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” ITALIANI NEGRI DI EUROPA”

TOMMASO D’ÂQUINO (1225—1274)  e FRANZONI

Tommaso di Acquino (1225—1274) è stato uno pseudogenio imbecille, affetto dalla sindrome di creazionismo, ( la “parola creatrice”, “il verbo divino e creatore”) eunuco e malato di mente, completamente asservito al potere della chiesa.

SINDROME DI EUNUCHISMO
A 10 anni fu evirato. Privo di testosterone il suo corpo subì gravi deformazioni fisiologiche:
a) allungamento dell’altezza, assottigliamento e affusolamento della mani e delle dita come nelle donne,
c ) femminilizzazione psichica, aspetto femmneo ( vedi foto)

Dotato di discografica memoria verbale, ma di bassa
intelligenza, acquisì uno sterminato sapere  filosofico,
che   introdusse  nella  teologia cristiana  ma solo sul piano retorico.
Quello che nel cristianesimo era una setta e settaristico  nella teologia tomistica divenne “universale, cosmico, galattico”. Ma solo sul piano retorico. La Chiesa continuò a esser anche dopo il tomismo una setta,  che sviluppa gli orrori e i crimini dell’Inquisizione e della caccia alle streghe. Il che tutto dirfe.

Tutta la sua teologica tutta la sua produzione è pura retorica, gioco retorico, senza nesso con la realtà
Nessun legame,  nessun riscontro con la realtà.
Leggendo le sue opere si scopre  la nullaggine, la vuotaggine, nientaggine, il nonsenso, l’etereo.
Tommaso è l’incarnazione della imbecillità, della nullaggine, del nulla.
Ma essendo dotato di bassa intelligenza, era un imbecille
diede massima rilevanza alla parola creatrice al “verbo divino e creatore”, e scarsissima o nessuna rilevanza
ai fatti, al mondo del reale. Egli inventa la realtà.
Dio creò il mondo e lui Tommaso continua a creare la realtà, attribuendola a Dio.
In Tommaso   la parola prevale sul fatto, la retorica sulla realtà, il divino il soprannaturale sul naturale.
Perciò tutta la sua teologie o filosofia è campata in aria,  senza nessun riferimento alla realtà: nessun contatto con i fatti.  Tale pensiero costruito sul pappagallismo verbale sfocia nel “libero arbitrio” ( Tommaso, 1273: Somma teologica) equivalente all’ “assoluta libertà della volontà”.

Le farneticazioni di soggetti psichiatrici
(Pietro, Giovanni e altri)  vennero rivestite di vocaboli filosofici acquistando l’aspetto di una dottrina, di teoria.  ma solo l’aspetto, la parvenza, solo la maschera.
Nella sostanza esse erano e rimasero  cose private, soggettive. Non assursero mai a “ entità generali, universali” come pretendono i teologi.
Le entità sollevate nel Vangelo e nella dottrina cristiana, elaborata da Tommaso, erano problemi  che
riguardavano soggetti psichiatrici: affetti da sindrome abbandonica, da gravi malattie mentali e  comportamentali.
Questi problemi furono generalizzati anche agli uomini normali, che ammontano a oltre il 98%, ossia la stragrande maggioranza.
Tommaso  non risolse mai nessun problema trattato.
Il suo fu solo il gioco retorico, un gioco linguistico,
un puzle. Fu un giocoliere della parola, un funambulista
sulla corda della retorica. Un ciarlatano della teologia.
Rispetto ai contenuti non capì nulla, nulla di nulla.
Non capì che   la Bibbia era la mitologia cristiana, e andava tratta come mitologia non come storia.
Non imparò nulla della forte rettifica fatta da Platone,
8 secoli prima: quella di fare una netta distinzione tra sognologia (  in greco  mitologia) e storia, tra sogno e cronaca.
Non capì che Gesù  fu solo un simbolo onirico, ossia
la figura di un uomo non un uomo,  come diceva anche Paolo.
Tutta la sua speculazione teologica e filosofica si basa sulla sabbia mobile della sognologia/mitologia: Dio, Gesù, le favole della Genesi, quelle del Vangelo, “il crimine originale”, fede e ragione, ecc.

