oggi.

In Italia la psiccologia clinica  e la psichiatria producono solo retorica  filosofica e letteraria, sul modello di quella del macellaio Lombrofogna.  Ma non hanno guarito mai casi patologici.

Scotomizzazione della  psiche umana.
La visita al museo del macellaio scotomizza  la realtà
mostrando una sola alternativa: quella negativa e ignorando quelle positive, solutrici di conflitti.
La visita al museo del Macellaio insegna ai giovani
la violenza quale unico mezzo di soluzione di conflitti,
occultando  le alternative virtuose.
È un grave errore occupare la coscienza dei giovani con una sola alternativa: la punizione.  ( Boss 1971, 1972; Condrau 1973;  Keller, 1973; Scharfetter, 1974;

 

 

  1. C) I COLTELLI
    L’esibizione dei coltelli del museo del macallaio
    costituisce il massimo della imbecillità e della  disonestà
    intellettuale sia di Lombrofogna che dei professoroni di psicologia  dell’università di Torino che sostengono ancora oggi tale tesi, e del direttore.

La vista dei coltelli costituisce  un apprendimento segnaletico (Pavlov, 1936 ).
I giovani studenti imparano che  un  “conflitto può essere risolto con il coltello”. Ai ragazzi viene mostrato solo questa alternativa e nessuna altra. Nella loro memoria resta  il modello: “conflitto=> soluzione con il coltello”;
delitto e castigo, reato e punizione.

L’effetto che genera la visita del museo del Macellaio  a Torino  è  l’ occupazione della psiche  esclusivamente con modelli comportamentali patologici e completa ignoranza
dei modelli normali e  virtuosi.

Sulle  alternative  virtuose  gli studenti non vengono istruiti né tramite altri istituti reclamatizzanti la psicologia clinica, né all’università, né nelle istituzioni pubbliche e ancora meno a scuola dove la psicologia clinica viene sistematicamente esclusa e smantellata
“Malgrado la rilevanza delle comptenze psicologiche, esse sono spesso tralasciate nel nostro Paese da chi si occupa  a livello ministereiale  della formazione degli insegnati e della programmazione didattica”  ( Farneti et al 2016, p. 14, citati in: Psicologia per la buona scuola, 2016).
Più oltre aggiunge: “A questo proposito dobbiamo lamentare  il fatto che siano state abolite la psicologia generale e la psicologia sociale dai corsi quinquennali: vedremo, invece, quanto queste due discipline siano fondamentali per la scuola di ogni ordine e grado” ( Farneti et al 2016, p. 15, citati in: Psicologia per la buona scuola, 2016).

La psicologia è talmente  sottovalutata nella scuola italiana   “che gli psicologi sono eslusi dai comitati di valutazione” ( Farneti et al 2016, p. 14, citati in: Psicologia per la buona scuola, 2016).
La psicologia clinica è quella disciplina che ha elaborato  vari metodi  terapeutici per curare e guarire  le varie patologie che affliccono la scuola italiana.
Così fanno all’estero dove la psicologia clinica e la psichiatria giovanile  governa l’intero sistema scolastico
compresi gli insegnati.

Ancora più rilevante è l’ignoranza della psicologia clinica, necessaria per  il rilevamento, lo studio e la modificazione di disturbi della personalità, e la prevenzione di futura criminalità ( microcriminalità, bullismo, stolking, femminicidio, maschilismo, manie dipendenze ecc)
Il bullismo prospera nelle scuole italiane, poiché
esso viene trattato con il descrittivismo lettgerario non le leggi della psicologia clnica.
. . . .
. . . . .
Questa branca della psicologia clinica è completamente assente in Italia, mentre essa è diffusissima e praticata
sistematicacmente  nelle scuole dei paesi del nord europa,
al primo posto dela Germania.

Questo è un processo di  scotomizzazione psichica,
la quale è una malattia mentale.
Pertanto Lombrofogna promuove la criminalità.
E i professoroni di  psicologia di Torino e il direttore promuovono anche loro la  formazione alla criminalità.
Tutti sono da incriminare.
Questo è un “comportamento appreso” ( Bandura, 1966; Boss 1971,  1973; Keup, 1974, Kraiker, 1974;  Pavlov, 1936)

D: CONFERMA  STORICA

La teoria  summenzionata viene confermata dai fatti. L’ISTAT  e lo EUSTAT  informano che
a) nel 1800 la criminalità era più o meno uguale in tutti i paesi europei  oscillante  tra 15-20  criminali su ogni 100’000 abitanti ossia  mediamente   20/100’000.
Dal 1876, anno di pubblicazione di Uomo Criminale di Lombroso, al 2016, dopo 140 anni di ricerca  la criminalità in Svizzera e Germania    da circ 20/10’000  è scesa  a 0,7/10’000  abitanti, mentre in Italia si attesta a 11/10’000 ossia a ogni 14 criminali italiani  in Svizzera e Germania vi è un solo carcerato.
Da 1:1   del 1800 il rapporto è salito a 1:14.
Ciò è dovuto alla coltivazione della psicologia scientifica
in quei paesi.
RIEPILOGO

Occupando la coscienza dello studente e del cittadino  con un solo schema comportamentale, quello erroneo, deprivandoli  di quelli virtuosi, solutori di conflitti,  il museo di Antropologia Criminale   di Torino paradossalmente promuove la criminalità.

La storia recente della psichiatria ha confermato la bontà della psicologia clinica e l’infondatezza delle ipotesi di Lombrofogna e dei suoi garzoni.

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