Home / Psicologia didattica / PSICOLOGIA DI UN COSIDDETTO BRIGANTE

PSICOLOGIA DI UN COSIDDETTO BRIGANTE

 

 

PSICOLOGIA    DI   UN  COSIDDETTO    “BRIGANTE” :

D. STRAFACE    PALMA.

INDICE

1: Dati biografici
2. PSICOLOGIA DEL BRIGANTE
2.1. Profilo psicologico del brigantaggio
2.2. Imprintaggio e pensiero del brigante

3: VALUTAZIONE DI D. Straface Palma
3.1. Valutazione  di  Palma con  la   giurisprudenza   tedesca
3.2. Valutazione  con  la antropologia,
3.3. Valutazione  con  la psichiatria
3.4. Valutazione con  l’etica bioevolutiva

  1. Altri eroi culturali
    5. Controllo sociale mediante la calunnia
    6. Obiettivi della revisione storica
    7. Erezione di una statua quale eroe culturale      18
    8. Eredità culturale  ed etica di D. Straface Palma
    9. Riepilogo:  D. STRAFACE PALMA (1831-1869),
    eroe culturale   dei contadini.                  34
  2. Bibliografia    23

 

 

 

fig. 1: Il signor  D. Straface Palma denominato “brigante”

 

 

  1. DATI BIOGRAFICI

Il cittadino calabrese Domenico Straface Palma (1831-1869) denominato “brigante”, vissuto  38 anni,
fu un brigante diverso dagli altri, incarnò la figura dell’eroe romantico: generoso coi poveri, spietato contro i prepotenti e le spie.
“ Eccezione fra i briganti, Palma sapeva leggere e scrivere, e si dilettava anche a fare delle poesie popolari in cui trasfondeva il suo rimpianto per la vita tranquilla e la consapevolezza del suo stato infelice. Più volte respinse gli illusi che andavano da lui per essere aggregati nella sua banda, consigliandoli a condurre vita onesta piuttosto che quella dolorosissima del brigante.
  Devoto alla MADONNA del Carmine, portava fra la camicia e il petto ” l’ abitino, ” effige della madonna su stoffa, come amuleto contro le sventure; alla sera si univa in preghiera con il resto della banda per RECITARE IL ROSARIO.” (De Simone  E.)

 

 

 

 

MOTIVAZIONI PERSONALI

 

Si diede a scorrere la campagna nell’inverno del 1859 assieme a Domenico De Simone e Giuseppe Morrone ” Campanotto”.

A spingerlo  a ciò fu l’insofferenza verso i soprusi e i privilegi dei nobili latifondisti dell’epoca, che soggiogavano la massa dei contadini, tenendoli  nella estrema miseria e  nell’ignoranza, insidiavano le loro moglie e le loro sorelle.

 

Non scrisse la sua ideologia in una dottrina sistemata,
come fecero Lenin, Mao zedong ed altri, ma ripeteva il ritornello ” Io sugnu amicu de li poverelli, – a chi fazzu lu mantu, a chi u cappiellu ” ( io sono amico dei poverelli, – a chi faccio il mantello, a chi il cappello ).

 

Somministrò  benefici ai deboli e agli oppressi,
riparò  ingiustizie, punì  boriose prepotenze, concesse aiuto a coloro che gli si rivolgevano, elargì  doti alle fanciulle povere per farle sposare, minacciò i proprietari che angariavano i propri contadini; non di rado intervenne per impartire loro dure lezioni

 

Questi sarebbero dovuto essere i compiti delle
autorità costituite: compiti del re e dei governanti. E invece, in mancanuza, lui, signor Palma, si sostituì a loro.
Come si nota tutti gli atteggiamenti professati
e praticati da Palma furono legali ed etici

( leggi legali ed etiche).
Davanti a tanta moralità c’è solo da inchinarsi venerarlo e emularlo.
 

 

 

 

  1. PSICOLOGIA DEL BRIGANTE

 

 

2.1. PROFILO PSICOLOGICO DEL BRIGANTE
Brigante è stato  l’eroe dei contadini e dei braccianti, ribelle all’oppressione e sfruttamento dei Savoia nel Meridione d’Italia  dell’Ottocento nel ventennio 1861-1880.
Ma non è solo questo.  Egli incarna  anche  la protesta della miseria contro antiche e secolari ingiustizie. I contadini e i braccianti erano la classe più sfruttata  dalle classi superiori compreso il clero.
a) ribellione contro lo sfruttamento dei Savoia nella fase
postunitaria, ma anche
b) la protesta della miseria contro antiche   ingiustizie subite da millenni: Il contadino era diventato solo una macchina di produzone, un oggetto. Lavora dall’alba al tramonto, sedici ore di fatica al giorno.
Il contadino non ha casa, non ha campo, non ha prato, non ha bosco, non ha vigna,  non ha gregge.
Non  ha cibo umano, non consuma pan di grano, nè  carne,  solo  erbe e ortaggi come gli animali; non vestiti di uomo, se non stracci; non ha farmaci, non ha nessuna formazione scolastica.
Tutto gli è stato rapito dal prete al giaciglio di morte o dal padrone  feudale o dall’usura del proprietario o dall’imposta del comune e dello stato.
Nessuno lo difendeva. Neanche Dio e i teologi. Solo il brigante assunse le sue difese. Solo il brigante lo considerava
zun uomo e non una bestia di lavoro.
Il brigantaggio incarna la miseria estrema,

Il brigantaggio incarna il contrasto fra due classi sociali  opposte, due mentalità, fra due differenti impostazioni culturali  che per la prima volta si configurano nel campo sociale e storico.
La gente del sud non ha mai accettato  la condanna senza appello dei briganti.  Sono lor signori che lo hanno fatto.
Agli occhi dei contadini, il brigante diventava un essere speciale, un difensore, un tutore, un incivilitore, un riconoscitore dei loro diritti  e dei loro bisogni. Il primo dopo millenni di schiavizzazione, un vendicatore dei torti da loro subiti, era colui che aveva il coraggio di insorgere  per ottenere quella giustizia che la legge non riusciva a dare, un incivilitore della classe dei contadini e dei braccianti a cui i governanti non provvedevano.
In Germania perfino  il teologo Lutero, che si riempiva la bocca di Dio e amore del prossimo, condannò e insultò  la rivolta dei contadini del 1517-1527 ( Lutero ), la prima in Europa.

Il brigantaggio è stato il primo movimento a riconoscere i diritti e i bisogni dei contadini e dei braccianti.

Il brigantaggio ha fatto di cassa di risonanza nella nazione italiana, dei diritti, dei bisogni, delle ingiustizie, dell’abbrutimento a cui erano stati sottoposti contadini e braccianti  con tre secoli  di ritardo rispetto all’analogo movimento insorto in Germania nel  1500.
Subito dopo il brigantaggio ( 1861-1870)  taluni iniziarono a studiare e a riconoscere  a brani e brandelli i diritti dei contadini.
Il brigantaggio rappresenta l’inizio della rivolta della classe dei contadini e dei braccianti.  Al principio
contro i crimini dei Savoia e dei suoi sgherri  e  più tardi di tutti i diritti umani che spettano ai contadini e ai braccianti.
Il movimento brigantesco ha lasciato una traccia nell’inconscio di taluni sensibili.
Il brigante nel Meridione è da classificare  quale eroe culturale delle varie tribù quando entrarono nella cultura agraria.  Quale incivilitore, quale fondatore di una nuova classe sociale, alla pari di Aronne(1250-1200 a.c.) della tribù ebrea,  di Ercole nella Grecia antica
( vedi le 12 fatiche: Bertelli  2019)  Lenin in Russia, Gandi in India, Mao  Zedong in Cina, Castro a Cuba e diecine di altri.

I briganti sono stati considerati alla stregua di comuni criminali, anarchici e sanguinari, quando avrebbero dovuto ricevere tutt’altre considerazioni.
Avrebbe dovuto esser considerato  quale eroe cui devono essere rivolte soltanto parole d’elogio.

 

 

2.2. IMPRINTAGGIO E PENSIERO DEL BRIGANTE
Nella prima infanzia dall’ambiente sociale  il brigante è stato imprintato  alla civilizzazione e al giustizialismo.
Egli riceve   la vocazione quale civilizzatore e quale  giustiziere di questa classe sociale.
Ciò conia indelebilmente la sua personalità e condizio-nerà tutto il corso della sua vita. Egli diventa un civilizzatore, un condottiero culturale ed etico.

IL PENSIERO DEL BRIGANTE

Il pensiero del brigante, inteso quale eroe culturale o criminale rivoluzionario (Lalli, 1999:Psichiatria;  Scharfetter, 1974: Psychiatrie]) è classe-specifico e non individuo-specifico.
La sua azione è sempre orientata al collettivo anche quando gli stimoli scatenanti sono singolari o individuali.
Il suo pensare, sentire e agire sono sempre orientati collettivamente ( qui collettivo si riferisce alla classe sociale con cui si è identificato:  quella dei contadini e degli operai).
Il suo imprintaggio  alla civilizzazione e al giustizialismo nella prima infanzia (Lorenz 1966; Vallortigara 2014, 2010, 2014) e la sua carriera di brigante sono analoghi alle fatiche e ai sabotaggi di
di Aronne  ( personaggio storico) fra gli Egiziani;  di Ercole ( le 12 fatiche).
L’imprintaggio del brigante è costituito da due ideali,
due obiettivi: a)  sindrome di civilizzazione, b) sindrome di giustizialismo.

A: SINDROME DI CIVILIZZAIONE
Il contadino insorto mira a riconoscere e attribuire
ai contadini gli stessi benefici culturali  e la medesima dignità di cui fruivano le classi aristocratiche e dei professionisti dell’epoca.  Il brigante vuole incivilire la classe di contadini rimasta indietro nel processo di vicilizzazione e di acculturazione, non per inabilità o
incapacità, ma per deprivazione  da parte degli aristocratici.

B. SINDROME DI GIUSTIZIALISMO.
Il contadino insorto mira a riconoscere e attribuire
ai contadini gli stessi diritti, le stessi leggi e la medesima dignità che  venivano applicate  alle classi
dei aristocratici.  La giurisprudenza era completamente
asservita agli aristocratici ( vedi l’Azzecagarbugli nel Manzoni). Il parlamento del 1861  era costituito da aristocratici e professionisti. Non vi era nessun rappresentante  dei contadini e degli operai che costituivano il 90% della popolazione totale italiana.
All’epoca i contadini non avevano neanche diritto di voto.
2.3. ANALISI FUNZIONALE E  CLASSE-SPECIFICITÀ .

 

Come suggerito da Keup (1974, ) noi applichiamo L’ANALISI FUNZIONALE delle singole azioni criminali, ed esaminiamo la
intera personalità del cosiddetto brigante, l’uomo nella interezza, l’uomo come membro di un sistema sociale.
Il brigante è l’individuo in cui la protesta emerge e si da voce, viene espressa a voce alta. Ma la sua voce non è singola,
indivuo-specifica, ma classe-specifica.  È l’espressione di una intera classe  sociale. Ogni azione di brigante è l’espresione di una intera classe. Nell’azione criminale di un brigante è codificata  il dolore, il risentimento, la concezione storico-sociale di una intera classe: quella dei contadini e degli operai  ridotti a oggetti e macchine di produzione.
L’azione criminale dell’ insorto detto brigante codifica  la voce di una intera classe sociale, sofferente da secoli.
L’azione criminale del cosiddetto brigante è  ispirata
dal pensiero  classe-specifico.  Non ha valenza individuale ma collettiva. È un’intera classe sociale che grida in quella azione nefasta.
Ci voleva l’imbecille Lombrofogna, una fogna di immoralità, un letterato  teologizzante,  scimmiottante  la scienza  ad affermare  che i contadini insorti fossero dei volgari
criminali.  Ma della scienza usò solo il lessico  non i contenuti.

 

2.4.  LEGALITÀ  DELLE AZIONI DEL BRIGANTE

Quella  dei “contadini insorti” denominati  briganti  è stata un’azione legale ( leggi legale) ai sensi dell’art 51 del Codice penale tedesco (St.G.B), del 1871;  ulteriormente confermato da quello svizzero, e di quello austriaco, degli anni successivi  e da quello cinese del 2010 (CCTV, 2010).
Quella  dei “contadini insorti” è stata una difesa legittima.
Essi vennero deprivati  del suolo del loro unico misero reddito, venivano  svergognate le loro moglie, sorelle e figlie, venne misconosciuto ogni qualsivoglia diritto umano. Era stati ridotti a macchina di produzione e a bestie. Mangiavano come le bestie, solo erbe spesso in concorrenza con gli animali, vestivano da cenciosi, abitavano in tuguri  esattamente come le bestie. Erano stati ridotti a livello di bestie  bipedi fra altre bestie quadrupedi.

In Italia dove molte leggi sono fatte per  singole persona, a immagine e somiglianza dei padroni ( gli aristocratici dell’epoca)  tale leggi sono state riconosciute solo nel marzo del 2019, ossia questo anno, dopo 150 anni, dopo un secolo e mezzo. Ciò evidenzia quanto arretrata  sia la legge italiana.  La giustizia italiana è ancora ferma all’epoca dell’inquisizione e della caccia alle streghe.
NOTA I CINESI: I cinesi hanno aggiornato il loro Codice penale tra il 2006  e il 2010. In tale periodo fu eletta una commissione di esperti di giurisprudenza, interni e
alcuni  stranieri. Fra questi spiccava R. von   Weizsäcker, un eminente giurista e politico tedesco (CCTV, 2010).
Ciò dimostra come perfino i Cinesi  hanno aggiornato il loro sistema giuridico, l’Italia ancora no. Lo ha fatto solo 2019, ma solo per il furto e altri reati singolari, e con molte riserve. Fatta esclusivamente da giuristi senza la collaborazione della psicologia ( scientifica)  che studia obiettivamente i fenomeni psichici, la legge è ancora zoppicante e deve essere emendata.
( vedi analisi funzionale, pensiero strutturale,
ecc)

 

MOTIVAZIONI POLITICHE.

A ciò vanno aggiunte motivazioni  politiche del periodo borbonico e post borbonico, con la strumentalizzazione del brigantaggio stesso da parte dei Borboni.

Verso la fine del 1861 molti contadini, rimasti delusi dall’esperienza garibaldina, dalla cattiva ripartizione dei terreni demaniali e dalle usurpazioni operate da parte dei nobili, si aggregarono alle comitive brigantesche già esistenti.

 

 

 

  1. INTERPRETAZIONE PSICOLOGICA

 

Fig. 2: Madonna del Carmine  venerata dal
signor Palma.
 

INTERPRETAZIONE  PSICOLOGICA

“Devoto alla Madonna del Carmine…” effige della madonna”… ..si univa in preghiera con il resto della banda per recitare il rosario” ogni sera” ( De Crescenzo,  ).
Le azioni di codesti soggetti contengono
due  tipi di informazione ( Watzlawick 1966):
a) un messaggio di relazione,

b: un mesaggio di contenuto.

  1. A) MESSAGGIO DI RELAZIONE.

Quello di  relazione suona: Noi abbiamo bisogno della morale. Noi vogliamo  la morale. Noi pratichiamo la morale. Noi vogliamo e pratichiamo un sistema di regole sociali.
b). Tale sistema di principi veniva  rinforzato  sia
cognitivamente che emozionalmente, tramite la preghiera quotidiana (Pavlov, 1936).  Quindi esso era tenuto vivo e presente all’IO-conscio ed esso improntava di sè il comportamento quotidiano di questi soggetti.

  1. c) Noi siamo persone oneste, e vogliamo essere
    classificati quali persone oneste.
    d) Noi apparteniamo al consesso delle persone
    Abbiamo diritto a un giudizio positivo.

