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UNIFICAZIONE ORFICA DELL’ ITALIA

L’ UNIFICAZIONE   PACIFICA    DELL’  ITALIA
SOTTO   L’  ORFISMO

 

 

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fig. 1: Con le affascinanti argomentazioni della sua  alta
intelligenza (simbolo lira) l’Illuminato/Orfeo estingueva le  passioni,  modificava  i vizi in virtù, i nemici in amici  delle  fiere selvagge con il suono della lira) (simbolo ammansimento
delle belve selvagge).
A: RAGIONI STORICO-CULTURALI PER L’UNITÀ

Per ragioni storico-geografiche, etniche, culturali, linguistiche l’unificazione d’Italia  era necessaria ed  anche  utile.  Perciò  andava fatta.
Ma essa avrebbe potuto essere fatta  in maniera pacifica, incruenta, costruttiva, civile, utile per tutti
e avrebbe potuto esser fatta in forma repubblicana.
Il progetto esisteva già e lo  aveva elaborato G. Mazzini e C. Cattaneo. Le sue  idee e la sua azione politica contribuirono alla nascita dello Stato unitario italiano e all’affermazione della democrazia attraverso la
forma repubblicana dello stato. Poi prevalse la monarchia.

La questione dell’unificazione nazionale esisteva in altri paesi dove venne risolta in maniera pacifica, incruente, equa.

 

B: L’UOMO ORFICO, UOMO PACIFICO

   Se in Italia, invece del cristianesimo religione guerrafondaia e paranoica, avesse regnato l’orfismo, che aborriva il sangue, l’unificazione dell’Italia sarebbe avvenuta in maniera pacifica e utile per tutti.

 

 

I fedeli orfici non hanno  mai  usato violenza ad altri, mai hanno portato armi in tasca, mai hanno sparso sangue.

Gli orfici non hanno mai usato la violenza quale strumento per risolvere controversie. Per loro il sangue era un orrore, un obbrobrio.
Fra gli orfici era perfino vietato parlare di atti di sangue.
Sulla scia dell’Illuminato/orfeo,  PITAGORA, il grande pensatore calabrese,  sganciò l’uomo dalla bestialità, dall’istintuale, dalla violenza, e introdusse nell’uomo
la riflessione, il razionale, la filosofia ossia “l’amore per il pensiero” al posto deell’istintuale e quindi dell’uso della forza, quale strumento per redimere conflitti. Egli propose “il ragionamento”. Fra   gli orfici,  coloro che credevano e praticavano la dottrina orfica,  la base di tutto era sempre “il ragionamento”,
l’impiego dellla “ragionamento”  nel risolvere conflitti.
Pitagora, un orfico, promosse la riflessione, il ragionamento qualew strumento per risolvere controversie.
Egli fond?o la filosofia. Questa poi assunse migliaia di volti dsiffewrenti, secondo l’autore che la elaborava.
Ma il nucleo basilare di essa era  la riflessionwe, il ragionamento contrapposto alll’uso della bestialit_, della violenza, della legge dewl pi?u fortew che usavano
gli uomini come le bestie.

ESEMPIO-1

Durante la frequenza del IV classe  elementare il sottoscritto, dai compagni di scuola appresi che era stato commesso un omicidio di cui essi parlavano prolissamente.  Tornato a casa il sottoscritto iniziò a raccontarlo anche in famiglia.  Mia madre sgranando gli occhi, furente mi
vietò di paralre di “queste cose sporche”. E anche di ascoltarle fuori quando altri ne avessero parlato.
Nel corso della mia vita non ho mai letto una solo articolo di cronaca nera, mai visto unfil western.
Andato a vedere un film western, esaltato dai colleghi liceali, dopo appena 10 minuti dovetti lasciare la sala, poiché avevo il vomito.
E sentimewnti e atteggiamenti analoghi ho osservato in altri praticanti la dottrina orfica.

Queste non sono solo fanaticheria di singoli  individui
e chiacchwere campate in aria.  Esse si si riscontrano anche nella storia: nella storia cinese l’uomo cinese.

Per convincersi di questa tesi basta osservare l’operato dell’uomo cinese nel corso di 200’000 di preistoria e storia  e la etica orfica elaborata da un geniale pensatore calabrese, l’Illuminto/Orfeo. Basta studiare  Zaleuco, un legislatore calabrese del VI secolo a.C.
Basta confrontare  la politica dell’imperatore cinese dell’Ottocento e quella di Vittorio E. II  Sasvoia.

 

 

B: PACIFICO L’UOMO  CINESE

 

L’uomo cinese fa sapere che „ egli rimarrà impegnato nella coltivazione  del principio dell’armonia internazionale e ambientale, al principio di buon vicinato ed egli non cercherà mai egemonia. L’uomo cinese è impegnato nella politica di costruzione di buon vicinato e di amicizia e per sempre sarà un buon amico e un buon partner dei paesi asiatici”  ( Li Keqiang, China Daily, 2012, /3/4)

L’accettazione del multilateralismo, del buon vicinato, del rispetto delle leggi collettive, del mutuo rispetto,  implicano l’accettazione “della libertà limitata” e non della “liberta assoluta” come
pretendono alcuni uomini europei.
A lui fa eco l’ex-presidente della Cina Hu Jintao, il quale sostiene  che l’uomo cinese   “ intende fermamente seguire la via dello sviluppo pacifico, si oppone al terrorismo, a politiche egemoniche e di potere realizzate in ogni forma e non si impegna in gare  di armamenti o  minaccia militare verso altri paesi, e non cercherà mai egemonia o mire espansionistiche”  ( Hu Jintao, Chiana Daily, 03/10/2009).
Il fine supremo dell’uomo cinese  è quello di creare una “società armoniosa” ossia dà rilevanza a tutta la struttura sociale, a tutta la collettività non a singole classi, come  avviene in Italia.