Non capì che il Vangelo e l’Apocalisse furono le opere
di soggetti psichiatrici, che non possono essere
generalizzati all’uomo normale, che rappresenta  la
maggioranza della popolazione. E oggi, nel XXI secolo, sono addirittura in via di estinzione.

Tommasso ha psichiatrizzato tutta l’umanità, degradandola  a livello di pochi soggetti malati di mente,
affetta dalla sindrome abbandonica.
Non capì che Gesù era affetto da paranoia (l’nferno eterno), da disabilità mentale, di antisocialità e di megalomania. A questi dati negativi egli diede valenza positiva, cercando di giustificare sul piano retorico
queste patologie.
1.Incompatibilità-1
Fu talmente disabile intellettivo  da non capire che l’inferno eterno, da lui legalizzato, e “amore e sapienza infiniti” di Dio  sono incompatibili, come bianco e nero.
2.Incompatibilità-2
Tommaso fu talmente imbecille  da non cogliere
il fatto che la persecuzione degli ebrei da lui  legalizzata  contraddiceva un caposaldo della  teoria secondo cui “Dio è padre di tutta l’umanità” e quindi anche degli ebrei.
Come padre normale avrebbe dovuto proibire la persecuzione degli Ebrei.
3.Incompatibilità-3
Non capì che “porre un altro uomo a sgabello dei propri piedi”  (Luca ) come prescrisse Gesù  nel Vangelo e  “l’amore del prossimo”  sono incompatibili.

4.Incompatibilità-4
Non colse la incompatibilità  tra “odia tuo padre e tua madre, …odia tuo fratello e tua sorella” (Luca) e
l’aderenza al culto di Cristo (Luca )

  1. Incompatibilità-5   Non capì la incompatibilità tra “il male” e la “onnipotenza di dio”. Se Dio fosse stato realmente onnipotente avrebbe prevenuto ogni forma di male.

 

Gli scienziati stanno realmente risolvendo il “male”

rappresentato da  5’000 malattie ( fisiche o mentali) che affliggono l’uomo.

Questo problema lo stanno risolvendo oggi gli scienziati, i quali essendo dotati di intelligenza limitata, stanno eliminando il male pezzo dopo pezzo.

La loro opera è  lenta e distesa nel tempo, ma è reale, visibile, fruibile. Ogni settimana viene annunciato un passo avanti nell’eliminazione del male. È solo un passetto, ma esso è reale, non retorico.

IL SACRO: tutti i fenomeni che i teologi trattano
sotto il termine di sacro, sono fenomeni che gli scienziati
descrivono sotto il termine di inconscio.
Il sacro non è qualcosa di ”altro”, come sostengono i teologi, ma qualcosa “inconscio”. Quello che  tramite i sogni proviene dall’inconscio, gli scienziati lo denominano “inconscio”, i teologi “altro”  proveniente da un ente estraterrestre.

Del suo pensiero non resta nulla.
Eccetto per la Chiesa che lo ha eletto a una  pietra
miliare della dottrina cristiana. E per i teologi pseudogeni imbecilli come lui, i quali lo esaltano al settimo, decimo, al 12.esimo e al 14.esimo cielo. Laddove risiede Dio,  nel suo trono di oro.
“Cieli”, che gli astronauti, sfrecciando nello spazio,  non hanno mai incontrano, poiché esistono solo nelle menti malate dei teologi e di taluni filosofi ciarlatani, anch’essi affetti di pseudogenialità imbecillesca, logorrea verbale. Tutti membri della medesima etnia.

  1. ANNICHILENTE GIUDIZIO DEL PROPRIO INCONSCIO
    ( Tommaso: sogno 1273)

 

fig.1: “È  tutto paglia” fu lo stroncante sogno inviato
dall’inconscio  all’Io_conscio (1273). E Tommaso smise
di scrivere le sue pagliette.

Il giudizio più acuto e severo sul pensiero di Tommaso, sulle sue opera  ( Tommaso, Somma Teologica,) lo ha dato il suo  proprio inconscio, il quale in un sogno comunicò alla suo conscio, al suo Io-conscio quanto segue: “È TUTTA PAGLIA” ( Sogno di Tommaso 1273).