B: MESAGGIO DI CONTENUTO.
I contenuti di questa morale erano quelli
incarnati e rappresentati dalla Madonna del Carmine, “elargitrice di grazie”  ai suoi figli (simbolizzati dal bambino tenuto in braccio).

 

Come tutte le altre, la Madonna del Carmine  era un simbolo onirico, elaborata dall’inconscio di un santone, apparsagli  nei sogni  e poi assunta quale figura rappresentativa dei bisogni e dei sentimenti  di altre persone. A cui si associò questo signore e i suoi compagni.
Lei riconoseva  i diritti e i bisogni dei suoi figli e provvedeva  a elargire i doni di cui essi necessitavano  (sacchetto nella mano destra).
Sia cognitivamente che emozionalmente, essi, poveri contadini, inconsciamente si riconoscevano in quel bambino, amorevolmente tenuto sul braccio sinistro.
Essi bramavano, sognavano di avere una societä che
elargisse benevolenza e aiuto come la Madonna verso il bambino. La modonna incarnava la società, ( il regime politico) che di cui essi avevano bisogno per vivere.
Era un bisogno inconscio, che emergeva a livello conscio come fantasia. E dalla fantasia si passava alla immagine.
Era una speranza, ultima dea a fuggire.
Invece nei fatti poi ebbero dei carnefici che hanno torturato in ogni modo e maniera la loro sventuratissima vita ( Aprile 2010, 2011, 2016, 2018).
Espropriazione, miserie, violenze  stupri, declassamento  sociale e fiumi e fiumi di lacrime.
E il re Savoia scialava, scialacquava  chiavava (“copulava” ).Ogni giorno andava a copulare con donne differenti, generando una mandria di figli illegittimi con donne del popolo che stuprava  abusando del suo strapotere.

Possedeva  una tenuta di 64’000 ettari pari a 640’000’000 metri quadrati, in cui avrebbero potutto vivere 1’280’000

case di contadini aventi 500 metri quadrati ciascuna: la Mandria  in provincia di Torino.
I cosiddetti briganti di questa epoca non soffrono di confusione mentale. Non sono  anarchici. Non paranoici distruttori.
Questi soggetti erano degli uomini rispettosi e praticanti la moralità, ma una morale rispecchiante i problemi, i bisogni della propria classe sociale, quell dei contadini e dei braccianti, miserrimi finziaramente
ma non  culturalmente.
Essi bramavano una vita normale, labioriosa e onesta.
Essi possono esser  classificati quali persone oneste.  Poveri finziariamente, solo finziariamente, poiché la cultura agraria o la pastorizia rendevano pochissimo. Ma ricchi culturalmente e moralmente.

 

 

 

  1. VALUTAZIONE DI STRAFACE PALMANon vi è nulla di innato come sostiene l’imbecille
    Lombrofogna.
    Noi lo valuteremo non in base a brumosa bonomia o simpatia personale, ma  con quattro discipline: a) giurisprudenza tedesca, b) antropologia, c) psichiatria,  e d)  etica bioevolutiva.

 

 

3.1.  VALUTAZIONE  SECONDO  LA GIURISPRUDENZA
      TEDESCA.

Nell’Ottocento le barbarie che venivano perpetrate dai Savoia nel meridione di Italia arrivarono nelle corti europee, che restarono inorridite. E i giuristi tedeschi, intelligenze superiori, si diedero a studiare gli aspetti giuridici   di tale atrocità  e giunsero alle seguenti conclusioni.

Germania: Il legislatore tedesco già nel 1871  aveva scritto (art. 53 StG= Codice penale tedesco):

Legittima difesa è quella difesa che è necessaria per respingere una aggressione attuale e illegittima verso sé o verso altri. L’eccesso non è punibile se si è agito per concitazione o paura.

Due anni dopo tale norma venne  condivisa anche dalla giurisprudenza svizzera e da quella austriaca.

Egli aveva capito perfettamente che nella legittima difesa bisogna tener conto della situazione psicologica della vittima e del suo amabiente sociale non di alambicchi  mentali sulle parole della legge.

Il legislatore tedesco interpreta l’azione del brigante quale legittima difesa in stato di necessità  e giustifica anche “l’eccesso “ in cui
caddero  anche i briganti  causato dalla
“concitazione o paura”.
La psicologia ( empirica) nel Novecento ha scoperto un altro fattore: “il temporaneo obnubilamento della coscienza” ( Pavlov, 1936; Sheley 1936; Pancheri 1983).
Applicando le norme della legislazione  tedesca
(art. 53 StGb)   Straface Palma risulta aver agito
per legittima difesa e  difesa di altri.
Pertanto non può essere classificato quale
“criminale”.

Egli agì per legittima difesa, per tutelare i diritti suoi e della sua classe sociale: quella dei contadini e degli  operai.

 

LEGALE LA RIVOLTA DEI CONTADINI
Legale fu la rivolta dei contadini  secondo la legislazione tedesca (art. 53 StGb)  quella svizzera e austriaca.  Nel 2019 è divenuta legale anche secondo la legge  italiana ai sensi dell’art 52 CPI.

Pertanto il termine di “brigante” attribuito a questi insorti fu illegale e ingiusto. E deve essere abolito e sostituito con un titolo più adeguato, aderente ai fatti e alla personalità di questi soggetti.
Il titolo più appropriato, rispecchiante la verità storica e psicologica, è quello dell’ antropologia: “EROE CULTURALE” ( Tylor, 1881;  Coon, 1954; Eliade 1981, 1983, 12995).
Noi gli daremo il titolo di “EROE CULTURALE”
o quello della psichiatria di “criminale rivoluzionario” costituito da connotazioni completamente positive ( Lalli, 1999, Psichiatria; Scharfetter, 1974,  Psychitrie)
Tale revisione riguarda non solo il signor  Straface Palma ma tutto il brigantaggio postunitario. La nostra empatia e la nostra solidarietà va verso tutti i gli insorti  marchiati dal titolo infamante di ”briganti”.
E va anche a tutto il movimento del brigantaggio
postunitario.

 

 

 

3.2. VALUTAZIONE  SECONDO L’ANTROPOLOGIA

a)  Curricolo quale eroe culturale

Il signor Straface Palma fu un eroe culturale prodotto dalla classe dei contadini e degli operai del suo tempo  paragonabili ad Aronne (1250-1200 a.C.)  fondatore della tribù ebrea nel XII secolo aC., a Ercole introdottore della agricoltura nel popolo greco intorno 6500 a.C. (Zohari 1993).

Egli  presenta il seguente curricolo.
Nella prima infanzia Straface Palma è stato imprintato alla giustizia  sviluppando la sindrome di giustizialismo
e la sindrome di civilizzazione.
Come Aronne (1250-1200 a.C.)  nella tribù ebrea, come Ercole ( le 12 fatiche) nella tribù greca e come altri eroi culturali di altre tribù ed etnie,  anche lui  nella prima infanzia ha vissuto in  Calabria   quello che  Aronne  visse in Egitto tra gli Ebrei:
“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto, e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese  verso un paese bello e spazioso, un paese dove scorre latte e miele,…..Il grido  degli Israeliti è arrivato fino a me  e io stesso ho visto l’oppressione  con cui gli Egiziani li tormentano…. Spogliati dei tuoi interessi privati ( s. sandali), e occupati di problemi collettivi….  Ora va’. Io ti mando dal faraone . Fa’ uscire il mio popolo, gli Israeliti” ( Bibbia, Aronne: Esodo, 3, 7-10) [traduzione in concetti dell’autore)

 

fig.2: L’uccisione del leone da parte di Ercole  all’epoca
della  introduzione dell’agricoltura agraria  in Grecia, intorno al 6500 a.C. ( Zohari 1993).

Ciò simbolizza la distruzione  dell’attitudine al nomadismo e l’introduzione  di una nuova, quella della sedentaria della cultura agraria.
Come Ercole in  Grecia, come Aronne nella tribù ebrea, così  fece  anche Straface Palma in Calabria e nel Meridione   nella classe dei contadini nella lotta per i loro diritti nell’Ottocento, che però verranno attualizzati  gradualmente.
Nella prima infanzia fra i contadini  Straface Palma fu imprintanto al giustizialismo   sviluppando la sindrome di giustizialismo.
Divenuto adulto, il Sé la principale funzione psichica
ordina al comportamento concreto di eseguire il progetto presente nel Sé assumendo il ruolo del giudice-erogatore di giustizia. “Prendeva ai ricchi e dava ai poveri”  prima con ammonimnti e dopo, se necessrio, con la violenza”

Non fu uno psicotico inguaribile  ( “criminale nato”) come lo descrive Lombrofogna, ma un “nevrotico criminale rivoluzionario” ( Lalli, 1999: Psichiatria) equivalente  al termine di “eroe culturale” dell’antropologia  (Tylor, 1981, Eliade 1881, 1983).
In entrambe le categorie egli ha connotazioni positive: l’eroe culturale è creativo, innovativo, produttore di  cultura ed evoluzione a favore della  classe o gruppo   sociale a cui è indirizzata la sua azione. Nell’eroe culturale la criminalità è indirizzata al bene   non al male.

Egli è il motore dell’evoluzione di un popolo, di un’
etnia, di una classe sociale.
Straface Palma lo fu della classe dei contadini schiavizzati e sfruttati barbaramnte  da secoli.

Al contrario lo psicopatico ha connotazione negative, poichè  produce solo nocumento e sofferenza agli altri,   praticando la criminalità come fine a stessa, solo per creare sofferenze e danni. Questi non ha nessuna ideologia, nessun fine  sociale (Lalli 1999; Scharfetter, 1974).
C. Crocco  ( insieme agli altri briganti) ha dato voce alla classe dei contadini e degli operai  schiavizzati e barbaramente sfruttati  fino alla fame.
Gli ideali per cui lui lavorò e lottò verranno realizzati nei decenni successivi: a) riconoscimento dei diritti dei contadini,  b) abolizione della schiavitù  dalla terra, c) riconoscimento del voto ai contadini e operai nel 1912, del diritto alle donne  1946, abolizione della monarchia nel 1946;

 

 

 

 

3.3.  VALUTAZIONE  SECONDO  LA PSICHITRIA
“CRIMINALE RIVOLUZIONARIO” DELLA
PSICHIATRIA.

Nella seconda metà del Novecento la biologia, l’etologia, la psichiatria (Boss, 1972; Keller, 1973; Lalli, 1999; Lorenz, 1966; de Waal, 2001; Scharfetter, 1974,)   hanno approfondito il tema   e hanno elaborato il seguente quadro  sotto il titolo di “CRIMINALE RIVOLUZIONARIO”  equivalente al termine di “eroe culturale” dell’antropologia.
Essi hanno fatto una netta distinzione  tra lo psicopatico e l’eroe culturale ( brigante, partigiano, ecc)

 

A: PROFILO DELLO PSICOPATICO O SOCIOPATICO

  1. eventi traumatici nella prima infanzia;
    2. deprivazione di cure parentali e assenza
    di modelli sociali  virtuosi;
    3. struttura  patologica  della personalità;
    4. inattendibilità, ecc….
    5. crimine come fine a se stesso;
    6. infliggere danni e sofferenze agli altri;
    7. nessun morale, inattendibilità;
    8. inabilità ad autocontrollo, a freni inibitori,
    9. nessuna coscienza della propria malattia e
    dei propri disturbi
    10. antisocialità,
    11. pensiero è individuo-specifico,
    13. bassa intelligenza.

Il brigante quale eroe culturale non ha nulla a che vedere con il criminale quale “psicopatico”, privo di ogni moralità, di ogni autocontrollo, di ogni attendibilità e di ogni ideale, di ogni interesse sociale.

 
B: PROFILO PSICOLOGICO  del CRIMINALE    RIVOLUZIONARIO
( o eroe culturale) ( Lalli 1999; Lorenz 1966;
Scharfetter, 1974)

1. Imprintaggio  alla civilizzazione e al
   giustizialismo  della classe contadina;
2. sindrome dell’ innovatore e del civilizzatore;
3. struttura sana e normale della personalità;
4. professione e pratica di un sistema etico
proprio;
5. crimine per fini ideologici a vantaggio di una
popolo o di una classe sociale:
6. cerca vantaggi e miglioramenti per il popolo o
classe  sociale con la  quale si è identificato;
7. cultore del bene comune  e collettivo;
8. abile a freni inibitori, all’autocontrollo;
9. devozione  agli interessi collettivi della
propria classe o popolo;  rimozione degli
interessi individuali,
10. prosocialità;
12. pensiero è classe-specifico  non
individuo-specifico  come quello del volgare
delinquente
( Lorenz 1966; Vallortigora ( 204, 2010, 2014)
13. Intelligenza superiore: l’eroe ha l’abilità  alla
soluzione  di problemi. Il che lo rende  popolare
14. in genere vita breve e  molta sofferta.

( Lalli 1999; Lorenz 1966;   Scharfetter, 1974)
Come si vede, le due figure hanno tratti diametralmente opposti.
C: IL BRIGANTE QUALE EROE CULTURALE o
QUALE “CRIMINALE RIVOLUZVIONARIO”
( Lalli 1999; Lorenz 1966;  Scharfetter, 1974)

Il cosidetto “brigante” del Meridione nell’epoca
unitaria presenta  le caratteristiche  di colui che nella
antropologia viene denominato “eroe culturale” e nella psichiatria  “criminale rivoluzionario”, in entrambi i casi sempre con connotazioni positive, esclusivamente positive.

La sua formazione psichica è la medesima di quella dell’eroe culturale o del “criminale rivoluzionario”.
Egli ha incarnato i bisogni profondi ed esistenziali
del contadino e dell’operaio, lo ha vissuto e difeso
affrontando gravi deprivazioni, sofferenze, miserie
e la precoce perdita della vita.
Quale motivazione concettualizzata suona: (“ ’A terra mia nun l’ari tuccari”( “La mia terra non mi deve essere tolta”). Si tenga conto che “la terra” era l’unico fonte di reddito per quei poveri sventurati. Senza la terra avrebbero dovuto delinquere per poter sopravvivere.
Una richiesta  eticamente  e legalmente ben fondata.
Egli ha svolto il medesimo ruolo  di Aronne(1250-1200) nella tribù ebrea, di Ercole nella mitologia greca, dei partigiani nella II guerra mondiale (1940-45) in Italia contro i nazisti  e di centinaia di altri eroi culturali
delle varie tribù del pianeta terra ( vedi Coon, 1954; Antropologia ).
Aronne, eroe culturale ebreo,  ordinò  sabotaggi in Egitto e alla fine distrusse tutto l’esercito del faraone.
( Bibbia, Aronne: Esodo)
Nessuno lo ha definito “criminale o brigante”. Al contrario egli è celebrato e glorificato quale fondatore della nazione ebrea.

 

 

 

 

 

3.4. VALUTAZIONE  SECONDO L’ETICA  BIOEVOLUTIVA

Se applichiamo i principi della morale bioevolutiva,
( Bertelli, 2018/a,  DSM-5, 1996; Katz, 2000; Ridley, 1996; Ruse,  1993;  Shermer, 2004;  De Waal, 2001, 2008, 2009, 2011; Wright, 1994)  risulta che il signor Crocco, affetto dalla sindrome di giustizialismo, fu un moralista, fedele osservante  dell’ “etica dei poveri”   costituita da  reciprocità, empatia e solidarietà, equità e giustizia, soccorso, consolazione, imparzialità , bontà e utilità sociale, culto del collettivo,   atteggiamento costruttivo.
Egli praticò otto virtù dell’etica bioevolutiva.

