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PIETRO IL CRETINO

 

  1. DIMOSTRAZIONE   DELLA    CRETINERIA  DI   PIETRO,

    E  DI  GESÙ

 

 

 

 

FIG. : I 154 sogni del Vangelo furono raccolti in una delle grotte di Qumran, dove Pietro dormiva.
FIG. : I 154 sogni del Vangelo furono
raccolti in una delle grotte di Qumran, dove Pietro dormiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1.  DIMOSTRAZIONE    DELLA   CRETINERIA   DI PIETRO  E   DI   GESÙ

 

Pietro fu un disabile intellettivo, a livello di idiozia, sicuramente dovuta a parto travagliato e  ritardato.
Nel travaglio di parto il cervello riceve poco ossigeno, sicchè gli assoni che congiungono i neuroni si atrofizzano generando così  la disabilità intellettiva (Zanolo et al 2007: Ginecologia).
Questo era la causa più frequente di disabilità intellet-tiva. Perciò oggi i medici hanno reso obbligatorio il parto negli ospedali per prevenire questo infortunio molto grave, a cui essi pongono rimedio con parto cesareo e la cappa di ossigeno, ove necessario   (Zanolo et al 2007: Ginecologia).

 

La idiozia di Pietro si riscontra in parecchi sintomi:

1. PIETRO FU UN ANALFABETA. (Pietro e Giovanni) “Uomini
illetterati e senza istruzione…”  Atti ( 4)
Ma in realtà l’istruzione la riceveva ogni giorno, poiché

trascorreva mezza giornata ogni giorno a studiare la Bibbia insieme con gli Esseni. Il problema era che gli Esseni essendo dotati di buon livello di intelligenza avevano imparato a leggere e scrivere, Pietro al contrario, essendo dotato di bassissima intelligenza non ne era capace.

Ma l’istruzione la ricevette come tutti gli altri Esseni.
   Nonostante che ogni giorno trascorresse mezza giornata  a studiare la Bibbia non imparò mai a scrivere come tutti gli altri Esseni che abitavano a Qumran. Vene erano 140
Pietro e Giovanni furono gli unici che non impararono a leggere e scrivere. i sogni del Vangelo Pietro li dettò a Marco, il quale li mise per iscritto.

  1. NESSUNA APPRENDIMENTO DALL’ESPERIENZA.
    Pietro non seppe apprendere nulla dalla frequenza degli altri compagni,  e dai metodi applicati da altri.3. Pietro fu talmente cretino da credere che i sogni che  gli apparivano fossero eventi reali accaduti sul territorio ebreo nonostante che i suoi compagni , gli Esseni, gli spiegassero, che quelle immagini fossero  immagini inviate da un ente superiore, ma comunque fossero  immagini. In Israele ciò era ben accertato fin dl V secolo a.C., quando Daniele divenne eccellente interprete dei sogni. E anche a Qumran lo sapevano e lo avevano spiegato a Pietro. Ma egli non riuscì a capire.
    Pietro continuò a credere che quelle immagini si svolgessero sul territorio ebreo e non nella grotta in cui lui dormiva di notte a Qumran. Questo fu uno dei motivo per cui gli Esseni lo burlavano per la sua inettitudine intellettiva.
  2. Carenza di concetti atratti.
    Pietro produsse solo concetti concreti, pensieri concreti
    mai concetti astratti.  Quei pochi concetti astratti che vi compaiono non furono mai spiegati. Restarono misteri.

Il cristianesimo originario quello del Vangelo fu definita
religione “misterica”, appunto poiché Pietro e i teologi cattolici non seppero spiegare i concetti astrati o i simboli onirici che vi compaiono.

 

  1. 4. ELABORAZIONE SINTOMATICA MAI ELABORAZIOINE CAUSALE

DEI PROBLEMI CHE EGLI TRATTÒ.
Tutti le questioni elaborate da Pietro e quindi anche da Gesù, figura inscritta nella sua personalità, ricevettero un’elaborazione sintomatica, aleatoria. Quella sintomatica è una  trattazione superficiale, del qui-e-ora, che coglie solo  gli effetti, il percepibile, il superficiale.

