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IL BRIGANTAGGIO

hercules_blu_0[1]PROFILO    PSICOLOGICO   DEL     BRIGANTE

 

 

Brigante è stato  l’eroe della contadini e dei braccianti, ribelle all’oppressione e sfruttamento dei Savoia nel Meridione d’Italia  nell’Ottocento nel ventennio 1861-1880.
Ma non è solo questo.  Egli incarna  anche  la protesta della miseria contro antiche e secolari ingiustizie. I contadini e i braccianti erano la classe più sfruttata  delle classi superiori compreso il clero.               fig 1.:  Ercole     eroe culturale degli antichi Greci
a) ribellione contro lo sfruttamento dei Savoia nella fase
postunitaria, ma anche
b) la protesta della miseria contro antiche e secolari
ingiustizie subite da millenni: Il contadino era diventato solo una macchina di produzone, un oggetto.
Lavora dall’alba al tramonto, sedici ore di fatica al giorno
A: IL CONTADINO
Il contadino  nell’Ottocento non ha casa, non ha campo, non ha prato, non ha bosco, non ha vigna,  non ha gregge.
Non  ha cibo umano, non consuma pan di grano, nè  carne,  solo  erbe e ortaggi come gli animali; non vestiti di uomo se non stracci; non ha farmaci, non ha nessuna formazione scolastica.
Tutto gli è stato rapito dal prete al giaciglio di morte o dal padrone  feudale o dall’usura del proprietario o dall’imposta del comune e dello stato. Nessuno lo difendeva.

 

A2: I ”CAFONI”: TANTE PENE, UNA SOLA  UTOPIA

-”Lacero e scalzo, curvo e deforme dal disumano lavoro della zappa, il bracciante  nella seconda metà dell’Ottocento, e anche oltre, vive in affumicate e luride stamberghe, vere tane di bestie; si nutre ogni giorno di legumi secchi o di erbe, che la sua donna cerca nei sentieri o nei prati. La carne è affatto bandita dal suo desco miserevole, ed anche il pane  per lui è un cibo di lusso, sostituito per lo più da una minuta polvere di orzo, ceci e granone abbrustolito, che gli strozza e corrode la gola affamata. E, triste a dirsi, una classe d’ingordi e tracotanti terrieri non solo ne manomette le sudate fatiche, non solo lo insidia nell’onore, seducendone le consorti e le figlie, ma lo cosparge di ludibrio e irride alla sventura, additandolo coi roventi appellativi di “tamarro”, “cafone”, “villano!”-
Il brigantaggio incarna la protesta  contro la miseria estrema, contro l’abbrutimento estremo,
contro la schiavizzazione estrema.

B:   IL BRIGANTE,   QUALE   EROE    CULTURALE

 

Il Brigantaggio incarna il contrasto fra due classi sociali  opposte, due mentalità, fra due differenti impostazioni culturali.
La gente del sud non ha mai accettato  la condanna senza appello dei briganti.
Agli occhi dei contadini, il brigante diventava un essere speciale un difensore, un tutore, un incivilitore, un riconoscitore dei loro diritti. Il primo dopo millenni di schiavizzazione, un vendicatore dei torti da loro subiti, era colui che aveva il coraggio per ottenere quella giustizia che la legge non riusciva a dare, un incivilitore della classe dei contadini e dei braccianti.
In Germania perfino  il teologo Lutero, che si riempiva la bocca di Dio e amore del prossimo, condannò e insultò  la rivolta dei contadini del 1527 ( Lutero )

Il brigantaggio è stato il primo movimento a riconoscere i diritti e i bisogni dei contadini e dei braccianti.
Il brigantaggio ha fatto di cassa di risonanza nella nazione italiana, dei diritti, dei bisogni, delle ingiustizie, dell’abbrutimento a cui erano stati sottoposti contadini e braccianti  con tre secoli dell’analogo movimento insorto in Germania nel  1500.
Subito dopo il brigantaggio ( 1861-1870)  taluni iniziarono a studiare e a riconoscere  a brani e brandellii diritti dei contadini.
Il brigantaggio rappresenta l’inizio della rivolta della classe dei contadini e dei braccianti.  Al principio
contro i crimini dei Savoia e dei suoi sgherri.  Più tardi di tutti i diritti umani che spettano ai contadini e ai braccianti.
Il movimento brigantesco ha lasciato una traccia nell’inconscio di taluni sensibili.
Con tre secoli di ritardo  il brigantaggio  ha fatto quello che i moti  dei contadini fecero in Germania nel 1500.