  1. Reciprocità
    Egli praticò la reciprocità: “Non fare agli altri
    quello che non vorresti che gli altri facessero  a te.”
    Impedì  che si facesse del male ai contadini, con i quali si era identificato.
    Non abusò mai dei contadini e delle persone che aiutava.
    Il male che voi fate a noi, noi lo facciamo anche a voi.

AZIONI DEI BRIGANTI.

Essi colpivano i feudatari, i possidenti e i politici locali, assaltandone le fattorie; saccheggiavano i palazzi dei  professionisti; incendiavano gli archivi comunali, per distruggere i documenti fiscali e di leva; aprivano le carceri, lottavano contro i comuni nemici ossia Cavour e Vittorio Emanuele. Perciò erano venerati dalle folle come “eroi”.

  1. Empatia e solidarietà,
    Egli colse e sentì  i sentimenti degli altri  dei contadini e dei braccianti. Fu coinvolto emotivamente delle loro sofferenze. E si impegnò a difenderli.
  2. Equità e giustizia,
    La giustizia  è un insieme di aspettative sul modo in cui l’individuo prevede di venir trattato e sul modo in cui  lui si aspetta che le risorse dovrebbero essere divise. Nella suddivisione delle risorse egli fece sempre parti uguali, senza nessun privilegio rompendo la concezione dei teologi che pretendevano privilegi per sü.

 

La teologia cristiana era iniziatrice e fomentatrice di
conflitti e di uso della violenza, per violazione della equità nella distribuzione delle risorse.

4. Soccorso.
Il signor Straface Palma aiutò sempre chi aveva bisogno, coloro soffrivano la fame, che erano nello stato di indigenza. La ricchezza che richiedeva ai baroni, agli aritocratici  la distrubuiva a coloro  che ne avevano bisogno.

  1. Consolazione
    Con il suo operato Straface Palma consolò sempre coloro che soffrivano per indigenza senza chiedere nulla in compenso.
    Il suo mondo ideale era quello che tutti avessero la propria fetta di benessere e di felicità.
    Alle ragazze povere forniva la dote per potersi sposare.
  2. Bontà e utilità sociale.
    Rispetto ai contadini e ai poveri il signor Straface Palma programmaticamente  praticò bontà e utilità sociale.
    Perciò era venerato, aiutato  dai ceti poveri.
  3. Culto del collettivo
    Il suo operato era diretto non a singoli individui ma a tutta la società dei poveri dei nullatenenti, che soffrivano la fame, l’indigenza, il freddo, la miseria. Egli aveva un visione collettiva della società umana.
    Ebbe sempre un atteggiamento inclusivista.
    La sua visione anticipava  la concezioni odierna in cui
    “ogni cittadino ha il diritto alla vita e a una vita normale e dignitosa”
    Il suo pensiero e il suo agire furono sempre classe-specifici.

8) atteggiamento costruttivo.

Straface Palma ha realizzato il 13.esimo principio della etica bioevolutiva: la creatività.   Sostenuto dalla superiore intelligenza  egli fu un uomo creativo, innovativo. Seppe vedere quello che non videro e intuirono gli altri.
   Il signor Crocco ebbe un atteggiamento costruttivo della società e della storia. Egli cercò di costruire una società migliore, più giusta e più equa. Lottò per un società più evoluta, che riconoscesse tutti i diritti del contadino.

   Straface Palma fu aperto alle novità e all’idea di estendere i benefici di cui godevano gli aristocratici anche ai contadini e agli operai, non preoccupandosi  delle  loro critiche.
Ciò fu una disposizione interna che lo rendeva molto diverso dagli altri, che erano conformisti all’idea dominante, secondo  cui il contadino era un essere da sfruttato in tutte le maniere possibile  come le bestie.
Ciò lo rese  propositivo,  innovativo, prosociale,
benevole verso i contadini.
La sua idea fu: estendere i diritti umani a tutti le classi sociali compreso ai contadini.
Egli tentò di realizzare i suoi ideali con l’uso delle armi e della violenza, ma ai suoi tempi non potette cambiare molto.  Egli dette voce alle sofferenze, alle deprivazioni dei contadini, che venne raccolta da  alcuni intellettuali  degli anni successivi.
Ciò facendo Straface Palma  iniziò a cambiare l’ambiente culturale, gli atteggiamenti ostili e predatori verso i contadini   mettendo in moto  una movimento di riconoscimento dei diritti e della dignità di questa categoria di persone.
Un ideale che cercò di realizzare mediante l’uso delle armi.
I suoi ideali verranno ripresi da politici successivi, che  passo dopo passo concessero  i diritti umani ai contadini. Fra i principali: il diritto al voto degli uomini anche ai contadini nel 1912, il diritto di voto alle donne nel 1946, e il salario minimo  nel 2019, ossia questo anno, dopo un secolo e mezzo di attesa.

  1. EROI CULTURALI NELLA STORIA

 

 

fig. 3: Il mausoleo di Lenin a Mosca, luogo di
pellegrinaggio da parte di milioni di visitatori.
Nian (12’000 a.C. scienziato  inventore della agricoltura e  cultura cinese in Cina; Gilgamesh ( 8’500 a.c.) fondatore della cultura sumerica in Persia;
Orfeo/l’Illuminato  calabrese, nell’ XI secolo a.C., eroe dei bambini abbandonati e promotore del controllo delle nascite;  Aronne(1250-1200 a.C.) fondatore  della tribù ebrea;  Ercole  (6500 a.C.) nella Grecia antica( vedi le 12 fatiche: Bertelli  2019);  V. Lenin (1870-1924)  in Russia;   Mahatma Gandi (1869-1948) in India;  Mao Zedong (1893-1976) in Cina;  N. Mandela( 1918-2013) promotore dell’uguaglianza e dell’antirazzismo in Sudafrica;    Martin Luter  King(1929-1968) sostenitore dei diritti civili degli afroamericani  negli USA; F. Castro (1926-e2016) a Cuba; i partigiani  nella II guerra mondiale.  E molti altri ancora.
Il brigante nel Meridione è da classificare  quale eroe culturale, quale incivilitore, quale fondatore di una nuova classe sociale alla pari  di molti eroi culturale della storia umana.
Noi abbiamo una concezione strutturale ( gestaltica) e causale della storia e non una atomistica e sintomatica, come fece l’imbecille Lombrofogna per puro sciacallaggio.
Guidati dal nostro pensiero strutturale, abbiamo
alta stima per il ruolo da loro svolto, quali portavoce dei contadini oppressi e sfruttati.
Noi sentiamo gratitudine per il ruolo svolto, per il quale hanno affrontato gravi sofferenze, vivendo come bestie nei boschi e negli anfratti,  mentre Vittofogna aveva una villa di 64’000’000 metri quadrati, e ogni giorno andava a chiavare ( “copulare”)  piantando centinaia di figli che poi abbandonava.
Oggi noi godiamo del progresso da loro promosso  e delle  loro sofferenze.
Essi hanno dato voce alle ingiustizie e alle sofferenze subite dai contadini e dei ceti bassi, pagando con la vita.
Il loro non è stato un moto di criminalità, ma un moto di reazione alle barbarie dei Savoia ( Aprile 2010, 2011, 2016, 2018, Del Boca 2011,  et al.). Dopo e soltanto dopo le barbarie dei Savoia  essi insorsero e presero le armi.
La sua non è tata un’azione criminale, ma una re-azione,
un risposta, come hanno classificato la giurisprudsenza tedesca sin dal 1871  e poi anche q     uella elvewtica e quella austriaca.
Diritti che sono stati realizzati nei tempi successivi.
La cultura e il progresso non cascano gratis dal cielo, ma
sono frutto di conquista e di sacrifici  compiuti da pochi.
(da: Bertelli, F, 2019: L’Imbecille Lombrofogna; p. 355-361)

 

 

 

 

 

  1. CONTROLLO SOCIALE MEDIANTE LA CALUNNIA

RISCRIZIONE DELLA STORIA D’ITALIA
Noi vogliamo riscrivere la storia dell’unità. Ciò  può avvenire solo quando si renda giustizia alle vittime
e si dia la giusta interpretazione  degli eventi e dei personaggi storici  negli ultimi due secoli.
Ciò può avvenire se noi Meridionali ci diamo da fare.
Non basta aspettare passivamente l’elemosine dei nordisti.
Essi continuano a rapinare il sud.
Una nuova storia basata su criteri scientifici  e su principi etici   quelli dell’ etica bioevolutiva ossia di un’etica anch’essa scientifica,  valida ed attendibile.

Le ricordiamo che i Russi, gli Indù, i Cinesi,
i Cubani  hanno innalzato statue ai loro rispettivi eroi
o fondatori culturali e oggi prosperano  e il tasso di criminalità in tali paesi è in via di estinzione
(Bertelli, 2017).
I Meridionali dovrebbero  fare lo stesso. Essi non sono secondi a nessuno ( vedi Orfeo/Illuminato, Pitagora
e molti altri ).

5. CONTROLLO SOCIALE MEDIANTE LA CALUNNIA

L’apertura del museo di antropologia criminale mira
al controllo sociale mediante la calunnia dei meridionali.
Mentre nei secoli passati il controllo veniva esercitato mediante la palla  o le catene al piede, oggi tale strumento  è stato interiorizzato ed è la calunnia: “la criminalità innata” l’atavismo,  “la inferiorità innata del Meridionale”. ( Keup, 1974; Sartori 2009)).
La sentenza di apertura del museo mira al controllo
dal di dentro.
L’apertura del  museo mira alla perpetuazione  del controllo  sociale e alla sottrazione  all’obbligo del risarcimento dei danni provocato dai Nordici e dai Savoia
è ancora aperto. Questi continuano a sfruttare il sud, a devolvere le risorse solo al nord di Italia  (Aprile, 2011, 2016).

  1. OBIETTIVI DELLA REVISIONE STORICA 21La rivalutazione  del brigantaggio mira a:
  2. Resa di giustizia al signor Straface Palma
    individualmente  e ai suoi discendenti;
    2. Revisione del concetto di brigante e di brigantaggio;
    3. Rendere giutizia all’intera popolazione di un
    paese e di una regione come la Basilicata
    e più  in  genere al Meridione che è associato
    al brigantaggio
    4. Revisione della storia d’Italia, che ancora oggi ha
    molte delle patologie di quella dell’Ottocento.
    5. Eradicazione del controllo sociale  esercitato
    mediante le calunnie  dei nordisti di Italia contro
    i Meridionali, vigente ancora oggi.

 

Noi vogliamo valutare questo movimento storico  mediante
l’analisi funzionale, la quale rivaluta il contesto storico-sociale: psicologia empirica, biologia,  etologia, sociologia  ( Keup, 1974; p. 138).

“L’ANALISI FUNZIONALE  indaga  i nessi contingenti o sistematici di comportamenti e i rinforzatori e le condizioni  dell’ambiente sociale  nei quali quei comportamenti patologici appaiono.” ( Keup,  1974 p. 138)

Si assume che le deviazioni primarie ( la criminalità)
emergono  in una molteplicità di contesti sociali, culturali e psicologici  e hanno implicazione nella formazione psichica dell’individuo.
Il controllo può emergere sia come controllo esterno  che come interiorizzato.
“ Indagini epidemiologici   giungono alla conclusione che i membri delle classi medie e alte  esperiscono un controllo sociale nel senso di autocontrollo o di controllo sociale informale, mentre gli appartenenti delle classi basse sono esposti a  un controllo sociale  di gran lunga più forte di un formale controllo sociale ( Keup, 1974, )
Questi dati empirici sono equivalenti al motto popolare
del Ottocento  “i ricchi hanno sempre ragione e i poveri sempre torto”

 

 

 

 

 

  1. EREZIONE DI UNA STATUA A STRAFACE
    PALMA                             22Il signor Straface  Palma attuò nell’Italia nell’Ottocento  quello  che Aronne(1250—1200 a.C.) attuò   a favore della tribù ebrea, che liberò dalla schiavitù.
    Il signor  Straface  Palma attuò in Italia nell’Ottocento  quello  che altri applicarono in Germania durante la guerra dei contadini, 1517–1525.
    La violenza il signor Straface  Palma la usò solo contro coloro che usavano  violenza verso di lui. In una serie di interazioni, egli rispose alle violenze iniziate da altri.  La sua fu una violenza reattiva, quale  risposta a quella precedentemente attuata da altri. Egli rispose a una provocazione.
    Commuove leggere queste storie di povera gente (povera solo finanziariamente), ma nobilmente osservanti un sistema di principi etici.
    Indigna profondamente che uomini tanto nobili fossero ricoperti da  calunnie, declassamento, insulti, atrocità, gettati nel fango.
    Indigna che essi fossero dichiarati “nemici” da distruggere  anche  fisicamente.
    Indigna che sia i Savoia  che Lombrofogna  dopo  inveissero contro questi poveri sventurati.
    I “veri briganti” sono loro prima i Savoia, e poi Lombrofogna. Ossia coloro che violarono  le leggi sociali e morali commettendo genocidio, massacri, stupri, insulti alla popolazione peggiore di quelle  dei barbari.

Il signor  Straface  Palma  presenta una concezione profondamente etica della vita e della società, che affascina.
Egli incarna gli ideali e i bisogni dei contadini e dei braccianti della  sua epoca.
Egli fu un visionario, anticipatore dei tempi moderni e di quelli futuri.  Sognava un mondo migliore, un’ ordine sociale realmente improntato alla giustizia ed equità.

Sorretto dalla sua  superiore intelligenza, egli anticipa quello che le società migliori sul pianeta hanno
attualizzato  nel Novecento e  continuano a fare nel XXI secolo.
Egli è alla pari con Aronne, Ercole, Gandi, Lenin, Castro, Nelson Mandela, Marin Luther King,  e altri.
Tutte le virtù e i principi che lui aveva sognato vengono progressivamente  tappa dopo tappa realizzate da governi saggi  e  responsabili, come quello cinese che fino ad oggi ha sollevato dalla povertà estrema 700 milioni di poveri, e continua a farlo con i rimanenti 30 milioni ancora esistenti.

Egli non meritava il titolo infamante di “brigante”.
Tale titolo spetta al Vittorio E II dei Savoia  e ai suoi sgherri  altrettanto disabili intellettivi e disabili etici.
Un autentico “brigante” ossia un criminale efferato
imbecille e fogna di immoralità fu Vittorio E II di Savoia
( vedi Aprile  2010, 2011, 2016, 2018).

UNA STATUA ALL’EROE DEI CONTATIDINI
Energicamente proponiamo che gli venga fatta giustizia
e valutato per quello che realmente fu.
Noi proponiamo di erigere un monumento al signor  D. Straface  Palma  cittadino calabrese, EROE DEI CONTADINI.

L’uomo non nasce criminale lo diventa per contingenze sociali e storiche ( Keller, 1973,  Scharfetter 1974
Keup 1974, Lalli 2003). La criminalità è “un comportamento appreso”  scatenato da contingenze storico-sociali  ( Kraiker, 1974, Keup 1974, Keller 1973)

L’etologia ha  dimostrato con migliaia di esempi concreti, che la morale è presente ed operante fra gli animali da oltre 50 milioni di anni( Mainardi  1974;  de Waal, 2012, 2013)!
La psicologia empirica ha dimostrato che il bambino nasce già con una propensione etica. Essa è una eredità biologica.
Solo soggetti malati di mente quali Lombrofogna  e i suoi seguaci ancora oggi possono affermare il contrario. Una affermazione che non ha nessun fondamento se non nella loro disabilità intellettiva.  Essi sono tutti degli imbecilli.
Il signor Palma  evoca la figura del  condottiero, che libera la sua gente dalla schiavitù, dalle deprivazioni, dall’abbrutimento.
Nonostante ciò Aronne fu dichiarato e viene venerato quale eroe nazionale, fondatore della nazione ebrea.
D. Straface Palma  non nacque infelice, lo divenne  per le contingenze storiche e sociali in cui lo avevano ridotto  gli sgherri venuti dal Nord.
( Keller 1973,   Pavlov 1936;   Keup 1974;  Kraiker, 1974; de Waal, 2001, 2003, 2008, 2009; Zimbardo et al, 1998)
Egli deve essere valutato con le medesime categorie con cui  fu valutato Aronne, il fondatore della nazione ebraica e degli eroi culturali di altri popoli.
Non le categorie del delinquente, proposte da un imbecille quale fu Lombrofogna.