È la soluzione specifica del disabile intellettivo dotato di bassa intelligenza.
Al contrario  l’elaborazione causale coglie le cause di un fenomeno, ed essa è operata  solo da individui dotati di intelligenza,  medio-superiore.
Ciò testimonia della disabilità intellettiva di Pietro e di Gesù, suo portavoce nei sogni.
Del terribilissimo dramma dell’abbandono dei bambini
Pietro sviluppò solo l’assistenzialismo  di quei poveri sventurati. Egli non risali mai alle cause e alla loro rimozione. Non colse il nesso tra abbandono , carenza di modello sociali validi per la costruzione della personalità
solo l’assistenza fisica. Ignorò i devastanti danni inflitti alla personalita, alla criminalità e alle sofferenze, come invece fecero altri fondatori di religioni redentrici.
Ad es. l’Illuminato/Orfeo in Calabria nell’XI  secolo a.C. propose il controllo delle nascite per prevenire l’abbandono di bambini in esubero. Nel VI  secolo a.C. il legislatore calabrese Zaleuco di Locri, impose per legge
“nessun schiavo in famiglia”. Schiavi si diventava quando non si veniva riconosciuti da una capofamiglia e non si aveva una famiglia di appartenenza. Il che implica che essi aveva compreso il nesso tra abbandono dei bambini e le devastanti conseguenze sulla psiche e sullla criminalità.

  1. 5. NON COMPRENSIONE DEL “REGNO DEI CIELI”
    Pietro non seppe spiegare ai suoi seguaci che lo richiedevano cosa significasse il “concetto di regno dei cieli”
    Nè seppe spiegarlo Gesù a cui fu chiesto, e a cui venne attribuito “somma sapienza e  somma onnipotenza”
    Le contraddizioni dei disabili intellettiviINABILITÀ AL LAVORO  MANUALE, CARENTE AUNOMIA
    Pietro fu mantenuto dalla comunità essenica di Qumran
    che prescriveva di aiutare i disabili intellettivi.
    Egli ricevette cibo dalla comunità  essena a Qumran.
    Durante le meditazioni in cui produsse i sogni del Vangelo non lavorò, per inabilità al  lavoro.

Dopo quattro anni, quando le sue condizioni

psichiche migliorarono, gli Esseni lo costrinsero a lavorare, ( simbolo Giuda il traditore inviato dai  superiori  del monastero)

( vedi l’ultima cena) e allora cessano anche le sue sterili riflessioni )

 

  1. CARENTE AUTONOMIA NELLA GESTIONE DELLA VITA

    Nei primi anni dell’adolescenza   Pietro fu  incapace a gestire normalmente il quotidiano senza l’aiuto di qualcuno.
    Egli era suicidale, gli Esseni dovevano legarlo per prevenire
    il suicidio ( vedi sogno del suicida )
    Ciò è sintomo di carente intelligenza. Mentre i suoi compagni di sventura, dotati di buona intelligenza, progressivamente si adattarono al loro drammaticissimo destino, Pietro, dotato di bassissima intelligenza non vi riuscì. Era suicidale, non accettava il suo stato e doveva esser legato ai “ceppi “ ( Matteo)

 

  1. ABERRANTE INTERPRETAZIONE DEI SOGNI.
    “ Fuoco eterno”  inferno eterno, “l’eterna punizione”
    e “sommo amore”, somma sapienza.
    Pietro fu talmente cretino non da non cogliere l’incompatibilità tra “amore infinito” e “punizione eterna”.
    Un Ente che nutre odio eterno non è compatibile con amore infinito e sapienza infinita.
    L’ infinità dell’amore esclude la punizione eterna
    L’infinità delle sapienza  esclude la costruzione  di punizioni eterne.
    DIMOSTRAZIONE. Grazie alla loro intelligenza gli scienziati hanno elaborato  metodi per correggere
    i disturbi che affliggono individui malati, non solo punizioni e ancora meno punizioni eterne. Ma prevenzione:
    La scienza ha basato le sue cure nella prevenzione della malattia e del delitto.  Cosa che a Pietro, ai teologi e a Dio non è mai passato neanche per l’anticamera del’intelletto.
    Pietro inventò il delirio di persecuzione contro gli Ebrei  che fu applicato per 2000 anni ( leggi duemila anni)

 

 

 

  1. INVENZIONE DELLA DELIRIO DI PERSECUZIONE CONTRO
    GLI EBREI
    Pietro inventò  il delirio di persecuzione contro gli Ebrei con il pretesto del “deicidio” “uccisione di un dio”. Non aveva compreso che quella della crocifissione fu solo un  sogno, costituito da immagini avvenuto nelle sua mente malata e nella sua grotta di Qumran. Non sul territorio ebreo. Inoltre il “monte Golgota” (Luca), il luogo della presunta crocifissione,  non esisteva e non esiste a Gerusalemme, che era stesa su una pianura.10. NESSUN DISTINZIONE  TRA UMO NORMALE E SANO
    E UOMO AFFETTO DALLA SINDROME ABBANDONICA
    UNICO BISOGNOSO DI PARADISO COMPENSATORIO
    Pietro sviluppò delirio di perecuzione  contro “gli uomini normali “ (    ) poichè questi non credevano nell’aldilà, ossia nel paradiso. Non capì che gli uomini normali, avendo vissuto in famiglia nella infanzia  le gioie della accettazione, dell’ assistenza dei genitori, non avevano

