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GRILLO EROE CULTURALE DEI TEMPI MODERNI

 

 

 

G. GRILLO   EROE    CULTURALE    DEI   TEMPI    MODERNI

 

hercules_blu_0[1]

fig. 1. Ercole ridimensiona il potere politico nei sogni
simbolizzato  dal leone, che egli uccide  intorno
al 7’000 a.C quando la Grecia entra nella cultura
agraria  ( Zohari 1993).
GRILLO è  stato  l’eroe culturale degli esclusi
dei tempi moderni  e lo scuotitore degli addormentati
promuovendo l’ autonomia nazionale e quella individuale.
Grillo presenta un’intelligenza superiore,   un forte
atteggiamento etico,  culto dei fatti al posto della parola come è uso in Italia,  dove vegetano schiere di pseudogeni imbecilli  che idolatrano la parola e ignorano i fatti,
che producono solo parole.
Ha promosso la democrazia diretta  mediante la piattaforma Rousseau.
Ha contribuito a arrestare la serie di suicidi di sventurati  piccoli imprenditori  caduti nella grinfie del fisco  predatore, la famigerata Equitalia.
Al contrario di altri eroi non usa  la clava, il coltello  o la pistola, ma lo strillo.

 

 

 

 

 

 

 

fig.2: Al contrario di altri eroi culturale che usarono
la clava,  il coltello o la pistola, Grillo usa il grido, lo strillo per farsi sentire.
Gli esclusi sono oltre 5’000’000, cinque milioni.

¨

 

 

 

 

 

2.2. IMPRINTAGGIO E PENSIERO Di G. GRILLO
Nella prima infanzia dall’ambiente sociale G. Grillo è stato imprintato  alla migliore socializzazione e al giustizialismo.
Dal padre egli ricevette   la vocazione quale civilizzatore e quale  giustiziere di questa classe sociale.
Ciò ha coniato indelebilmente la sua personalità tutto il corso della sua vita. Egli diventa un civilizzatore, un condottiero culturale ed etico.

IL PENSIERO DI GRILLO
Il pensiero di Grillo, inteso quale eroe culturale  (Lalli, 1999:Psichiatria;  Scharfetter, 1974: Psychiatrie]) è classe-specifico e non individuo-specifico.
La sua azione è sempre orientata al collettivo anche quando gli stimoli scatenanti sono singolari o individuali.
Il suo pensare, sentire e agire sono sempre orientati collettivamente ( qui collettivo si riferisce alla classe sociale con cui si è identificato:  quella degli esclusi.
Il suo imprintaggio  alla civilizzazione e al giustizialismo nella prima infanzia (Lorenz 1966; Vallortigara 2014, 2010, 2014) e la sua carriera di
eroe sono analoghi alle fatiche e ai sabotaggi di
di Aronne  ( personaggio storico) fra gli Egiziani;  di Ercole ( le 12 fatiche) nella Grecia antica.
Nella giovinezza la critica alle classi dominanti
sono miti ed esercitate tramite  le burle del cabarettista.
Più tardi egli fonderà un movimento di protesta denominato  MOVIMENTO 5S.

 

  1. VALUTAZIONE DI GRILLONoi lo valuteremo secondo le categorie di quattro discipline
  2. a) la giurisprudenza tedesca,
    b) l’antropologia
    c) la psicologia
    d) l’etica  bioevolutiva

 

3.1.  VALUTAZIONE  SECONDO  LA GIURISPRUDENZA
      TEDESCA.

Germania: Il legislatore tedesco già nel 1871  aveva scritto (art. 53 StGb): Legittima difesa è quella difesa che è necessaria per respingere una aggressione attuale e illegittima verso sé o verso altri. L’eccesso non è punibile se si è agito per concitazione o paura.

Due anni dopo tale norma venne  condivisa anche dalla giurisprudenza svizzera e da quella austriaca.

Egli aveva capito perfettamente che nella legittima difesa bisogna tener conto della situazione psicologica della vittima e non di alambicchi  mentali sulle parole della legge
Applicando le norme della legislazione  tedesca
(art. 53 StGb)  G. Grillo  risulta aver agito
per legittima difesa  degli esclusi di stato, esclusi dal collettivo  e per salvare lo stato dal
collasso completo nei prossimi decenni.
Alla base del suo pensiero vi è  un atteggiamento etico.