Il suo inconscio conosceva bene la biografia di Tommaso: conosceva l’evirazione subita sui 10-11 anni prina che  maturassero le ghiandole sessuali produttrici di testoterone, e allora divenne una femmina passiva e succube del potere clericale.
Conosceva le pressioni parentali dei conti Aquino,
che lo costrinsero prima a farsi monaco contro la sua volontà e verso i 10 anni venne criminalmente evirato
alterando la sua personalità   e la sua psiche, e facendone
un servo  succube.
Tommaso capì la gravità della valutazione fatta dal suo inconscio e cadde in  profonda depressione. Perdette
ogni motivazione a riflettere e scrivere.  Così sospese le sue meditazioni  le sue riflessioni, e decise di non scrivere più.  Licenziò gli scrivani ai quali dettava i suoi pensieri. Un anno dopo decedette di morte precoce all’eta di 49 anni  per stress generati dai conflitti interiori,  dopo aver trascorso un intero anno nell’inattività  e depressione.

RILEVANZA DEL TOMISMO NELLA CULTURA ITALIANA,
NELLA GIURISPRUDENZA.

Il pensiero tomistico ebbe  ed ha ancora enorme rilevanza nella cultura italiana e specialmente nella giurisrpudenza  come pure nella didatttica.
a) Postulando  “assoluta libertà della volontà” (nel “libero arbitrio”  Tommaso fabbrica un uomo slegato dai suoi legami fisiologici e sociali,)   slegato dalla sue emozioni.
Nel ‘900 gli scienziati della psicologia, biologia hanno rilevato  e dimostrato come l’uomo sia legato a fattori fisiologici, emozionali. “Le emozioni condizionano il pensiero”.
Talmente imbecilli che ancor oggi non sanno distinguere tra religione di stato e religione redentrice,
non hanno ancora decifrato il significato “regno dei cieli” a di cui danno le interpretazione  più  disparate

Facendo di tutti questi un minestrone porcino.
Sbrodagliate letterarie…

GIURISPRUDENZA ITALIANA
la giurisprudenza italiana è completamente prigioniera del tomismo  “assoluta libertà della volontà”. Basta avere volontà e tutto è possibile  anche i miracoli ,  anche l’impossibile.

Il riconoscimento di tali assunti implica la localizzazione della responsabilità completamente nella psiche di un individuo   massimizzando anche la dolosità e la pena, e contemporaneamente   discolpando le autentiche fonti del crimine, il ladro  che di notte aggredisce.

CASO CLINICO_1.   FRANZONI.

Una vittima, una fra le moltissime,     delle imbecillità  dell’eunuco  Tommaso è il sig Franzoni.
Nel caso del Franzoni, che viene assalito da un ladro di notte, in casa propria,  spara  uccidendo il ladro. Lui, l’aggredito e derubato, nel 2019    riceve il massimo della pena e il ladro non riceve nulla,   anzi chiede risarcimento dei danni.  Tutto ciò avviene in base alla pseudoteoria  dell  “assoluta libertà della volontà”  di Tommaso.  che da altri intellettuali   venne   confutata e  rigettata,  ma dalla magistratura italiana viene posta alla base   della giurisprudenza  italiana  ignorando la teoria moderna dello stress, ( Selley, 1936, Pancheri 1983,  Lalli 1999;
Scharfetter, 1994)  . Il sig. Franzoni fu preda dello stress,   causato   dalla presenza di un ladro, che superato una  certa soglia,  gli fece perdere il controllo di sè    e lo indusse a sparare.
Il giudice ha ignorato queste   condizioni  della psiche di Franzoni,   ha assunto come determinante
“il libero arbitrio”  di Tommaso   massimizzando  la  responsabilità  e la pena.
In verità   si  dovrebbe mettere a base della giurisprudenza  la concezione scientifica della
PSICHE,    come hanno fatto le giurisprudenze di altri paesi avanzati.  e non  la pseudoteoria di  Tommaso  l’eunuco.
La giurisprudenza  italiana è a tuttoggi,  2019, ancorata alla barbarie del medioevo.

Ridicolo, grottesco.  E ora mi sovviene: in Svizzera intellettuali tedeschi chiamavano gli italiani “I  NEGRI DI EUROPA”.     Condivido pienamente.

FINE

 

 

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