C: FORMAZIONE  AL BRIGANTAGGIO o ALL’EROICITÀ

La formazione al brigantaggio  o all’eroicità culturale
viene  descritto molto bene da Aronne  personaggio storico
mentre Mosè e Jahve sono simboli onirici:
“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto, e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese  verso un paese bello e spazioso, un paese dove scorre latte e miele,…..Il grido  degli Israeliti è arrivato fino a me  e io stesso ho visto l’oppressione  con cui gli Egiziani li tormentano.  Ora va’. . . . spogliati dei tuoi interessi privati (s. sandali), occupati solo degli interessi collettivi…  Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire il mio popolo, gli Israeliti” ( Bibbia, Aronne: Esodo, 3, 7-10) [traduzione   in concetti  dell’autore)

Cio avviene nella primissima infanzia
( Lorenz 1966; Villartigora  2018, 2014).

D: IMPRINTAGGIO E PENSIERO DEL BRIGANTE

Nella prima infanzia dall’ambiente sociale  il brigante è stato imprintato  alla civilizzazione e al giustizialismo.
Ciò conia indelebilmente la sua personalità e condizio-nerà tutto il corso della sua vita.
Egli diventa un civilizzatore, un condottiero culturale ed etico
in cui però entra anche la violenza quale strumento di progresso.
Almeno fino al Novecento quando alcuni di essi  escludono la violenza dalla loro azione politica: M Gandi, Maozedong,
Mandela.
Il pensiero del brigante, inteso quale eroe culturale o criminale rivoluzionario (Lalli, 1999:Psichiatria;  Scharfetter, 1974: Psychiatrie) è classe-specifico e non individuo-specifico.
La sua azione è sempre orientata al collettivo anche quando gli stimoli scatenanti sono singoli o individuali.
Il suo pensare, sentire e agire sono sempre orientati collettivamente ( qui collettivo si riferisce alla classe sociale con cui si è identificato:  quella dei contadini e dei braccianti).
Il suo imprintaggio  alla civilizzazione e al giustizialismo nella prima infanzia (Lorenz 1966; Vallortigara 2014, 2010, 2014) e la sua carriera di brigante sono analoghi alle fatiche e ai sabotaggi di  Aronne  ( personaggio storico) fra gli Egiziani;  alle 12 fatiche  di Ercole.

Il pensiero del brigante è classe-specifico.

CLASSE-SPECIFICITÀ
Il brigante ha una pensiero classe-specifico ossia che si muove  a favore della classe del contadino e dei braccianti.  Ogni sua azione è orientata sempre a favore della classe dei contadini.

 

 

E:    EROI   CULTURALI    NELLA    STORIA

Nian (12’000 a.C. scienziato  inventore della agricoltura e  cultura cinese in Cina; Gilgamesh ( 8’500 a.c.) fondatore della cultura sumerica in Persia;  Aronne(1250-1200 a.C.) fondatore  della tribù ebrea;   Orfeo/l’ Illuminato
eroe  dei bambini abbandonati;     Ercole  (6500 a.C.) nella Grecia antica( vedi le 12 fatiche: Bertelli  2019);  V. Lenin (1870-1924)  in Russia,
M. Gandi (1869-1948) in India, Mao Zedong (1893-1976) in Cina;  N. Mandela( 1918-2013) promotore dell’uguaglianza e dell’antirazzismo in Sudafrica;  M. L. King(1929-1968) sostenitore dei diritti civili degli afroamericani  negli USA; F. Castro (1926-2016) a Cuba e molti altri ancora.
Il brigante nel Meridione è da classificare  quale eroe culturale, quale incivilitore, quale fondatore di una nuova classe sociale alla pari  di molti eroi culturale della storia umana.

 

F: RAPPRESENTAZIONE  SOCIALE

Il brigante  rappresenta i bisogni e le sofferenze di oltre l’80-90% della popolazione totale dell’epoca. Nel 1881 la popolazione italiana ammontava a 28’000’000 abitanti.
I briganti rappresentavano circa  25’000’000  di miserrimi e sofferenti cittadini.  Trattare  questi rivoluzionari incivilitori
con il termine  altamente spregiativo  di “brigante”
è un crimine che infama  25 milioni di cittadini italiani.

 

G:    LE    CONQUISTE   STORICHE

In Italia nel 1912  i contadini e gli uomini per la prima volta
nella storia  ottennero il diritto di voto,  nel 1946  l’ottennero le donne.
Nel 2019 agli operai e contadini viene riconosciuto il salario minimo da parte  del governo  guidato dai 5Stelle.

Ci voleva un imbecille e una fogna di immoralità  come  l’imbecille  Lombrofogna a venire a classificare codesti eroi culturali con il termine  infamante di “brigante”.
Ci voleva un relitto di manicomio a piede libero Vittorio E, II di Savoia, un pluriassassino, pluricriminale all’interno della propria famiglia, e criminale nella politica.

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