 

  1. EREDITÀ CULTURALE DI STRAFACE PALMA 24

Il signor  Straface  Palma lascia una ricchissima eredità culturale ed etica.
Egli ebbe una nobile visione  del mondo e della classe dei contadini. Ma non li espresse in una dottrina  come fecero Lenin, Mao  Zedong  e altri.  Tali ideali si sedimentarono nel suo comportamento e nelle sue imprese memorabili e nei suoi ritornelli che ripeteva spesso.
Spesso ripeteva il ritornello ” Io sugnu amicu de li poverelli, – a chi fazzu lu mantu, a chi u cappiellu ” ( io sono amico dei poverelli, – a chi faccio il mantello, a chi il cappello ).
Noi abbiamo decifrato  il suo comportamento ottenendo il seguente quadro.
Straface  Palma mirò a instaurare una movimento di civilizzazione  dei contadini molto arretrati rispetto
agli aristocratici e ai professionisti dovute non a incapacità dei contadini medesimi, ma alle secolari deprivazioni a cui essi erano sati sottoposti.

Straface  Palma  mirò ancora a restaurare una giustizia anche per i contadini, deprivati di ogni diritto e trattati come bestie bipedi. Il loro stato veniva espresso nel motto popolare:” I ricchi hanno sempre ragione, i poveri sempre torto”  ( vedi Psichiatria sociale ).
Egli mise in moto una atteggiamento favorevole ai contadini. Un atteggiamento di difesa e di sostegno,
che verrà ripreso da vari professionisti, che promuoveranno il riconoscimento dei diritti umani anche ai contadini e operai, le cui tappe principali sono:
il riconoscimento di voto ai maschi nel 1912, alle donne nel 1946; e il riconoscimento del salario minimo nel 2019
da parte del governo a guida  5Stelle.

 

  1. NOSTRA SIMPATIA E GRATITUDINE.Noi sentiamo profonda simpatia e dispiacere per le sue  sofferenze  nella sua infanzia e della sua famiglia, per cui  esprimiamo la nostra solidarietà.
    E energicamente   e con tutte le nostre forze chiediamo che gli vengano riconosciuti i meriti della sua personalità affascinante, e che gli venga eretta  una statue quale
    parziale ricompensa delle ingiustizie e delle sofferenze  subite da parte della  barbarica società dell’epoca.
    Per i suoi ideali sacrificò la sua vita, morendo di morte precoce a soli 39 anni, come tutti gli eroi.
    Il suo corpo fu macellato come quello di un maiale
    ed esposto per terrorismo psicologico. I suoi carnefici, i suoi macellai sono gli autentici criminali, gli autenetici barbari.
    Così recitano anche il codice penale tedesco elaborato nel 1871 ( art 53 ), quello elvetico, e quello austriaco.
    Non temiamo smentita.

 

 

 

  1. D. STRAFACE PALMA (1831-1869), eroe culturale
    dei contadini.                               34
  2. STRAFACE PALMA (1831-1869), cittadino di Lomgobucco ( Cosenza/Calabria), dotato di superiore intelligenza e di forte atteggiamento etico, fu un eroe culturale dei contadini.
    Nell’infanzia subì l’imprintaggio alla civilizzazione e al giustizialismo  pro contadini (Lorenz 1966; Vallortigara 2014, 2010, 2014) .
    Vocazione che nella vita adulta lui fedelmente seguì  ed
    attuò.  Svolse una vita quale missione, votandosi alla
    civilizzazione dei contadini e a somministrare ad essa giustizia. Il che gli costò  gravi deprivazioni nella vita privata: abbandono della famiglia e del figlio,  la vita di brigante fra le boscaglie e gli anfratti come gli animali, e morte precoce a soli 39 anni. Il suo corpo fu macellato
    come un maiale.  E l’ignominia del titolo infamante di “brigante” a lui che bramava giustizia e benevolenza ai contadini. ( Keller, 1973;  Scharfetter, 1974;
    Lalli, 1999)
    Nonostante tutte le calunnie  D. STRAFACE PALMA resta una figura affascinante, produttore di cultura,  un antesignano, un pioniere sociale, un modello sociale.  Un visionario, un precorritore dei tempi.
    La sua fu la voce e l’azione di un’intera classe sociale.  Nel suo comportamento sono codificati in miniatura  gli ideali della classe contadina.
    Fin dal 1871 il legislatore tedesco, intelligenza superiore,  interpretò l’azione del brigante quale legittima difesa in stato di necessità  e giustificarono anche “l’eccesso “ in cui  caddero  anche i briganti  causato dalla “concitazione o paura” ( art 53 del St.G.B. = Codice Penale Tedesco).

I legislatori tedeschi, elvetici austriaci  riconobbero  la legittimità delle loro azioni fin dal 1871,
ossia dagli stessi anni dell’insurrezione.
Al contrario dell’imbecille Lombrofogna, vile e ignobile  sciacallo, che coniò il termine di “criminalitä innata”  e promosse la persecuzione di questi soggetti pere i suoi  loschi affari e per la sua carriera accademica
Al contrario i legislatori  italiani hanno ignorato
tale assunto, lasciando  all’imbecille Lombrofogna
libertà di azione, occultata dietro la pseudoscienza.
La pseudoscienza creata da un letterato imbecille
e  immorale che è stata sostenuta per un secolo e mezzo
nonostante gli sberleffi e le sghignazzate degli stranieri.
La storia d’Italia non può esser scritta senza
menzionare rispettosamente il suo nome e  rivedere
la posizione di altri loschi  e schifosi personaggi.

Il suo comportamento costituisce un passo avanti
nella evoluzione culturale italiana.
D. STRAFACE PALMA  merita una statua per l’ideologia che incarna e per l’azione  che ha  compiuto.
D. STRAFACE PALMA  è e resta un eroe culturale  nonostante  le calunnie di cui è stato investito.
D. STRAFACE PALMA  è un modello sociale  virtuoso da emulare. I politici dovrebbero prenderlo come modello.

FINE

  

 


 

  1. BIBLIOGRAFIA

A.A. Chinese Architecture, Expo-2010. CCTV, 2010
Anastasi, A. (1965):  Psicologia differenziale. Firenze
Giunti e   Barbera
Aprile,  P. (2010):  Terroni.   Piemme, Milano
Aprile,P. 2011): Giù al Sud.  Piemme, Milano
Aprile, P. (2016):  Carnefici.  Piemme, Milano
Aprile, P. (2018):  L’Italia è finita.  Piemme, Milano
Bandura, A. (1966) Aggression : A Social Learning analisys
Clift, New York ( it. Bandura, A (2000): Autoefficacia,
teoria e Applicazioni, Erikson, Trento.)

Bertelli, F.(2014): Formazione etico-psichica.
( i.c.s.)

Bertelli, F.(2015): Rita Levi-Montalcini.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2016a): Memoria  e intelligenza:
differente valenza.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F (2016/c): Definizione del concetto di scienza.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2016/d):  L’uomo cinese: il futuro del
pianeta.  www.francescobertelli.it

Bertelli, F.(2016/e): Prevenzione di un criminale e di
una prostituta.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/a): Le truffe del papa e di Fatima.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/b):  Era postcristiana.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/c): Patologica la morale cristiana
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/e): Un assassino seriale alla base
della morale  cristiana.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/a): Etica bioevolutiva
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/b): C. Lombroso, un letterato
profetizzante  e imbecille. www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/c): Profilo psicologico di un
cosiddetto “brigante”: Palma.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/d): Vittorio Emanuele II:
un imbecille e un disabile etico.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/e): Il Meridione nei secoli
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/g): L’orfismo pitagorico in Calabria.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/h): Definizione del concetto di Unità
culturale e politica.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/i): Definizione di influenza psichica
sul comportamento.   www.francescobertelli.it
Boncinelli, E (2009): Il cervello, la mente l’anima.
Milano, Monddori
Boncinelli, E (2011): La vita della nostra mente.
Laterza, Roma
Bortz, J. (1984): Statistik  fuer sozialwis-
senschaftler. Heidelberg, Springer

Boss, M (1971) Umris der Medizin, Bern Huber
Braudel, f. (1986): I tempi della storia: Economie,
società, civiltà. Dedalo, Bari
Caprara, G. (1998): Breve storia delle grandi
scoperte scientifiche. Bompiani, Milano
Ciano A. (2013): Savoia, i Massacratori del Sud.

Condrau, G (1973): Einfuerung in die
Psychotherapie.  Huber, Bern
Coon, R. (1954): Antropologia culturale. Mondadori, Milano
Corbellini, G.,(2011): Scienza quindi democrazia.
Einaudi, torino
Del Boca L. (2011): Maledetti Savoia. PM

Diamond  J. M. ( 1998): Armi, acciaio e malattie
Torino, Einaudi.
Dossi (1893): Note  azzurre. Adelfi, Milano.

Dragoni, G.et al. (2004): Dizionario biografico degli
scienziati. Zanichelli, Bologna
DSM-5, (1996): Manuale diagnostico dei disturbi
mentali. Masson, Milano

Eliade,  (1981) Storia dell religioni.
Eliade,  (1995) Lo sciamanismo. Ed. Mediterranee, Roma
Gangemi G. (2011): 150 anni di unita’:  la
formazione della coscienza nazionale. Roma
Giacobini, Cilli, C.   Malerba, G.(2015): Il nuovo
allestimento: patrimonio in beni culturali e strumento
   di educazione museale, in S. Montaldo (a cura di),(2015)
Il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso
dell’Università di Torino, Torino, Silvana editoriale,

Goring, C.B. ( 1913): The English convict: A
statistical study. London, Darling & Son
ICI-II, 1992
Jervis, G.(1975): Manuale critico di psichiatria
Feltrinelli, Milano.
Jores, A. (1981): Praktische Psychosomatik. Huber
Stuttgard
Kahan, V.L.(1974): Malattie mentali dell’infanzia.
Armando, Roma

Katz, D. (1948):  Gestaltpsychologie. Stuttgart: Schawabe
Katz, L.(2000): (Ed.) Evolutionary Origins of Morality:
Cross-Disciplinary Perspectives
Imprint Academic.
Keller, W. (1973): Algemeine Psychologie.
Universität Vorlesungen. Uni Zuerich
Kitcher, P. (2005) “Biology and Ethics” in David Copp
(ed.) The Oxford Handbook of Ethical Theory, Oxford
University Press

Keup, H (1974): Modelvorstellung von
Verhaltensstörungen: „Medizinische Modelle „
und mögliche  Alternativen, In: C.  Kraiker (1974) cur.:
Handbuch der Verhaltenstherapie, p. 117-151.
Klaus, (1972):  F O R S C H U N G-statistik. Stuttgart
( it. Statistica della RICERCA SCIENTIFICA.
Korboz, J.:(1974): Jugendpsychiatrie, Vorlesungen.
Uni Zürich,
Kostjuk, G.S. (1969): Fragen der Denkpsychologie.
In:  Hiebsch(Hrg): Ergebnisse der sovjetischen
Psychologie. Stuttgart:  Klett, p. 241-366
Kuhn T.S. (1972): Die Struktur wissenschaftlicher
Revolutionen.
   Suhrkamp, Frankfurt
Lalli, N.(1999): Manuale  di psichiatria  e
psicoterapia. Napoli, Liquori.
Lombroso, C. (1864)  Genio e follia.  Milano Hoepli.
Lombroso, C. (1876): L’uomo delinquente,
Milano, Hoepli,
Lombroso, C. (1893): La donna delinquente, la prostituta,
la donna normale.  Milano, Hoepli
Lombroso, C. (2009): La donna delinquente,
la prostituta e la donna normale
, rist. 2009,
Et. al. Milano, Hoepli
Lorenz, K. ( 1978)L’etologia: fondamenti e metodi
Boringhieri, Torino,
Lorenz,K.(1981): L’aggressività. Euroclub, Bergamo,
Luban B, Pöldiger, W. (1971:  Der psychosomatische
Kranke in der Praxis. Springwer, Berlin.
Lurjia,  (1969): Neuropsicologia. Giunti/Barbera, Firenze
Mahbubani,K.:(2008)  The Asian Hemisphere.
Mokyr, J.(1990): The Lever of Riches, Technological
Creativity and Economic Progress. Oxford
University Press
Mainardi, D.(1974): L’animale culturale. Rizzoli, Milano
Mascaro, S., Korb, K.B., Nicholson, A.E., Woodberry, O.
(2010). Evolving Ethics: The New Science of Good
and   Evil. Exeter, UK: Imprint Academic.
Mitscherlich, A.(1966): Krankheit als Konflikt. Studien
zur psychosomatischen Medinzin. Suhrkampf Frankfhrt
Mokyr, J.(1990): The Lever of Riches, Technological
Creativity and Economic Progress. Oxford
University Press
Pancheri, P  (1983): Stress, emozioni, malattia,
Mondadori, Milano
Piaget,J.(1954): Die Psychologie der Intelligenz.
Bern,  Huber
Piaget,  (1991): Lo sviluppo morale del fanciullo.
Barbera-Giunti, Firenze
Remschimidt, H Dauner I (1979: Kinder- und Jugend-
psychiatrie. Thieme,Stuttgardt
Ridley, Matt (1996). The Origins of Virtue. Viking.
ISBN 0-14-026445-0.
Rifkin, J. (2003): Sogno Europeo. Mondadori Milano

Rubinstein, S.L. (1977): Grundlagen der  Allgemeinen
Psychologie  Berlin:  Volk und Wissen
Scharfetter, C. (1975): Allgemeine Psychopathologie.
Huber, Bern
Scharfetter, C. (1974): Psychiatrie Vorlesungen.
Universität  Zurich

Shermer, Michael (2004). The Science of Good and Evil:
Why People Cheat, Gossip, Care, Share, and Follow the
Golden Rule
. New York: Henry Holt and Company.
Sen, (2004): La democrazia degli altri. Milano
Mondadori
Smorti, M. Tschiesner, R, Farneti, A ( 2016): Psicologia
della buona scuola. Universitaria.

de Waal, F. (1991)  Far la pace tra le scimmie.
Rizzoli , Milano
de Waal, F.: (2001): Naturalmente buoni. Il bene
e il male nell’uomo e in altri animali
.
Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.

    Evoluzione e  moralità.  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni
dalla  natura per una società più solidale.

Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2013). Il bonobo e l’ateo –
In cerca di umanità fra i primati.
Cortina,
Milano
de Waal, F.:(2016) Are we smart enough? Garzanti, Milano  .
Watzlawick, ( 1966): Teoria della comunicazione.
 

FINE  DI Palma   p.  =  40 p      

 

 

 

NOTA: le ipotesi di Lombrofogna contraddice no solo la scinza ma peerfino la giurispudrenza la  quale dichiar’o legale l’azioni dei contadi insorti, detti briganti..

( NOTA sviluppare questo tema…
e perenne infamia di Mieli e altri ciarlatani della storia grafia.