bisogno di compensazione, di “seconda nascita”, come quelli che ne erano stati deprivati, come lui, Pietro  ex-bambino abbandonato.
E lo stesso non capirono teologi pseudogeni imbecilli, che per 2000 anni fino ad oggi ripetettero i deliri di Pietro, spacciandoli per  ”sapienza divina”.

11. GESÙ IMITATORE  DEL  PARANOICO PROFETA
ISAIA
A Gesù si attribuise “sapienza infinita” e “amore infinito”  e subito dopo egli imita, il profeta paranoico Isaia gravemente malato di mente, ossia un essere inferiore  sia intellettivamente che eticamente.

Egli fu espulso dalla famiglia e poi dalla casta religiosa, ossia la classe intellettuale dell’epoca.
Una “intelligenza infinita” non ha bisogno di imitare
come un comunque imbecille un intelligenza infima e per di più patologica come  quella di Isaia.
Se Gesù fosse stato dotato di “intelligenza infinita”  come sostengono teologi altrettanto  pseudogeni imbecilli, non avrebbe imitato  nessuno, ancor meno  un’ intelligenza inferiore per di  più affetto da gravi patologie.

12. “GESÙ PROMOTORE DI ODIO: “Lascia che ponga il
tuo nemico come sgabello dei tuoi piedi
” ( Luca)
Se Gesù fosse stato realmente dotato di amore non avrebbe promosso l’odio e la punizione, ma l’amore e
e la benevolenza.
Queste sono le assurdità delle presunte divinità.

  1. MIRACOLI, SOGNI FALSAMENTE INTEPRETATI
    I teologi hanno usato i miracoli quale dimsotrazione della divinità e del sapere  infinito di Gesù
    In realtà furono dei simboli onirici delle immagini create dal suo inconscio che alludevano a eventi biografici di Pietro e della sua mente14. LA PENTECOSTE UN ALLUCINAZIONE SCAMBIATA PER EVENTO
    REALE ACCADUTO
    L’uomo normale dotato di intelligenza media capisce quando subisce un’allucinazione, che quelle immagini sono straordinarie e non reali (  Lalli 1999;   Scharfetter, 1974),  Gli psichiatri ( Lalli 1999;  Scharfetter, 1974)
    hanno chiesto a soggetti dotati di intelligenza media che subirono delle allucinazioni e tutti confermarono di essere coscienti che quelle immagini  fossero sovrapposte alle “figure della percezione”.  Essi erano coscienti del fenomeno dell’allucinaione, intesa come un secondo strato
    di immagiini.
    Al contrario nell’allucinazione descritte gli Atti, in cui compaiono grandi folli dalla Libia, Eritrea, e da confini del mondo, Pietro  crede che quelle folli di uomini fossero delle persone tridimensionali  carne e ossa, fossero obiettive e reali.
    E gli Esseni, consapevoli dell’allucinazione di Pietro, lo burlavano  dicendo. ”Pietro ha bevuto troppo oggi…”

Notoriamente l’alcol produce allucinazioni.

  1. CARENTE CONCETTUALIZZAZIONE ASTRATTA DEL PROGETTO “REGNO    dei cieli”
    Attraverso tutto il Vangelo Pietro mostra carente intelligenza. Ciò emerge in varie occasioni  e principalmente nella  carente definizione  del simbolo  “regno dei cieli”.
    Tramite Gesù più volte richiesto, Pietro non seppe mai

concettualizzare queste entità, cosa egli intendesse con questa termine. Ogni volta diede risposte parziali, frammentarie,  espresse per concetti concreti mai per concetti astratti.  Tutto il Vangelo abbonda di immagini, di simboli onirici di parabole, di concetti concreti, ma

manca di concetti astratti.
Ciò evidenzia il fatto che Pietro ( e con lui anche Gesù) non seppe concettualizzare   questo entità. Ossia egli non riusciva a produrre concetti astratti, ma solo concetti concreti.   L’uomo con basso quoziente intellettivo produce solo  concetti concreti, e non concetti astratti.  (Funke, 2006; Kostjuk, 1969; Galperin, 1969;  Süss, 1999;  Zimbardo, et al. 1998)

 

Eccoli
1) “Quello che fate a uno di questi piccoli lo avete fatto a me” ( concetto concreto)
2) “Se uno non rinnega suo padre e sua madre non può  entrare     nel regno dei cieli ( concetto concreto)
3) “vendi tutto quello che hai e poi entrerai nel regno
dei cieli” ( concetto concreto)

4) “Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel
mare…”
. .  Così sarà alla fine del mondo” ( Matteo,13, 47)

 

Lo stesso vale sul  tempo della sua venuta.