Durante la Lunga Marcia Maozedong (1936), non ha mai ucciso un solo contadino,  non ha  mai distrutto una sola casa, ancor meno che meno una città, come hanno fatto i Savoia
Nel 1997 l’uomo cinese ha riottenuto  HongKong, l’ isola di Macao dagli Inglesei ridotta a colonia, senza spargere una solo goccia di sangue.
Attualmente da 70 anni attende la riunificazione dell’ isola  di Taivan (Formosa)  alla madre patria, senza spargere una goccia di sangue  utilizzando solo la diplomazia. Su 220 stati sul pianeta terra, ha ottenuto il riconoscimento da parte di 208 stati.  Restano ancora 12 stati che lo riconoscano è  l’unificazione sarà compiuta senza aver sparso  una sola goccia di sangue.  Senza un solo morto. Letteralmente senza una  vittima.
Da 200’000 ( duecento mila) anni l’uomo cinese non ha mai fatto guerra a nessuno. Ha soltanto fatto guerra di difesa quando è stato aggredito.
Egli ha improntato i suoi rapporti con gli altri
al princpio del win-win-policy, al principio del vantaggio reciproco, al riconoscimento dei diritti degli altri.
Egli ha sempre applicato il ragionamento quale strumento per la soluzione di conflitti e di divergenze.
La personalità, il proprio sistema di valori,  si sedimenta nelle proprie opere. E ciò è accaduto anche nell’uomo cinese.

I suoi valori si sono sedimentati  nella lingua, nella quale manca il congiuntivo, il condizionale e la forma dell’imperativo. Nell’antichità il congiuntivo era la modalità con cui il padrone si rivolgeva agli schiavi, alle classi che riteneva subalterne.

L’uomo cinese non ha mai trattato nessuno da schiavo, da subalterno, da inferiore. Per tale motivo non ha mai creaeto e usato il modo congiuntivo, né il condizionale
nè la forma imperativa. Al suo posto egli ha usato la forma esortativa.
UOMO CINESE e L’ARCHITETTURA.

Non avendo nemici, da 200’000 anni ad oggi, ha costruito le sue case in canne di bambù, materiale molto combustile, che i potenziali nemici avrebbero facilmente potuto incendiare in caso di guerre. Oltre alle case  nessuna città cinese fu mai circondata da mura, come quelle europee. Ha subito l’invasione di popoli nomadi, ma solo per la povertà di questi ultimi. Mai per ritorsioni  politiche ( A.A. 2010: Architettura cinese)
Se  Vittofogna E. II  di Savoiaa  e i suoi sgherri
avessero conosciuto L’Orfismo e la storia  cinese, e applicato l’etica  dell’uomo cinese  non avrebbero mai commesso le barbarie  che hanno commesso, non avrebbero ridotto il Sud a colonia interna.
La riunificazione dell’Italia sarebbe stata possibile

farla in maniera incruente, pacifica, costruttiva.
È quello che sta facendo l’uomo cinesen nel Novecento e in questo secolo: PROMUOVE SOLO PACE E PROSPERITÀ SENZA USARE VIOLENZA CONTRO NESSUNO.

C: CRISTIANESIMO IMBECILLE E CRIMINALE

La mania di facile arricchimento finanziario ha dato ulteriore sostegno a questi atteggiamenti. Nel 1400 Calvino ha creato il mito della “la ricchezza è tutto”. Basta avere denaro e tutte le altre qualità diventano positive.  All’uomo ricco  il Dio cattolico concede  perfino il paradiso ( vedi analisi approfondita in Rifkin  2002). La sua megalomania lo porta a giustificare  unilateralismo, guerre di invasione e di conquista, imperialismo, imposizione  dei suoi valori come unici e superiori,  la doppia morale.  Contemporaneamente ostruisce lo sviluppo culturale e tecnologico di altri paesi.
Risultati di questi atteggiamenti sono stati la invenzione e la pratica della schiavitù,  del colonialismo
quello interno che quello esterno, del postcolonialismo, del maltusianesismo politico, della criminalizzazine di singoli individui o di interi paesi  la psichiatrizzazione di singoli individui nell’occidente, la “schiavitù impercettibile” ( vedi analisi approfondita in Rifkin, 2003).
D: LOMBRO-FOGNA

Nell’Ottocento il principale agente di questa “schiavitù impercettibile”, mimetizzata dietro la “scienza” è stato l’imbecille  C. Lombrofogna, che da letterato e teologo si è trasformato in medico forense, e poi perfino in “scienziato” e “inventore di teorie”.

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