 

 

 

 

1.18. PSICOLOGIA DI D. STRAFACE PALMA, DETTO
“BRIGANTE”.
INDICE

1: Dati biografici
2. PSICOLOGIA DEL BRIGANTE
2.1. Profilo psicologico del brigantaggio
2.2. Imprintaggio e pensiero del brigante

3: VALUTAZIONE DI D. Straface Palma
3.1. Valutazione  di  Palma con  la
giurisprudenza   tedesca
3.2. Valutazione  con  la antropologia,
3.3. Valutazione  con  la psichiatria
3.4. Valutazione con  l’etica bioevolutiva

  1. Altri eroi culturali
    5. Controllo sociale mediante la calunnia
    6. Obiettivi della revisione storica
    7. Erezione di una statua quale eroe culturale      18
    8. Eredità culturale  ed etica di D. Straface Palma
    9. Riepilogo:  D. STRAFACE PALMA (1831-1869),
    eroe culturale   dei contadini.                  34
  2. Bibliografia    23

 

 

 

fig. 1: Il signor  D. Straface Palma denominato “brigante”

 

 

  1. DATI BIOGRAFICI

Il cittadino calabrese Domenico Straface Palma (1831-1869) denominato “brigante”, vissuto  38 anni,
fu un brigante diverso dagli altri, incarnò la figura dell’eroe romantico: generoso coi poveri, spietato contro i prepotenti e le spie.
“ Eccezione fra i briganti, Palma sapeva leggere e scrivere, e si dilettava anche a fare delle poesie popolari in cui trasfondeva il suo rimpianto per la vita tranquilla e la consapevolezza del suo stato infelice. Più volte respinse gli illusi che andavano da lui per essere aggregati nella sua banda, consigliandoli a condurre vita onesta piuttosto che quella dolorosissima del brigante.
  Devoto alla MADONNA del Carmine, portava fra la camicia e il petto ” l’ abitino, ” effige della madonna su stoffa, come amuleto contro le sventure; alla sera si univa in preghiera con il resto della banda per RECITARE IL ROSARIO.” (De Simone  E.)

 

 

 

 

MOTIVAZIONI PERSONALI

 

Si diede a scorrere la campagna nell’inverno del 1859 assieme a Domenico De Simone e Giuseppe Morrone ” Campanotto”.

A spingerlo  a ciò fu l’insofferenza verso i soprusi e i privilegi dei nobili latifondisti dell’epoca, che soggiogavano la massa dei contadini, tenendoli  nella estrema miseria e  nell’ignoranza, insidiavano le loro moglie e le loro sorelle.

 

Non scrisse la sua ideologia in una dottrina sistemata,
come fecero Lenin, Mao zedong ed altri, ma ripeteva il ritornello ” Io sugnu amicu de li poverelli, – a chi fazzu lu mantu, a chi u cappiellu ” ( io sono amico dei poverelli, – a chi faccio il mantello, a chi il cappello ).

 

Somministrò  benefici ai deboli e agli oppressi,
riparò  ingiustizie, punì  boriose prepotenze, concesse aiuto a coloro che gli si rivolgevano, elargì  doti alle fanciulle povere per farle sposare, minacciò i proprietari che angariavano i propri contadini; non di rado intervenne per impartire loro dure lezioni

 

Questi sarebbero dovuto essere i compiti delle
autorità costituite: compiti del re e dei governanti. E invece, in mancanuza, lui, signor Palma, si sostituì a loro.
Come si nota tutti gli atteggiamenti professati
e praticati da Palma furono legali ed etici

( leggi legali ed etiche).
Davanti a tanta moralità c’è solo da inchinarsi venerarlo e emularlo.
 

 

 

 

  1. PSICOLOGIA DEL BRIGANTE

 

 

2.1. PROFILO PSICOLOGICO DEL BRIGANTE
Brigante è stato  l’eroe dei contadini e dei braccianti, ribelle all’oppressione e sfruttamento dei Savoia nel Meridione d’Italia  dell’Ottocento nel ventennio 1861-1880.
Ma non è solo questo.  Egli incarna  anche  la protesta della miseria contro antiche e secolari ingiustizie. I contadini e i braccianti erano la classe più sfruttata  dalle classi superiori compreso il clero.
a) ribellione contro lo sfruttamento dei Savoia nella fase
postunitaria, ma anche
b) la protesta della miseria contro antiche   ingiustizie subite da millenni: Il contadino era diventato solo una macchina di produzone, un oggetto. Lavora dall’alba al tramonto, sedici ore di fatica al giorno.
Il contadino non ha casa, non ha campo, non ha prato, non ha bosco, non ha vigna,  non ha gregge.
Non  ha cibo umano, non consuma pan di grano, nè  carne,  solo  erbe e ortaggi come gli animali; non vestiti di uomo, se non stracci; non ha farmaci, non ha nessuna formazione scolastica.
Tutto gli è stato rapito dal prete al giaciglio di morte o dal padrone  feudale o dall’usura del proprietario o dall’imposta del comune e dello stato.
Nessuno lo difendeva. Neanche Dio e i teologi. Solo il brigante assunse le sue difese. Solo il brigante lo considerava
zun uomo e non una bestia di lavoro.
Il brigantaggio incarna la miseria estrema,

Il brigantaggio incarna il contrasto fra due classi sociali  opposte, due mentalità, fra due differenti impostazioni culturali  che per la prima volta si configurano nel campo sociale e storico.
La gente del sud non ha mai accettato  la condanna senza appello dei briganti.  Sono lor signori che lo hanno fatto.
Agli occhi dei contadini, il brigante diventava un essere speciale, un difensore, un tutore, un incivilitore, un riconoscitore dei loro diritti  e dei loro bisogni. Il primo dopo millenni di schiavizzazione, un vendicatore dei torti da loro subiti, era colui che aveva il coraggio di insorgere  per ottenere quella giustizia che la legge non riusciva a dare, un incivilitore della classe dei contadini e dei braccianti a cui i governanti non provvedevano.
In Germania perfino  il teologo Lutero, che si riempiva la bocca di Dio e amore del prossimo, condannò e insultò  la rivolta dei contadini del 1517-1527 ( Lutero ), la prima in Europa.

Il brigantaggio è stato il primo movimento a riconoscere i diritti e i bisogni dei contadini e dei braccianti.

Il brigantaggio ha fatto di cassa di risonanza nella nazione italiana, dei diritti, dei bisogni, delle ingiustizie, dell’abbrutimento a cui erano stati sottoposti contadini e braccianti  con tre secoli  di ritardo rispetto all’analogo movimento insorto in Germania nel  1500.
Subito dopo il brigantaggio ( 1861-1870)  taluni iniziarono a studiare e a riconoscere  a brani e brandelli i diritti dei contadini.
Il brigantaggio rappresenta l’inizio della rivolta della classe dei contadini e dei braccianti.  Al principio
contro i crimini dei Savoia e dei suoi sgherri  e  più tardi di tutti i diritti umani che spettano ai contadini e ai braccianti.
Il movimento brigantesco ha lasciato una traccia nell’inconscio di taluni sensibili.
Il brigante nel Meridione è da classificare  quale eroe culturale delle varie tribù quando entrarono nella cultura agraria.  Quale incivilitore, quale fondatore di una nuova classe sociale, alla pari di Aronne(1250-1200 a.c.) della tribù ebrea,  di Ercole nella Grecia antica
( vedi le 12 fatiche: Bertelli  2019)  Lenin in Russia, Gandi in India, Mao  Zedong in Cina, Castro a Cuba e diecine di altri.

I briganti sono stati considerati alla stregua di comuni criminali, anarchici e sanguinari, quando avrebbero dovuto ricevere tutt’altre considerazioni.
Avrebbe dovuto esser considerato  quale eroe cui devono essere rivolte soltanto parole d’elogio.

 

 

2.2. IMPRINTAGGIO E PENSIERO DEL BRIGANTE
Nella prima infanzia dall’ambiente sociale  il brigante è stato imprintato  alla civilizzazione e al giustizialismo.
Egli riceve   la vocazione quale civilizzatore e quale  giustiziere di questa classe sociale.
Ciò conia indelebilmente la sua personalità e condizio-nerà tutto il corso della sua vita. Egli diventa un civilizzatore, un condottiero culturale ed etico.

IL PENSIERO DEL BRIGANTE

Il pensiero del brigante, inteso quale eroe culturale o criminale rivoluzionario (Lalli, 1999:Psichiatria;  Scharfetter, 1974: Psychiatrie]) è classe-specifico e non individuo-specifico.
La sua azione è sempre orientata al collettivo anche quando gli stimoli scatenanti sono singolari o individuali.
Il suo pensare, sentire e agire sono sempre orientati collettivamente ( qui collettivo si riferisce alla classe sociale con cui si è identificato:  quella dei contadini e degli operai).
Il suo imprintaggio  alla civilizzazione e al giustizialismo nella prima infanzia (Lorenz 1966; Vallortigara 2014, 2010, 2014) e la sua carriera di brigante sono analoghi alle fatiche e ai sabotaggi di
di Aronne  ( personaggio storico) fra gli Egiziani;  di Ercole ( le 12 fatiche).
L’imprintaggio del brigante è costituito da due ideali,
due obiettivi: a)  sindrome di civilizzazione, b) sindrome di giustizialismo.

A: SINDROME DI CIVILIZZAIONE
Il contadino insorto mira a riconoscere e attribuire
ai contadini gli stessi benefici culturali  e la medesima dignità di cui fruivano le classi aristocratiche e dei professionisti dell’epoca.  Il brigante vuole incivilire la classe di contadini rimasta indietro nel processo di vicilizzazione e di acculturazione, non per inabilità o
incapacità, ma per deprivazione  da parte degli aristocratici.

B. SINDROME DI GIUSTIZIALISMO.
Il contadino insorto mira a riconoscere e attribuire
ai contadini gli stessi diritti, le stessi leggi e la medesima dignità che  venivano applicate  alle classi
dei aristocratici.  La giurisprudenza era completamente
asservita agli aristocratici ( vedi l’Azzecagarbugli nel Manzoni). Il parlamento del 1861  era costituito da aristocratici e professionisti. Non vi era nessun rappresentante  dei contadini e degli operai che costituivano il 90% della popolazione totale italiana.
All’epoca i contadini non avevano neanche diritto di voto.
2.3. ANALISI FUNZIONALE E  CLASSE-SPECIFICITÀ .

 

Come suggerito da Keup (1974, ) noi applichiamo L’ANALISI FUNZIONALE delle singole azioni criminali, ed esaminiamo la
intera personalità del cosiddetto brigante, l’uomo nella interezza, l’uomo come membro di un sistema sociale.
Il brigante è l’individuo in cui la protesta emerge e si da voce, viene espressa a voce alta. Ma la sua voce non è singola,
indivuo-specifica, ma classe-specifica.  È l’espressione di una intera classe  sociale. Ogni azione di brigante è l’espresione di una intera classe. Nell’azione criminale di un brigante è codificata  il dolore, il risentimento, la concezione storico-sociale di una intera classe: quella dei contadini e degli operai  ridotti a oggetti e macchine di produzione.
L’azione criminale dell’ insorto detto brigante codifica  la voce di una intera classe sociale, sofferente da secoli.
L’azione criminale del cosiddetto brigante è  ispirata
dal pensiero  classe-specifico.  Non ha valenza individuale ma collettiva. È un’intera classe sociale che grida in quella azione nefasta.
Ci voleva l’imbecille Lombrofogna, una fogna di immoralità, un letterato  teologizzante,  scimmiottante  la scienza  ad affermare  che i contadini insorti fossero dei volgari
criminali.  Ma della scienza usò solo il lessico  non i contenuti.

 

2.4.  LEGALITÀ  DELLE AZIONI DEL BRIGANTE

Quella  dei “contadini insorti” denominati  briganti  è stata un’azione legale ( leggi legale) ai sensi dell’art 51 del Codice penale tedesco (St.G.B), del 1871;  ulteriormente confermato da quello svizzero, e di quello austriaco, degli anni successivi  e da quello cinese del 2010 (CCTV, 2010).
Quella  dei “contadini insorti” è stata una difesa legittima.
Essi vennero deprivati  del suolo del loro unico misero reddito, venivano  svergognate le loro moglie, sorelle e figlie, venne misconosciuto ogni qualsivoglia diritto umano. Era stati ridotti a macchina di produzione e a bestie. Mangiavano come le bestie, solo erbe spesso in concorrenza con gli animali, vestivano da cenciosi, abitavano in tuguri  esattamente come le bestie. Erano stati ridotti a livello di bestie  bipedi fra altre bestie quadrupedi.

In Italia dove molte leggi sono fatte per  singole persona, a immagine e somiglianza dei padroni ( gli aristocratici dell’epoca)  tale leggi sono state riconosciute solo nel marzo del 2019, ossia questo anno, dopo 150 anni, dopo un secolo e mezzo. Ciò evidenzia quanto arretrata  sia la legge italiana.  La giustizia italiana è ancora ferma all’epoca dell’inquisizione e della caccia alle streghe.
NOTA I CINESI: I cinesi hanno aggiornato il loro Codice penale tra il 2006  e il 2010. In tale periodo fu eletta una commissione di esperti di giurisprudenza, interni e
alcuni  stranieri. Fra questi spiccava R. von   Weizsäcker, un eminente giurista e politico tedesco (CCTV, 2010).
Ciò dimostra come perfino i Cinesi  hanno aggiornato il loro sistema giuridico, l’Italia ancora no. Lo ha fatto solo 2019, ma solo per il furto e altri reati singolari, e con molte riserve. Fatta esclusivamente da giuristi senza la collaborazione della psicologia ( scientifica)  che studia obiettivamente i fenomeni psichici, la legge è ancora zoppicante e deve essere emendata.
( vedi analisi funzionale, pensiero strutturale,
ecc)

 

MOTIVAZIONI POLITICHE.

A ciò vanno aggiunte motivazioni  politiche del periodo borbonico e post borbonico, con la strumentalizzazione del brigantaggio stesso da parte dei Borboni.

Verso la fine del 1861 molti contadini, rimasti delusi dall’esperienza garibaldina, dalla cattiva ripartizione dei terreni demaniali e dalle usurpazioni operate da parte dei nobili, si aggregarono alle comitive brigantesche già esistenti.

 

 

 

  1. INTERPRETAZIONE PSICOLOGICA

 

Fig. 2: Madonna del Carmine  venerata dal
signor Palma.
 

INTERPRETAZIONE  PSICOLOGICA

“Devoto alla Madonna del Carmine…” effige della madonna”… ..si univa in preghiera con il resto della banda per recitare il rosario” ogni sera” ( De Crescenzo,  ).
Le azioni di codesti soggetti contengono
due  tipi di informazione ( Watzlawick 1966):
a) un messaggio di relazione,

b: un mesaggio di contenuto.

  1. A) MESSAGGIO DI RELAZIONE.

Quello di  relazione suona: Noi abbiamo bisogno della morale. Noi vogliamo  la morale. Noi pratichiamo la morale. Noi vogliamo e pratichiamo un sistema di regole sociali.
b). Tale sistema di principi veniva  rinforzato  sia
cognitivamente che emozionalmente, tramite la preghiera quotidiana (Pavlov, 1936).  Quindi esso era tenuto vivo e presente all’IO-conscio ed esso improntava di sè il comportamento quotidiano di questi soggetti.

  1. c) Noi siamo persone oneste, e vogliamo essere
    classificati quali persone oneste.
    d) Noi apparteniamo al consesso delle persone
    Abbiamo diritto a un giudizio positivo.

B: MESAGGIO DI CONTENUTO.
I contenuti di questa morale erano quelli
incarnati e rappresentati dalla Madonna del Carmine, “elargitrice di grazie”  ai suoi figli (simbolizzati dal bambino tenuto in braccio).