Egli agì per legittima difesa, per tutelare i diritti suoi e della sua classe sociale  e per salvare il collasso dello stato italiano nei prossimi decenni. Il debito pubblico è già a 2’300 miliardi e ogni anno cresce di  50-60 miliardi.
Nessun riesce ad arrestarlo.

 

 

 

3.2. VALUTAZIONE  SECONDO L’ANTROPOLOGIA

a)  Curricolo quale eroe culturale

Il signor Grillo è stato un eroe culturale.
Egli  presenta il seguente curricolo.
Nella prima infanzia Grillo è stato imprintato alla giustizia  sviluppando la sindrome di giustizialismo
e la sindrome di civilizzazione.
Come Aronne (1250-1200 a.C.)  nella tribù ebrea, come Ercole ( le 12 fatiche) nella tribù greca e come altri eroi culturali di altre tribù ed etnie,  l’eroe è il motore dell’evoluzione di un popolo,  di una classe   sociale.
G. Grillo  lo è  della classe degli esclusi di stato
che ammontano a 5 milioni ma in genere è il destatore degli addormentati.
Al contrario  il politico di carriera, attaccato alla poltrona,  ha connotazioni negative, poichè  predando produce solo nocumento e sofferenza agli altri.
Questi non ha nessuna ideologia, nessun fine  sociale.
Grillo  è un innovatore,  un rivoluzionario,
progressista, anticipatore del futuro.

È stato l’eroe culturale dei poveri e degli esclusi.
Rabdomante del futuro.  Insieme a Casaleggio ha colto il nuovo che sta sorgendo in politica  e nella tecnologia
e lo ha promosso.

Una intelligenza superiore anche se faceva “solo il comico”, termine a cui i suoi nemici lo connotavano.

B. DEMOCRAZIA DIRETTA

Ha introdotto la democrazia diretta in Italia
e  i suoi seguaci la esercitano  nella politica, suggerendo  di diffonderla  in altri paesi nel mondo.
Mediante la rete di internet, per ogni decisione politica, i suoi seguaci chiedono il giudizio dei loro iscritti, rendendo così ancor più democratica  la democrazia rappresentativa.
Queste manovre vengono attentamente seguite e osservate da studiosi di altri paesi, che intendono  introdurla anche
nei loro paesi.
Probabilmente tale procedura sarà una parte delle future democrazie rappresentative.

3.3. VALUTAZIONE SECONDO LA PSICOLOGIA
Per capire integralmente la personalità, le opere,
gli scritti e gli strilli di G. Grillo  occorre definire  il concetto di intelligenza.

  “ Intelligenza è una funzione psichica, che comporta la capacità di ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare in maniera astratta, pensare idee complesse, apprendere rapidamente, e apprendere dall’espe-rienza.  Riflette un capacità più ampia e profonda di capire ciò che ci circonda, “afferrare ” le cose,  attribuirgli un significato o “scoprire” il da farsi ”

(52 scienziati della psicologia: Mainstream: Science of intelligence, 1994)

Dell’intelligenza si sono occupati vari ricercatori
di molte discipline:  Piaget, 1956;  Anastasi 1964; DSM-5, 1996;   Galperin, 1969;  Kostjuk, 1969; Lurjia, 1969; Machmutov, 1974; Shapiro, 1974;  Rubinstein, 1972, 1977; Quitzow, 1990;  Funke et al.1998;  Perleth et al.1999; Roth, 1998;  Heller, 2000; Resch, et al.  2005 ; Wink, 2005;  Zimbardo et al.  1998.

In dettaglio:  l’intelligenza  è l’abilità a

1. ragionamento,
2. pianificazione,
3. soluzione di problemi,
4. pensiero astratto, concetti astratti,
5. elaborazione di idee complesse,
6. capacità di giudizio,
7. apprendimento  rapido,
8. apprendimento scolastico e accademico
9.  apprendimento dall’esperienza,
10. capire ciò che ci circonda, afferrare le cose,
11. attribuire significato alle cose, o scoprire
il necessario da fare,
12. autonomia nella gestione della vita quotidiana.