Pietro per bocca di Gesù non sa rispondere e dà risposte cosi ambigue che anche i gli evangelisti  danno interpretazioni contradditorie.  Sono state date diecine di interpretazioni differenti  fino ad oggi.   Ancora oggi i teologi non sanno cosa sia questo “regno dei cieli” e ne hanno dato diecine di interpretazioni  in contraddizioni fra di loro.

  1. a) L’evangelista Matteo crede che esso sarà realizzato
    alla “fine del mondo”, ossia del tempo fisoco-astronimico     (Bibbia Tob, 1999)
    b) Marco sostiene invece diamentralmente l’opposto: esso

verrà presto (Bibbia Tob, 1999).
Anche sulla sua costituzione regna solo confusione.
Sui destinatari vengono dati dei casi concreti, ma non astratti  generali.

 

Ciò evidenzia il fatto che Pietro ( e con lui anche Gesù) non seppe concettualizzare   questa entità. Ossia egli non riusciva a produrre concetti astratti, ma solo concetti concreti.   L’uomo con basso quoziente intellettivo produce solo  concetti concreti, e non concetti astratti.  (Funke, 2006; Kostjuk, 1969; Galperin, 1969; Kahn,  1974;  Süss, 1999;  Zimbardo, et al. 1998)

Ne deduciamo che Pietro  ebbe un basso QI a livello di idiozia.  Pietro fu un cretino. Nella scala Wechlser, intelligenza sotto la media si colloca  nella fascia 70-80 gradi, ossia quella degli handicappati mentali, Pietro fu handicappto mentale, con basso QI.
Questo dato viene confermato da altri tratti del comportamento di Pietro.

Ancora negli  Atti(4)  Pietro in persona, dice di  essere “ uomini illetterati e senza istruzione…e riconoscevano che erano stati con Gesù” (Atti, 4, 13)

A Qumran,  la università di Gerusalemme dell’epoca,

gli Esseni  sapevano  leggere e scrivere, erano dotti, gli

intellettuali dell’epoca.

 

( a Qumrn produssero 800  rotoli. Un’autentica biblioteca all’epoca).

“..  lui era  stato con Gesù..” ( Atti, 4)     credeva di essersi incontrato e intrattenuto    con Gesù  in carne e osa. Fu credibile e suggestionabile, un tatto dello  handicappato mentale   (DSM-V,  1996) Zimbardo, 1998; Lalli, 1999)
– Perché mai Pietro era analfabeta e senza istruzione” molto indietro nel sapere?  Certamente per bassissima  intelligenza, a livello di idiozia.

 

 

COMPARAZIONE CON I MISTERIELEUSINI.
In confronto dei misteri eleusini, che trattavano il medesimo dramma del cristianesimo,  quello di Pietro è una miserrima miseria.  Nei misteri durava 7 mesi e due mesi, a cui partecipavano le autorità politiche di Atene, quelle della religione e il sommo sacerdote o suo rappresentante e tutto il popolo greco.

L’affiliazione ala comunità era superficiale,

frettolosa, misera, costituita dalla frettolosa “confessione  dei peccati”, mentre il medesimo processo  nei misteri eleusini  durava sette mesi.

 

CONFUSIONE MENTALE: non sapeva distinguere fra uomo normale e uomo affetto da sindrome di abbandono.

Il primo non aveva nessun bisogno  della ”salvezza dell’anima” poichè i fattori presenti in questo  cura, essi li avevano già fruiti.

 

 

Tutto il Vangelo è carente di concetti astratti.

(Funke, 2006; Kostjuk, 1969; Galperin, 1969; (DSM-V,  1996)

Süss, 1999;  Zimbardo, et al. 1998)

Dati tali fondatori non fa meraviglia che oggi il cristianesimo  sia non “in crisi” come  sostengono eufemisticamente cosiddetti studiosi: il cristianesimo è in estinzione, come suggeriscono i dati statistici di tutti gli indicatori sociali del cristianesimo.
Essi prevedono che intorno al 2040 si estinguerà il clero italiano e nel 2060 il clero mondiale.
E con esso anche il papato.
FINE

 

 

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