 

Come tutte le altre, la Madonna del Carmine  era un simbolo onirico, elaborata dall’inconscio di un santone, apparsagli  nei sogni  e poi assunta quale figura rappresentativa dei bisogni e dei sentimenti  di altre persone. A cui si associò questo signore e i suoi compagni.
Lei riconoseva  i diritti e i bisogni dei suoi figli e provvedeva  a elargire i doni di cui essi necessitavano  (sacchetto nella mano destra).
Sia cognitivamente che emozionalmente, essi, poveri contadini, inconsciamente si riconoscevano in quel bambino, amorevolmente tenuto sul braccio sinistro.
Essi bramavano, sognavano di avere una societä che
elargisse benevolenza e aiuto come la Madonna verso il bambino. La modonna incarnava la società, ( il regime politico) che di cui essi avevano bisogno per vivere.
Era un bisogno inconscio, che emergeva a livello conscio come fantasia. E dalla fantasia si passava alla immagine.
Era una speranza, ultima dea a fuggire.
Invece nei fatti poi ebbero dei carnefici che hanno torturato in ogni modo e maniera la loro sventuratissima vita ( Aprile 2010, 2011, 2016, 2018).
Espropriazione, miserie, violenze  stupri, declassamento  sociale e fiumi e fiumi di lacrime.
E il re Savoia scialava, scialacquava  chiavava (“copulava” ).Ogni giorno andava a copulare con donne differenti, generando una mandria di figli illegittimi con donne del popolo che stuprava  abusando del suo strapotere.

Possedeva  una tenuta di 64’000 ettari pari a 640’000’000 metri quadrati, in cui avrebbero potutto vivere 1’280’000

case di contadini aventi 500 metri quadrati ciascuna: la Mandria  in provincia di Torino.
I cosiddetti briganti di questa epoca non soffrono di confusione mentale. Non sono  anarchici. Non paranoici distruttori.
Questi soggetti erano degli uomini rispettosi e praticanti la moralità, ma una morale rispecchiante i problemi, i bisogni della propria classe sociale, quell dei contadini e dei braccianti, miserrimi finziaramente
ma non  culturalmente.
Essi bramavano una vita normale, labioriosa e onesta.
Essi possono esser  classificati quali persone oneste.  Poveri finziariamente, solo finziariamente, poiché la cultura agraria o la pastorizia rendevano pochissimo. Ma ricchi culturalmente e moralmente.

 

 

 

  1. VALUTAZIONE DI STRAFACE PALMANon vi è nulla di innato come sostiene l’imbecille
    Lombrofogna.
    Noi lo valuteremo non in base a brumosa bonomia o simpatia personale, ma  con quattro discipline: a) giurisprudenza tedesca, b) antropologia, c) psichiatria,  e d)  etica bioevolutiva.

 

 

3.1.  VALUTAZIONE  SECONDO  LA GIURISPRUDENZA
      TEDESCA.

Nell’Ottocento le barbarie che venivano perpetrate dai Savoia nel meridione di Italia arrivarono nelle corti europee, che restarono inorridite. E i giuristi tedeschi, intelligenze superiori, si diedero a studiare gli aspetti giuridici   di tale atrocità  e giunsero alle seguenti conclusioni.

Germania: Il legislatore tedesco già nel 1871  aveva scritto (art. 53 StG= Codice penale tedesco):

Legittima difesa è quella difesa che è necessaria per respingere una aggressione attuale e illegittima verso sé o verso altri. L’eccesso non è punibile se si è agito per concitazione o paura.

Due anni dopo tale norma venne  condivisa anche dalla giurisprudenza svizzera e da quella austriaca.

Egli aveva capito perfettamente che nella legittima difesa bisogna tener conto della situazione psicologica della vittima e del suo amabiente sociale non di alambicchi  mentali sulle parole della legge.

Il legislatore tedesco interpreta l’azione del brigante quale legittima difesa in stato di necessità  e giustifica anche “l’eccesso “ in cui
caddero  anche i briganti  causato dalla
“concitazione o paura”.
La psicologia ( empirica) nel Novecento ha scoperto un altro fattore: “il temporaneo obnubilamento della coscienza” ( Pavlov, 1936; Sheley 1936; Pancheri 1983).
Applicando le norme della legislazione  tedesca
(art. 53 StGb)   Straface Palma risulta aver agito
per legittima difesa e  difesa di altri.
Pertanto non può essere classificato quale
“criminale”.

Egli agì per legittima difesa, per tutelare i diritti suoi e della sua classe sociale: quella dei contadini e degli  operai.

 

LEGALE LA RIVOLTA DEI CONTADINI
Legale fu la rivolta dei contadini  secondo la legislazione tedesca (art. 53 StGb)  quella svizzera e austriaca.  Nel 2019 è divenuta legale anche secondo la legge  italiana ai sensi dell’art 52 CPI.

Pertanto il termine di “brigante” attribuito a questi insorti fu illegale e ingiusto. E deve essere abolito e sostituito con un titolo più adeguato, aderente ai fatti e alla personalità di questi soggetti.
Il titolo più appropriato, rispecchiante la verità storica e psicologica, è quello dell’ antropologia: “EROE CULTURALE” ( Tylor, 1881;  Coon, 1954; Eliade 1981, 1983, 12995).
Noi gli daremo il titolo di “EROE CULTURALE”
o quello della psichiatria di “criminale rivoluzionario” costituito da connotazioni completamente positive ( Lalli, 1999, Psichiatria; Scharfetter, 1974,  Psychitrie)
Tale revisione riguarda non solo il signor  Straface Palma ma tutto il brigantaggio postunitario. La nostra empatia e la nostra solidarietà va verso tutti i gli insorti  marchiati dal titolo infamante di ”briganti”.
E va anche a tutto il movimento del brigantaggio
postunitario.

 

 

 

3.2. VALUTAZIONE  SECONDO L’ANTROPOLOGIA

a)  Curricolo quale eroe culturale

Il signor Straface Palma fu un eroe culturale prodotto dalla classe dei contadini e degli operai del suo tempo  paragonabili ad Aronne (1250-1200 a.C.)  fondatore della tribù ebrea nel XII secolo aC., a Ercole introdottore della agricoltura nel popolo greco intorno 6500 a.C. (Zohari 1993).

Egli  presenta il seguente curricolo.
Nella prima infanzia Straface Palma è stato imprintato alla giustizia  sviluppando la sindrome di giustizialismo
e la sindrome di civilizzazione.
Come Aronne (1250-1200 a.C.)  nella tribù ebrea, come Ercole ( le 12 fatiche) nella tribù greca e come altri eroi culturali di altre tribù ed etnie,  anche lui  nella prima infanzia ha vissuto in  Calabria   quello che  Aronne  visse in Egitto tra gli Ebrei:
“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto, e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese  verso un paese bello e spazioso, un paese dove scorre latte e miele,…..Il grido  degli Israeliti è arrivato fino a me  e io stesso ho visto l’oppressione  con cui gli Egiziani li tormentano…. Spogliati dei tuoi interessi privati ( s. sandali), e occupati di problemi collettivi….  Ora va’. Io ti mando dal faraone . Fa’ uscire il mio popolo, gli Israeliti” ( Bibbia, Aronne: Esodo, 3, 7-10) [traduzione in concetti dell’autore)

 

fig.2: L’uccisione del leone da parte di Ercole  all’epoca
della  introduzione dell’agricoltura agraria  in Grecia, intorno al 6500 a.C. ( Zohari 1993).

Ciò simbolizza la distruzione  dell’attitudine al nomadismo e l’introduzione  di una nuova, quella della sedentaria della cultura agraria.
Come Ercole in  Grecia, come Aronne nella tribù ebrea, così  fece  anche Straface Palma in Calabria e nel Meridione   nella classe dei contadini nella lotta per i loro diritti nell’Ottocento, che però verranno attualizzati  gradualmente.
Nella prima infanzia fra i contadini  Straface Palma fu imprintanto al giustizialismo   sviluppando la sindrome di giustizialismo.
Divenuto adulto, il Sé la principale funzione psichica
ordina al comportamento concreto di eseguire il progetto presente nel Sé assumendo il ruolo del giudice-erogatore di giustizia. “Prendeva ai ricchi e dava ai poveri”  prima con ammonimnti e dopo, se necessrio, con la violenza”

Non fu uno psicotico inguaribile  ( “criminale nato”) come lo descrive Lombrofogna, ma un “nevrotico criminale rivoluzionario” ( Lalli, 1999: Psichiatria) equivalente  al termine di “eroe culturale” dell’antropologia  (Tylor, 1981, Eliade 1881, 1983).
In entrambe le categorie egli ha connotazioni positive: l’eroe culturale è creativo, innovativo, produttore di  cultura ed evoluzione a favore della  classe o gruppo   sociale a cui è indirizzata la sua azione. Nell’eroe culturale la criminalità è indirizzata al bene   non al male.

Egli è il motore dell’evoluzione di un popolo, di un’
etnia, di una classe sociale.
Straface Palma lo fu della classe dei contadini schiavizzati e sfruttati barbaramnte  da secoli.

Al contrario lo psicopatico ha connotazione negative, poichè  produce solo nocumento e sofferenza agli altri,   praticando la criminalità come fine a stessa, solo per creare sofferenze e danni. Questi non ha nessuna ideologia, nessun fine  sociale (Lalli 1999; Scharfetter, 1974).
C. Crocco  ( insieme agli altri briganti) ha dato voce alla classe dei contadini e degli operai  schiavizzati e barbaramente sfruttati  fino alla fame.
Gli ideali per cui lui lavorò e lottò verranno realizzati nei decenni successivi: a) riconoscimento dei diritti dei contadini,  b) abolizione della schiavitù  dalla terra, c) riconoscimento del voto ai contadini e operai nel 1912, del diritto alle donne  1946, abolizione della monarchia nel 1946;

 

 

 

 

3.3.  VALUTAZIONE  SECONDO  LA PSICHITRIA
“CRIMINALE RIVOLUZIONARIO” DELLA
PSICHIATRIA.

Nella seconda metà del Novecento la biologia, l’etologia, la psichiatria (Boss, 1972; Keller, 1973; Lalli, 1999; Lorenz, 1966; de Waal, 2001; Scharfetter, 1974,)   hanno approfondito il tema   e hanno elaborato il seguente quadro  sotto il titolo di “CRIMINALE RIVOLUZIONARIO”  equivalente al termine di “eroe culturale” dell’antropologia.
Essi hanno fatto una netta distinzione  tra lo psicopatico e l’eroe culturale ( brigante, partigiano, ecc)

 

A: PROFILO DELLO PSICOPATICO O SOCIOPATICO

  1. eventi traumatici nella prima infanzia;
    2. deprivazione di cure parentali e assenza
    di modelli sociali  virtuosi;
    3. struttura  patologica  della personalità;
    4. inattendibilità, ecc….
    5. crimine come fine a se stesso;
    6. infliggere danni e sofferenze agli altri;
    7. nessun morale, inattendibilità;
    8. inabilità ad autocontrollo, a freni inibitori,
    9. nessuna coscienza della propria malattia e
    dei propri disturbi
    10. antisocialità,
    11. pensiero è individuo-specifico,
    13. bassa intelligenza.

Il brigante quale eroe culturale non ha nulla a che vedere con il criminale quale “psicopatico”, privo di ogni moralità, di ogni autocontrollo, di ogni attendibilità e di ogni ideale, di ogni interesse sociale.
B: PRIFILO PSICOLOGICO  del CRIMINALE IVOLUZIONARIO
( o eroe culturale) ( Lalli 1999; Lorenz 1966;
Scharfetter, 1974)

1. Imprintaggio  alla civilizzazione e al
   giustizialismo  della classe contadina;
2. sindrome dell’ innovatore e del civilizzatore;
3. struttura sana e normale della personalità;
4. professione e pratica di un sistema etico
proprio;
5. crimine per fini ideologici a vantaggio di una
popolo o di una classe sociale:
6. cerca vantaggi e miglioramenti per il popolo o
classe  sociale con la  quale si è identificato;
7. cultore del bene comune  e collettivo;
8. abile a freni inibitori, all’autocontrollo;
9. devozione  agli interessi collettivi della
propria classe o popolo;  rimozione degli
interessi individuali,
10. prosocialità;
12. pensiero è classe-specifico  non
individuo-specifico  come quello del volgare
delinquente
( Lorenz 1966; Vallortigora ( 204, 2010, 2014)
13. Intelligenza superiore: l’eroe ha l’abilità  alla
soluzione  di problemi. Il che lo rende  popolare
14. in genere vita breve e  molta sofferta.

( Lalli 1999; Lorenz 1966;   Scharfetter, 1974)
Come si vede, le due figure hanno tratti diametralmente opposti.
C: IL BRIGANTE QUALE EROE CULTURALE o
QUALE “CRIMINALE RIVOLUZVIONARIO”
( Lalli 1999; Lorenz 1966;  Scharfetter, 1974)

Il cosidetto “brigante” del Meridione nell’epoca
<unitaria presenta  le caratteristiche  di colui che nella
antropologia viene denominato “eroe culturale” e nella psichiatria  “criminale rivoluzionario”, in entrambi i casi sempre con connotazioni positive, esclusivamente positive.

La sua formazione psichica è la medesima di quella dell’eroe culturale o del “criminale rivoluzionario”.
Egli ha incarnato i bisogni profondi ed esistenziali
del contadino e dell’operaio, lo ha vissuto e difeso
affrontando gravi deprivazioni, sofferenze, miserie
e la precoce perdita della vita.
Quale motivazione concettualizzata suona: (“ ’A terra mia nun l’ari tuccari”( “La mia terra non mi deve essere tolta”). Si tenga conto che “la terra” era l’unico fonte di reddito per quei poveri sventurati. Senza la terra avrebbero dovuto delinquere per poter sopravvivere.
Una richiesta  eticamente  e legalmente ben fondata.
Egli ha svolto il medesimo ruolo  di Aronne(1250-1200) nella tribù ebrea, di Ercole nella mitologia greca, dei partigiani nella II guerra mondiale (1940-45) in Italia contro i nazisti  e di centinaia di altri eroi culturali
delle varie tribù del pianeta terra ( vedi Coon, 1954; Antropologia ).
Aronne, eroe culturale ebreo,  ordinò  sabotaggi in Egitto e alla fine distrusse tutto l’esercito del faraone.
( Bibbia, Aronne: Esodo)
Nessuno lo ha definito “criminale o brigante”. Al contrario egli è celebrato e glorificato quale fondatore della nazione ebrea.

 

 

 

 

 

3.4. VALUTAZIONE  SECONDO L’ETICA  BIOEVOLUTIVA

Se applichiamo i principi della morale bioevolutiva,
( Bertelli, 2018/a,  DSM-5, 1996; Katz, 2000; Ridley, 1996; Ruse,  1993;  Shermer, 2004;  De Waal, 2001, 2008, 2009, 2011; Wright, 1994)  risulta che il signor Crocco, affetto dalla sindrome di giustizialismo, fu un moralista, fedele osservante  dell’ “etica dei poveri”   costituita da  reciprocità, empatia e solidarietà, equità e giustizia, soccorso, consolazione, imparzialità , bontà e utilità sociale, culto del collettivo,   atteggiamento costruttivo.
Egli praticò otto virtù dell’etica bioevolutiva.

  1. Reciprocità
    Egli praticò la reciprocità: “Non fare agli altri
    quello che non vorresti che gli altri facessero  a te.”
    Impedì  che si facesse del male ai contadini, con i quali si era identificato.
    Non abusò mai dei contadini e delle persone che aiutava.
    Il male che voi fate a noi, noi lo facciamo anche a voi.

AZIONI DEI BRIGANTI.