Grazie ai concetti astratti ( norme, principi,  leggi, ecc)
l’uomo intelligente è abile a programmare il futuro, a modularlo
secondo i propri interessi.
L’intelligenza è un fattore di riuscita e di successo. Essa
abilità l’uomo a realizzare se stesso.
Essa è anche un fattore determinante nella storia, nella politica, nell’arte militare  e nelle scienze.
IL CONTRARIO: DISABILITÀ  INTELLETTIVA O IMBECILLITÀ

Aiuta a definire meglio tale concetto il suo contrario,
quello di disabilità intellettiva, descritto dal  DSM-5(1996):  Manuale diagnostico dei disturbi  mentali, riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e usato nella psichiatria   contemporanea.

   Il soggetto affetto da disabilità intellettiva presenta deficit di:

  1. ragionamento,
    2. soluzione di problemi,
    3. pianificazione,
    4. pensiero astratto, concetti astratti,
    5. capacità di giudizio,
    6. apprendimento scolastico e accademico,
    7. apprendimento dall’esperienza,
    8. abbondanza di estremismi,
    9. caparbietà,
    10. carente autonomia nella gestione della vita
    quotidiana. Dipendenza dagli altri.L’intelligenza è costituita da parecchi fattori, che alcuni riducono a dodici.

    Nell’antichità si confondeva memoria verbale e intelligenza.  Teologi e filosofi  assegnano maggior rilevanza alla memoria verbale, e molto minore all’intelligenza.
    Nel paleolitico gli sciamani facevano esercizio per memorizzare  migliaia di versi ( Eliade, 1995). I teologi  cattolici  facevano lo stesso nel settecento. Ed teologi e filosofi lo fanno ancora oggi,  curando solo la memoria verbale, il papagallismo   e trascurando l’intelligenza.
    Solo nel secolo scorso, a partire dal 1911 iniziò lo studio dell’intelligenza che ha avuto un sviluppo esponenziale.
    Studi della psicologia russa  hanno evidenziato l’enorme rilevanza che l’intelligenza  ha svolto nell’evoluzione della specie umana, compreso nell’etica. Le 6’000 macro-invenzioni compiute dall’uomo durante  la sua evoluzione degli ultimi tre milioni di anni,  sono opera dell’intelligenza,  al primo posto della abilità alla soluzione di problemi (Kostjiuk 1969,  Mainardi, 1974; 2006;  Rubinsstein 1977;  de Waal 2016, 2019 ).
    In Italia si continua a idolatrare e coltivare la memoria verbale e a sottovalutare l’intelligenza.
    I suoi idolatri principali sono: Agostino di Tageste, Tommaso di Aquino, l’imbecille Lombro-fogna, B. Croce
    e tanti altri, che le intelligenze superiori della
    psichiatria tedesca hanno classificato quali  “PSEUDOGENI IMBECILLI”.

B: PSEUDO-GENIALIATÀ IMBECILLESCA.

Taluni soggetti hanno un disarmonico sviluppo delle facoltà psichiche:  una fortissima memoria verbale e una
bassissima intelligenza.
Questa particolare combinazione dà luogo a un speciale
tipo dalla psichiatria tedesca denominato:  pseudo-genio imbecille.

Tali soggetti, carenti di intelligenza, la simulano producendo fiumi di parole  vuote di contenuto.
Le valanghe di parole li fa sembrare delle intelligenze superiori ossia dei geni.
La vuotezza o la stoltezza di contenuto  svela la loro
disabilità.  Donde il termine  pseudo-genio imbecille.
I sintomi  differenziali di tale tipo  dal normale sono:

a:  carenza di concetti astratti.

Il disabile intellettivo è carente di concetti astratti.  Egli produce solo concetti concreti, basati sul qui-e-ora, su oggetti visibili e tangibili.
Egli non produce  concetti astratti.  Li assume da altri, ma poi in pratica non sa usarli. Non sa operare con essi. Per lui i concetti astratti sono solo suono di parole. L’imbecille non sa operare con i concetti astratti
tradendo così il suo deficit intellettivo.
Donde gli psichiatri tedeschi ( Aujiuraguerra, 1972; Corboz, 1974, Lutz, 1962,  Scharfetter, 1974, et al.) hanno coniato il termine “pseudogenio imbecille”.
Nel campo biologico  il suo equivalente è il pappagallo, che memorizza  i suoni della parole, ma non capisce i relativi contenuti. E quindi non sa operare con essi.

La letteratura e le religioni pullulano di “pseudogeni imbecilli”.
Perfino soggetti gravemente ammalati di mente,  durante attacchi di delirio e di fuga delle idee, venivano ritenuti  “invasi da Dio”, “possessione divina” ( Bibbia).
Giacchè Dio viene ritenuto essere  sapienza infinita anche i loro impossessati venivano ritenuti affetti da intelligenza superiore.
Anche la “fuga delle idee”  o “diarrea verbale” veniva definita  “intelligenza superiore”. Oggi in psichiatria, che è una scienza empirica, esse  sono classificate quali malattie.

b: inabilità alla soluzione di problemi.
Lo pseudogenio imbecille è inabile alla soluzione di problemi, perciò  ricorre e fa largo uso di preconcetti, precomprensioni e pregiudizi  creando discrepanze e dissonanze e talvolta assurdità.  Egli è sommerso da idee del passato.  Situazioni attuali pretende di risolverle
con l’impiego di preconcetti e pregiiudizi, completamente inadeguati al  contesto attuale.

c: Inabilità al giudizio.
Lo pseudogenio imbecille è inabile alla costruzione
di giudizi. Non riesce nell’analisi e sintesi, e nella generalizzazione di particolari dati di un fenomeno.
Egli è costretto ad affidarsi a giudizi  altrui,  del
passato che spesso non sono pertinenti.
Sicchè le valutazioni dell’imbecille sono sempre
inadeguate  o false.
Tutti i giudizi prodotti di Agostino di Tageste, Tommaso di Aquino, dell’imbecille Lombro-fogna, di B. Croce
e  di tanti altri, nel tempo sono risultati tutti falsi.

d. Inabilità  al non immediatamente percepibile.
Lo pseudogenio-imbecille non sa cogliere il non immediatamente  percepibile. Il suo sapere si estende solo
al qui-e-ora ed è costituito da una giustapposizione di
fatti, fatti e ancora fatti. IL raggio di azione delle sue idee si estende al qui-e-ora. Non sa prevedere  né programmare il futuro.  Vive alla giornata.
Per tal motivo  ha difficoltà nell’apprendimento scolastico e accademico, nell’ apprendimento dall’esperienza  e dal mondo circostante, che viene creato dagli scienziati.
Il suo comportamento  abbonda di estremismi, di
caparbietà, di carente autonomia  perfino nella gestione della vita quotidiana.
La teologia e la letteratura abbondano  da pseudogeni imbecilli.
Esempi paradigmatici  di pseudogeni imbecilli sono stati Francesco di Assisi, Agostino di Tageste, Tommaso di Aquino, l’imbecille Lombro-fogna, B. Croce e   tanti altri,  che ancora oggi vengono idolatrati  e magnificati.

Sono state costruite varie scale per misurare l’intelligenza. La più nota è quella di Wechseler(1959):

Fra gli avversari di Grillo e del suo movimento  vi sono molti pseudogeni imbecili.

 

4.4 VALUTAZIONE  SECONDO L’ETICA
BIOEVOLUTIVA

Se applichiamo i principi della morale bioevolutiva,
( Bertelli, 2018/a,  DSM-5, 1996; Katz, 2000; Ridley, 1996; Ruse,  1993;  Shermer, 2004;  De Waal, 2001, 2008, 2009, 2011; Wright, 1994)  risulta che il signor Grillo, affetto dalla sindrome di giustizialismo, è un moralista, fedele osservante  dell’ “etica dei poveri”   costituita da  reciprocità, empatia e solidarietà, equità e giustizia, soccorso, consolazione, imparzialità , bontà e utilità sociale, culto del collettivo,   atteggiamento costruttivo
inclusivismo, altruismo  possibile ( Mainardi 1974,   de Waal,  2008, 2009,  2011,).
Grillo  pratica tutte le virtù  dell’etica bioevolutiva
pertanto merita il titolo di  “moralista”  tramite l’imprinting  ereditato dal padre e dal patrimonio culturale del suo parentado.
Da suo padre è stato improntato alla giustizia  e alla
respnsabilità.

  1. Reciprocità
    Egli pratica la reciprocità: “Non fare agli altri
    quello che non vorresti che gli altri facessero  a te.”
    Impedì  che si facesse del male agli esclusi di stato, specialmente ai piccoli imprenditori.
  2. Empatia e solidarietà,
    Egli ha colto e sentito  i sentimenti degli altri  degli esclusi. Fu coinvolto emotivamente dalle loro sofferenze. E si è impegnato a difenderli anche gridando e strillando nelle piazze.
  3. Equità e giustizia,
    La giustizia  è un insieme di aspettative sul modo in cui l’individuo prevede di venir trattato e sul modo in cui  lui si aspetta che le risorse dovrebbero essere divise. Nella suddivisione delle risorse egli ha fatto sempre parti uguali, senza nessun privilegio rompendo la concezione dei teologi che pretendevano privilegi per sè.
    Perseguendo il privilegio, la teologia cristiana è stata ed è  fomentatrice di   conflitti e  della violenza.
    E Grillo è anticlericale e antipapista.
  4. Soccorso.
    Grillo ha sempre  aiutato  chi aveva bisogno, coloro soffrivano  ed erano caduti in disgrazia  nella corrotta
    democrazia  italiana.
  5. Consolazione
    Con il suo operato, con il suo pensiero Grillo consolò sempre coloro che soffrivano. L’unico  in Italia che si è occupato di loro  sul piano dei fatti.
    Una  categoria del suo pensiero e del suo sentire  è quello che tutti abbiano la propria fetta di benessere e di felicità: “ una casa per tutti e un lavoro per tutti.”
  6. Bontà e utilità sociale.
    Rispetto e aiuto ai poveri Grillo ha  programmaticamente  praticato bontà e utilità sociale.
  7. Culto del collettivo
    Il suo operato è diretto non a singoli individui ma
    alla classe degli esclusi al primo posto  ai piccoli imprenditori ed operai tartassati da Equitalia.
    Egli ha un visione collettiva  della società italiana
    e ha promosso un atteggiamento inclusivista.
    La sua visione anticipava  la concezioni odierna in cui
    “ogni cittadino ha il diritto alla vita e a una vita normale e dignitosa”
    Il suo pensiero e il suo agire sono sempre  stati classe-specifici  e inclusivista.

8) atteggiamento costruttivo.

Grillo  ha realizzato il 13.esimo principio della etica bioevolutiva: la creatività.   Sostenuto dalla superiore intelligenza e dalla atteggiamento etico  egli è un uomo creativo, innovativo. Ha visto quello che non videvano e intuivano gli altri.
Per  poter accrescere la sua creatività, legge molto gli scienziati che studiano innovazioni sociali. Ossia fruisce non solo della propria intelligenza, ma impara  a conoscere anche quelle degli altri.


   Grillo ha un atteggiamento costruttivo della società e della storia. Egli cerca di costruire una società migliore, più giusta e più equa. Lotta per un società più evoluta, che riconoscesse tutti i diritti di tutti specialmente degli esclusi di stato.
A 5 milioni di esclusi ha dato il minimo esistenziale tramite il diritto di cittadinanza.
   Grillo ha aperto alle novità e all’idea di estendere i benefici di cui godono le classi ricche ai poveri o esclusi.

La sua idea è: estendere i diritti umani a tutti le classi sociali compreso ai contadini.
Grillo sta  cambiando l’ambiente culturale, gli atteggiamenti ostili e predatori verso  gli esclusi
di vari categorie di professionisti e mestieranti.

Grillo soddisfa  tutti i principi dell’etica bioevolutiva.   Pertanto merita il titolo di moralista, di personalità  etica.

 

 

  1. ALTRI EROI CULTURALI NELLA STORIA

 

fig. 3: Il mausoleo di Lenin a Mosca, luogo di
pellegrinaggio da parte di milioni di visitatori.
Nian (12’000 a.C. scienziato  inventore della agricoltura e  cultura cinese in Cina; Gilgamesh ( 8’500 a.c.) fondatore della cultura sumerica in Persia;
Orfeo/l’Illuminato  calabrese, nell’ XI secolo a.C., eroe dei bambini abbandonati e promotore del controllo delle nascite;  Aronne(1250-1200 a.C.) fondatore  della tribù ebrea;  Ercole  (6500 a.C.) nella Grecia antica( vedi le 12 fatiche: Bertelli  2019);  V. Lenin (1870-1924)  in Russia;   Mahatma Gandi (1869-1948) in India;  Mao Zedong (1893-1976) in Cina;  N. Mandela( 1918-2013) promotore dell’uguaglianza e dell’antirazzismo in Sudafrica;    Martin Luter  King(1929-1968) sostenitore dei diritti civili degli afroamericani  negli USA; F. Castro (1926-e2016) a Cuba; i partigiani  nella II guerra mondiale.  E molti altri ancora.

  1. Grillo  è da classificare  quale eroe culturale, quale incivilitore, quale fondatore di una nuovo corrente di pensiero alla pari  di molti eroi culturale della storia umana almeno in Italia.
    Tale giudizio scaturisce dalla  nostra concezione strutturale ( gestaltica) e causale della storia e non una atomistica e sintomatica, come  fanno molti del mainstream.
    Non semplice fanatismo, tifoseria  di soggetti psichiatrici, ma guidati dal nostro pensiero strutturale, abbiamo  alta stima per il ruolo da lui svolto.<

Le basi giuridiche ed etiche del suo pensiero e del suo movimento.
RISCRIZIONE DELLA STORIA D’ITALIA

Noi vogliamo riscrivere la storia d’Italia.
“L’Italia del cambiamento” ( L. Di Maio, 2018, 2019)
Una nuova storia basata su criteri scientifici  e su principi etici   quelli dell’ etica bioevolutiva ossia di un’etica anch’essa scientifica,  valida ed attendibile.
A nessuno dei vecchi politicanti  interessava il nostro futuro, il nostro bene: era una continua gara ad arraffare, depredare   scippare in varie modi e  con varie leggi e leggine.
Grillo e i suoi seguaci stanno ponendo fine a tale
scempio.
Per la prima volta nella storia italiana, nelle
votazioni del 27/10/2019 in Umbria fra i candidati non vi sono stati impresentabili ( Morra  2019).
Ciò è  inappellabilmente  merito di Grillo e dei suoi seguaci.
  Oltre che degli esclusi  si è occupato anche degli addormentati. Tuta la nazione era narcotizzati
dai polpettoni di Hollywood,  e di varie agenzie culturali
cinema, TV, RAI,  religione,  ecc)  che  per fare i loro interessi privati, avevano addormentato  gli Italia nel beato consumismo: “compra oggi e paga do-MAI…”  oppur ”auto migliore, vita felice…”
La felicità, l’riuscita nella vita, il benessere psicofisico  veniva fatto dipendere solo dal consumismo irresponsabile.
Grillo  ha svegliato gli Italiani dormienti.
I Russi, gli Indù, i Cinesi,  i Cubani  hanno innalzato statue ai loro rispettivi eroi  o fondatori culturali e oggi prosperano  e il tasso di criminalità in tali paesi è in via di estinzione.
Noi vogliamo esprimere la nostra gratitudine, innalzando una statua  all’eroe culturale  Giuseppe  Grillo, un
modello sociale virtuoso per le giovani generazioni.

 

 

 

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In cerca di umanità fra i primati.
Cortina,
Milano
de Waal, F.:(2016) Are we smart enough? Garzanti, Milano  .
Watzlawick, ( 1966): Teoria della comunicazione.
 

FINE    

 

 

 

 

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