Essi colpivano i feudatari, i possidenti e i politici locali, assaltandone le fattorie; saccheggiavano i palazzi dei  professionisti; incendiavano gli archivi comunali, per distruggere i documenti fiscali e di leva; aprivano le carceri, lottavano contro i comuni nemici ossia Cavour e Vittorio Emanuele. Perciò erano venerati dalle folle come “eroi”.

  1. Empatia e solidarietà,
    Egli colse e sentì  i sentimenti degli altri  dei contadini e dei braccianti. Fu coinvolto emotivamente delle loro sofferenze. E si impegnò a difenderli.
  2. Equità e giustizia,
    La giustizia  è un insieme di aspettative sul modo in cui l’individuo prevede di venir trattato e sul modo in cui  lui si aspetta che le risorse dovrebbero essere divise. Nella suddivisione delle risorse egli fece sempre parti uguali, senza nessun privilegio rompendo la concezione dei teologi che pretendevano privilegi per sü.

 

La teologia cristiana era iniziatrice e fomentatrice di
conflitti e di uso della violenza, per violazione della equità nella distribuzione delle risorse.

4. Soccorso.
Il signor Straface Palma aiutò sempre chi aveva bisogno, coloro soffrivano la fame, che erano nello stato di indigenza. La ricchezza che richiedeva ai baroni, agli aritocratici  la distrubuiva a coloro  che ne avevano bisogno.

  1. Consolazione
    Con il suo operato Straface Palma consolò sempre coloro che soffrivano per indigenza senza chiedere nulla in compenso.
    Il suo mondo ideale era quello che tutti avessero la propria fetta di benessere e di felicità.
    Alle ragazze povere forniva la dote per potersi sposare.
  2. Bontà e utilità sociale.
    Rispetto ai contadini e ai poveri il signor Straface Palma programmaticamente  praticò bontà e utilità sociale.
    Perciò era venerato, aiutato  dai ceti poveri.
  3. Culto del collettivo
    Il suo operato era diretto non a singoli individui ma a tutta la società dei poveri dei nullatenenti, che soffrivano la fame, l’indigenza, il freddo, la miseria. Egli aveva un visione collettiva della società umana.
    Ebbe sempre un atteggiamento inclusivista.
    La sua visione anticipava  la concezioni odierna in cui
    “ogni cittadino ha il diritto alla vita e a una vita normale e dignitosa”
    Il suo pensiero e il suo agire furono sempre classe-specifici.

8) atteggiamento costruttivo.

Straface Palma ha realizzato il 13.esimo principio della etica bioevolutiva: la creatività.   Sostenuto dalla superiore intelligenza  egli fu un uomo creativo, innovativo. Seppe vedere quello che non videro e intuirono gli altri.
   Il signor Crocco ebbe un atteggiamento costruttivo della società e della storia. Egli cercò di costruire una società migliore, più giusta e più equa. Lottò per un società più evoluta, che riconoscesse tutti i diritti del contadino.

   Straface Palma fu aperto alle novità e all’idea di estendere i benefici di cui godevano gli aristocratici anche ai contadini e agli operai, non preoccupandosi  delle  loro critiche.
Ciò fu una disposizione interna che lo rendeva molto diverso dagli altri, che erano conformisti all’idea dominante, secondo  cui il contadino era un essere da sfruttato in tutte le maniere possibile  come le bestie.
Ciò lo rese  propositivo,  innovativo, prosociale,
benevole verso i contadini.
La sua idea fu: estendere i diritti umani a tutti le classi sociali compreso ai contadini.
Egli tentò di realizzare i suoi ideali con l’uso delle armi e della violenza, ma ai suoi tempi non potette cambiare molto.  Egli dette voce alle sofferenze, alle deprivazioni dei contadini, che venne raccolta da  alcuni intellettuali  degli anni successivi.
Ciò facendo Straface Palma  iniziò a cambiare l’ambiente culturale, gli atteggiamenti ostili e predatori verso i contadini   mettendo in moto  una movimento di riconoscimento dei diritti e della dignità di questa categoria di persone.
Un ideale che cercò di realizzare mediante l’uso delle armi.
I suoi ideali verranno ripresi da politici successivi, che  passo dopo passo concessero  i diritti umani ai contadini. Fra i principali: il diritto al voto degli uomini anche ai contadini nel 1912, il diritto di voto alle donne nel 1946, e il salario minimo  nel 2019, ossia questo anno, dopo un secolo e mezzo di attesa.

  1. EROI CULTURALI NELLA STORIA

 

 

fig. 3: Il mausoleo di Lenin a Mosca, luogo di
pellegrinaggio da parte di milioni di visitatori.
Nian (12’000 a.C. scienziato  inventore della agricoltura e  cultura cinese in Cina; Gilgamesh ( 8’500 a.c.) fondatore della cultura sumerica in Persia;
Orfeo/l’Illuminato  calabrese, nell’ XI secolo a.C., eroe dei bambini abbandonati e promotore del controllo delle nascite;  Aronne(1250-1200 a.C.) fondatore  della tribù ebrea;  Ercole  (6500 a.C.) nella Grecia antica( vedi le 12 fatiche: Bertelli  2019);  V. Lenin (1870-1924)  in Russia;   Mahatma Gandi (1869-1948) in India;  Mao Zedong (1893-1976) in Cina;  N. Mandela( 1918-2013) promotore dell’uguaglianza e dell’antirazzismo in Sudafrica;    Martin Luter  King(1929-1968) sostenitore dei diritti civili degli afroamericani  negli USA; F. Castro (1926-e2016) a Cuba; i partigiani  nella II guerra mondiale.  E molti altri ancora.
Il brigante nel Meridione è da classificare  quale eroe culturale, quale incivilitore, quale fondatore di una nuova classe sociale alla pari  di molti eroi culturale della storia umana.
Noi abbiamo una concezione strutturale ( gestaltica) e causale della storia e non una atomistica e sintomatica, come fece l’imbecille Lombrofogna per puro sciacallaggio.
Guidati dal nostro pensiero strutturale, abbiamo
alta stima per il ruolo da loro svolto, quali portavoce dei contadini oppressi e sfruttati.
Noi sentiamo gratitudine per il ruolo svolto, per il quale hanno affrontato gravi sofferenze, vivendo come bestie nei boschi e negli anfratti,  mentre Vittofogna aveva una villa di 64’000’000 metri quadrati, e ogni giorno andava a chiavare ( “copulare”)  piantando centinaia di figli che poi abbandonava.
Oggi noi godiamo del progresso da loro promosso  e delle  loro sofferenze.
Essi hanno dato voce alle ingiustizie e alle sofferenze subite dai contadini e dei ceti bassi, pagando con la vita.
Il loro non è stato un moto di criminalità, ma un moto di reazione alle barbarie dei Savoia ( Aprile 2010, 2011, 2016, 2018, Del Boca 2011,  et al.). Dopo e soltanto dopo le barbarie dei Savoia  essi insorsero e presero le armi.
La sua non è tata un’azione criminale, ma una re-azione,
un risposta, come hanno classificato la giurisprudsenza tedesca sin dal 1871  e poi anche q     uella elvewtica e quella austriaca.
Diritti che sono stati realizzati nei tempi successivi.
La cultura e il progresso non cascano gratis dal cielo, ma
sono frutto di conquista e di sacrifici  compiuti da pochi.
(da: Bertelli, F, 2019: L’Imbecille Lombrofogna; p. 355-361)

 

 

 

 

 

  1. CONTROLLO SOCIALE MEDIANTE LA CALUNNIA

RISCRIZIONE DELLA STORIA D’ITALIA
Noi vogliamo riscrivere la storia dell’unità. Ciò  può avvenire solo quando si renda giustizia alle vittime
e si dia la giusta interpretazione  degli eventi e dei personaggi storici  negli ultimi due secoli.
Ciò può avvenire se noi Meridionali ci diamo da fare.
Non basta aspettare passivamente l’elemosine dei nordisti.
Essi continuano a rapinare il sud.
Una nuova storia basata su criteri scientifici  e su principi etici   quelli dell’ etica bioevolutiva ossia di un’etica anch’essa scientifica,  valida ed attendibile.

Le ricordiamo che i Russi, gli Indù, i Cinesi,
i Cubani  hanno innalzato statue ai loro rispettivi eroi
o fondatori culturali e oggi prosperano  e il tasso di criminalità in tali paesi è in via di estinzione
(Bertelli, 2017).
I Meridionali dovrebbero  fare lo stesso. Essi non sono secondi a nessuno ( vedi Orfeo/Illuminato, Pitagora
e molti altri ).

5. CONTROLLO SOCIALE MEDIANTE LA CALUNNIA

L’apertura del museo di antropologia criminale mira
al controllo sociale mediante la calunnia dei meridionali.
Mentre nei secoli passati il controllo veniva esercitato mediante la palla  o le catene al piede, oggi tale strumento  è stato interiorizzato ed è la calunnia: “la criminalità innata” l’atavismo,  “la inferiorità innata del Meridionale”. ( Keup, 1974; Sartori 2009)).
La sentenza di apertura del museo mira al controllo
dal di dentro.
L’apertura del  museo mira alla perpetuazione  del controllo  sociale e alla sottrazione  all’obbligo del risarcimento dei danni provocato dai Nordici e dai Savoia
è ancora aperto. Questi continuano a sfruttare il sud, a devolvere le risorse solo al nord di Italia  (Aprile, 2011, 2016).

  1. OBIETTIVI DELLA REVISIONE STORICA 21La rivalutazione  del brigantaggio mira a:
  2. Resa di giustizia al signor Straface Palma
    individualmente  e ai suoi discendenti;
    2. Revisione del concetto di brigante e di brigantaggio;
    3. Rendere giutizia all’intera popolazione di un
    paese e di una regione come la Basilicata
    e più  in  genere al Meridione che è associato
    al brigantaggio
    4. Revisione della storia d’Italia, che ancora oggi ha
    molte delle patologie di quella dell’Ottocento.
    5. Eradicazione del controllo sociale  esercitato
    mediante le calunnie  dei nordisti di Italia contro
    i Meridionali, vigente ancora oggi.

 

Noi vogliamo valutare questo movimento storico  mediante
l’analisi funzionale, la quale rivaluta il contesto storico-sociale: psicologia empirica, biologia,  etologia, sociologia  ( Keup, 1974; p. 138).

“L’ANALISI FUNZIONALE  indaga  i nessi contingenti o sistematici di comportamenti e i rinforzatori e le condizioni  dell’ambiente sociale  nei quali quei comportamenti patologici appaiono.” ( Keup,  1974 p. 138)

Si assume che le deviazioni primarie ( la criminalità)
emergono  in una molteplicità di contesti sociali, culturali e psicologici  e hanno implicazione nella formazione psichica dell’individuo.
Il controllo può emergere sia come controllo esterno  che come interiorizzato.
“ Indagini epidemiologici   giungono alla conclusione che i membri delle classi medie e alte  esperiscono un controllo sociale nel senso di autocontrollo o di controllo sociale informale, mentre gli appartenenti delle classi basse sono esposti a  un controllo sociale  di gran lunga più forte di un formale controllo sociale ( Keup, 1974, )
Questi dati empirici sono equivalenti al motto popolare
del Ottocento  “i ricchi hanno sempre ragione e i poveri sempre torto”

 

 

 

 

 

  1. EREZIONE DI UNA STATUA A STRAFACE
    PALMA                             22Il signor Straface  Palma attuò nell’Italia nell’Ottocento  quello  che Aronne(1250—1200 a.C.) attuò   a favore della tribù ebrea, che liberò dalla schiavitù.
    Il signor  Straface  Palma attuò in Italia nell’Ottocento  quello  che altri applicarono in Germania durante la guerra dei contadini, 1517–1525.
    La violenza il signor Straface  Palma la usò solo contro coloro che usavano  violenza verso di lui. In una serie di interazioni, egli rispose alle violenze iniziate da altri.  La sua fu una violenza reattiva, quale  risposta a quella precedentemente attuata da altri. Egli rispose a una provocazione.
    Commuove leggere queste storie di povera gente (povera solo finanziariamente), ma nobilmente osservanti un sistema di principi etici.
    Indigna profondamente che uomini tanto nobili fossero ricoperti da  calunnie, declassamento, insulti, atrocità, gettati nel fango.
    Indigna che essi fossero dichiarati “nemici” da distruggere  anche  fisicamente.
    Indigna che sia i Savoia  che Lombrofogna  dopo  inveissero contro questi poveri sventurati.
    I “veri briganti” sono loro prima i Savoia, e poi Lombrofogna. Ossia coloro che violarono  le leggi sociali e morali commettendo genocidio, massacri, stupri, insulti alla popolazione peggiore di quelle  dei barbari.

Il signor  Straface  Palma  presenta una concezione profondamente etica della vita e della società, che affascina.
Egli incarna gli ideali e i bisogni dei contadini e dei braccianti della  sua epoca.
Egli fu un visionario, anticipatore dei tempi moderni e di quelli futuri.  Sognava un mondo migliore, un’ ordine sociale realmente improntato alla giustizia ed equità.

Sorretto dalla sua  superiore intelligenza, egli anticipa quello che le società migliori sul pianeta hanno
attualizzato  nel Novecento e  continuano a fare nel XXI secolo.
Egli è alla pari con Aronne, Ercole, Gandi, Lenin, Castro, Nelson Mandela, Marin Luther King,  e altri.
Tutte le virtù e i principi che lui aveva sognato vengono progressivamente  tappa dopo tappa realizzate da governi saggi  e  responsabili, come quello cinese che fino ad oggi ha sollevato dalla povertà estrema 700 milioni di poveri, e continua a farlo con i rimanenti 30 milioni ancora esistenti.

Egli non meritava il titolo infamante di “brigante”.
Tale titolo spetta al Vittorio E II dei Savoia  e ai suoi sgherri  altrettanto disabili intellettivi e disabili etici.
Un autentico “brigante” ossia un criminale efferato
imbecille e fogna di immoralità fu Vittorio E II di Savoia
( vedi Aprile  2010, 2011, 2016, 2018).

UNA STATUA ALL’EROE DEI CONTATIDINI
Energicamente proponiamo che gli venga fatta giustizia
e valutato per quello che realmente fu.
Noi proponiamo di erigere un monumento al signor  D. Straface  Palma  cittadino calabrese, EROE DEI CONTADINI.

L’uomo non nasce criminale lo diventa per contingenze sociali e storiche ( Keller, 1973,  Scharfetter 1974
Keup 1974, Lalli 2003). La criminalità è “un comportamento appreso”  scatenato da contingenze storico-sociali  ( Kraiker, 1974, Keup 1974, Keller 1973)

L’etologia ha  dimostrato con migliaia di esempi concreti, che la morale è presente ed operante fra gli animali da oltre 50 milioni di anni( Mainardi  1974;  de Waal, 2012, 2013)!
La psicologia empirica ha dimostrato che il bambino nasce già con una propensione etica. Essa è una eredità biologica.
Solo soggetti malati di mente quali Lombrofogna  e i suoi seguaci ancora oggi possono affermare il contrario. Una affermazione che non ha nessun fondamento se non nella loro disabilità intellettiva.  Essi sono tutti degli imbecilli.
Il signor Palma  evoca la figura del  condottiero, che libera la sua gente dalla schiavitù, dalle deprivazioni, dall’abbrutimento.
Nonostante ciò Aronne fu dichiarato e viene venerato quale eroe nazionale, fondatore della nazione ebrea.
D. Straface Palma  non nacque infelice, lo divenne  per le contingenze storiche e sociali in cui lo avevano ridotto  gli sgherri venuti dal Nord.
( Keller 1973,   Pavlov 1936;   Keup 1974;  Kraiker, 1974; de Waal, 2001, 2003, 2008, 2009; Zimbardo et al, 1998)
Egli deve essere valutato con le medesime categorie con cui  fu valutato Aronne, il fondatore della nazione ebraica e degli eroi culturali di altri popoli.
Non le categorie del delinquente, proposte da un imbecille quale fu Lombrofogna.

 

  1. EREDITÀ CULTURALE DI STRAFACE PALMA 24

Il signor  Straface  Palma lascia una ricchissima eredità culturale ed etica.
Egli ebbe una nobile visione  del mondo e della classe dei contadini. Ma non li espresse in una dottrina  come fecero Lenin, Mao  Zedong  e altri.  Tali ideali si sedimentarono nel suo comportamento e nelle sue imprese memorabili e nei suoi ritornelli che ripeteva spesso.
Spesso ripeteva il ritornello ” Io sugnu amicu de li poverelli, – a chi fazzu lu mantu, a chi u cappiellu ” ( io sono amico dei poverelli, – a chi faccio il mantello, a chi il cappello ).
Noi abbiamo decifrato  il suo comportamento ottenendo il seguente quadro.
Straface  Palma mirò a instaurare una movimento di civilizzazione  dei contadini molto arretrati rispetto
agli aristocratici e ai professionisti dovute non a incapacità dei contadini medesimi, ma alle secolari deprivazioni a cui essi erano sati sottoposti.

Straface  Palma  mirò ancora a restaurare una giustizia anche per i contadini, deprivati di ogni diritto e trattati come bestie bipedi. Il loro stato veniva espresso nel motto popolare:” I ricchi hanno sempre ragione, i poveri sempre torto”  ( vedi Psichiatria sociale ).
Egli mise in moto una atteggiamento favorevole ai contadini. Un atteggiamento di difesa e di sostegno,
che verrà ripreso da vari professionisti, che promuoveranno il riconoscimento dei diritti umani anche ai contadini e operai, le cui tappe principali sono:
il riconoscimento di voto ai maschi nel 1912, alle donne nel 1946; e il riconoscimento del salario minimo nel 2019
da parte del governo a guida  5Stelle.

 

  1. NOSTRA SIMPATIA E GRATITUDINE.Noi sentiamo profonda simpatia e dispiacere per le sue  sofferenze  nella sua infanzia e della sua famiglia, per cui  esprimiamo la nostra solidarietà.
    E energicamente   e con tutte le nostre forze chiediamo che gli vengano riconosciuti i meriti della sua personalità affascinante, e che gli venga eretta  una statue quale
    parziale ricompensa delle ingiustizie e delle sofferenze  subite da parte della  barbarica società dell’epoca.
    Per i suoi ideali sacrificò la sua vita, morendo di morte precoce a soli 39 anni, come tutti gli eroi.
    Il suo corpo fu macellato come quello di un maiale
    ed esposto per terrorismo psicologico. I suoi carnefici, i suoi macellai sono gli autentici criminali, gli autenetici barbari.
    Così recitano anche il codice penale tedesco elaborato nel 1871 ( art 53 ), quello elvetico, e quello austriaco.
    Non temiamo smentita.

 

 

 

  1. D. STRAFACE PALMA (1831-1869), eroe culturale
    dei contadini.                               34
  2. STRAFACE PALMA (1831-1869), cittadino di Lomgobucco ( Cosenza/Calabria), dotato di superiore intelligenza e di forte atteggiamento etico, fu un eroe culturale dei contadini.
    Nell’infanzia subì l’imprintaggio alla civilizzazione e al giustizialismo  pro contadini (Lorenz 1966; Vallortigara 2014, 2010, 2014) .
    Vocazione che nella vita adulta lui fedelmente seguì  ed
    attuò.  Svolse una vita quale missione, votandosi alla
    civilizzazione dei contadini e a somministrare ad essa giustizia. Il che gli costò  gravi deprivazioni nella vita privata: abbandono della famiglia e del figlio,  la vita di brigante fra le boscaglie e gli anfratti come gli animali, e morte precoce a soli 39 anni. Il suo corpo fu macellato
    come un maiale.  E l’ignominia del titolo infamante di “brigante” a lui che bramava giustizia e benevolenza ai contadini. ( Keller, 1973;  Scharfetter, 1974;
    Lalli, 1999)
    Nonostante tutte le calunnie  D. STRAFACE PALMA resta una figura affascinante, produttore di cultura,  un antesignano, un pioniere sociale, un modello sociale.  Un visionario, un precorritore dei tempi.
    La sua fu la voce e l’azione di un’intera classe sociale.  Nel suo comportamento sono codificati in miniatura  gli ideali della classe contadina.
    Fin dal 1871 il legislatore tedesco, intelligenza superiore,  interpretò l’azione del brigante quale legittima difesa in stato di necessità  e giustificarono anche “l’eccesso “ in cui  caddero  anche i briganti  causato dalla “concitazione o paura” ( art 53 del St.G.B. = Codice Penale Tedesco).

I legislatori tedeschi, elvetici austriaci  riconobbero  la legittimità delle loro azioni fin dal 1871,
ossia dagli stessi anni dell’insurrezione.
Al contrario dell’imbecille Lombrofogna, vile e ignobile  sciacallo, che coniò il termine di “criminalitä innata”  e promosse la persecuzione di questi soggetti pere i suoi  loschi affari e per la sua carriera accademica
Al contrario i legislatori  italiani hanno ignorato
tale assunto, lasciando  all’imbecille Lombrofogna
libertà di azione, occultata dietro la pseudoscienza.
La pseudoscienza creata da un letterato imbecille
e  immorale che è stata sostenuta per un secolo e mezzo
nonostante gli sberleffi e le sghignazzate degli stranieri.
La storia d’Italia non può esser scritta senza
menzionare rispettosamente il suo nome e  rivedere
la posizione di altri loschi  e schifosi personaggi.

Il suo comportamento costituisce un passo avanti
nella evoluzione culturale italiana.
D. STRAFACE PALMA  merita una statua per l’ideologia che incarna e per l’azione  che ha  compiuto.
D. STRAFACE PALMA  è e resta un eroe culturale  nonostante  le calunnie di cui è stato investito.
D. STRAFACE PALMA  è un modello sociale  virtuoso da emulare. I politici dovrebbero prenderlo come modello.

FINE

  

 


 

  1. BIBLIOGRAFIA

A.A. Chinese Architecture, Expo-2010. CCTV, 2010
Anastasi, A. (1965):  Psicologia differenziale. Firenze
Giunti e   Barbera
Aprile,  P. (2010):  Terroni.   Piemme, Milano
Aprile,P. 2011): Giù al Sud.  Piemme, Milano
Aprile, P. (2016):  Carnefici.  Piemme, Milano
Aprile, P. (2018):  L’Italia è finita.  Piemme, Milano
Bandura, A. (1966) Aggression : A Social Learning analisys
Clift, New York ( it. Bandura, A (2000): Autoefficacia,
teoria e Applicazioni, Erikson, Trento.)

Bertelli, F.(2014): Formazione etico-psichica.
( i.c.s.)

Bertelli, F.(2015): Rita Levi-Montalcini.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2016a): Memoria  e intelligenza:
differente valenza.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F (2016/c): Definizione del concetto di scienza.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2016/d):  L’uomo cinese: il futuro del
pianeta.  www.francescobertelli.it

Bertelli, F.(2016/e): Prevenzione di un criminale e di
una prostituta.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/a): Le truffe del papa e di Fatima.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/b):  Era postcristiana.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/c): Patologica la morale cristiana
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2017/e): Un assassino seriale alla base
della morale  cristiana.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/a): Etica bioevolutiva
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/b): C. Lombroso, un letterato
profetizzante  e imbecille. www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/c): Profilo psicologico di un
cosiddetto “brigante”: Palma.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/d): Vittorio Emanuele II:
un imbecille e un disabile etico.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/e): Il Meridione nei secoli
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/g): L’orfismo pitagorico in Calabria.
www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/h): Definizione del concetto di Unità
culturale e politica.  www.francescobertelli.it
Bertelli, F.(2018/i): Definizione di influenza psichica
sul comportamento.   www.francescobertelli.it
Boncinelli, E (2009): Il cervello, la mente l’anima.
Milano, Monddori
Boncinelli, E (2011): La vita della nostra mente.
Laterza, Roma
Bortz, J. (1984): Statistik  fuer sozialwis-
senschaftler. Heidelberg, Springer

Boss, M (1971) Umris der Medizin, Bern Huber
Braudel, f. (1986): I tempi della storia: Economie,
società, civiltà. Dedalo, Bari
Caprara, G. (1998): Breve storia delle grandi
scoperte scientifiche. Bompiani, Milano
Ciano A. (2013): Savoia, i Massacratori del Sud.

Condrau, G (1973): Einfuerung in die
Psychotherapie.  Huber, Bern
Coon, R. (1954): Antropologia culturale. Mondadori, Milano
Corbellini, G.,(2011): Scienza quindi democrazia.
Einaudi, torino
Del Boca L. (2011): Maledetti Savoia. PM

Diamond  J. M. ( 1998): Armi, acciaio e malattie
Torino, Einaudi.
Dossi (1893): Note  azzurre. Adelfi, Milano.

Dragoni, G.et al. (2004): Dizionario biografico degli
scienziati. Zanichelli, Bologna
DSM-5, (1996): Manuale diagnostico dei disturbi
mentali. Masson, Milano

Eliade,  (1981) Storia dell religioni.
Eliade,  (1995) Lo sciamanismo. Ed. Mediterranee, Roma
Gangemi G. (2011): 150 anni di unita’:  la
formazione della coscienza nazionale. Roma
Giacobini, Cilli, C.   Malerba, G.(2015): Il nuovo
allestimento: patrimonio in beni culturali e strumento
   di educazione museale, in S. Montaldo (a cura di),(2015)
Il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso
dell’Università di Torino, Torino, Silvana editoriale,

Goring, C.B. ( 1913): The English convict: A
statistical study. London, Darling & Son
ICI-II, 1992
Jervis, G.(1975): Manuale critico di psichiatria
Feltrinelli, Milano.
Jores, A. (1981): Praktische Psychosomatik. Huber
Stuttgard
Kahan, V.L.(1974): Malattie mentali dell’infanzia.
Armando, Roma

Katz, D. (1948):  Gestaltpsychologie. Stuttgart: Schawabe
Katz, L.(2000): (Ed.) Evolutionary Origins of Morality:
Cross-Disciplinary Perspectives
Imprint Academic.
Keller, W. (1973): Algemeine Psychologie.
Universität Vorlesungen. Uni Zuerich
Kitcher, P. (2005) “Biology and Ethics” in David Copp
(ed.) The Oxford Handbook of Ethical Theory, Oxford
University Press

Keup, H (1974): Modelvorstellung von
Verhaltensstörungen: „Medizinische Modelle „
und mögliche  Alternativen, In: C.  Kraiker (1974) cur.:
Handbuch der Verhaltenstherapie, p. 117-151.
Klaus, (1972):  F O R S C H U N G-statistik. Stuttgart
( it. Statistica della RICERCA SCIENTIFICA.
Korboz, J.:(1974): Jugendpsychiatrie, Vorlesungen.
Uni Zürich,
Kostjuk, G.S. (1969): Fragen der Denkpsychologie.
In:  Hiebsch(Hrg): Ergebnisse der sovjetischen
Psychologie. Stuttgart:  Klett, p. 241-366
Kuhn T.S. (1972): Die Struktur wissenschaftlicher
Revolutionen.
   Suhrkamp, Frankfurt
Lalli, N.(1999): Manuale  di psichiatria  e
psicoterapia. Napoli, Liquori.
Lombroso, C. (1864)  Genio e follia.  Milano Hoepli.
Lombroso, C. (1876): L’uomo delinquente,
Milano, Hoepli,
Lombroso, C. (1893): La donna delinquente, la prostituta,
la donna normale.  Milano, Hoepli
Lombroso, C. (2009): La donna delinquente,
la prostituta e la donna normale
, rist. 2009,
Et. al. Milano, Hoepli
Lorenz, K. ( 1978)L’etologia: fondamenti e metodi
Boringhieri, Torino,
Lorenz,K.(1981): L’aggressività. Euroclub, Bergamo,
Luban B, Pöldiger, W. (1971:  Der psychosomatische
Kranke in der Praxis. Springwer, Berlin.
Lurjia,  (1969): Neuropsicologia. Giunti/Barbera, Firenze
Mahbubani,K.:(2008)  The Asian Hemisphere.
Mokyr, J.(1990): The Lever of Riches, Technological
Creativity and Economic Progress. Oxford
University Press
Mainardi, D.(1974): L’animale culturale. Rizzoli, Milano
Mascaro, S., Korb, K.B., Nicholson, A.E., Woodberry, O.
(2010). Evolving Ethics: The New Science of Good
and   Evil. Exeter, UK: Imprint Academic.
Mitscherlich, A.(1966): Krankheit als Konflikt. Studien
zur psychosomatischen Medinzin. Suhrkampf Frankfhrt
Mokyr, J.(1990): The Lever of Riches, Technological
Creativity and Economic Progress. Oxford
University Press
Pancheri, P  (1983): Stress, emozioni, malattia,
Mondadori, Milano
Piaget,J.(1954): Die Psychologie der Intelligenz.
Bern,  Huber
Piaget,  (1991): Lo sviluppo morale del fanciullo.
Barbera-Giunti, Firenze
Remschimidt, H Dauner I (1979: Kinder- und Jugend-
psychiatrie. Thieme,Stuttgardt
Ridley, Matt (1996). The Origins of Virtue. Viking.
ISBN 0-14-026445-0.
Rifkin, J. (2003): Sogno Europeo. Mondadori Milano

Rubinstein, S.L. (1977): Grundlagen der  Allgemeinen
Psychologie  Berlin:  Volk und Wissen
Scharfetter, C. (1975): Allgemeine Psychopathologie.
Huber, Bern
Scharfetter, C. (1974): Psychiatrie Vorlesungen.
Universität  Zurich

Shermer, Michael (2004). The Science of Good and Evil:
Why People Cheat, Gossip, Care, Share, and Follow the
Golden Rule
. New York: Henry Holt and Company.
Sen, (2004): La democrazia degli altri. Milano
Mondadori
Smorti, M. Tschiesner, R, Farneti, A ( 2016): Psicologia
della buona scuola. Universitaria.

de Waal, F. (1991)  Far la pace tra le scimmie.
Rizzoli , Milano
de Waal, F.: (2001): Naturalmente buoni. Il bene
e il male nell’uomo e in altri animali
.
Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2008) Primati e filosofi.

    Evoluzione e  moralità.  Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2011) L’età dell’empatia. Lezioni
dalla  natura per una società più solidale.

Garzanti, Milano
de Waal, F.:(2013). Il bonobo e l’ateo –
In cerca di umanità fra i primati.
Cortina,
Milano
de Waal, F.:(2016) Are we smart enough? Garzanti, Milano  .
Watzlawick, ( 1966): Teoria della comunicazione.
 

FINE  DI Palma   p.  =  40 p      

 

 

 

NOTA: le ipotesi di Lombrofogna contraddice no solo la scinza ma peerfino la giurispudrenza la  quale dichiar’o legale l’azioni dei contadi insorti, detti briganti..

( NOTA sviluppare questo tema…
e perenne infamia di Mieli e altri ciarlatani della storia grafia.

 

 

 

 

Facebooktwitterrssyoutube

About Francesco Bertelli

Check Also

L’ IMBECILLE LOMBRO-FOGNA

C. LOMBROFOGNA, UN LETTERATO TEOLOGIZZANTE, UNO PSEUDOSCIENZIATO IMBECILLE, UN PLURICRIMINALE. C. Lombrofogna fu un letterato …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *